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Tentativo di conciliazione preliminare: una semplice lettera è sufficiente per adire il tribunale?
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Tentativo di conciliazione preliminare: una semplice lettera è sufficiente per adire il tribunale?

📅 Décision du 15 aprile 2021⚖️ Cour de cassation👁️ 6 vues📖 4 min de lecture

La Corte di cassazione precisa che l'azione dinanzi al tribunale d'istanza senza conciliazione preliminare è possibile se l'attore dimostra altre diligenze amichevoli, come una semplice lettera. Una decisione che allenta le regole per proprietari e inquilini.

Decisione di riferimento : cc • N° 20-14.106 • 2021-04-15 • Consulta la decisione →

Sei proprietario a Parentis-en-Born e il tuo inquilino non paga l'affitto da tre mesi. Gli hai inviato una lettera di messa in mora, poi una raccomandata proponendo un piano di pagamento. Nessuna risposta. Vuoi adire il tribunale per ottenere la risoluzione del contratto di locazione e il pagamento degli arretrati. Ma una domanda ti assilla: sei obbligato a passare prima da un conciliatore di giustizia?

È esattamente la questione che la Corte di cassazione ha deciso con una sentenza del 15 aprile 2021 (n° 20-14.106). E la risposta è più sfumata di un semplice « sì » o « no ». In breve, la legge impone, a pena di inammissibilità, un tentativo di conciliazione preliminare prima di adire il tribunale d'istanza (oggi tribunale giudiziario per le controversie inferiori a 10.000 €). Ma attenzione: questo obbligo non è assoluto. Il giudice deve verificare se l'attore ha intrapreso altre iniziative in vista di un accordo amichevole.

Cosa significa concretamente questa decisione per te? Devi assolutamente vedere un conciliatore? La tua semplice lettera può bastare? Navighiamo insieme in questo dedalo giuridico, con esempi concreti tratti dalla pratica nelle Landes.

I fatti: una storia come ne capitano ogni giorno

Il Sig. X, proprietario di un appartamento a Saint-Paul-lès-Dax, è in conflitto con il suo inquilino, il Sig. Y. Quest'ultimo deve diversi mesi di affitto. Il Sig. X gli invia una lettera semplice, poi una raccomandata, proponendo un piano di rimborso. L'inquilino non risponde. Il Sig. X decide quindi di adire il tribunale d'istanza mediante dichiarazione presso la cancelleria, cioè senza citare tramite ufficiale giudiziario. Allega alla sua dichiarazione una copia delle sue lettere.

Il tribunale, senza esaminare questi documenti, dichiara la sua domanda inammissibile perché non ha dimostrato un tentativo di conciliazione preliminare da parte di un conciliatore di giustizia. Il Sig. X ricorre in cassazione. Sostiene che le sue lettere costituiscono « iniziative intraprese al fine di pervenire a una risoluzione amichevole della controversia » ai sensi dell'articolo 4 della legge del 18 novembre 2016.

La Corte di cassazione gli dà ragione. Annulla la sentenza del tribunale d'istanza, ritenendo che il giudice avrebbe dovuto verificare se le lettere del Sig. X non dimostrassero iniziative amichevoli sufficienti, prima di pronunciare l'inammissibilità. In altre parole, il semplice fatto di aver inviato una lettera può, in alcuni casi, dispensare dalla conciliazione preliminare.

Il ragionamento della giurisdizione — analizzato

Il testo applicabile è l'articolo 4 della legge n° 2016-1547 del 18 novembre 2016 (cosiddetta legge di modernizzazione della giustizia del XXI secolo). Questo testo prevede che, per le controversie inferiori a 5.000 € (soglia poi elevata a 10.000 €), l'azione dinanzi al tribunale d'istanza mediante dichiarazione presso la cancelleria deve essere preceduta da un tentativo di conciliazione da parte di un conciliatore di giustizia. Tuttavia, tale obbligo prevede eccezioni: le parti possono dimostrare « altre iniziative intraprese al fine di pervenire a una risoluzione amichevole della loro controversia ».

La Corte di cassazione interpreta qui questa eccezione in modo ampio. Ricorda che il giudice non può limitarsi a constatare l'assenza di conciliazione preliminare: deve esaminare se i documenti forniti dall'attore dimostrino un tentativo serio di accordo amichevole. Nel caso di specie, il Sig. X aveva inviato lettere proponendo un accordo. Per la Corte, queste lettere costituiscono effettivamente « altre iniziative ».

