Congedi non retribuiti: quando il rifiuto di rinnovo giustifica un licenziamento?
Droit-immobilier

Congedi non retribuiti: quando il rifiuto di rinnovo giustifica un licenziamento?

📅 Décision du 25 giugno 2013⚖️ Cour de cassation👁️ 4 vues📖 5 min de lecture

La Corte di Cassazione ricorda che il rinnovo di congedi non retribuiti non è un diritto per il lavoratore. Un giornalista di France Télévisions che ha rifiutato di riprendere il suo posto dopo un rifiuto di rinnovo è stato licenziato senza causa reale e seria secondo la corte d'appello, ma l'Alta Corte censura questa decisione. Spiegazioni per datori di lavoro e lavoratori.

Decisione di riferimento: cc • N° 12-12.804 • 2013-06-25 • Consulta la decisione →

Immaginate: siete proprietari di un immobile a Sin-le-Noble, e il vostro inquilino, giornalista a France Télévisions, ottiene un congedo senza retribuzione di due anni. Alla scadenza, ne chiede il rinnovo, ma voi rifiutate: volete recuperare il vostro bene per venderlo. L'inquilino rimane nei locali, sostenendo che il rinnovo è un diritto. Chi ha ragione?

La stessa questione si pone nel mondo del lavoro: un lavoratore può esigere la proroga di un congedo non retribuito? La Corte di Cassazione, con una sentenza del 25 giugno 2013 (n. 12-12.804), ha stabilito: il rinnovo non è mai automatico. Decifrazione di questa decisione che interessa tanto i datori di lavoro quanto i lavoratori, e di riflesso i locatori confrontati a situazioni analoghe.

Questa vicenda, nata da un contenzioso tra France Télévisions e un giornalista, pone una questione semplice ma cruciale: quando un datore di lavoro rifiuta di rinnovare un congedo senza retribuzione, il lavoratore deve riprendere il suo posto? La risposta è sì, pena il licenziamento per colpa. Ma allora, perché la corte d'appello aveva giudicato il contrario? Immergiamoci nei fatti.

I fatti: una storia come capita ogni giorno

Il Sig. X, giornalista a France Télévisions, ottiene un primo congedo non retribuito di due anni a partire dal 5 settembre 2005. Questo congedo viene rinnovato una volta per due anni, come consentito dall'articolo 32-2 dell'addendum per le società dell'audiovisivo pubblico del 9 luglio 1983. Questo testo prevede che un giornalista possa beneficiare, a titolo eccezionale, di congedi non retribuiti per una durata di due anni, rinnovabile una volta, ed eccezionalmente due volte, alle condizioni fissate dal presidente della società.

Alla scadenza del secondo congedo, il Sig. X ne richiede un nuovo rinnovo. France Télévisions rifiuta. Il giornalista non riprende il suo posto. Il datore di lavoro lo licenzia per colpa. Il lavoratore contesta il suo licenziamento dinanzi al consiglio di prud'hommes, poi la corte d'appello di Douai gli dà ragione: ritiene che il rinnovo fosse di diritto, e che il suo rifiuto di riprendere il lavoro non fosse colpevole. France Télévisions ricorre in cassazione.

Il ragionamento della corte d'appello era semplice: poiché il lavoratore aveva ottenuto un primo rinnovo, poteva esigerne un secondo. Ma la Corte di Cassazione non la pensa così. Essa casserà la sentenza, con la motivazione che il rinnovo non è mai un diritto, anche dopo una prima proroga. La causa è rinviata dinanzi alla corte d'appello di Douai diversamente composta.

Il ragionamento della giurisdizione — decifrato

La Corte di Cassazione si basa sull'articolo 32-2 dell'addendum del 9 luglio 1983. Questo testo dispone che « ogni giornalista può ottenere, a titolo eccezionale, per un periodo di due anni, rinnovabile una volta, eccezionalmente due volte e alle condizioni fissate dal presidente, congedi non retribuiti ». I termini « a titolo eccezionale » e « alle condizioni fissate dal presidente » sono essenziali: indicano che la concessione del congedo iniziale è già un favore, e che il suo rinnovo è soggetto alla valutazione discrezionale del datore di lavoro.

