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Cessione di locazione commerciale: il locatore non può richiedere i canoni al cedente dopo la cessione
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Cessione di locazione commerciale: il locatore non può richiedere i canoni al cedente dopo la cessione

📅 Décision du 12 luglio 1988⚖️ Cour de cassation👁️ 10 vues📖 5 min de lecture

In caso di cessione regolare di una locazione commerciale senza clausola di solidarietà, il locatore non può esigere dal cedente il pagamento dei canoni scaduti dopo la cessione. La Corte di cassazione ricorda che solo il cessionario è debitore dei canoni successivi, salvo patto contrario.

Decisione di riferimento: cc • N° 86-15.759 • 1988-07-12 • Consulta la decisione →

Immaginate: siete proprietari di un locale commerciale a Vandoeuvre-lès-Nancy. Avete firmato un contratto di locazione con un conduttore che, un giorno, decide di cedere il contratto a un terzo. Siete informati, date il vostro consenso, e il nuovo conduttore si insedia. Ma qualche mese dopo, i canoni non arrivano più. A chi chiederli? Al vecchio conduttore, che non è più nei locali? O al nuovo, che occupa ancora il locale?

Questa domanda, centinaia di proprietari se la pongono ogni anno. E la risposta non è sempre intuitiva. Molti pensano che il cedente (il vecchio conduttore) rimanga garante dei canoni, soprattutto se il cessionario (il nuovo) non paga. Ma la legge dice il contrario, e la Corte di cassazione lo ricorda fermamente in una sentenza del 12 luglio 1988.

In questa decisione, i giudici hanno stabilito: in assenza di clausola di solidarietà (impegno contrattuale con cui cedente e cessionario sono obbligati insieme al pagamento), il locatore non può rivalersi sul cedente per i canoni scaduti dopo la cessione. Il cedente è liberato da ogni obbligo locativo a partire dalla data della cessione, purché questa sia regolare. Una sicurezza per i cedenti, ma una trappola per i locatori che non hanno previsto una clausola di solidarietà.

I fatti: una storia come tante

La signorina X., proprietaria a Vandoeuvre-lès-Nancy, concede in locazione un locale commerciale ai signori Y. in virtù di un contratto di locazione commerciale. Nel 1980, i signori Y. cedono il contratto alla signora Z. La cessione è regolare: il proprietario è informato e dà il suo consenso. La signora Z. diventa quindi la nuova conduttrice.

Ma ben presto, i canoni cessano di essere pagati. La signorina X. si rivolge allora ai cedenti, i signori Y., per chiedere il pagamento dei canoni insoluti. Ritiene che questi rimangano obbligati al pagamento, anche dopo la cessione. I signori Y. rifiutano, sostenendo di non essere più conduttori e di non avere alcun obbligo di pagare i canoni successivi alla cessione.

La causa arriva davanti al tribunale di Nancy, poi davanti alla corte d'appello. Nel 1986, la corte d'appello di Nancy dà ragione ai cedenti: respinge la domanda della signorina X. Quest'ultima ricorre in cassazione.

Davanti alla Corte di cassazione, la signorina X. sostiene che la cessione del contratto di locazione non ha, salvo patto contrario, l'effetto di liberare il cedente dai suoi obblighi verso il locatore. Secondo lei, il cedente rimane tenuto al pagamento dei canoni, anche dopo la cessione, perché il locatore non ha consentito a una novazione (cambiamento del debitore).

I signori Y. rispondono che, in assenza di clausola di solidarietà, la cessione regolare del contratto di locazione ha l'effetto di sostituire il cessionario al cedente in tutti i diritti e obblighi derivanti dal contratto. Il cedente non è quindi più debitore dei canoni successivi alla cessione.

Il ragionamento della giurisdizione — analizzato

La Corte di cassazione, con la sua sentenza del 12 luglio 1988, respinge il ricorso della signorina X. e conferma la decisione della corte d'appello di Nancy. Il ragionamento è semplice e si basa su un principio essenziale del diritto dei contratti: la cessione del contratto di locazione è una cessione di contratto (trasferimento della qualità di conduttore da una persona a un'altra).

I giudici ricordano che, salvo clausola contraria, la cessione del contratto di locazione comporta la sostituzione del cessionario al cedente nell'insieme dei diritti e obblighi derivanti dal contratto. In altre parole, a partire dalla cessione, è il cessionario che diventa l'unico debitore dei canoni e delle spese. Il cedente è liberato per il futuro.

La Corte si basa sul principio dell'effetto relativo dei contratti (le convenzioni vincolano solo le parti che le hanno sottoscritte). Il cedente non è più parte del contratto dopo la cessione. Di conseguenza, il locatore non può esigere da lui il pagamento dei canoni scaduti dopo la cessione, a meno che non sia stata prevista una clausola di solidarietà nel contratto di locazione o nell'atto di cessione.

Questa decisione non è una sorpresa: è conforme alla giurisprudenza costante della Corte di cassazione. Già nel 1970, la Corte aveva stabilito che la cessione regolare di un contratto di locazione libera il cedente dai suoi obblighi futuri (Civ. 3e, 18 febbraio 1970). La sentenza del 1988 non fa che confermare questa soluzione, precisandola: l'assenza di clausola di solidarietà è determinante.

