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Cessione di azienda commerciale dopo la scadenza del contratto di locazione: nessun diritto al rinnovo
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Cessione di azienda commerciale dopo la scadenza del contratto di locazione: nessun diritto al rinnovo

📅 Décision du 27 febbraio 1970⚖️ Cour de cassation👁️ 13 vues📖 5 min de lecture

Il conduttore commerciale che cede la propria azienda dopo la scadenza del contratto di locazione non trasmette alcun diritto al rinnovo al cessionario, anche se il proprietario non ha risposto alla richiesta di rinnovo. Una decisione della Corte di cassazione del 1970 che continua ad applicarsi.

Decisione di riferimento : cc • N° 68-10.549 • 1970-02-27 • Consulta la decisione →

Immaginate: siete proprietari di un locale commerciale a Mantes-la-Jolie, rue Nationale. Il vostro conduttore vi ha chiesto il rinnovo del contratto di locazione, ma non avete risposto nei termini. Egli cede quindi la sua azienda commerciale a un terzo. Questo nuovo arrivato si presenta chiedendovi il diritto di rimanere nei locali. Ha ragione? La risposta, data dalla Corte di cassazione nel 1970, è chiara: no. Il cessionario non può avvalersi dei diritti che il cedente avrebbe potuto avere se il contratto fosse ancora in corso.

Questa questione, che sembra tecnica, riguarda in realtà migliaia di proprietari e commercianti. Ogni anno sorgono controversie simili, in particolare nelle circoscrizioni di Versailles, dove l'attività commerciale è intensa. Cosa dice esattamente la legge? E soprattutto, come evitare di trovarsi in questa situazione di stallo? Analisi di una sentenza fondamentale.

L'articolo 4 del decreto del 30 settembre 1953 — il testo che disciplina le locazioni commerciali — dispone che il cessionario di un'azienda commerciale può beneficiare dei diritti acquisiti dal cedente solo per completare la durata della propria gestione. In altre parole, se il cedente gestiva da 5 anni, il cessionario può aggiungere questi 5 anni ai propri solo se il contratto di locazione è ancora in corso. Se il contratto è scaduto, il cedente non ha più diritti da trasmettere, anche se aveva avviato una procedura di rinnovo.

I fatti: una storia come capita ogni giorno

In questa vicenda, un certo Thuau era conduttore commerciale di un locale di proprietà di alcuni proprietari. Il suo contratto di locazione è scaduto a una data determinata. Prima della scadenza, Thuau ha presentato una richiesta di rinnovo, conformemente alla legge. I proprietari non hanno risposto. Cosa succede allora? In linea di principio, il silenzio del locatore equivale ad accettazione del rinnovo, ma solo se il conduttore è ancora nei locali e gestisce la sua azienda.

Ora, Thuau ha ceduto la sua azienda commerciale dopo la scadenza del contratto di locazione. Il cessionario, pensando di aver acquisito il diritto al rinnovo, si è mantenuto nei locali. I proprietari, scontenti, hanno intentato un'azione di sfratto. La questione centrale era: il cessionario può avvalersi della richiesta di rinnovo formulata dal cedente prima della cessione?

La corte d'appello, adita in primo grado, ha ritenuto che la cessione fosse reale e che il cessionario beneficiasse del diritto al rinnovo. Ma i proprietari hanno proposto ricorso per cassazione. La vicenda è arrivata fino alla più alta giurisdizione, che ha infine deciso a favore dei proprietari. Il cessionario è stato sfrattato e l'intera procedura è durata diversi anni.

Il ragionamento della giurisdizione — analizzato

La Corte di cassazione si basa sull'articolo 4 del decreto del 30 settembre 1953. Questo testo è il pilastro dello statuto delle locazioni commerciali. Esso fissa le condizioni in cui un conduttore può chiedere il rinnovo del contratto di locazione e i diritti connessi alla sua azienda commerciale. La Corte ricorda che, in caso di cessione, il cessionario può avvalersi dei diritti acquisiti dal cedente solo per completare la durata della propria gestione personale, la quale ha come termine la scadenza del contratto di locazione. Se il contratto è già scaduto al momento della cessione, il cedente non ha più diritti da trasmettere. Il cessionario non può quindi beneficiare di una richiesta di rinnovo che il cedente aveva formulato prima della scadenza, poiché tale richiesta è divenuta caduca con la fine del contratto.

In altri termini, la richiesta di rinnovo è un diritto personale legato alla persona del conduttore gestore. Essa non si trasmette automaticamente con l'azienda. Affinché il cessionario ne benefici, è necessario che il contratto di locazione sia ancora in corso al momento della cessione. Altrimenti, il proprietario può liberamente rifiutare il rinnovo e recuperare il locale.

Questa decisione conferma una giurisprudenza costante. Non è né un revirement né un'evoluzione. I giudici applicano rigorosamente la lettera del decreto del 1953. Gli argomenti del cessionario, che invocava una sorta di diritto acquisito per il silenzio del proprietario, sono stati respinti. La Corte ritiene che il silenzio del locatore crei un diritto al rinnovo solo se il conduttore è ancora nei locali. Ora, dopo la cessione, il cedente non è più conduttore e il cessionario non ha titolo per avvalersi di tale silenzio.

