Decisione di riferimento : cc • N° 95-84.475 • 1996-10-08 • Consulta la decisione →
Immaginate: siete proprietari di un bel terreno a L'Île-Rousse, con vista mozzafiato sul golfo. Un giorno, il comune decide di farvi passare un sentiero pedonale senza chiedervi il parere. Vi ritenete spogliati, portate la causa in tribunale. Ma ecco, il comune si difende dicendo che il suo sindaco non aveva il potere di agire in giudizio per rappresentarlo. Risultato: la vostra azione è dichiarata inammissibile, e vi ritrovate con spese legali e nessun ricorso. È esattamente ciò che è accaduto in questa vicenda, e la decisione della Corte di Cassazione dell'8 ottobre 1996 ha precisato una regola fondamentale: una deliberazione del consiglio comunale che autorizza il sindaco ad agire in giudizio deve essere precisa, altrimenti è nulla. Ma concretamente, cosa significa per voi?
I fatti: una storia come tante
La storia inizia a Plan de Cuques, un comune delle Bouches-du-Rhône. Il signor X, un amministratore locale, è accusato di aver commesso illeciti nell'esercizio delle sue funzioni. Il comune si costituisce parte civile (cioè chiede il risarcimento del danno subito) davanti al tribunale correzionale di Aix-en-Provence. Ma ecco: la deliberazione del consiglio comunale che autorizzava il sindaco ad agire in giudizio era redatta in modo molto vago: si limitava a richiamare l'articolo L. 122-20.16° del Codice dei comuni (divenuto articolo L. 2122-22.16° del Codice generale delle collettività territoriali), senza precisare in quali casi il sindaco potesse agire. Il tribunale correzionale ha quindi dichiarato inammissibile la costituzione di parte civile, poiché il sindaco non aveva un potere valido per agire. Il comune ha fatto appello, ma la corte d'appello di Aix-en-Provence ha confermato la decisione. Perché? Perché la legge richiede che la deliberazione sia speciale e motivata: deve elencare le controversie o le categorie di controversie per le quali il sindaco è autorizzato ad agire. In parole povere, un semplice riferimento all'articolo non basta. Il comune ha quindi proposto ricorso in cassazione, ma la Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando l'inammissibilità. Morale: un comune non può nascondersi dietro un testo generale per dare un assegno in bianco al suo sindaco.
Il ragionamento della giurisdizione — analizzato
Il cuore del problema è l'articolo L. 2122-22.16° del CGCT. Questo articolo permette al consiglio comunale di delegare al sindaco il potere di agire in giudizio (cioè di intentare o difendere un'azione in giudizio) in nome del comune. Ma la delega deve essere precisa: il consiglio deve definire i casi in cui il sindaco può agire. Perché questa esigenza? Perché il sindaco è un esecutivo locale potente, e il consiglio comunale deve mantenere un controllo sulle azioni legali che impegnano il comune. In altre parole, il consiglio non può dare un'autorizzazione in bianco: deve dire «potete agire per difendere il demanio pubblico, per recuperare canoni di locazione non pagati, per contestare un permesso di costruire contestato», ecc. Nel caso di Plan de Cuques, la deliberazione diceva semplicemente: «Il consiglio comunale autorizza il sindaco ad agire in giudizio conformemente all'articolo L. 122-20.16°». La Corte di Cassazione ha ritenuto che ciò fosse insufficiente, perché non precisava né la natura delle controversie né le parti coinvolte. Quello che pochi sanno è che questa esigenza di specialità è una protezione per gli amministrati: se la deliberazione è troppo vaga, il giudice può dichiarare inammissibile qualsiasi azione intentata dal sindaco. Nella mia pratica, ho incontrato casi in cui i comuni si sono trovati nell'impossibilità di difendere i propri interessi perché la deliberazione era mal redatta. Attenzione però: non si tratta di un revirement giurisprudenziale, ma di una conferma di una regola costante.
Cosa cambia per voi — concretamente
Se siete proprietari di un bene a Saint-Florent, per esempio, e il comune intenta un'azione contro di voi (per inosservanza di un PLU, per sconfinamento sul demanio pubblico, ecc.), potete contestare la validità della deliberazione che autorizza il sindaco ad agire. Se la deliberazione è troppo vaga, l'azione del comune sarà inammissibile. Concretamente, potete chiedere al giudice di verificare che la deliberazione precisi l'oggetto della controversia. Se siete inquilini di un alloggio comunale, e il comune vi cita per canoni non pagati, stessa logica: la deliberazione deve menzionare «recupero dei canoni di locazione non pagati» o una formula simile. Per gli acquirenti di beni comunali, vale lo stesso: se il comune vende un bene e l'atto è contestato, l'azione in giudizio deve essere autorizzata da una deliberazione speciale. Esempio concreto: a Saint-Florent, un comune ha tentato di recuperare un terreno occupato senza titolo. La deliberazione diceva semplicemente «autorizzazione ad agire in giudizio per qualsiasi controversia relativa al demanio comunale». Il giudice ha ritenuto che fosse troppo generale, e l'azione è stata dichiarata inammissibile. Risultato: il comune ha dovuto adottare una nuova deliberazione, perdendo sei mesi di procedura. Se vi trovate in questa situazione, dovete verificare la deliberazione prima di sostenere spese legali. Termine: potete sollevare questa nullità in qualsiasi momento del procedimento, ma è preferibile farlo all'inizio.
Quattro consigli per evitare questo tipo di controversia
- Verificate la deliberazione: prima di intentare o subire un'azione legale da parte di un comune, chiedete copia della deliberazione che autorizza il sindaco ad agire. Assicuratevi che menzioni precisamente l'oggetto della controversia (ad esempio, «recupero di un terreno occupato senza titolo»).
- Controllate la data: la deliberazione deve essere anteriore all'azione in giudizio. Se è successiva, l'azione è nulla.
- Fatevi assistere da un avvocato: un avvocato specializzato in diritto amministrativo può verificare la validità della deliberazione e, se necessario, sollevare l'eccezione di inammissibilità.
- Non aspettate: se la deliberazione è viziata, agite rapidamente. Più tempo passa, più rischiate di dover sostenere costi inutili.