L'Alta Corte ne deduce che « il rinnovo di tali congedi non è di diritto ». Di conseguenza, il lavoratore che non ottiene il rinnovo e non riprende il suo posto commette una colpa che giustifica un licenziamento per causa reale e seria. La corte d'appello aveva quindi male interpretato il testo ritenendo che il lavoratore potesse legittimamente rifiutare di tornare.

Questa sentenza è una conferma della giurisprudenza costante: i congedi senza retribuzione sono un'eccezione al principio dell'esecuzione del contratto di lavoro. Sono accordati dal datore di lavoro, che ne fissa le modalità. Nessun lavoratore può esigere una proroga, anche se il contratto collettivo prevede un numero massimo di rinnovi. Il datore di lavoro conserva un potere di valutazione sull'opportunità di concedere o meno il rinnovo.

Notiamo che la sentenza non mette in discussione il diritto al congedo iniziale: se il datore di lavoro lo concede, il lavoratore può beneficiarne. Ma una volta giunta la scadenza, il datore di lavoro può rifiutare una nuova partenza. Il lavoratore deve allora reintegrare il suo posto, o essere licenziato.

Cosa cambia per voi — concretamente

Per i datori di lavoro (in particolare quelli di Douai, Denain o altrove): dovete sapere che non siete mai obbligati a rinnovare un congedo senza retribuzione, anche se il contratto collettivo prevede diversi rinnovi possibili. Il vostro rifiuto deve essere giustificato (ad esempio, necessità di servizio, assenza di sostituzione, ecc.), ma non deve essere motivato da una causa grave. Un semplice rifiuto cortese è sufficiente. Invece, se accettate un rinnovo, rispettate le forme: uno scritto che precisi la durata e le condizioni.

Per i lavoratori: se siete in congedo senza retribuzione e desiderate prolungarlo, anticipate. Fate la vostra richiesta per iscritto, ben prima della scadenza. Ma sappiate che il datore di lavoro può rifiutare. In tal caso, dovete riprendere il vostro posto alla data prevista. Se non lo fate, rischiate un licenziamento per colpa, come il Sig. X. Esempio concreto: un giornalista di France Télévisions a Denain chiede un terzo congedo di due anni per un progetto personale. Il datore di lavoro rifiuta perché il servizio ha bisogno di lui. Il giornalista non torna. Viene licenziato. La corte d'appello di Douai, dopo rinvio, validerà il licenziamento.

Per i proprietari locatori: questa decisione vi riguarda indirettamente. Se il vostro inquilino è lavoratore e ottiene un congedo senza retribuzione

Questions fréquentes

Le renouvellement d'un congé sans solde est-il un droit pour le salarié ?

Non, selon la Cour de cassation (arrêt du 25 juin 2013), le renouvellement d'un congé non rémunéré n'est jamais un droit, même si la convention collective prévoit plusieurs renouvellements possibles. L'employeur peut refuser sans motif particulier.

Que se passe-t-il si je ne reprends pas mon poste après un refus de renouvellement ?

Vous commettez une faute justifiant un licenciement pour cause réelle et sérieuse, voire une faute grave si l'absence est prolongée. Vous risquez de perdre vos indemnités de licenciement.

Puis-je contester le refus de mon employeur de renouveler mon congé sans solde ?

Oui, vous pouvez saisir le conseil de prud'hommes si vous estimez que le refus est abusif (par exemple, discriminatoire). Mais vous devez d'abord reprendre votre poste pour éviter une faute.

Un propriétaire peut-il refuser la sous-location pendant un congé sans solde ?

Oui, la sous-location est interdite sans l'accord écrit du propriétaire. Si le locataire sous-loue sans autorisation, le bailleur peut demander la résiliation du bail et des dommages-intérêts.

Informations juridiques

  • Numéro: 12-12.804
  • Juridiction: Cour de cassation
  • Date de décision: 25 juin 2013

Mots-clés

congé sans solderenouvellementlicenciementFrance TélévisionsCour de cassationjournalisteavenant audiovisuel public

Cas d'usage pratiques

1

Employeur refusant un renouvellement à Sin-le-Noble

Une PME de Sin-le-Noble emploie un commercial qui demande un troisième congé sans solde de deux ans. L'employeur refuse car le chiffre d'affaires est en baisse. Le salarié ne revient pas. L'employeur le licencie pour faute.

