Clausola risolutiva di locazione commerciale: attenzione alle date degli eventi del 1968
Droit-immobilier

Clausola risolutiva di locazione commerciale: attenzione alle date degli eventi del 1968

📅 Décision du 22 maggio 1970⚖️ Cour de cassation👁️ 3 vues📖 5 min de lecture

La Corte di cassazione precisa che la legge del 31 luglio 1968 che sospende le clausole risolutive durante gli eventi del maggio 1968 non si applica se il comando è successivo al 1° luglio 1968, anche se l'obbligazione era scaduta prima. Analisi per proprietari e conduttori.

Decisione di riferimento : cc • N° 69-12.393 • 1970-05-22 • Consulta la decisione →

Immaginate: siete proprietari di un locale commerciale a Cournon-d'Auvergne. Il vostro conduttore, un piccolo commerciante, non paga l'affitto da diversi mesi. Gli notificate un comando di pagare (messa in mora ufficiale) il 15 giugno 1968. Ma nel frattempo, la Francia è paralizzata dagli scioperi del maggio 1968. Una legge speciale sospende le clausole risolutive (quelle clausole che permettono di risolvere automaticamente il contratto di locazione in caso di mancato pagamento) durante questo periodo. Il conduttore vi oppone questa legge. Cosa fare?

La domanda che ogni proprietario si pone: la sospensione delle clausole risolutive protegge il mio conduttore se il comando è notificato dopo il 1° luglio 1968, anche se il debito risale a maggio? La Corte di cassazione risponde chiaramente: no. Spiegazioni.

Questa decisione del 22 maggio 1970, resa dalla Corte di cassazione (la più alta giurisdizione giudiziaria), è un riferimento per tutte le locazioni commerciali. Riguarda l'articolo 3 della legge del 31 luglio 1968, che mirava a proteggere i debitori durante gli eventi di maggio-giugno 1968. Ma attenzione: questa protezione non è automatica. Scopriamo insieme i fatti e il ragionamento dei giudici, e soprattutto cosa cambia per voi.

I fatti: una storia come tante

I coniugi X… sono proprietari di un locale commerciale a Rennes. Hanno concesso in locazione (contratto di affitto) questo locale alla società COTÉ…, che gestisce un'attività commerciale. Il contratto di locazione contiene una clausola risolutiva classica: se il conduttore non paga l'affitto entro un mese dalla notifica di un comando di pagare, il contratto è automaticamente risolto.

Nel 1968, la società conduttrice accumula morosità. I proprietari, esasperati, fanno notificare un comando di pagare l'11 luglio 1968. Il conduttore non paga entro il termine di un mese. I proprietari adiscono quindi il tribunale per far constatare la risoluzione del contratto di locazione.

Ma il conduttore invoca la legge del 31 luglio 1968, adottata nel caos degli scioperi di maggio-giugno. Questa legge prevede che le clausole risolutive si considerano non aver avuto corso (come se non fossero mai iniziate) se il termine per pagare scadeva tra il 10 maggio e il 1° luglio 1968. Ora, il comando è stato notificato l'11 luglio 1968, quindi dopo il 1° luglio. Il conduttore sostiene che l'obbligazione di pagare l'affitto è sorta prima del 1° luglio, e che la legge deve applicarsi.

La corte d'appello di Rennes dà ragione ai proprietari: constata la risoluzione del contratto di locazione. Il conduttore ricorre in cassazione (ricorso davanti alla Corte di cassazione). Ma questa respinge il ricorso, confermando la decisione dei giudici rennais. Il 22 maggio 1970, la sentenza è definitiva.

Il ragionamento della giurisdizione — analizzato

La Corte di cassazione si basa su un'interpretazione restrittiva dell'articolo 3 della legge del 31 luglio 1968. Questo testo dispone: "Le clausole risolutive destinate a sanzionare l'inadempimento di un'obbligazione entro un certo termine si considerano non aver avuto corso né prodotto effetto se detto termine è scaduto tra il 10 maggio 1968 e il 1° luglio 1968."

