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Dichiarazione di avocazione su rinvio dopo cassazione: la trappola procedurale da conoscere
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Dichiarazione di avocazione su rinvio dopo cassazione: la trappola procedurale da conoscere

📅 Décision du 04 marzo 2021⚖️ Cour de cassation👁️ 10 vues📖 5 min de lecture

La sentenza della Corte di cassazione del 4 marzo 2021 ricorda che la dichiarazione di avocazione su rinvio dopo cassazione deve essere notificata entro 10 giorni dall'avviso di fissazione, a pena di decadenza. Solo il presidente della sezione o il magistrato designato può constatare tale decadenza, non la corte d'appello. Una dimenticanza può compromettere tutto.

Decisione di riferimento : cc • N° 19-12.564 • 2021-03-04 • Consulta la decisione →

Immaginate: siete proprietari di un immobile a Mont-de-Marsan e, dopo anni di procedura, ottenete finalmente una cassazione favorevole. Vi rallegrate, pensando che la corte d'appello di rinvio deciderà rapidamente a vostro favore. Ma ecco, una semplice dimenticanza di formalità può annullare tutti i vostri sforzi. Come è possibile?

La domanda che ogni litigante si pone dopo una cassazione è semplice: come riavviare la causa? La risposta è nell'articolo 1037-1 del codice di procedura civile. Questa decisione della urbanistica-voisin-prefond-personnel" class="internal-link" title="Violazione del PLU: quando un vicino può attaccarvi per inosservanza delle norme urbanistiche?">Corte di cassazione del 4 marzo 2021 (n° 19-12.564) precisa le regole del gioco, e guai a chi le ignora.

In sostanza, la dichiarazione di avocazione su rinvio dopo cassazione deve essere notificata alle altre parti entro dieci giorni dalla notifica dell'avviso di fissazione, a pena di decadenza. E solo il presidente della sezione o il magistrato designato può constatare tale decadenza, non la corte d'appello. Un dettaglio tecnico? Sì, ma che può costare caro. Scopriamo insieme gli insegnamenti di questa decisione.

I fatti: una storia come tante

Il sig. X, proprietario locatore a Mont-de-Marsan, affitta un locale commerciale alla società Y, con sede a Tarnos. Il contratto di locazione giunge a scadenza e sorge un disaccordo sull'importo del canone di rinnovo. Il sig. X cita in giudizio la società Y per la determinazione del nuovo canone. Il tribunale di grande istanza fissa un canone, ma la società Y propone appello. La corte d'appello emette una sentenza che il sig. X impugna in cassazione.

La Corte di cassazione cassa la sentenza e rinvia la causa ad un'altra corte d'appello. Il sig. X, assistito dal suo avvocato, deposita una dichiarazione di avocazione presso la corte di rinvio. La cancelleria notifica un avviso di fissazione e il sig. X notifica tale dichiarazione alle altre parti entro dieci giorni. Ma la società Y ritiene che la notifica sia tardiva o irregolare e chiede la decadenza della dichiarazione.

La corte d'appello di rinvio si dichiara competente a conoscere dell'incidente e pronuncia la decadenza. Il sig. X propone ricorso in cassazione, sostenendo che la corte d'appello non era competente a statuire su tale incidente. La Corte di cassazione è quindi chiamata a risolvere questa questione procedurale.

Il ragionamento della giurisdizione — analizzato

La Corte di cassazione si basa sull'articolo 1037-1 del codice di procedura civile (il testo che organizza la procedura su rinvio dopo cassazione). Tale articolo dispone che la dichiarazione di avocazione deve essere notificata entro dieci giorni dalla notifica dell'avviso di fissazione, a pena di decadenza. E soprattutto, che tale decadenza è constatata dal presidente della sezione o dal magistrato designato dal primo presidente, e non dalla corte d'appello stessa.

La Corte di cassazione ricorda che il presidente della sezione ha una competenza esclusiva per conoscere di tale incidente, fino al suo spossessamento (cioè fino a quando non ha trasmesso il fascicolo alla formazione di giudizio). Pertanto, se una parte intende sollevare la decadenza, deve farlo con conclusioni specialmente indirizzate al presidente, e non alla corte d'appello.

Attenzione però: la Corte di cassazione precisa che la parte che è in grado di sollevare tale incidente presentando tali conclusioni non è ricevibile a criticare la corte d'appello per non aver rilevato d'ufficio la decadenza. Infatti, l'articolo 50 del codice di procedura civile consente al giudice di rilevare d'ufficio alcune nullità, ma non è un obbligo. Se la parte non si rivolge al presidente, non può poi lamentarsi che la corte d'appello non lo abbia fatto.