Gli argomenti della signorina X. (novazione, mancata liberazione del cedente) sono stati respinti. La Corte ha ritenuto che la cessione non è una novazione (creazione di una nuova obbligazione) ma un trasferimento di contratto. Il locatore non deve acconsentire a una liberazione del cedente: la legge prevale, salvo volontà contraria delle parti.

Pertanto, la sorte del cedente è chiara: una volta effettuata regolarmente la cessione, può dormire sonni tranquilli. È il cessionario che si assume i canoni futuri. Il locatore, invece, deve essere vigile: se vuole conservare un'azione contro il cedente, deve esigere una clausola di solidarietà.

Cosa cambia per voi — concretamente

Per il proprietario locatore

Se siete proprietari di un locale commerciale a Nancy o altrove, e il vostro conduttore intende cedere il contratto, dovete assolutamente esigere una clausola di solidarietà nell'atto di cessione. Senza questa clausola, perdete ogni azione contro il vecchio conduttore per i canoni non pagati dopo la cessione. Immaginate: date il vostro consenso a una cessione, il nuovo conduttore (cessionario) paga tre mesi e poi scompare. Senza clausola di solidarietà, non potete chiedere i canoni al vecchio conduttore, anche se è solvibile. V

Questions fréquentes

Puis-je réclamer les loyers à l'ancien locataire si le nouveau ne paie pas ?

Non, sauf si une clause de solidarité a été prévue dans le bail ou l'acte de cession. La Cour de cassation (1988) a jugé qu'en l'absence de clause, le cédant est libéré de toute obligation pour les loyers postérieurs à la cession.

Que faire si je suis bailleur et que je n'ai pas de clause de solidarité ?

Vous devez agir rapidement contre le cessionnaire : mise en demeure, puis action en justice pour obtenir le paiement des loyers et éventuellement la résiliation du bail. Vous pouvez aussi demander des dommages-intérêts si le cessionnaire est insolvable.

Quels délais pour agir contre le cessionnaire impayé ?

Vous avez 5 ans à compter de chaque échéance impayée (prescription de droit commun). Il est conseillé d'agir dès le premier impayé pour éviter l'accumulation de la dette.

La cession doit-elle être notifiée au bailleur ?

Oui, la cession doit être signifiée au bailleur par acte d'huissier ou notifiée par lettre recommandée avec accusé de réception. À défaut, le bailleur peut demander la nullité de la cession (art. L. 145-16 du Code de commerce).

Le cédant peut-il être poursuivi pour des loyers antérieurs à la cession ?

Oui, il reste tenu des loyers impayés avant la cession. La libération ne vaut que pour l'avenir. Assurez-vous d'avoir un état des lieux et un décompte précis à la date de la cession.

Informations juridiques

  • Numéro: 86-15.759
  • Juridiction: Cour de cassation
  • Date de décision: 12 juillet 1988

Mots-clés

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Cas d'usage pratiques

1

Bailleur impayé après cession sans clause de solidarité

M. Dupont, propriétaire d'un local commercial à Nancy, donne son accord à la cession du bail de son locataire à une société. Six mois plus tard, la société cesse de payer les loyers (3 000 €/mois). M. Dupont n'a pas exigé de clause de solidarité dans l'acte de cession.

Application pratique:

M. Dupont ne peut pas réclamer les 18 000 € d'impayés à l'ancien locataire (cédant). Il doit agir contre la société cessionnaire : mise en demeure, puis assignation en paiement et résiliation du bail. Il peut aussi saisir le juge des référés pour obtenir une provision. À l'avenir, il doit systématiquement exiger une clause de solidarité.

2

Locataire cédant libéré après cession régulière

Mme Martin, locataire d'un local commercial à Vandoeuvre-lès-Nancy, cède son bail à un tiers. Le bailleur donne son accord. Six mois plus tard, le cessionnaire ne paie plus. Le bailleur réclame les loyers à Mme Martin.

Application pratique:

Mme Martin peut opposer l'arrêt de 1988 : en l'absence de clause de solidarité, elle n'est pas tenue. Elle doit fournir au bailleur la preuve de la cession régulière (acte de cession, accord du bailleur). Si le bailleur l'assigne, elle doit invoquer la jurisprudence pour obtenir son débouté.

3

Agent immobilier conseillant une cession sans clause de solidarité

Un agent immobilier de Nancy rédige un acte de cession de bail commercial sans clause de solidarité. Le bailleur subit des impayés du cessionnaire et perd 20 000 €.

Application pratique:

Le bailleur peut engager la responsabilité professionnelle de l'agent immobilier pour manquement à son devoir de conseil. L'agent aurait dû informer le bailleur des risques et lui proposer une clause de solidarité. La jurisprudence (Civ. 1re, 13 novembre 2008) admet ce type de recours.

Maître Cécile Zakine

À propos de l'auteur

Maître Cécile Zakine — Avocate au Barreau des Alpes-Maritimes, Docteur en Droit. Chaque article de ce magazine est rédigé à partir de l'analyse d'une décision de jurisprudence réelle, commentée et mise en perspective par les équipes de Maître Zakine.

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