Decisione di riferimento: cc • N° 85-41.081 • 1987-11-12 • Consulta la decisione →
Siete dirigenti nel settore metalmeccanico, a Valbonne o a Cagnes-sur-Mer. Vi dimettete e il vostro datore di lavoro vi ricorda che siete vincolati da una clausola di non concorrenza. Vi chiedete: riceverò l'indennità compensativa? E se il mio datore di lavoro rinuncia alla clausola, può farlo dopo l'inizio del mio preavviso?
Questa domanda è stata posta da un dipendente alla Corte di Cassazione nel 1987. E la risposta interessa direttamente ogni datore di lavoro o dipendente soggetto a una clausola di non concorrenza, in particolare nei settori della metalmeccanica, dell'ingegneria e della consulenza.
La decisione del 12 novembre 1987 (n° 85-41.081) chiarisce il punto di partenza del termine di 8 giorni di cui dispone il datore di lavoro per liberare il dipendente dall'obbligo di non concorrenza. E distingue a seconda che il dipendente abbia o meno effettuato il preavviso. Spiegazioni.
I fatti: una storia che capita ogni giorno
Il Sig. X, ingegnere in un'azienda metalmeccanica, si dimette il 19 giugno 1979. Annuncia di lasciare il posto a partire da quel giorno stesso, senza effettuare preavviso (periodo di lavoro che segue le dimissioni, generalmente da 1 a 3 mesi). Tuttavia, inizia a lavorare durante il preavviso, ma il suo datore di lavoro, con lettera del 27 giugno, lo libera dalla clausola di non concorrenza. Il datore di lavoro ritiene che la cessazione effettiva sia avvenuta il 19 giugno e che la sua lettera del 27 giugno rientri negli 8 giorni.
Il dipendente, invece, sostiene che il datore di lavoro avrebbe dovuto liberarlo entro 8 giorni dalla comunicazione delle dimissioni, quindi prima del 27 giugno. Richiede il pagamento dell'indennità compensativa di non concorrenza (somma dovuta dal datore di lavoro in cambio del divieto di lavorare per un concorrente).
La corte d'appello dà ragione al datore di lavoro. Il dipendente ricorre in cassazione. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso: conferma che il termine di 8 giorni decorre dalla cessazione effettiva del contratto, non dalla comunicazione delle dimissioni. Nel caso di specie, poiché il dipendente non ha effettuato il preavviso, la cessazione effettiva è avvenuta il 19 giugno e il datore di lavoro ha rispettato il termine scrivendo il 27 giugno.
Il ragionamento della giurisdizione — analizzato
La Corte di Cassazione si basa sull'articolo 26 del contratto collettivo degli ingegneri e dirigenti della metalmeccanica (testo che regola i rapporti di lavoro in questo settore). Tale articolo prevede che il datore di lavoro possa liberarsi dall'obbligo di pagare l'indennità compensativa di non concorrenza liberando il dipendente da tale clausola, a condizione di farlo per iscritto entro 8 giorni dalla comunicazione del preavviso o, se il dipendente non esegue il preavviso, entro 8 giorni dalla cessazione effettiva del contratto.
La parola chiave è "cessazione effettiva". La Corte distingue due situazioni: se il dipendente effettua il preavviso, il termine decorre dalla comunicazione del preavviso (data in cui il datore di lavoro sa che il dipendente partirà); se il dipendente non effettua il preavviso (dimissioni senza preavviso o esonero dal preavviso), il termine decorre dalla cessazione effettiva, cioè l'ultimo giorno lavorato.
Nel caso di specie, il dipendente si è dimesso senza preavviso: la cessazione effettiva è avvenuta il 19 giugno. Il datore di lavoro ha scritto il 27 giugno, quindi entro 8 giorni. La Corte precisa che il dipendente non può invocare un inizio di esecuzione del preavviso per far decorrere il termine prima. Ciò che pochi sanno: finché il preavviso non è eseguito per intero, il datore di lavoro conserva la facoltà di sollevare la clausola entro 8 giorni dalla cessazione.
Attenzione però: se il dipendente avesse eseguito un preavviso, il datore di lavoro avrebbe dovuto agire entro 8 giorni dalla comunicazione di tale preavviso. In altre parole, il punto di partenza varia a seconda che il dipendente lavori o meno durante il preavviso.
Cosa cambia per voi — concretamente
Per il datore di lavoro: conviene verificare la data di cessazione effettiva del contratto. Se il dipendente si dimette senza preavviso, avete 8 giorni dalla sua effettiva partenza per liberarlo dalla clausola di non concorrenza. Se superate questo termine, sarete tenuti a pagare l'indennità compensativa (spesso dal 30 al 50% dello stipendio annuo). Esempio concreto: un dirigente a Cagnes-sur-Mer si dimette il 1° febbraio 2025 senza preavviso. Dovete notificargli la rinuncia entro il 9 febbraio 2025 (poiché il 1° febbraio è il giorno della cessazione, il termine scade 8 giorni dopo).
Per il dipendente: se il vostro datore di lavoro vi libera dalla clausola di non concorrenza dopo l'inizio del vostro preavviso, verificate la data delle vostre dimissioni. Se non avete effettuato il preavviso, il datore di lavoro può ancora farlo entro 8 giorni dalla vostra effettiva partenza. Se invece effettuate il preavviso, il datore di lavoro deve agire entro 8 giorni dalla vostra comunicazione di dimissioni. In caso contrario, potete richiedere l'indennità compensativa.
Per il professionista immobiliare: una clausola di non concorrenza può esistere anche nei contratti di agenzia o di affitto di gestione. La stessa logica si applica: il termine di 8 giorni per la rinuncia decorre dalla cessazione effettiva del contratto, non dalla comunicazione della risoluzione. Assicuratevi di rispettare le scadenze per evitare di dover pagare l'indennità.

