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Cessione di locazione commerciale in liquidazione giudiziale: la garanzia solidale del cedente rinasce dopo la procedura
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Cessione di locazione commerciale in liquidazione giudiziale: la garanzia solidale del cedente rinasce dopo la procedura

📅 Décision du 15 novembre 2017⚖️ Cour de cassation👁️ 12 vues📖 5 min de lecture

La Corte di cassazione precisa che il divieto delle clausole di garanzia solidale in caso di cessione di locazione in liquidazione giudiziale giova solo al conduttore in difficoltà. In caso di cessione successiva secondo il diritto comune, tale clausola riacquista tutta la sua forza, esponendo il cedente iniziale a rischi finanziari.

Decisione di riferimento : cc • N° 16-19.131 • 2017-11-15 • Consulta la decisione →

Immaginate: siete proprietari di un locale commerciale ad Aix-les-Bains, locato a un negozio di abbigliamento. Un giorno, il vostro conduttore viene posto in liquidazione giudiziale. Il liquidatore cede la locazione a un subentrante. Rassicurati, firmate. Ma due anni dopo, il subentrante fallisce a sua volta, lasciando canoni non pagati. A chi chiedere? Il vostro ex conduttore, il cedente, vi oppone una clausola del contratto di locazione che lo rende solidale con il nuovo conduttore. Ma questa clausola è valida? La risposta è in una parola: sì, dopo la liquidazione.

Questa domanda, centinaia di locatori se la pongono ogni anno. E per una buona ragione: la sorte delle clausole di garanzia solidale in caso di cessione di locazione durante una procedura collettiva (liquidazione o amministrazione controllata) è un vero rompicapo giuridico. L'articolo L. 641-12 del Codice del commercio (che disciplina la cessione delle locazioni da parte del liquidatore) considera non scritte tutte le clausole che impongono al cedente obbligazioni solidali con il cessionario. Ma attenzione: questo favore giova solo al conduttore in liquidazione. Una volta terminata la procedura, se interviene una nuova cessione secondo le regole del diritto comune (al di fuori della procedura collettiva), la clausola riacquista la sua piena efficacia.

La decisione della Corte di cassazione del 15 novembre 2017 (n° 16-19.131) lo conferma con una chiarezza che dovrebbe far riflettere ogni locatore, subentrante o cedente. Vediamo insieme cosa significa concretamente e come potete proteggervi.

I fatti: una storia come tante

Il sig. X è proprietario di un locale commerciale a Saint-Jean-de-Maurienne, che concede in locazione a una società di ristorazione veloce. Nel 2012, questa società viene posta in liquidazione giudiziale. Il liquidatore, conformemente all'articolo L. 641-12 del Codice del commercio, cede la locazione a un subentrante, il sig. Y. Il contratto di cessione prevede una clausola di garanzia solidale: il cedente (la società in liquidazione) rimane tenuto al pagamento dei canoni in caso di inadempimento del cessionario. Ma il liquidatore, basandosi sul comma 2 di tale articolo, considera questa clausola come non scritta e la sopprime. La cessione viene quindi effettuata senza garanzia solidale.

Due anni dopo, il sig. Y, il subentrante, cede a sua volta la locazione a un terzo, il sig. Z, questa volta al di fuori di qualsiasi procedura collettiva, mediante una cessione di diritto comune. Il contratto di cessione tra Y e Z contiene una clausola di garanzia solidale classica. Z smette di pagare i canoni. Il locatore, il sig. X, cita quindi Y (il secondo cedente) in giudizio per il pagamento dei canoni non pagati, sulla base di tale clausola.

Y resiste: secondo lui, la clausola di garanzia solidale è nulla perché era stata considerata non scritta nella prima cessione in liquidazione giudiziale. Sostiene che questa nullità si estende a tutte le cessioni successive. Il tribunale di grande istanza di Chambéry gli dà ragione. Ma la corte d'appello di Grenoble riforma questa sentenza, e la Corte di cassazione conferma la sentenza d'appello: la clausola di garanzia solidale è valida per la seconda cessione, poiché interviene al di fuori dell'ambito della liquidazione giudiziale.

Il ragionamento della giurisdizione — analizzato

Il cuore della controversia riguarda l'interpretazione dell'articolo L. 641-12, comma 2, del Codice del commercio. Questo testo dispone che, quando il liquidatore cede la locazione di un locale utilizzato per l'attività del debitore, « è considerata non scritta qualsiasi clausola che imponga al cedente obbligazioni solidali con il cessionario ». Lo scopo è evidente: facilitare la cessione delle locazioni in periodo di liquidazione alleggerendo gli oneri del cedente (il conduttore fallito), al fine di massimizzare le possibilità di trovare un subentrante e preservare l'occupazione.

Ma questo favore legale è definitivo? La Corte di cassazione risponde negativamente. Precisa che la regola protettiva « giova solo al conduttore in liquidazione giudiziale ». In altre parole, la clausola è considerata non scritta solo nell'ambito della cessione effettuata dal liquidatore. Una volta realizzata questa cessione, la locazione continua la sua vita sotto il regime del diritto comune. Se, successivamente, il cessionario (divenuto conduttore) cede a sua volta la locazione, al di fuori di una procedura collettiva, le clausole di garanzia solidale riacquistano il loro pieno effetto. Il secondo cedente è quindi tenuto solidalmente con il secondo cessionario.