Pertanto, la Corte di cassazione convalida il principio secondo cui l'inosservanza dei termini di notifica comporta la decadenza, ma risolve la questione di competenza: solo il presidente (o il magistrato designato) può constatarla, non la corte d'appello. Nel caso di specie, la corte d'appello aveva ecceduto i suoi poteri statuendo essa stessa sulla decadenza. La sentenza è quindi cassata.

In definitiva, questa decisione è una conferma di una giurisprudenza precedente, ma apporta una precisazione importante sul momento dello spossessamento del presidente. Chiarisce inoltre che la parte avversa non può fare affidamento sull'iniziativa del giudice.

Cosa cambia per voi — concretamente

Se siete proprietari locatori, come il sig. X a Mont-de-Marsan, questa decisione vi ricorda che la procedura su rinvio dopo cassazione è un percorso pieno di insidie. Un semplice ritardo nella notifica può comportare la decadenza della vostra dichiarazione e quindi la perdita del diritto di adire la corte di rinvio. Immaginate: avete vinto la vostra cassazione, ma perdete il beneficio di questa vittoria a causa di un termine non rispettato.

Se siete conduttori, dovete essere vigili: se il locatore non notifica la sua dichiarazione nei termini, potete adire il presidente della sezione per far constatare la decadenza. Ma attenzione, dovete farlo con conclusioni specialmente indirizzate al presidente, e non alla corte d'appello. Purtroppo, ho incontrato casi in cui avvocati hanno adito erroneamente la corte d'appello e l'incidente è stato dichiarato irricevibile.

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Informations juridiques

  • Numéro: 19-12.564
  • Juridiction: Cour de cassation
  • Date de décision: 04 mars 2021

Mots-clés

procédure civilerenvoi de cassationdéclaration de saisinecaducitéavocat immobilier

Cas d'usage pratiques

1

Propriétaire bailleur après cassation

M. X, propriétaire d'un local commercial à Mont-de-Marsan, obtient une cassation dans un litige de loyer. Il dépose sa déclaration de saisine à la cour d'appel de renvoi, mais omet de signifier cette déclaration aux autres parties dans les 10 jours suivant l'avis de fixation. La société Y, partie adverse, demande la caducité.

Application pratique:

L'article 1037-1 du code de procédure civile impose de signifier la déclaration de saisine dans les 10 jours de l'avis de fixation, à peine de caducité. Seul le président de la chambre ou le magistrat désigné peut constater cette caducité, pas la cour d'appel. M. X doit s'assurer de respecter ce délai impératif et, en cas de contestation, contester la compétence de la cour d'appel pour statuer sur l'incident.

2

Acheteur en litige de bornage

Mme Y, primo-accédante à Tarnos, achète une maison avec un jardin. Après cassation d'un arrêt de bornage, elle dépose sa déclaration de saisine mais oublie de la signifier dans les 10 jours. Son voisin, partie adverse, demande la caducité devant la cour d'appel.

Application pratique:

La Cour de cassation précise que seul le président de la chambre ou le magistrat désigné peut constater la caducité, non la cour d'appel. Mme Y doit veiller à respecter le délai de 10 jours. Si la cour d'appel se déclare compétente, elle peut former un pourvoi pour excès de pouvoir, comme dans l'arrêt n° 19-12.564.

3

Copropriétaire en désaccord de charges

M. Z, copropriétaire à Bordeaux, conteste des charges impayées. La Cour de cassation casse un arrêt défavorable et renvoie l'affaire. M. Z signifie sa déclaration de saisine le 11e jour après l'avis de fixation, soit un jour de retard. La cour d'appel de renvoi prononce la caducité.

Application pratique:

L'article 1037-1 est strict : la signification doit intervenir dans les 10 jours. M. Z peut invoquer que la cour d'appel n'est pas compétente pour constater la caducité, seul le président de la chambre ou le magistrat désigné pouvant le faire. Il doit former un pourvoi en cassation contre cette décision pour violation de la règle de compétence.

Maître Cécile Zakine

À propos de l'auteur

Maître Cécile Zakine — Avocate au Barreau des Alpes-Maritimes, Docteur en Droit. Chaque article de ce magazine est rédigé à partir de l'analyse d'une décision de jurisprudence réelle, commentée et mise en perspective par les équipes de Maître Zakine.

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