Frazionamento delle ferie: giorni supplementari anche se il dipendente è all'origine del frazionamento (Cass. 1973)
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Frazionamento delle ferie: giorni supplementari anche se il dipendente è all'origine del frazionamento (Cass. 1973)

📅 Décision du 27 marzo 1973⚖️ Cour de cassation👁️ 3 vues📖 5 min de lecture

La Corte di Cassazione ha stabilito nel 1973 che i due giorni di ferie supplementari per frazionamento sono dovuti anche quando è il dipendente a chiedere di frazionare le ferie, e non il datore di lavoro. Una decisione che tutela i diritti dei lavoratori e chiarisce la regola per i datori di lavoro.

Decisione di riferimento : cc • N° 72-90.942 • 1973-03-27 • Consulta la decisione →

Sei un ristoratore a Ouistreham, e il tuo cameriere preferito ti chiede se può prendere le ferie in due volte: una settimana a maggio, il resto a settembre. Accetti, pensando di fare una cosa giusta. Ma al suo ritorno, reclama due giorni di ferie supplementari a titolo di frazionamento. Ti chiedi: è davvero dovuto? La risposta è sì, e fin dal 1973, come ha stabilito la Corte di Cassazione in una decisione che fa ancora giurisprudenza.

Questa questione, apparentemente semplice, ha diviso i giudici di merito per anni. Bisogna premiare il dipendente che sceglie di frazionare le ferie? O al contrario, questi giorni supplementari sono solo un indennizzo per i disagi imposti dal datore di lavoro? La Corte di Cassazione ha posto fine al dibattito con una sentenza netta: la legge non fa alcuna distinzione sull'origine del frazionamento.

Immergiamoci in questa vicenda vecchia di oltre cinquant'anni, ma i cui principi influenzano ancora oggi il diritto delle ferie retribuite. Che tu sia datore di lavoro a Vire, dipendente a Caen o semplicemente curioso di conoscere i tuoi diritti, questo articolo ti illuminerà.

I fatti: una storia come capita ogni giorno

Il Sig. X, proprietario di un albergo-ristorante a Vire, impiega diversi dipendenti. Nel 1970, uno di loro, il Sig. Y, chiede al suo datore di lavoro di frazionare le sue ferie principali: tre settimane prese a maggio-giugno, il resto a settembre. Il Sig. X accetta. Il dipendente prende così 18 giorni lavorativi nella prima frazione (dal 1° maggio al 31 ottobre) e 6 giorni lavorativi nella seconda frazione (fuori dal periodo legale).

Ora, l'articolo 54-1 del Libro II del Codice del lavoro (vecchio) prevede che quando le ferie sono frazionate, il dipendente ha diritto a due giorni lavorativi di ferie supplementari se la seconda frazione è di almeno sei giorni. Ma il testo è ambiguo: questi giorni sono dovuti anche se il frazionamento è richiesto dal dipendente? Il datore di lavoro ritiene di no: è il dipendente che ha scelto di frazionare, non può anche pretendere una ricompensa.

La controversia nasce quando il Sig. Y reclama i suoi due giorni supplementari. Il Sig. X rifiuta. Il dipendente adisce il consiglio di prud'hommes di Vire, che gli dà ragione. Il datore di lavoro fa appello. La corte d'appello di Caen conferma la sentenza. Il Sig. X ricorre in Cassazione.

Davanti alla Corte di Cassazione, il datore di lavoro sostiene che i giorni supplementari sono solo un indennizzo per i disagi subiti dal dipendente quando è il datore di lavoro a imporre il frazionamento. Il dipendente, invece, sostiene che la lettera della legge non distingue. La Corte deve decidere.

Il ragionamento della giurisdizione — analizzato

La Corte di Cassazione esamina l'articolo 54-1, comma 4, del Libro II del Codice del lavoro, nella sua versione risultante dalla legge n°69-434 del 16 maggio 1969. Questo testo dispone: «Saranno attribuiti due giorni lavorativi di ferie supplementari quando il numero di giorni di ferie presi al di fuori del periodo dal 1° maggio al 31 ottobre sarà almeno pari a sei.»

I giudici constatano che il comma 4 non fa alcun riferimento all'origine del frazionamento. Non dice «quando il datore di lavoro fraziona» o «se il dipendente lo richiede». Pone una condizione unica: che la seconda frazione (quella fuori dal periodo estivo) sia di almeno sei giorni. Non importa chi ha proposto il frazionamento.

La Corte respinge quindi l'argomento del datore di lavoro. Ricorda che il diritto del lavoro è protettivo del dipendente e che le eccezioni ai diritti acquisiti devono essere espresse. Ora, il legislatore non ha previsto eccezioni. Di conseguenza, la corte d'appello di Caen ha fatto una corretta applicazione della legge. Il ricorso è respinto.

Questa decisione è una conferma della lettera del testo, ma pone fine a una controversia. Alcuni tribunali avevano ritenuto che i giorni supplementari fossero dovuti solo in caso di frazionamento imposto, perché compensavano un disagio. La Corte di Cassazione spazza via questa interpretazione: il diritto è legato al fatto oggettivo del frazionamento, non alla sua causa.

