Locazione vitalizia: l'evento certo fissa la durata determinata anche se la data è sconosciuta
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Locazione vitalizia: l'evento certo fissa la durata determinata anche se la data è sconosciuta

📅 Décision du 18 gennaio 1995⚖️ Cour de cassation👁️ 3 vues📖 5 min de lecture

Una locazione conclusa fino al decesso del conduttore è una locazione a durata determinata, anche se la data dell'evento è sconosciuta. La Corte di cassazione annulla la sentenza della corte d'appello di Rennes che l'aveva riqualificata come durata indeterminata, cambiando le regole di disdetta e di protezione delle parti.

Decisione di riferimento : cc • N° 92-17.702 • 1995-01-18 • Consulta la decisione →

Immaginate: siete proprietari di un appartamento a Mimizan, e stipulate un contratto di locazione nel 1981 con una coppia di conduttori anziani, convenendo che l'alloggio sarà locato « fino al loro decesso ». Pensate di aver fatto un contratto chiaro, per una durata che terminerà in un momento prevedibile, anche se la data esatta è sconosciuta. Ma ecco che i conduttori, trent'anni dopo, ritengono che questa locazione sia a durata indeterminata e che voi non possiate porvi fine senza rispettare un preavviso di sei mesi e giustificare un motivo legittimo. Chi ha ragione? Questa domanda, banale in apparenza, ha diviso i tribunali fino a quando la Corte di cassazione, il 18 gennaio 1995, ha posto fine al dibattito: una locazione il cui termine è fissato da un evento certo, come il decesso, è una locazione a durata determinata. E questo cambia tutto, in particolare per le regole di risoluzione e di disdetta. Decifrazione di un caso proveniente dalle spiagge della costa delle Landes, che interessa sia i proprietari locatori che i conduttori.

I fatti: una storia come capita ogni giorno

Nel 1981, una proprietaria, che chiameremo Sig.ra X, concede in locazione un immobile situato a Mimizan a una coppia, i coniugi Y. Il contratto, firmato davanti al notaio il 27 novembre 1981, precisa che la locazione è concessa « fino al decesso dei conduttori ». Passano gli anni, e nel 1989 la proprietaria desidera recuperare il suo bene. Intima una disdetta ai conduttori, che la contestano. Secondo loro, essendo la locazione a durata indeterminata (poiché non si sa quando moriranno), la disdetta deve rispettare le regole delle locazioni abitative: preavviso di sei mesi e motivo legittimo (ad esempio, rientro per abitare o vendita). La proprietaria, al contrario, sostiene che la locazione terminerà automaticamente alla morte dei conduttori, e che quindi può dare disdetta in qualsiasi momento, con un semplice preavviso di tre mesi, senza dover giustificare un motivo.

Il caso arriva davanti al tribunale d'istanza di Mont-de-Marsan, poi in appello alla corte d'appello di Rennes. Nel marzo 1992, la corte d'appello dà ragione ai conduttori: ritiene che la locazione sia a durata indeterminata, poiché la data dell'evento (il decesso) è sconosciuta. Annulla la disdetta e ordina l'espulsione della proprietaria. Ma quest'ultima non si arrende: ricorre in cassazione. La Corte di cassazione, con una sentenza del 18 gennaio 1995, annulla la sentenza d'appello. Ricorda che una locazione il cui termine è fissato da un evento certo (il decesso è inevitabile) è una locazione a durata determinata, anche se la data di realizzazione di tale evento è sconosciuta. Il caso viene rinviato a un'altra corte d'appello.

Il ragionamento della giurisdizione — analizzato

La Corte di cassazione si basa su due articoli del Codice civile: l'articolo 1709, che definisce la locazione come un contratto con cui una parte si obbliga a far godere all'altra di una cosa per un certo tempo, e l'articolo 1737, che dispone che la locazione cessa di diritto alla scadenza del termine fissato, senza necessità di disdetta. In termini semplici: se il contratto prevede una durata determinata, anche se espressa con riferimento a un evento futuro (il decesso), la locazione termina automaticamente al verificarsi di tale evento. La proprietaria non deve dare una disdetta motivata; può semplicemente attendere il decesso o, se vuole risolvere prima, farlo alle condizioni previste dal contratto o dalla legge.

La sentenza della corte d'appello di Rennes aveva ritenuto che, poiché la data del decesso era sconosciuta, la locazione fosse a durata indeterminata. Ma la Corte di cassazione corregge questa analisi: ciò che conta è il carattere certo dell'evento, non la conoscenza della sua data. Il decesso è una certezza; si verificherà prima o poi. Di conseguenza, la locazione ha un termine fisso, anche se tale termine non è noto in anticipo. La soluzione è logica: in una locazione a durata indeterminata, nessuna delle parti sa quando terminerà; in una locazione « vitalizia » (fino al decesso), entrambe le parti sanno che terminerà al più tardi alla morte del conduttore. C'è quindi una differenza fondamentale.

La Corte di cassazione non si limita ad annullare: precisa che la corte d'appello ha violato i testi riqualificando il contratto. È una decisione di principio, che fa autorità dal 1995. Non è stata messa in discussione da allora, ed è regolarmente citata nelle controversie relative alle locazioni a durata determinata per evento.

