Concessione su mercato comunale: un bene fuori commercio ma un fondo cedibile?
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Concessione su mercato comunale: un bene fuori commercio ma un fondo cedibile?

📅 Décision du 07 marzo 1978⚖️ Cour de cassation👁️ 3 vues📖 4 min de lecture

La Corte di Cassazione ha stabilito nel 1978 che la concessione di un posto su un mercato comunale è un bene fuori commercio, né cedibile né pignorabile, ma il commerciante ambulante può comunque cedere il suo fondo di commercio includendo la propria clientela. Analisi per i commercianti di Mulhouse e Cernay.

Decisione di riferimento: cc • N° 76-13.388 • 1978-03-07 • Consulta la decisione →

Sei un commerciante ambulante sul mercato di Mulhouse e vuoi vendere il tuo posto? Cattiva notizia: la concessione che ti ha accordato il comune è un «bene fuori commercio» — in altre parole, non puoi cederla né pignorarla. Ma allora, cosa vendi quando trasmetti il tuo fondo di commercio ambulante? È questa la questione posta alla Corte di Cassazione nel 1978.

Immagina la scena: a Cernay, un commerciante non sedentario desidera cedere la sua attività a un subentrante. Ha pagato 20.000 franchi (circa 3.000 €) per una locazione di posteggio, ma il comune contesta la cessione. Il venditore sostiene che il suo contratto è una locazione commerciale, il che permetterebbe di cedere il diritto alla locazione. Ma i giudici hanno una lettura ben diversa.

In questa sentenza del 7 marzo 1978, la Corte di Cassazione introduce una distinzione fondamentale: la concessione di posteggio su un mercato comunale è effettivamente fuori commercio — né cedibile, né pignorabile — ma ciò non impedisce al commerciante di cedere il suo fondo di commercio, al quale è legata una clientela propria. Spiegazioni.

I fatti: una storia come se ne verificano ogni giorno

I signori Y, gestori di un fondo di commercio ambulante sui mercati di Rennes e dintorni, avevano concluso con il signor X un contratto di locazione riguardante sia un posteggio sul mercato comunale sia delle attrezzature (banchi, veicolo). Avevano versato una somma di 20.000 franchi, che qualificavano come «avviamento» — un termine che designa una somma versata per ottenere un diritto alla locazione in una locazione commerciale classica.

Qualche anno dopo, i coniugi Y citano in giudizio il signor X davanti al tribunale di commercio per far riconoscere che il contratto è una locazione commerciale, il che permetterebbe loro di beneficiare dello statuto delle locazioni commerciali (protezione contro lo sfratto, diritto al rinnovo, ecc.). Il tribunale dà loro ragione in primo grado. Ma il signor X fa appello.

La corte d'appello di Rennes, il 27 aprile 1976, riforma la sentenza: ritiene che la concessione di un posteggio su un mercato comunale sia un «bene fuori commercio», impignorabile e incedibile, in applicazione dell'articolo L. 2222-1 del Codice generale della proprietà delle persone pubbliche (che dispone che i beni delle persone pubbliche sono inalienabili e imprescrittibili). Di conseguenza, il contratto non può essere una locazione commerciale. Ma la corte aggiunge che i coniugi Y non sono meno titolari di un fondo di commercio ambulante, con una clientela propria, che possono cedere. Il signor X ricorre in cassazione.

La Corte di Cassazione rigetta il ricorso il 7 marzo 1978, confermando la soluzione della corte d'appello: la concessione è fuori commercio, ma il fondo di commercio stesso può essere ceduto.

Il ragionamento della giurisdizione — analizzato

Per comprendere questa sentenza, occorre distinguere due beni giuridici diversi: da un lato, la concessione di posteggio sul mercato comunale; dall'altro, il fondo di commercio ambulante.

La concessione è un diritto di occupazione temporanea del demanio pubblico (il posto al mercato). Ora, il demanio pubblico è inalienabile: non puoi né venderlo né donarlo. Di conseguenza, la concessione stessa non può essere ceduta a un terzo senza l'accordo del comune. È ciò che ricorda la Corte: «la concessione a favore di un commerciante ambulante di un posteggio su un mercato comunale è un bene fuori commercio, né cedibile, né pignorabile».

Ma il fondo di commercio, invece, è un insieme di beni mobili (attrezzature, merci) e immateriali (clientela, diritto alla locazione, nome commerciale) che può essere venduto. Nel caso di un commerciante ambulante, la clientela è legata alla persona del commerciante e al suo know-how, non a un locale fisso. La clientela può quindi essere ceduta, indipendentemente dalla concessione di posteggio.

La Corte convalida il ragionamento dei giudici di merito: «i beneficiari di tale concessione non sono meno detentori di un fondo di commercio al quale è legata una clientela suscettibile di formare oggetto di una cessione». In altre parole: non puoi vendere il tuo posto al mercato, ma puoi vendere il tuo fondo di commercio (clientela, attrezzature, ecc.) a un subentrante, che dovrà poi richiedere una nuova concessione al comune.