In altre parole: se dovevate pagare prima del 1° luglio 1968 e non lo avete fatto, la clausola risolutiva è sospesa. Ma attenzione: questa sospensione opera solo se il termine di pagamento fissato dal comando scade durante il periodo critico (10 maggio - 1° luglio).

Ora, nel nostro caso, il comando è stato notificato l'11 luglio 1968. Il termine di un mese per pagare scadeva quindi l'11 agosto 1968, ben dopo il 1° luglio. Poco importa che il debito stesso sia sorto prima di tale data. Ciò che conta è la data di scadenza del termine concesso dal comando, non la data dell'obbligazione iniziale.

I magistrati della Corte di cassazione confermano così una giurisprudenza costante: la legge del 31 luglio 1968 è un'eccezione, e deve essere interpretata restrittivamente. Si applica solo ai termini che scadono durante il periodo indicato, e non alle obbligazioni sorte prima. Il conduttore non può quindi avvalersi di questa legge per sfuggire alla risoluzione.

Questa decisione è interessante perché mostra che i giudici privilegiano la certezza del diritto (prevedibilità dei contratti) piuttosto che la protezione eccezionale dei debitori. Non è né un'evoluzione né un revirement: conferma semplicemente la lettera della legge.

Cosa cambia per voi — concretamente

Se siete proprietario locatore: questa decisione vi rassicura. Se notificate un comando di pagare dopo il 1° luglio 1968 (o, per analogia, dopo la fine di qualsiasi periodo di sospensione legale), la clausola risolutiva opera normalmente. Potete quindi ottenere la risoluzione del contratto di locazione se il conduttore non paga entro un mese. Esempio concreto: ad Ambert, un proprietario di un locale commerciale di 80 m² affittato a 1.200 € al mese. Nel luglio 2023, notifica un comando per canoni non pagati di maggio e giugno (2.400 €). Il conduttore non paga entro un mese. Il proprietario può adire il giudice per far constatare la risoluzione, senza che il conduttore possa invocare una qualsiasi sospensione legata a uno sciopero passato.

Se siete conduttore: attenzione! Non pensate che tutti i debiti anteriori a un periodo di crisi siano protetti. La sospensione delle clausole risolutive giova solo ai termini che scadono durante tale periodo. Se ricevete un comando dopo la fine del periodo, dovete pagare pena la perdita del vostro contratto di locazione. Anche se il vostro canone era dovuto prima, il comando fa ripartire il termine.

Se siete acquirente di un

Questions fréquentes

Qu'est-ce qu'une clause résolutoire dans un bail commercial ?

C'est une clause qui prévoit la résiliation automatique du bail si le locataire ne paie pas son loyer dans un certain délai après un commandement de payer (mise en demeure officielle).

La loi du 31 juillet 1968 est-elle encore en vigueur ?

Non, c'était une loi temporaire pour les événements de mai-juin 1968. Mais son interprétation par la Cour de cassation sert de référence pour des lois similaires postérieures.

Puis-je contester un commandement de payer si ma dette date de mai 1968 ?

Non, si le commandement a été délivré après le 1er juillet 1968. Le délai de paiement fixé par le commandement expire après cette date, donc la clause résolutoire s'applique normalement.

Que faire si je reçois un commandement de payer pour un loyer impayé ?

Vous devez payer le montant dû dans le mois suivant le commandement, ou saisir le juge pour contester. Sinon, le bail sera résilié automatiquement.

Cette décision s'applique-t-elle aux baux d'habitation ?

Non, elle concerne spécifiquement les baux commerciaux. Mais le principe d'interprétation restrictive des lois exceptionnelles s'applique à tous les domaines.

Informations juridiques

  • Numéro: 69-12.393
  • Juridiction: Cour de cassation
  • Date de décision: 22 mai 1970

Mots-clés

bail commercialclause résolutoiremai 1968loi du 31 juillet 1968Cour de cassation

Cas d'usage pratiques

1

Propriétaire d'un local commercial à Cournon-d'Auvergne

Vous avez un locataire qui ne paie pas son loyer depuis deux mois. Vous délivrez un commandement le 15 juin 1968. Le locataire invoque la loi du 31 juillet 1968 pour éviter la résiliation.

