Decisione di riferimento : cc • N° 18-22.971 • 2020-09-09 • Consulta la decisione →
Immaginate per un attimo: siete proprietari di un appartamento a Saint-Florent, in Alta Corsica, che affittate ammobiliato a un pilota di linea. Quest'ultimo, assunto da una compagnia low-cost con sede all'estero, effettua voli in tutta Europa. Un giorno viene licenziato e vuole contestare il licenziamento. Ma davanti a quale tribunale? Quello di Bastia, dove risiede? Quello di Parigi, sede della compagnia? O quello di Dublino, base ufficiale della compagnia? La questione è cruciale, perché determina il costo e la fattibilità del procedimento. È esattamente il tipo di problema che la Corte di Cassazione ha risolto il 9 settembre 2020.
Questa decisione, resa con il numero 18-22.971, si inserisce nel quadro del regolamento europeo Bruxelles I bis (regolamento UE n. 1215/2012), che stabilisce le regole di competenza giudiziaria all'interno dell'Unione Europea. Per i lavoratori, questo regolamento offre una protezione: possono citare il loro datore di lavoro davanti al tribunale del luogo in cui svolgono abitualmente il loro lavoro. Ma per il personale navigante (piloti, hostess, steward), che lavora in cielo, la nozione di "luogo abituale" è vaga. La Corte di Cassazione fornisce qui chiarimenti preziosi.
Questa decisione non si limita a ricordare i principi: li adatta alla realtà del trasporto aereo. E ha conseguenze dirette per i lavoratori, ma anche per i proprietari locatori che affittano a naviganti, o per le compagnie che li impiegano. Analisi.
I fatti: una storia come tante
Il sig. A., un personale navigante commerciale (PNC), ovvero uno steward, lavorava per una compagnia aerea irlandese, Ryanair. Come molti suoi colleghi, era basato all'aeroporto di Marsiglia Provenza, ma il suo contratto era regolato dal diritto irlandese. In caso di controversia, la compagnia riteneva che solo il tribunale irlandese fosse competente. Ma il sig. A. riteneva che il suo lavoro si svolgesse principalmente dalla Francia.
Perché? Perché era a Marsiglia che riceveva le istruzioni di volo, ritirava il materiale necessario (catering, ecc.) e tornava dopo ogni missione. La sua abitazione si trovava a Saint-Florent, vicino a Bastia, e si recava a Marsiglia all'inizio della settimana. La compagnia, invece, sosteneva che la base ufficiale (base di assegnazione) fosse Dublino e che ogni controversia dovesse essere portata lì.
La controversia è arrivata fino in appello: la corte d'appello di Parigi, con sentenza del 17 maggio 2018, ha dato ragione al sig. A., ritenendo che il luogo abituale di lavoro fosse in Francia. La compagnia ha proposto ricorso in cassazione, contestando questa analisi. La Corte di Cassazione doveva quindi decidere: la base di assegnazione è determinante o no?
Il ragionamento della giurisdizione — analizzato
La Corte di Cassazione si basa sull'articolo 21, §1 del regolamento Bruxelles I bis, che dispone che un datore di lavoro può essere citato "davanti alla giurisdizione del luogo in cui o a partire dal quale il lavoratore svolge abitualmente il suo lavoro". Ma come determinare questo luogo per il personale navigante?
La Corte riprende la giurisprudenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea (CGUE, sentenza Nogueira e.a. / Crewlink Ltd, 14 settembre 2017) e la propria giurisprudenza precedente (Soc., 28 febbraio 2018, n. 16-12.754). Enuncia diversi indizi: occorre guardare al luogo a partire dal quale il lavoratore effettua le sue missioni di trasporto, quello in cui rientra dopo le missioni, dove riceve le istruzioni, dove organizza il suo lavoro e dove si trovano gli strumenti di lavoro.
Attenzione però: la nozione di "base di assegnazione" (il luogo ufficiale indicato nel contratto) è un elemento importante, ma non esclusivo. Non è automaticamente il luogo abituale di lavoro. Se i fatti mostrano che il lavoratore esercita realmente la parte essenziale della sua attività altrove, è questo luogo a prevalere. Pertanto, la base di assegnazione è un indizio forte, ma può essere contraddetta da elementi concreti.
Nel caso del sig. A., la corte d'appello aveva rilevato che la parte essenziale delle sue missioni si svolgeva a partire da Marsiglia: istruzioni, catering, ritorno dopo la missione. La Corte di Cassazione convalida questo ragionamento. Cassa e annulla la sentenza d'appello su un altro punto (non precisato nel riassunto), ma conferma il principio: la base di assegnazione non è l'unico criterio.
Cosa cambia per voi — concretamente
Questa decisione ha implicazioni pratiche per diverse categorie di persone.
Per i lavoratori naviganti (piloti, hostess, steward) : se lavorate per una compagnia straniera ma esercitate realmente la vostra attività dalla Francia (avete la vostra base operativa, ricevete le istruzioni, rientrate dopo ogni volo), potete adire il consiglio di prud'hommes francese in caso di controversia. Fine dell'obbligo di andare a litigare all'estero, con i costi e le difficoltà linguistiche. Esempio concreto: uno steward basato a Bastia, che lavora per una compagnia maltese ma effettua principalmente voli in partenza dall'aeroporto di Bastia Poretta, potrà citare il suo datore di lavoro davanti al tribunale di Bastia.
Per i proprietari locatori : affittate un alloggio a Saint-Florent a un pilota di linea? Sappiate che quest'ultimo ha tutto l'interesse a poter dimostrare che il suo luogo di lavoro abituale si trova in Francia, perché ciò gli dà un accesso facilitato alla giustizia. Se siete coinvolti in una controversia locativa con lui, il tribunale competente sarà quello del suo domicilio (Bastia) se l'alloggio è la sua residenza principale.