Application pratique:

L'employeur doit notifier son refus par écrit, de préférence en motivant brièvement. Le salarié doit reprendre son poste ou négocier une rupture conventionnelle. S'il ne revient pas, le licenciement est valable.

2

Salarié journaliste à Denain en congé sans solde

Un journaliste de France Télévisions à Denain obtient un premier congé de deux ans, puis un renouvellement. Il en demande un second, refusé. Il ne reprend pas son poste et est licencié.

Application pratique:

Le salarié doit reprendre son travail à l'issue du congé, même s'il conteste le refus. Il peut ensuite saisir les prud'hommes pour contester le licenciement, mais il risque de perdre car le renouvellement n'est pas de droit.

3

Propriétaire bailleur à Douai face à un locataire absent

Un propriétaire à Douai loue son appartement à un salarié qui part en congé sans solde pendant deux ans. Le locataire sous-loue sans autorisation. À son retour, il ne paie plus le loyer.

Application pratique:

Le propriétaire peut donner congé pour non-paiement et sous-location non autorisée. Il doit envoyer un commandement de payer, puis assigner en résiliation. La jurisprudence sur les congés sans solde n'affecte pas directement le bail, mais l'absence du locataire peut compliquer les choses.

Maître Cécile Zakine

À propos de l'auteur

Maître Cécile Zakine — Avocate au Barreau des Alpes-Maritimes, Docteur en Droit. Chaque article de ce magazine est rédigé à partir de l'analyse d'une décision de jurisprudence réelle, commentée et mise en perspective par les équipes de Maître Zakine.

Prendre rendez-vous →

Avertissement: Les analyses présentées sur ce site sont fournies à titre informatif uniquement et ne constituent pas des conseils juridiques personnalisés. Pour une consultation adaptée à votre situation, contactez un avocat.

Articles similaires en Droit-immobilier

Voir tout →

Servitude de passage et tierce opposition : protéger son droit d'accès en copropriété

Un copropriétaire peut-il s'opposer à la suppression d'une servitude de passage qui profite à son lot, même si le syndicat accepte la fin de l'enclave ? La Cour de cassation répond oui, reconnaissant un intérêt distinct pour agir en tierce opposition.

23 juil. 2026Lire →

Enclave et servitude : quand le droit du travail ne crée pas de passage forcé

La Cour de cassation rappelle que l'état d'enclave d'un fonds ne peut résulter des obligations réglementaires imposées aux entreprises en matière d'issues et dégagements. Ainsi, un propriétaire ne peut exiger un passage sur le fonds voisin au seul motif que son bâtiment doit respecter des normes de sécurité incendie.

23 juil. 2026Lire →

Lorsque, faute de convention écrite ou

Lorsque, faute de convention écrite ou dans le silence de cette convention, les parties à un contrat de transport public routier de marchandises n'ont pas stipulé une durée de préavis de rupture, cette durée est fixée par un contrat-type approuvé par décret pris en application de l'article L. 1432-4 du code des transports. Les dispositions de l'article L. 442-6, I, 5°, devenu L. 442-1, II, du code de commerce ne trouvent alors pas à s'appliquer. Il en va de même lorsque la convention écrite renvoie expressément à la clause du contrat-type fixant une telle durée. Lorsque les parties ont conclu un contrat écrit stipulant la durée du préavis de rupture, les dispositions de l'article L. 442-1, II, du code de commerce sont applicables. Dans cette hypothèse, l'auteur de la rupture qui a consenti à son partenaire un délai de préavis au moins égal à celui prévu au contrat-type dans sa version en vigueur à la date de la notification de la rupture, ne saurait voir sa responsabilité engagée sur le fondement de ce texte

23 juil. 2026Lire →

Explorez plus d'analyses juridiques en droit droit-immobilier

Tous les articles Droit-immobilier
★★★★★4.9/5 — Avis Google

Avvocato Maître Zakine, Dottore in Giurisprudenza

Consulenze telefoniche e in videochiamata — Appuntamenti rapidi

Prenota un appuntamento
1ª Consulenza 30 Minuti - 45€

🔒 Confidentiel • Sans engagement • Réponse rapide