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Condizione sospensiva di mutuo: un termine di 10 giorni per presentare una richiesta di credito è illegale
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Condizione sospensiva di mutuo: un termine di 10 giorni per presentare una richiesta di credito è illegale

📅 Décision du 12 febbraio 2014⚖️ Cour de cassation👁️ 10 vues📖 5 min de lecture

La Corte di Cassazione ha stabilito che le clausole che impongono all'acquirente di presentare una richiesta di mutuo in meno di 10 giorni sono contrarie all'ordine pubblico. In una causa in cui l'acquirente si era rivolto a un mediatore creditizio, l'inosservanza del termine non gli era imputabile. Una decisione che protegge gli acquirenti immobiliari.

Decisione di riferimento : cc • N° 12-27.182 • 2014-02-12 • Consulta la decisione →

Immaginate: siete a Pamiers, avete firmato un compromesso di vendita per la casa dei vostri sogni. Nel contratto, una clausola vi impone di presentare una richiesta di mutuo entro dieci giorni. Ma voi lavorate, avete impegni, e vi rivolgete a un mediatore creditizio a Colomiers che gestisce tutto. Il termine scade. Il venditore vi cita in giudizio per inadempimento. Cosa fare?

Questa situazione, centinaia di acquirenti la vivono ogni anno. La domanda è semplice: un termine così breve può esservi imposto? La risposta è no, e la Corte di Cassazione lo ha ricordato con forza nel 2014.

In una decisione che ha fatto storia, la Corte di Cassazione ha stabilito che le disposizioni dell'articolo L. 312-16 del codice del consumo sono di ordine pubblico. Non si può derogare ad esse per contratto. Imporre un termine di dieci giorni per presentare una richiesta di mutuo è illegale. E se l'acquirente si rivolge a un mediatore creditizio, si considera che abbia soddisfatto il suo obbligo di presentare una richiesta di mutuo. Analisi.

I fatti: una storia come capita ogni giorno

La Sig.ra Y. desidera acquistare un immobile. Firma un compromesso di vendita contenente una condizione sospensiva (una clausola che sospende la vendita al verificarsi di un evento) di ottenimento di un mutuo di 60.000 euro su 15 anni al tasso del 4,5% annuo. Il contratto le impone di presentare una richiesta di mutuo entro un termine di dieci giorni. Ma la Sig.ra Y. si rivolge a una società di mediazione creditizia (un intermediario che cerca il miglior credito) per ottenere il mutuo. Il mediatore presenta la richiesta a diverse banche, ma il termine di dieci giorni viene superato. Il mutuo non viene ottenuto entro i trenta giorni previsti dalla condizione sospensiva.

Il venditore ritiene che la Sig.ra Y. non abbia rispettato il suo obbligo contrattuale e la cita in giudizio per ottenere il pagamento del prezzo o, in difetto, dei danni e interessi. La Sig.ra Y. si difende sostenendo di aver fatto quanto necessario incaricando un mediatore.

La corte d'appello dà ragione al venditore: secondo essa, la Sig.ra Y. avrebbe dovuto presentare personalmente una richiesta di mutuo entro dieci giorni. Ma la Corte di Cassazione cassa questa sentenza. Stabilisce che la clausola che impone un termine di dieci giorni è contraria all'ordine pubblico, poiché aggrava i requisiti legali. Inoltre, il fatto di rivolgersi a un mediatore creditizio equivale alla presentazione di una richiesta di mutuo. La causa viene rinviata a un'altra corte d'appello.

Il ragionamento della giurisdizione — analizzato

La Corte di Cassazione si basa sull'articolo L. 312-16 del codice del consumo, allora in vigore. Questo testo prevede che l'acquirente possa revocare la propria accettazione entro sette giorni dall'accettazione di un'offerta di mutuo e, soprattutto, vieta qualsiasi clausola che imponga al mutuatario obblighi più gravosi della legge. Il legislatore ha voluto proteggere l'acquirente da termini troppo brevi che lo metterebbero sotto pressione.

Il ragionamento è il seguente: imporre un termine di dieci giorni per presentare una richiesta di mutuo significa aggiungere una condizione non prevista dalla legge. Ciò aumenta i requisiti del testo. Tale clausola è quindi considerata non scritta (cioè nulla e senza effetto).

Ma non è tutto. La Corte precisa anche che l'acquirente che si rivolge a un mediatore creditizio soddisfa il suo obbligo di presentare una richiesta di mutuo. Perché? Perché il mediatore è incaricato di agire per conto dell'acquirente. Se il mediatore non presenta la richiesta in tempo, è un problema suo, non dell'acquirente. Pertanto, l'acquirente non deve provare di aver presentato personalmente una richiesta; è sufficiente che abbia affidato questo compito a un professionista.

Questa decisione conferma una giurisprudenza precedente protettiva dei consumatori. Non è un revirement, ma un'applicazione rigorosa dei principi di ordine pubblico. I giudici hanno ritenuto che, non essendosi verificata la condizione sospensiva entro il termine stabilito, senza che tale inadempimento fosse imputabile all'acquirente, la vendita doveva essere annullata e il venditore non poteva richiedere danni e interessi.