Application pratique:

Le commandement a été délivré avant le 1er juillet 1968, mais le délai d'un mois expire le 15 juillet 1968, après le 1er juillet. Selon cette décision, la loi ne suspend pas la clause résolutoire car le délai n'expire pas entre le 10 mai et le 1er juillet. Vous pouvez obtenir la résiliation.

2

Locataire d'un local commercial à Ambert

Vous devez un loyer de mai 1968. Votre propriétaire vous délivre un commandement le 5 juillet 1968. Vous pensez être protégé par la loi du 31 juillet 1968.

Application pratique:

Le commandement est postérieur au 1er juillet 1968. La loi ne s'applique pas, car le délai de paiement expire en août. Vous devez payer dans le mois sous peine de perdre votre bail. Négociez un échéancier avec votre propriétaire.

3

Acquéreur d'un fonds de commerce à Rennes

Vous achetez un fonds de commerce. Le vendeur vous dit que le bail est en cours, mais il y a eu un commandement en juillet 1968 que le locataire n'a pas payé.

Application pratique:

Vérifiez la date du commandement et le paiement. Si le commandement est postérieur au 1er juillet 1968 et que le locataire n'a pas payé dans le mois, le bail est résilié. Vous pourriez acheter un fonds sans bail, ce qui est très risqué.

Maître Cécile Zakine

À propos de l'auteur

Maître Cécile Zakine — Avocate au Barreau des Alpes-Maritimes, Docteur en Droit. Chaque article de ce magazine est rédigé à partir de l'analyse d'une décision de jurisprudence réelle, commentée et mise en perspective par les équipes de Maître Zakine.

Prendre rendez-vous →

Avertissement: Les analyses présentées sur ce site sont fournies à titre informatif uniquement et ne constituent pas des conseils juridiques personnalisés. Pour une consultation adaptée à votre situation, contactez un avocat.

Articles similaires en Droit-immobilier

Voir tout →

Servitude de passage et tierce opposition : protéger son droit d'accès en copropriété

Un copropriétaire peut-il s'opposer à la suppression d'une servitude de passage qui profite à son lot, même si le syndicat accepte la fin de l'enclave ? La Cour de cassation répond oui, reconnaissant un intérêt distinct pour agir en tierce opposition.

23 juil. 2026Lire →

Enclave et servitude : quand le droit du travail ne crée pas de passage forcé

La Cour de cassation rappelle que l'état d'enclave d'un fonds ne peut résulter des obligations réglementaires imposées aux entreprises en matière d'issues et dégagements. Ainsi, un propriétaire ne peut exiger un passage sur le fonds voisin au seul motif que son bâtiment doit respecter des normes de sécurité incendie.

23 juil. 2026Lire →

Lorsque, faute de convention écrite ou

Lorsque, faute de convention écrite ou dans le silence de cette convention, les parties à un contrat de transport public routier de marchandises n'ont pas stipulé une durée de préavis de rupture, cette durée est fixée par un contrat-type approuvé par décret pris en application de l'article L. 1432-4 du code des transports. Les dispositions de l'article L. 442-6, I, 5°, devenu L. 442-1, II, du code de commerce ne trouvent alors pas à s'appliquer. Il en va de même lorsque la convention écrite renvoie expressément à la clause du contrat-type fixant une telle durée. Lorsque les parties ont conclu un contrat écrit stipulant la durée du préavis de rupture, les dispositions de l'article L. 442-1, II, du code de commerce sont applicables. Dans cette hypothèse, l'auteur de la rupture qui a consenti à son partenaire un délai de préavis au moins égal à celui prévu au contrat-type dans sa version en vigueur à la date de la notification de la rupture, ne saurait voir sa responsabilité engagée sur le fondement de ce texte

23 juil. 2026Lire →

Explorez plus d'analyses juridiques en droit droit-immobilier

Tous les articles Droit-immobilier
★★★★★4.9/5 — Avis Google

Avvocato Maître Zakine, Dottore in Giurisprudenza

Consulenze telefoniche e in videochiamata — Appuntamenti rapidi

Prenota un appuntamento
1ª Consulenza 30 Minuti - 45€

🔒 Confidentiel • Sans engagement • Réponse rapide