Decisione di riferimento : cc • N° 08-17.587 • 2009-09-30 • Consulta la decisione →
Immaginate: siete proprietari a Cholet, firmate un contratto con una società francese per costruire una villa in Arabia Saudita. Il contratto prevede che ogni controversia sarà decisa da un tribunale saudita. Ma quando il cantiere va a rotoli, quel tribunale si dichiara incompetente. Cosa fare? Potete adire un tribunale in Francia?
Questa domanda, molti se la pongono senza sapere che esiste una risposta dal 2009. La Corte di Cassazione, con una sentenza del 30 settembre 2009 (n° 08-17.587), ha deciso: sì, un tribunale francese può essere competente, anche per un contratto eseguito all'estero, se la giurisdizione straniera designata rifiuta di giudicare. Una boccata d'aria per le imprese francesi, ma anche per i privati che si lanciano in progetti internazionali.
In questo articolo, vi racconterò la storia dietro questa decisione, vi spiegherò il ragionamento dei giudici, e vi darò consigli concreti per evitare di trovarvi in un vicolo cieco giudiziario. Che siate a Trélazé o a Parigi, i principi sono gli stessi.
I fatti: una storia come capita ogni giorno
La società THINET INTERNATIONAL, un'impresa francese specializzata nella costruzione immobiliare, aveva la sua sede sociale a Parigi. Aveva firmato un contratto con un cliente per realizzare un cantiere in Arabia Saudita. Il contratto conteneva una clausola attributiva di giurisdizione (una clausola che designa quale tribunale sarà competente in caso di controversia): in questo caso, un tribunale saudita.
Ma ecco: sorge un disaccordo tra le parti. La società francese vuole portare la causa in giudizio. Adisce… il tribunale di commercio di Parigi. Perché non il tribunale saudita? Perché quest'ultimo si era già dichiarato incompetente a conoscere della controversia. La controparte (il contestante) obietta: la clausola prevedeva la competenza saudita, quindi il tribunale parigino non può giudicare.
La corte d'appello, statuendo su regolamento di competenza (una procedura per contestare la competenza), dà ragione alla società THINET INTERNATIONAL. Essa ritiene che la giurisdizione straniera designata si sia dichiarata incompetente, che l'attrice sia una società francese con sede a Parigi, e che non sia dimostrato che essa abbia adito le giurisdizioni di diritto comune straniere (i tribunali ordinari sauditi).
La Corte di Cassazione approva questo ragionamento. Ricorda che l'articolo 14 del Codice civile (che permette a un francese di citare uno straniero davanti a un tribunale francese, anche per fatti accaduti all'estero) può applicarsi, qualora la clausola attributiva di giurisdizione non abbia più effetto. In chiaro, se il giudice designato rifiuta di giudicare, la clausola cade, e il tribunale del domicilio dell'attore francese può essere adito.
Il ragionamento della giurisdizione — decodificato
La Corte di Cassazione si basa su due pilastri giuridici. Il primo è l'articolo 14 del Codice civile: « Lo straniero, anche non residente in Francia, potrà essere citato davanti ai tribunali francesi, per l'esecuzione delle obbligazioni da lui contratte in Francia con un francese; potrà essere tradotto davanti ai tribunali di Francia, per le obbligazioni da lui contratte in paese straniero verso francesi. » Questo testo, risalente al 1804, permette a un francese di convenire (citare) uno straniero davanti a un giudice francese, anche se i fatti sono accaduti all'estero.
Il secondo pilastro è la nozione di clausola attributiva di giurisdizione. In linea di principio, le parti sono libere di scegliere il tribunale competente. Ma questa libertà ha un limite: se il tribunale designato si dichiara incompetente (o se la clausola è invalida), allora la clausola diventa caduca (senza effetto). La Corte di Cassazione lo dice chiaramente in questa sentenza: la clausola attributiva di giurisdizione non ha « né applicazione né effetto » poiché è stata invalidata dal rifiuto del giudice straniero.
I giudici verificano anche che la società francese non abbia adito le giurisdizioni di diritto comune straniere (ad esempio, un altro tribunale saudita). Se lo avesse fatto, ciò avrebbe potuto dimostrare che accettava la competenza dei tribunali sauditi. Ma nel caso di specie, nulla di simile è provato.
È una decisione logica: non si può lasciare un giustiziabile francese senza rimedio perché il giudice straniero designato nel contratto rifiuta di giudicare. La competenza dei tribunali francesi è allora una rete di sicurezza.
Cosa cambia per voi — concretamente
Per i proprietari locatori, conduttori, acquirenti o condomini, questa decisione ha implicazioni dirette se firmate un contratto con una parte straniera o se il vostro contratto prevede una clausola attributiva di giurisdizione all'estero.
Prendiamo un esempio: siete proprietari a Trélazé, fate costruire una casa da una società francese, ma il terreno è situato in Marocco. Il contratto dice: « ogni controversia sarà portata davanti al tribunale di Marrakech ». Se questo tribunale si dichiara incompetente, potete adire il tribunale di commercio di Parigi (se il vostro contraente ha sede a Parigi) o il tribunale di grande istanza del vostro domicilio, grazie all'articolo 14.
Altro scenario: siete conduttori di un appartamento a Cholet, ma il proprietario è una società straniera. Se sorge una controversia, potreste, a certe condizioni, citare questa società in Francia, anche se il contratto di locazione prevede un tribunale straniero.
Concretamente, questa giurisprudenza vi offre una seconda possibilità: se la clausola attributiva di giurisdizione fallisce (perché il giudice straniero rifiuta di giudicare, o perché la clausola è abusiva), potete tornare davanti ai tribunali