Decisione di riferimento : cc • N° 75-40.119 • 1977-10-14 • Consulta la decisione →
Immaginate: siete proprietari di un piccolo immobile a Juan-les-Pins e affittate un appartamento a un cittadino svizzero. L'inquilino smette di pagare, voi lo citate davanti al tribunale di Grasse. Ma lui ribatte che, secondo il suo contratto, ogni controversia deve essere portata davanti ai tribunali del suo cantone, in Svizzera. Cosa fare? Questa situazione, che mescola diritto internazionale e diritto immobiliare, è più frequente di quanto si creda sulla Costa Azzurra, dove i residenti stranieri sono numerosi.
La domanda che si pone allora ogni proprietario o professionista immobiliare è: si può invocare l'ordine pubblico francese (l'insieme dei principi fondamentali a cui non si può derogare) per far fallire una clausola di competenza straniera? Ad esempio, se la legge svizzera applicabile al merito della controversia è meno protettiva della legge francese, si può esigere che il giudice francese sia competente?
La decisione della Corte di cassazione del 14 ottobre 1975 (n° 75-40.119) risponde chiaramente: no. L'ordine pubblico può certamente escludere l'applicazione di una legge straniera troppo scioccante, ma non può rimettere in discussione una regola di competenza fissata da un trattato internazionale. In chiaro, la competenza del giudice si determina prima di tutto dalle convenzioni internazionali, anche se il fondo del diritto applicabile vi sembra ingiusto. Decifrazione.
I fatti: una storia come ne capitano ogni giorno
Il signor Bloch, un viaggiatore rappresentante piazzista (VRP) domiciliato a Strasburgo, viene assunto nel luglio 1960 da una società svizzera, la Société des Pianos. Lavora per lei in Francia per quasi nove anni. Il 25 marzo 1969 viene licenziato. Ritenendo il licenziamento abusivo, cita il suo datore di lavoro davanti al consiglio di prud'hommes di Strasburgo. Ma la società svizzera contesta la competenza del giudice francese: invoca la convenzione franco-svizzera del 15 giugno 1869, che prevede che le azioni contro un convenuto domiciliato in Svizzera devono essere portate davanti ai tribunali svizzeri.
Il signor Bloch replica invocando l'ordine pubblico. Secondo lui, la legge svizzera applicabile al merito della controversia (la legge del contratto) sarebbe contraria a concezioni fondamentali del diritto francese, in particolare in materia di protezione del lavoratore. Chiede quindi che il giudice francese trattenga la sua competenza, per permettergli di sfuggire a quella legge straniera.
La corte d'appello di Colmar, con sentenza del 12 marzo 1975, dà ragione al signor Bloch: esclude la convenzione franco-svizzera sul motivo che l'ordine pubblico francese si oppone a che un lavoratore francese sia privato della protezione delle leggi sociali francesi. La società svizzera ricorre in cassazione. La Corte di cassazione cassa la sentenza d'appello e rinvia la causa davanti a un'altra corte d'appello. Giudica che l'ordine pubblico, anche se può fare ostacolo all'applicazione di una legge straniera, non permette di escludere le regole di competenza di un trattato internazionale. L'autorità del trattato è superiore alla legge interna.
Il ragionamento della giurisdizione — decorticato
La Corte di cassazione si basa sull'articolo 55 della Costituzione francese (che dispone che i trattati hanno un'autorità superiore a quella delle leggi, salvo la loro applicazione da parte dell'altra parte). Ricorda che la convenzione franco-svizzera del 1869 è un trattato internazionale in vigore, che fissa regole di competenza giudiziaria. Queste regole devono essere rispettate, anche se il diritto applicabile al merito (ad esempio, il diritto svizzero del contratto di lavoro) urta l'ordine pubblico francese.
Perché? Perché l'ordine pubblico e la competenza sono due cose diverse. L'ordine pubblico è un concetto di merito: permette al giudice adito di rifiutare di applicare una legge straniera contraria a principi essenziali del diritto francese (come la libertà sindacale, l'uguaglianza uomo-donna, ecc.). Ma la competenza è una questione preliminare: prima di sapere quale legge applicare, bisogna determinare quale tribunale è abilitato a giudicare. Ora, questa competenza è regolata dal trattato, e non dall'ordine pubblico. Il giudice deve prima verificare se è competente secondo il trattato; se non lo è, deve dichiararsi incompetente, senza poter utilizzare l'ordine pubblico per attribuirsi competenza.
La Corte precisa che « il carattere di ordine pubblico della legge di merito non impone di escludere una regola di competenza contenuta in un trattato internazionale la cui autorità è superiore a quella della legge interna ». In altre parole, anche se la legge svizzera fosse scioccante, ciò non dà competenza al giudice francese. La soluzione è radicale: il trattato prevale sulla legge interna per la competenza.
Questa decisione conferma la giurisprudenza anteriore sulla primazia dei trattati, ma la precisa distinguendo chiaramente competenza e merito. Non è un revirement, ma una conferma logica. I giudici di merito avevano tentato un approccio più protettivo, ma la Corte di cassazione li riporta a un'applicazione stretta del diritto internazionale.
Cosa cambia per voi — concretamente
Per un proprietario locatore a Vallauris che affitta a un inquilino italiano: se il vostro contratto di locazione prevede che le controversie siano di competenza dei tribunali italiani (perché l'inquilino è domiciliato in Italia), non potrete citare davanti al tribunale di Grasse invocando l'ordine pubblico francese. Dovrete andare in Italia, anche se la legge italiana è meno protettiva per voi. Esempio numerico: un affitto non pagato di 12.000 €. Se portate la causa in Francia, il giudice si dichiarerà incompetente. Perdete tempo e denaro (spese legali, spese processuali). Bisognava fin dall'inizio prevedere una clausola attributiva di competenza a favore dei tribunali francesi, se possibile, o accettare il rischio di dover agire all'estero.