Questa sentenza è una conferma della giurisprudenza anteriore: non innova, ma chiarisce una distinzione che molti commercianti e avvocati ignoravano.

Cosa cambia per te — concretamente

Se sei un commerciante ambulante a Mulhouse o a Cernay, questa decisione ha conseguenze dirette sul modo di vendere la tua attività.

Per il venditore (cedente): non puoi fatturare la cessione del tuo posteggio al mercato. Se lo fai, l'acquirente potrebbe esigere il rimborso, come nel caso di Rennes. Invece, puoi vendere il tuo fondo di commercio: clientela, attrezzature, licenza, ecc. Il prezzo dovrà riflettere il valore di questi elementi, non quello della concessione.

Per l'acquirente (subentrante): prima di acquistare, verifica che il comune accetterà di attribuirti una nuova concessione. Se rifiuta, avrai pagato un fondo senza poterlo sfruttare su quel mercato. Esempio concreto: a Cernay, un subentrante ha versato 15.000 € per un fondo ambulante, ma il comune ha rifiutato la concessione perché il mercato era già al completo. Risultato: procedura di annullamento della vendita per errore sulla sostanza.

Per il comune: questa giurisprudenza conferma il suo diritto di non riconoscere una cessione di concessione. Può imporre un nuovo contratto con il

Questions fréquentes

Puis-je vendre mon emplacement sur le marché de Mulhouse ?

Non, la concession est un bien hors commerce. Vous ne pouvez pas céder votre place elle-même. En revanche, vous pouvez vendre votre fonds de commerce ambulant (clientèle, matériel).

Que se passe-t-il si j'achète un fonds ambulant et que la mairie refuse de m'accorder une concession ?

Vous pouvez demander l'annulation de la vente pour erreur sur la substance (absence de l'élément essentiel du fonds). Vous devrez prouver que la concession était indispensable à l'exploitation.

Quels sont les risques pour le vendeur qui cède sa concession en pratique ?

Il risque une action en restitution du prix de la concession, voire des dommages et intérêts pour inexécution contractuelle. De plus, la mairie peut lui retirer sa concession pour manquement au règlement.

Comment valoriser mon fonds de commerce ambulant si je ne peux pas céder la place ?

Valorisez votre clientèle (fichier clients, chiffre d'affaires), votre matériel (étals, véhicule), votre licence (si applicable) et votre savoir-faire. Faites estimer le fonds par un expert-comptable.

La mairie peut-elle augmenter le nombre de places sur le marché et dévaloriser mon fonds ?

Oui, car la clientèle peut se diluer. C'est un risque d'exploitation. Vous ne pouvez pas vous y opposer, sauf si le règlement du marché prévoit un nombre maximum de places.

Informations juridiques

  • Numéro: 76-13.388
  • Juridiction: Cour de cassation
  • Date de décision: 07 mars 1978

Mots-clés

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Cas d'usage pratiques

1

Marchand ambulant à Mulhouse veut céder son activité

M. Dupont, marchand de fruits et légumes sur le marché de Mulhouse depuis 10 ans, souhaite prendre sa retraite. Il a trouvé un repreneur qui lui propose 25 000 € pour la place et le matériel. Mais la mairie refuse de reconnaître la cession de la concession.

Application pratique:

M. Dupont doit rédiger un acte de cession de fonds de commerce distinct de la concession. Il peut vendre sa clientèle (chiffre d'affaires annuel 80 000 €), son matériel (étals, balance, véhicule) pour 15 000 €, mais pas la place. Le repreneur devra faire une demande de nouvelle concession auprès de la mairie. En cas de refus, la vente pourra être annulée.

2

Acheteur à Cernay se voit refuser la concession

Mme Martin achète un fonds de commerce ambulant de bijouterie à Cernay pour 12 000 €, incluant la 'cession de la place'. Quelques semaines plus tard, la mairie lui indique que la place est déjà attribuée à un autre commerçant et qu'elle ne peut pas l'obtenir.

Application pratique:

Mme Martin peut agir en nullité de la vente pour erreur sur la substance : elle a acheté un fonds sans l'élément essentiel (la possibilité d'exploiter sur le marché). Elle devra prouver que le vendeur lui a garanti la place. Elle peut obtenir le remboursement du prix et des dommages-intérêts.

3

Mairie de Mulhouse souhaite réguler les cessions

La ville de Mulhouse constate que des commerçants revendent leurs emplacements à prix d'or, contournant le règlement du marché. Elle veut mettre fin à ces pratiques.

Application pratique:

La mairie peut rappeler dans son règlement que la concession est incessible et que toute cession de fonds de commerce est soumise à l'accord préalable de la mairie. Elle peut imposer une clause résolutoire en cas de cession non autorisée. Cette jurisprudence confirme son pouvoir de refuser de reconnaître une cession.

Maître Cécile Zakine

À propos de l'auteur

Maître Cécile Zakine — Avocate au Barreau des Alpes-Maritimes, Docteur en Droit. Chaque article de ce magazine est rédigé à partir de l'analyse d'une décision de jurisprudence réelle, commentée et mise en perspective par les équipes de Maître Zakine.

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