Cosa cambia per voi — concretamente

Per i proprietari locatori, questa decisione è una protezione. Se il vostro conduttore vi chiede il rinnovo e voi non rispondete, potete ancora sperare di recuperare il locale se il conduttore cede la sua azienda dopo la scadenza del contratto. Esempio: a Le Chesnay, un proprietario di un locale di 80 m² affittato a 1.200 € al mese ha visto il suo conduttore cessare l'attività e cedere la sua azienda a un subentrante. Il proprietario ha rifiutato il rinnovo e il cessionario ha dovuto andarsene. Senza questa sentenza, il proprietario avrebbe dovuto pagare un'indennità di esodo, spesso molto elevata (diverse decine di migliaia di euro).

Per i conduttori cedenti, attenzione: se volete cedere la vostra azienda, fatelo prima della scadenza del contratto di locazione. Dopo, non trasmettete alcun diritto al rinnovo, il che renderà la cessione meno attraente, se non impossibile. Il cessionario rischia di ritrovarsi senza contratto e dovrà negoziare un nuovo contratto o andarsene.

Per gli acquirenti di aziende commerciali, è un campanello d'allarme. Prima di firmare, verificate la data di scadenza del contratto di locazione. Se il contratto è scaduto, esigete che il cedente ottenga un rinnovo o un nuovo contratto prima della cessione. Altrimenti, acquistate un'azienda senza

Questions fréquentes

Que faire si j'ai acheté un fonds de commerce dont le bail était expiré ?

Vous ne pouvez pas exiger le renouvellement du bail. Vous devez négocier un nouveau bail avec le propriétaire ou quitter les lieux. Vous pouvez aussi demander des dommages et intérêts au vendeur si celui-ci ne vous a pas informé de cette situation.

Puis-je céder mon fonds de commerce après avoir demandé le renouvellement du bail ?

Oui, mais uniquement si le bail est encore en cours au moment de la cession. Si le bail a expiré, même avec une demande de renouvellement en cours, le cessionnaire n'aura pas droit au renouvellement. Il est préférable de faire renouveler le bail avant de céder.

Quels sont les délais pour demander le renouvellement d'un bail commercial ?

La demande doit être faite au moins 6 mois avant l'expiration du bail (article L145-9 du Code de commerce). Passé ce délai, le locataire peut perdre son droit au renouvellement.

Quel est le coût d'une action en expulsion pour un propriétaire ?

Les frais d'avocat et de procédure varient entre 2 000 et 5 000 € selon la complexité. L'expulsion elle-même peut coûter 1 000 à 3 000 € (huissier, déménagement). Mais si vous gagnez, le locataire peut être condamné à payer ces frais.

Le silence du propriétaire après une demande de renouvellement vaut-il acceptation ?

Oui, en principe (article L145-10 du Code de commerce). Mais cette acceptation est conditionnée au maintien du locataire dans les lieux. Si le locataire cède son fonds après l'expiration du bail, le silence du propriétaire ne profite pas au cessionnaire.

Informations juridiques

  • Numéro: 68-10.549
  • Juridiction: Cour de cassation
  • Date de décision: 27 février 1970

Mots-clés

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Cas d'usage pratiques

1

Propriétaire d'un local commercial à Le Chesnay

M. Dupont, propriétaire d'un local de 100 m² à Le Chesnay, voit son locataire lui demander le renouvellement du bail. Il ne répond pas. Le locataire quitte les lieux et cède son fonds à un repreneur. M. Dupont veut récupérer son local pour y installer sa fille.

Application pratique:

Grâce à l'arrêt de 1970, M. Dupont peut refuser le renouvellement au cessionnaire. Il doit envoyer un congé avec offre de renouvellement ou une lettre de refus motivé. Si le cessionnaire ne part pas, il engage une action en expulsion. Il gagnera car le cessionnaire n'a aucun droit au renouvellement.

2

Acquéreur d'un fonds de commerce à Mantes-la-Jolie

Mme Martin achète un fonds de commerce de boulangerie à Mantes-la-Jolie. Le vendeur lui assure que le bail est renouvelé automatiquement. En réalité, le bail a expiré 2 mois avant la cession. Le propriétaire refuse de la reconnaître comme locataire.

Application pratique:

Mme Martin n'a aucun droit au renouvellement. Elle doit négocier un nouveau bail avec le propriétaire, souvent à un loyer plus élevé. Si le propriétaire refuse, elle doit quitter les lieux. Elle peut attaquer le vendeur pour vice caché ou défaut d'information, et obtenir le remboursement du prix de cession (par exemple 80 000 €) plus des dommages et intérêts.

3

Locataire cédant à Versailles

M. Lefebvre, locataire d'un local commercial à Versailles, a formé une demande de renouvellement. Son bail expire le 31 décembre. Il veut céder son fonds le 15 janvier. Il pense que la demande de renouvellement protège le cessionnaire.

Application pratique:

C'est une erreur. La cession après expiration ne transmet pas le droit au renouvellement. M. Lefebvre doit soit céder avant le 31 décembre, soit obtenir un nouveau bail avant la cession. Sinon, le cessionnaire pourra se retourner contre lui pour défaut de délivrance conforme.

Maître Cécile Zakine

À propos de l'auteur

Maître Cécile Zakine — Avocate au Barreau des Alpes-Maritimes, Docteur en Droit. Chaque article de ce magazine est rédigé à partir de l'analyse d'une décision de jurisprudence réelle, commentée et mise en perspective par les équipes de Maître Zakine.

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