Cosa cambia per voi — concretamente

Per i proprietari locatori: Potete concludere una locazione « vitalizia » (fino al decesso del conduttore) in tutta sicurezza. Non dovete temere che il contratto venga riqualificato come durata indeterminata, con i vincoli che ne derivano (preavviso di sei mesi, motivo legittimo). Attenzione però: se desiderate dare disdetta prima del decesso, dovete rispettare le regole applicabili alle locazioni a durata determinata. In materia di locazione abitativa, la legge del 6 luglio 1989 impone un preavviso di tre mesi (ridotto a un mese in zona tesa) e un motivo legittimo (rientro per abitare, vendita, motivo legittimo e serio). Ma se il contratto prevede una clausola di risoluzione anticipata, essa può essere valida a determinate condizioni.

Per i conduttori: Attenzione! Una locazione « fino al vostro decesso » è una locazione a durata determinata. Non beneficiate della protezione rafforzata delle locazioni a durata indeterminata (che possono essere rinnovate tacitamente e possono essere risolte solo per motivo legittimo). D'altro canto, avete la certezza di poter rimanere nell'immobile fino al vostro decesso, salvo clausola contraria o inadempimento di vostra

Questions fréquentes

Un bail jusqu'au décès du locataire est-il à durée déterminée ou indéterminée ?

Selon la Cour de cassation (18 janvier 1995), un bail dont le terme est fixé par un événement certain, comme le décès, est un bail à durée déterminée, même si la date de cet événement est inconnue.

Puis-je donner congé à mon locataire en bail viager avant son décès ?

Oui, mais seulement si le contrat le prévoit ou si vous invoquez un motif légitime (reprise pour habiter, vente, motif sérieux). Le préavis est de trois mois (parfois réduit à un mois en zone tendue).

Que se passe-t-il si le propriétaire vend le bien loué en bail viager ?

Le nouveau propriétaire est tenu de respecter le bail jusqu'à son terme, c'est-à-dire jusqu'au décès du locataire. Le locataire ne peut pas être expulsé du fait de la vente.

Quels sont les risques pour le propriétaire d'un bail viager ?

Le principal risque est de ne pas pouvoir récupérer le logement avant le décès du locataire, sauf à prouver un motif légitime. Si les loyers sont faibles, le propriétaire peut subir une perte économique pendant de nombreuses années.

Comment rédiger un bail viager pour éviter les litiges ?

Il est conseillé de mentionner explicitement que le bail est conclu pour une durée déterminée prenant fin au décès du preneur, de prévoir une clause de résiliation anticipée pour motif légitime, et de faire appel à un notaire ou un avocat pour la rédaction.

Informations juridiques

  • Numéro: 92-17.702
  • Juridiction: Cour de cassation
  • Date de décision: 18 janvier 1995

Mots-clés

bail viagerdurée déterminéeévénement certaindécès du preneurCour de cassation 1995

Cas d'usage pratiques

1

Propriétaire à Mimizan : bail viager avec locataire âgé

Mme X, propriétaire d'une maison à Mimizan, loue à un couple de 75 ans avec un bail stipulant 'jusqu'au décès des preneurs'. Elle souhaite récupérer le bien pour le vendre. Que peut-elle faire ?

Application pratique:

Le bail étant à durée déterminée, Mme X ne peut pas donner congé sans motif légitime. Pour vendre, elle doit soit attendre le décès, soit invoquer la vente comme motif légitime (avec préavis de 3 mois). Si le contrat ne prévoit pas de résiliation anticipée, elle devra négocier avec les locataires ou attendre.

2

Locataire à Parentis-en-Born : protection contre l'expulsion

M. et Mme Y, locataires d'un appartement à Parentis-en-Born, ont signé un bail 'jusqu'à leur décès'. Le propriétaire veut les expulser pour louer plus cher à un autre. Ont-ils des droits ?

Application pratique:

Oui, le bail étant à durée déterminée, le propriétaire ne peut pas les expulser sans motif légitime. La simple volonté d'augmenter le loyer ne constitue pas un motif légitime. Les locataires peuvent rester jusqu'à leur décès, sauf faute de leur part (impayés, etc.).

3

Acquéreur d'un immeuble avec bail viager existant

M. Z achète un immeuble à Mont-de-Marsan, dont un appartement est loué avec un bail viager. Il veut y loger sa fille. Peut-il résilier le bail ?

Application pratique:

Non, l'acquéreur est tenu de respecter le bail en cours. Il ne peut pas résilier avant le décès du locataire, sauf motif légitime (reprise pour habiter, mais seulement pour lui-même ou son conjoint, pas pour sa fille majeure). Il devra attendre la fin du bail viager.

Maître Cécile Zakine

À propos de l'auteur

Maître Cécile Zakine — Avocate au Barreau des Alpes-Maritimes, Docteur en Droit. Chaque article de ce magazine est rédigé à partir de l'analyse d'une décision de jurisprudence réelle, commentée et mise en perspective par les équipes de Maître Zakine.

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