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Préemption SAFER: agente immobiliare privato di commissione
Droit-immobilier

Préemption SAFER: agente immobiliare privato di commissione

📅 Décision du 12 marzo 1974⚖️ Cour de cassation👁️ 6 vues📖 5 min de lecture

Quando due compromessi di vendita successivi sono conclusi per lo stesso bene rurale e la SAFER esercita il suo diritto di prelazione, la commissione dell'agente immobiliare può essere persa se questi ha accettato di non richiederla al venditore nel secondo compromesso. La Corte di cassazione lo conferma in una sentenza del 1974.

Decisione di riferimento: cc • N° 72-14.190 • 1974-03-12 • Consulta la decisione →

Immaginate: siete proprietari di una fattoria a Blagnac, vicino a Tolosa, e volete venderla. Un agente immobiliare vi presenta un acquirente e firmate un primo compromesso di vendita (un pre-contratto che promette di vendere) che prevede che la commissione dell'agente sia a vostro carico. Ma l'acquirente esita e viene firmato un secondo compromesso, questa volta con una clausola diversa: la commissione sarà a carico dell'acquirente. Poi, colpo di scena: la SAFER (Società di Sistemazione Fondiaria e di Insediamento Rurale, un ente pubblico che ha un diritto di prelazione sui terreni agricoli) esercita il suo diritto di prelazione e acquista il bene al posto vostro. Entrambi i compromessi diventano caduchi (non hanno più effetto). L'agente immobiliare reclama allora la sua commissione. Chi deve pagare? E soprattutto, l'agente può ancora pretendere un compenso se la vendita non è avvenuta?

Questa questione è stata decisa dalla Corte di cassazione nel 1974. Ha negato qualsiasi commissione all'agente, ritenendo che, scegliendo di notificare alla SAFER il secondo compromesso (quello in cui l'acquirente doveva pagare la commissione), l'agente aveva implicitamente accettato di non richiedere la sua commissione al venditore. Anche se il compromesso è divenuto caduco, questo accordo rimane valido. Una decisione che può sorprendere, ma che si basa su una logica contrattuale ineccepibile.

Allora, quali insegnamenti trarre da questa vicenda per i proprietari, gli acquirenti e gli agenti immobiliari di oggi? Addentriamoci nei dettagli.

I fatti: una storia come capita ogni giorno

Il signor Duval, proprietario di una fattoria nella regione di Pamiers (Ariège), affida la vendita a un agente immobiliare, il signor Duval (l'agente). Quest'ultimo trova un acquirente, il signor Trottin. Insieme redigono un primo compromesso di vendita al prezzo di 450.000 franchi. Questo compromesso prevede una clausola di caducità (annullamento automatico) se la SAFER esercita il suo diritto di prelazione e stabilisce che la commissione dell'agente (10.000 franchi) sarà a carico del venditore, il signor Duval.

Ma la vicenda si complica: viene stipulato un secondo compromesso, sempre per lo stesso bene, allo stesso prezzo e con la stessa clausola di caducità. Questa volta, la commissione è posta a carico dell'acquirente, il signor Trottin. L'agente sceglie di notificare (informare ufficialmente) questo secondo compromesso alla SAFER, come previsto dalla legge. La SAFER esercita allora il suo diritto di prelazione, determinando la caducità di entrambi i compromessi. La vendita non ha luogo.

L'agente immobiliare reclama la sua commissione al venditore, il signor Duval. Quest'ultimo rifiuta, sostenendo che il secondo compromesso poneva la commissione a carico dell'acquirente e che, comunque, la vendita non è stata conclusa. L'agente cita quindi in giudizio il venditore per ottenere il pagamento della sua commissione. La corte d'appello di Tolosa respinge la domanda dell'agente, che ricorre in cassazione.

Il ragionamento della giurisdizione — analizzato

La Corte di cassazione, con la sua sentenza del 12 marzo 1974, rigetta il ricorso dell'agente e conferma la decisione della corte d'appello. Il ragionamento è il seguente:

In primo luogo, la corte d'appello ha constatato che entrambi i compromessi erano caduchi a causa dell'esercizio del diritto di prelazione da parte della SAFER. Ciò significa che nessuna vendita è stata conclusa e quindi, in linea di principio, nessuna commissione è dovuta, poiché il mandato dell'agente (il contratto che lo incarica di vendere) è legato alla realizzazione della vendita. Ma qui, l'agente non richiedeva la sua commissione sulla base del mandato, bensì su quella di un presunto accordo distinto.

In secondo luogo, e questo è il punto cruciale, la corte d'appello ha rilevato che l'agente stesso aveva scelto di notificare alla SAFER il secondo compromesso, quello che poneva la commissione a carico dell'acquirente. Così facendo, aveva accettato di non richiedere la sua commissione al venditore. Questa accettazione non poteva essere rimessa in discussione dalla caducità del compromesso. In sostanza, l'agente aveva fatto una scelta: privilegiando il secondo compromesso, aveva rinunciato al suo diritto alla commissione nei confronti del venditore.