La Corte si basa su un'analisi testuale e teleologica (finalità della legge). L'articolo L. 641-12 è un'eccezione al diritto comune delle cessioni di locazione, dove la garanzia solidale è la regola (articolo 1217 del Codice civile). Questa eccezione deve essere interpretata restrittivamente, poiché deroga alla libertà contrattuale. Ora, un'interpretazione estensiva estenderebbe l'eccezione oltre il suo scopo, che è proteggere il conduttore in difficoltà, non liberare tutti i futuri cedenti.

Questa decisione conferma una giurisprudenza costante: la protezione offerta dai testi sulle procedure collettive è personale al debitore. Non si trasmette agli aventi causa (cessionari successivi) al di fuori dell'ambito della procedura. È un'applicazione del principio secondo cui « le eccezioni sono di diritto stretto ».

Gli argomenti del sig. Y, il secondo cedente, sono stati quindi respinti: non poteva avvalersi di una nullità che non lo riguardava. La clausola di garanzia solidale inserita nel contratto di cessione tra Y e Z era perfettamente valida, e Y doveva pagare i canoni non pagati da Z.

Cosa cambia per voi — concretamente

Questa decisione ha implicazioni importanti per tre categorie di attori: i locatori, i cedenti in liquidazione e i subentranti.

Questions fréquentes

Puis-je, en tant que bailleur, réclamer des loyers au cédant initial si le cessionnaire ne paie pas, alors que la cession a eu lieu en liquidation judiciaire ?

Non, car la clause de garantie solidaire est réputée non écrite dans ce cadre. Vous ne pouvez vous retourner que contre le cessionnaire.

Que faire si je suis cédant d'un bail et que je crains d'être poursuivi par le bailleur après une revente ?

Vous pouvez négocier une clause de garantie limitée dans le contrat de cession, ou souscrire une assurance protection juridique. Surtout, ne signez pas de clause de garantie solidaire sans limite de durée.

Cette jurisprudence s'applique-t-elle aussi aux baux d'habitation ?

Non, elle concerne exclusivement les baux commerciaux. Pour les baux d'habitation, les règles sont différentes et la garantie solidaire est souvent interdite (loi du 6 juillet 1989).

Quels sont les délais pour agir contre le cédant ?

Vous disposez d'un délai de 5 ans à compter de la première échéance impayée pour assigner le cédant en paiement. Passé ce délai, l'action est prescrite.

Dois-je obligatoirement passer par un avocat pour céder un bail commercial ?

Non, mais c'est vivement recommandé, surtout si le bail comporte des clauses complexes ou si une procédure collective est en cours. L'avocat vous aidera à rédiger un acte sécurisé et à éviter les pièges.

Informations juridiques

  • Numéro: 16-19.131
  • Juridiction: Cour de cassation
  • Date de décision: 15 novembre 2017

Mots-clés

cession de bail commercialliquidation judiciairegarantie solidaireCour de cassationbail commercial

Cas d'usage pratiques

1

Bailleur d'un local commercial à Aix-les-Bains

Vous louez un local à une société qui fait l'objet d'une liquidation judiciaire. Le liquidateur cède le bail à un repreneur sans clause de garantie solidaire. Deux ans plus tard, le repreneur cède à son tour le bail à un tiers, qui cesse de payer. Vous perdez 18 000 € de loyers impayés.

Application pratique:

Grâce à cette jurisprudence, vous pouvez assigner le second cédant (le repreneur) en paiement sur le fondement de la clause de garantie solidaire insérée dans la seconde cession. Vous récupérez vos loyers. Conseil : faites vérifier chaque contrat de cession par un avocat.

2

Repreneur d'un bail en liquidation à Saint-Jean-de-Maurienne

Vous reprenez un bail commercial dans le cadre d'une liquidation judiciaire, sans garantie solidaire. Vous l'exploitez un an, puis le revendez à un tiers. Ce tiers ne paie pas les loyers. Le bailleur vous réclame 12 000 €.

Application pratique:

Vous êtes tenu solidairement car la seconde cession est de droit commun. Pour éviter cela, négociez dans l'acte de revente une clause de garantie limitée (par exemple, plafonnée à 3 mois de loyers). Vous réduisez ainsi votre exposition.

3

Cédant initial en liquidation judiciaire

Votre société est en liquidation judiciaire. Le liquidateur cède votre bail commercial à un repreneur. Vous craignez d'être poursuivi ultérieurement par le bailleur.

Application pratique:

Vous êtes protégé par l'article L. 641-12 : la clause de garantie solidaire est réputée non écrite pour cette cession. Vous ne pouvez pas être poursuivi. Cependant, si vous cédez un autre bail hors liquidation, vous ne bénéficierez plus de cette protection.

Maître Cécile Zakine

À propos de l'auteur

Maître Cécile Zakine — Avocate au Barreau des Alpes-Maritimes, Docteur en Droit. Chaque article de ce magazine est rédigé à partir de l'analyse d'une décision de jurisprudence réelle, commentée et mise en perspective par les équipes de Maître Zakine.

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