Inoltre, la Corte pronuncia un'ammenda di 50 franchi (una somma modica, simbolica) e condanna il datore di lavoro al risarcimento dei danni civili. Ciò dimostra che la violazione della regola non è irrilevante.

Cosa cambia per te — concretamente

Per i dipendenti: se chiedi di frazionare le tue ferie e la seconda frazione (presa fuori dal periodo 1° maggio-31 ottobre) è di almeno sei giorni lavorativi, hai diritto a due giorni di ferie supplementari. Questi giorni si aggiungono al tuo diritto alle ferie annuali. Ad esempio, un dipendente a Ouistreham che prende 18 giorni a maggio e 6 giorni a settembre: guadagna 2 giorni in più, per un totale di 26 giorni (24 + 2).

Per i datori di lavoro: devi concedere questi giorni supplementari, sia che il frazionamento sia una tua iniziativa o del dipendente. Rifiutare espone a condanne (risarcimento danni, ammende). Verifica i tuoi programmi: se un dipendente prende ferie a settembre, conta bene i giorni fuori dal periodo. Se la seconda frazione raggiunge 6 giorni, devi aggiungere 2 giorni.

Per i professionisti del settore immobiliare (amministratori di condominio, sindaci): potresti trovarti di fronte a richieste di custodi di edifici o portinai. Le stesse regole si applicano. Assicurati che i tuoi contratti e le tue pratiche rispettino questo obbligo.

Un esempio numerico: a Vire, un datore di lavoro che rifiuta questi 2 giorni a un dipendente pagato 12 € l'ora (base 35h) dovrà versargli, oltre al recupero della retribuzione (2 giorni × 7h × 12 € = 168 € lordi), un risarcimento danni che può raggiungere diverse centinaia di euro.

Questions fréquentes

Puis-je refuser les jours supplémentaires si le salarié a lui-même demandé à fractionner ?

Non, comme le confirme l'arrêt de la Cour de cassation du 27 mars 1973. Le droit aux jours supplémentaires est attaché au fait du fractionnement, indépendamment de son origine.

Que faire si mon employeur refuse de m'accorder ces deux jours ?

Vous pouvez saisir le conseil de prud'hommes dans les 2 ans suivant le refus. Rassemblez les preuves de votre demande de fractionnement et des dates de congés.

Ces jours supplémentaires sont-ils payés ?

Oui, ils sont rémunérés comme des jours de congés ordinaires, sur la base du salaire habituel. Ils s'ajoutent à votre droit annuel.

Le fractionnement doit-il être d'au moins 6 jours hors période ?

Oui, c'est la condition. Si la seconde fraction fait 5 jours ou moins, aucun jour supplémentaire n'est dû.

Cette règle s'applique-t-elle aux CDD et aux temps partiels ?

Oui, tous les salariés sont concernés, quel que soit leur contrat, dès lors qu'ils bénéficient de congés payés.

Informations juridiques

  • Numéro: 72-90.942
  • Juridiction: Cour de cassation
  • Date de décision: 27 mars 1973

Mots-clés

congés fractionnésjours supplémentairesCour de cassationdroit du travailfractionnement congés

Cas d'usage pratiques

1

Salarié demandant un fractionnement à Ouistreham

Un serveur dans un restaurant à Ouistreham demande à son employeur de prendre 3 semaines en mai et 1 semaine en septembre. L'employeur accepte mais refuse les 2 jours supplémentaires.

Application pratique:

Le salarié peut réclamer les 2 jours. L'employeur doit les accorder. En cas de refus, le salarié peut saisir le conseil de prud'hommes de Caen. Il devra prouver que la seconde fraction (septembre) est d'au moins 6 jours ouvrables.

2

Employeur imposant un fractionnement à Vire

Un hôtelier à Vire impose à son réceptionniste de prendre 18 jours en juillet et 6 jours en décembre pour raisons de service. Le salarié réclame les 2 jours supplémentaires.

Application pratique:

Même si le fractionnement est imposé par l'employeur, les jours supplémentaires sont dus. L'employeur doit les accorder. Il peut anticiper en incluant ces jours dans la planification annuelle.

3

Gestionnaire de copropriété à Caen

Un syndic de copropriété à Caen gère un gardien d'immeuble qui fractionne ses congés. Le syndic doit vérifier que les jours supplémentaires sont bien attribués.

Application pratique:

Le syndic doit appliquer la règle : si la seconde fraction (hors période estivale) atteint 6 jours, 2 jours supplémentaires sont dus. Il doit les comptabiliser dans les bulletins de paie et les accorder avant la fin de la période de référence.

Maître Cécile Zakine

À propos de l'auteur

Maître Cécile Zakine — Avocate au Barreau des Alpes-Maritimes, Docteur en Droit. Chaque article de ce magazine est rédigé à partir de l'analyse d'une décision de jurisprudence réelle, commentée et mise en perspective par les équipes de Maître Zakine.

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