Questo ragionamento è una conferma della giurisprudenza precedente, ma con una precisazione importante: la semplice allegazione di un'iniziativa amichevole non basta; è necessario che il giudice la esamini concretamente. In altre parole, il giudice deve motivare la sua decisione spiegando perché l'iniziativa invocata non è considerata sufficiente.

L'argomento dell'inquilino, che sosteneva un'inammissibilità automatica in assenza di conciliazione, è stato respinto. La Corte privilegia un approccio pragmatico: l'obiettivo della legge è favorire le soluzioni amichevoli, e ogni mezzo serio per raggiungerlo deve essere riconosciuto.

Cosa cambia per te — concretamente

Per i proprietari locatori: Se ti trovi di fronte a un mancato pagamento dell'affitto, non trascurare l'invio di una lettera semplice o raccomandata che propone un piano di pagamento. Conserva accuratamente una copia e l'avviso di ricevimento. Questa semplice lettera può evitarti di dover passare da un conciliatore di giustizia, facendoti risparmiare tempo (di solito, un conciliatore può impiegare 2-3 mesi per organizzare un incontro). Esempio: a Saint-Paul-lès-Dax, un proprietario ha potuto adire il tribunale in meno di un mese grazie a una lettera di messa in mora, mentre la conciliazione avrebbe ritardato la causa di diversi mesi.

Per gli inquilini: Al contrario, se il tuo locatore ti richiede somme indebite e gli hai già scritto per contestare, puoi anche avvalerti di questa iniziativa per adire direttamente il tribunale. Attenzione però: se la tua lettera è vaga o non propone una soluzione, il giudice potrebbe considerarla insufficiente

Questions fréquentes

Puis-je saisir le tribunal sans conciliation préalable si j'ai envoyé une lettre ?

Oui, si votre lettre propose une solution amiable et que vous pouvez en justifier, le juge peut l'accepter comme diligence suffisante.

Que faire si mon adversaire refuse de répondre à ma lettre ?

Conservez la preuve d'envoi et de non-réponse. Vous pouvez alors soit tenter une conciliation, soit saisir le tribunal en invoquant votre démarche amiable.

Quels sont les délais pour une conciliation de justice ?

Le conciliateur vous reçoit généralement sous 1 à 2 mois. La séance dure environ 1 heure. En cas d'échec, vous pouvez immédiatement saisir le tribunal.

Combien coûte une conciliation ?

La conciliation de justice est gratuite. Seuls les frais postaux (recommandé) sont à votre charge, soit environ 5 €.

Ma lettre doit-elle être envoyée en recommandé ?

Ce n'est pas obligatoire, mais fortement conseillé pour prouver la date et le contenu. Un courrier simple peut suffire si l'autre partie ne conteste pas l'avoir reçu.

Informations juridiques

  • Numéro: 20-14.106
  • Juridiction: Cour de cassation
  • Date de décision: 15 avril 2021

Mots-clés

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Cas d'usage pratiques

1

Propriétaire bailleur à Parentis-en-Born

M. Dupont, propriétaire d'un studio, n'a pas été payé depuis 4 mois. Il envoie une lettre recommandée proposant un échéancier. Le locataire ignore. M. Dupont saisit le tribunal sans conciliation.

Application pratique:

La lettre recommandée constitue une diligence amiable. M. Dupont doit joindre une copie de la lettre et l'accusé de réception à sa déclaration au greffe. Le tribunal ne pourra pas rejeter sa demande pour défaut de conciliation.

2

Locataire à Saint-Paul-lès-Dax

Mme Martin conteste un décompte de charges abusif. Elle écrit au propriétaire pour demander une révision, sans réponse. Elle souhaite saisir le tribunal.

Application pratique:

Sa lettre, même simple, est une diligence amiable. Elle doit la conserver et la produire. Si le juge estime qu'elle ne propose pas de solution, il pourra exiger une conciliation. Mieux vaut proposer un montant précis.

3

Copropriétaire à Dax

M. Durand conteste des travaux votés en assemblée générale. Il envoie un courrier au syndic demandant une médiation, sans succès.

Application pratique:

Ce courrier peut être considéré comme une diligence amiable. Il doit être conservé. Attention : pour les litiges de copropriété, la loi impose parfois une médiation obligatoire. Vérifiez le règlement de copropriété.

Maître Cécile Zakine

À propos de l'auteur

Maître Cécile Zakine — Avocate au Barreau des Alpes-Maritimes, Docteur en Droit. Chaque article de ce magazine est rédigé à partir de l'analyse d'une décision de jurisprudence réelle, commentée et mise en perspective par les équipes de Maître Zakine.

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