La Corte di cassazione convalida questo ragionamento: non c'è contraddizione tra la constatazione della caducità dei compromessi e il rifiuto della commissione. L'agente non può avvalersi della caducità per tornare sulla sua scelta iniziale. In definitiva, l'agente ha accettato i rischi legati alla prelazione e deve sopportarne le conseguenze.

Questa decisione si inserisce nel diritto comune dei contratti: ciascuno è vincolato dai propri impegni, anche se il contratto principale (il compromesso) scompare. L'articolo 1134 del Codice civile (oggi 1103) dispone che le convenzioni legalmente formate hanno forza di legge per coloro che le hanno stipulate. Qui, l'agente, con il suo comportamento, aveva concluso un accordo implicito con il venditore: in cambio della notifica del secondo compromesso, rinunciava a richiedere la sua commissione al venditore.

Cosa cambia per voi — concretamente

Se siete proprietari di un bene rurale (o anche urbano, per analogia) e firmate più compromessi con clausole di commissione diverse, siate vigili: se l'agente sceglie di notificare un compromesso che pone la commissione a carico dell'acquirente, potreste essere liberati dall'obbligo di pagare la commissione, anche se la vendita fallisce. Ma attenzione, ciò dipende dalle circostanze. Per esempio

Questions fréquentes

L'agent immobilier peut-il réclamer sa commission si la SAFER a préempté le bien ?

En principe non, car la vente n'est pas réalisée. Cependant, si l'agent a accepté de modifier la charge de la commission dans un second compromis, il peut avoir renoncé à la réclamer au vendeur, même en cas de caducité du compromis.

Que faire si j'ai signé deux compromis de vente pour le même bien ?

Il est conseillé d'annuler le premier compromis et de ne conserver qu'un seul acte modifié par avenant, afin d'éviter toute ambiguïté sur les clauses, notamment celle relative à la commission de l'agent.

Puis-je être poursuivi par l'agent immobilier après une préemption SAFER si la commission était à ma charge ?

Si le compromis prévoyait que la commission était due seulement en cas de réalisation de la vente, vous n'êtes généralement pas tenu. Mais si l'agent prouve un accord distinct (par exemple, une renonciation à la condition suspensive de réalisation), il pourrait agir.

Quelle est la leçon pour les agents immobiliers face à ce type de situation ?

Les agents doivent éviter de signer plusieurs compromis avec des clauses de commission différentes. Si une modification est nécessaire, un avenant écrit doit être établi, et il est prudent de prévoir une clause précisant qu'en cas de préemption, aucune commission n'est due.

Cette jurisprudence s'applique-t-elle aussi aux ventes urbaines avec droit de préemption (commune, etc.) ?

Oui, le raisonnement sur la renonciation implicite à la commission par le choix du compromis notifié est transposable à tout droit de préemption, qu'il soit rural ou urbain.

Informations juridiques

  • Numéro: 72-14.190
  • Juridiction: Cour de cassation
  • Date de décision: 12 mars 1974

Mots-clés

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Cas d'usage pratiques

1

Propriétaire à Pamiers : vente compromise par la SAFER

M. Martin, propriétaire d'une ferme à Pamiers, signe un premier compromis avec commission à sa charge (10 000 €), puis un second où l'acquéreur paie la commission. La SAFER préempte. L'agent réclame la commission à M. Martin.

Application pratique:

M. Martin peut refuser de payer, car l'agent a choisi de notifier le second compromis, acceptant ainsi de ne pas réclamer la commission au vendeur. Il doit conserver tous les documents et, si l'agent insiste, consulter un avocat pour opposer cette jurisprudence.

2

Agent immobilier à Blagnac : perte de commission

Un agent immobilier à Blagnac signe deux compromis pour une maison : le premier avec commission vendeur, le second avec commission acquéreur. Il notifie le second à la SAFER, qui préempte. Il perd sa commission.

Application pratique:

L'agent ne peut pas réclamer sa commission au vendeur, car il a implicitement renoncé en notifiant le second compromis. Il peut tenter de réclamer à l'acquéreur, mais la vente n'ayant pas eu lieu, la clause de commission est caduque. Il doit désormais toujours prévoir une clause de commission unique et conditionnée à la réalisation de la vente.

3

Acquéreur d'un bien rural : risque de devoir payer la commission ?

Mme Dupont signe un compromis pour acheter une ferme à 300 000 €, avec commission de 15 000 € à sa charge. La SAFER préempte. L'agent lui réclame la commission.

Application pratique:

Mme Dupont peut refuser, car la vente n'a pas été réalisée. La clause de commission est généralement conditionnée à la réalisation de la vente. Si l'agent insiste, elle doit vérifier le libellé exact de la clause. En cas de clause ambiguë, un avocat pourra démontrer que la caducité a privé la commission de son fondement.

Maître Cécile Zakine

À propos de l'auteur

Maître Cécile Zakine — Avocate au Barreau des Alpes-Maritimes, Docteur en Droit. Chaque article de ce magazine est rédigé à partir de l'analyse d'une décision de jurisprudence réelle, commentée et mise en perspective par les équipes de Maître Zakine.

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