Cosa cambia per voi — concretamente

Se siete acquirenti, questa decisione è un'arma potente. Non siete vincolati da termini contrattuali troppo brevi per presentare una richiesta di mutuo. Se il venditore o l'agente immobiliare vi impone un termine inferiore alla durata legale (che è generalmente di 30 giorni per ottenere l'offerta), sappiate che questa clausola è illegale. Potete contestarla.

Facciamo un esempio concreto. Acquistate un appartamento a Colomiers per 200.000 €. Il compromesso di vendita prevede che dobbiate presentare una richiesta di mutuo entro 10 giorni. Siete in viaggio per lavoro, affidate la ricerca a un mediatore. Il mediatore ritarda. Il termine scade. Il venditore vi minaccia di chiedervi il 10% del prezzo a titolo di clausola penale (cioè 20.000 €). Cosa fare? Invocate la sentenza della Corte di Cassazione: la clausola di 10 giorni è nulla, e il fatto di aver incaricato un mediatore vi esonera. Siete protetti.

Per i proprietari locatori o venditori, attenzione: non contate su queste clausole abusive per fare pressione sull'acquirente. Sono inefficaci in giudizio. Meglio prevedere un termine realistico (30 giorni) e un obbligo di mezzi (l'acquirente deve compiere le necessarie diligenze, ma non necessariamente di persona).

Infine, per i professionisti immobiliari (agenti, notai), questa decisione vi ricorda di non includere

Questions fréquentes

Que faire si ma promesse de vente impose un délai de 10 jours pour déposer une demande de prêt ?

Cette clause est probablement nulle car contraire à l'ordre public. Vous pouvez la contester en justice. Il est conseillé de consulter un avocat pour obtenir une décision judiciaire constatant la nullité de la clause.

Puis-je utiliser un courtier pour déposer ma demande de prêt ?

Oui, la Cour de cassation a jugé que le fait de s'adresser à un courtier vaut dépôt d'une demande de prêt. Vous êtes réputé avoir satisfait à votre obligation contractuelle si vous mandatez un courtier.

Quels sont les délais légaux pour obtenir un prêt immobilier ?

La loi ne fixe pas de délai précis pour déposer une demande, mais la condition suspensive prévoit généralement un délai de 30 jours pour obtenir l'offre de prêt. Les clauses qui réduisent ce délai à moins de 10 jours sont abusives.

Que risque le vendeur si la condition suspensive n'est pas réalisée ?

Si la non-réalisation n'est pas imputable à l'acquéreur, le vendeur ne peut pas réclamer de dommages-intérêts. La vente est simplement annulée et l'acquéreur récupère son dépôt de garantie.

Cette jurisprudence s'applique-t-elle aux ventes entre particuliers ?

Oui, elle s'applique à toutes les ventes immobilières, que le vendeur soit un professionnel ou un particulier, car l'article L. 312-16 du code de la consommation protège tout emprunteur non professionnel.

Informations juridiques

  • Numéro: 12-27.182
  • Juridiction: Cour de cassation
  • Date de décision: 12 février 2014

Mots-clés

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Cas d'usage pratiques

1

Acquéreur à Pamiers menacé de clause pénale pour dépassement de délai

M. Dupont, acquéreur d'une maison à Pamiers, signe une promesse de vente avec un délai de 10 jours pour déposer sa demande de prêt. Il mandate un courtier qui tarde. Le vendeur réclame 15 000 € de clause pénale.

Application pratique:

M. Dupont peut invoquer la nullité de la clause de 10 jours et le fait d'avoir mandaté un courtier. Il refuse de payer et assigne le vendeur. Le tribunal annule la clause et le vendeur est débouté. M. Dupont récupère son dépôt de garantie.

2

Propriétaire bailleur à Colomiers voulant réclamer des dommages-intérêts

Mme Martin vend un appartement à Colomiers. L'acquéreur ne dépose pas sa demande de prêt dans les 10 jours. Mme Martin veut réclamer 10 % du prix à titre de dommages-intérêts.

Application pratique:

La clause de 10 jours étant nulle, Mme Martin ne peut pas réclamer de dommages-intérêts. Elle doit se contenter d'annuler la vente. Elle aurait dû prévoir un délai de 30 jours et une obligation de moyens pour l'acquéreur.

3

Agent immobilier à Toulouse rédigeant une promesse de vente

Un agent immobilier à Toulouse rédige une promesse de vente avec une condition suspensive de prêt imposant un dépôt de demande sous 5 jours, pensant protéger le vendeur.

Application pratique:

Cette clause est contraire à l'ordre public et sera annulée en justice. L'agent immobilier risque de voir la vente compromise et d'engager sa responsabilité professionnelle. Il doit utiliser des clauses conformes à la jurisprudence.

Maître Cécile Zakine

À propos de l'auteur

Maître Cécile Zakine — Avocate au Barreau des Alpes-Maritimes, Docteur en Droit. Chaque article de ce magazine est rédigé à partir de l'analyse d'une décision de jurisprudence réelle, commentée et mise en perspective par les équipes de Maître Zakine.

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