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Dovere di consulenza del notaio: quando il locatore può ritenerlo responsabile?
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Dovere di consulenza del notaio: quando il locatore può ritenerlo responsabile?

📅 Décision du 25 marzo 2010⚖️ Cour de cassation👁️ 15 vues📖 5 min de lecture

La Corte di cassazione ricorda che il notaio non deve verificare le dichiarazioni delle parti se nulla suscita i suoi sospetti. Decifrazione di un caso di locazione commerciale a Le Mans che ha conseguenze per tutti i proprietari e conduttori.

Decisione di riferimento : cc • N° 09-12.294 • 2010-03-25 • Consulta la decisione →

Immaginate: siete proprietari di un locale commerciale a Le Mans, rue des Minimes. Firmate un contratto di locazione con un conduttore che si presenta come artigiano. Sei mesi dopo, vi comunica di non essere mai stato artigiano, di aver agito per conto di una società in formazione. Volete annullare il contratto, ma il notaio che lo ha redatto vi dice di non aver verificato nulla. Chi è responsabile? Questa domanda, centinaia di proprietari se la pongono ogni anno. La decisione della Corte di cassazione del 25 marzo 2010 (n° 09-12.294) fornisce una risposta sfumata, che protegge il redattore dell'atto entro certi limiti. Ma attenzione: non tutto è permesso per questo.

Il dovere di consulenza del notaio (o dell'ufficiale giudiziario, in questa vicenda) è un tema delicato. Ci si aspetta che essi illuminino le parti sulla portata dei loro impegni. Ma fino a dove arriva questo obbligo? I giudici ci dicono: il professionista deve adattarsi allo scopo perseguito dalle parti e alle loro esigenze particolari, ma solo se ne è stato informato. In altre parole, se non dite nulla, non può indovinare.

I fatti: una storia come se ne verificano ogni giorno

Siamo nella Sarthe, vicino a Mamers. I consorti Y, Z e A sono proprietari di un locale commerciale. Nel 2002, concedono una locazione commerciale al sig. C, un professionista del settore di attività interessato. Contemporaneamente, i coniugi B fondano una EURL (Impresa Unipersonale a Responsabilità Limitata) per rilevare il contratto. Ma ecco: il contratto è stato redatto da un ufficiale giudiziario, che menziona il sig. C come conduttore a titolo personale. Ora, i coniugi B ritengono che il contratto dovesse essere concluso a nome della loro società in formazione. Citano in giudizio l'ufficiale giudiziario per violazione del suo dovere di consulenza.

Davanti alla corte d'appello, i coniugi B ottengono ragione: l'ufficiale giudiziario è condannato a risarcire il danno. Ma l'ufficiale giudiziario ricorre in cassazione. Sostiene di non essere stato informato dell'intenzione delle parti di far subentrare una società nel contratto. La Corte di cassazione gli dà ragione: il professionista non è tenuto a verificare le dichiarazioni fattuali delle parti, salvo che elementi suscitino i suoi sospetti. Ora, qui nulla lasciava pensare che il sig. C agisse per conto di un terzo. La sentenza viene cassata.

Il ragionamento della giurisdizione — analizzato

La Corte di cassazione si basa sull'articolo 1147 del Codice civile (nella versione anteriore al 2016), divenuto poi l'articolo 1231-1, che sancisce il principio della responsabilità contrattuale: ogni professionista deve eseguire i propri obblighi in buona fede, pena il risarcimento dei danni. Ma precisa il contenuto del dovere di consulenza del redattore dell'atto. Secondo essa, questo dovere si valuta in concreto: bisogna guardare allo scopo perseguito dalle parti e alle loro esigenze particolari, ma a condizione che il professionista ne sia stato informato.

Nel caso di specie, l'ufficiale giudiziario non era stato avvertito che il sig. C agiva per conto di una società in formazione. Non poteva quindi indovinare che bisognava redigere il contratto con una clausola di ripresa degli impegni (meccanismo che permette a una società in formazione di riprendere gli atti conclusi in suo nome). La Corte aggiunge che se il professionista deve raccogliere i giustificativi necessari al suo intervento, non è tenuto a verificare le dichiarazioni di ordine fattuale delle parti, salvo che elementi oggettivi suscitino i suoi sospetti. È una conferma della giurisprudenza anteriore, non un revirement.

I coniugi B sostenevano che l'ufficiale giudiziario avrebbe dovuto informarsi sull'esatta qualità del conduttore. Ma la Corte ritiene che non sia suo compito: spetta alle parti informarlo. Questa decisione protegge il redattore dell'atto da un obbligo di polizia delle dichiarazioni che sarebbe eccessivo. Si basa su una logica di ripartizione delle responsabilità: ciascuno deve fornire le informazioni necessarie.

Cosa cambia per voi — concretamente

Proprietario locatore: se firmate un contratto di locazione commerciale, dovete indicare chiaramente al notaio o all'ufficiale giudiziario chi è il vero conduttore. Ad esempio, se affittate a un amministratore di società, precisate che il contratto è concluso con la società, non con la persona fisica. In mancanza, non potrete rivalervi contro il redattore dell'atto se sorge un problema. Immaginate un contratto a Mamers per un'attività di panetteria: se il conduttore si rivela insolvente, avrete perso sei mesi di affitto (circa 12.000 € per un affitto di 2.000 €/mese).

Conduttore: dovete essere trasparenti sulla vostra situazione. Se create una società dopo la firma, ditelo al redattore dell'atto. Un'omissione potrebbe impedirvi di chiedere conto al professionista.

Redattore dell'atto (notaio, ufficiale giudiziario): questa decisione vi rassicura, ma non vi dispensa dal dovere di consulenza. Dovete interrogare le parti sulla loro intenzione e sulla loro qualità. Se avete un dubbio, fate domande per iscritto. Conservate traccia di questi scambi.

In pratica, se vi trovate in una situazione in cui il redattore dell'atto non è stato informato, non potrete far valere la sua responsabilità. Ma se lo avete informato e lui non ha agito di conseguenza, potete citarlo in giudizio. Attenzione: l'azione di responsabilità si prescrive in 5 anni dalla scoperta del danno (articolo 2224 del Codice civile).

Quattro consigli per evitare questo tipo di contenzioso

  • Informate il redattore dell'atto per iscritto: prima della firma, inviate un'email o una lettera precisando chi è il vero conduttore, se

Questions fréquentes

Le notaire doit-il vérifier les déclarations du preneur dans un bail commercial ?

Non, sauf si des éléments éveillent ses soupçons. C'est ce qu'a rappelé la Cour de cassation dans l'arrêt du 25 mars 2010 : le professionnel n'est pas tenu de vérifier les déclarations factuelles des parties s'il n'a pas été informé d'exigences particulières.

Puis-je attaquer le notaire si le bail n'a pas été rédigé comme je le souhaitais ?

Oui, si vous l'avez informé de vos intentions et qu'il n'a pas adapté l'acte. Par exemple, si vous vouliez que le bail soit au nom d'une société en formation et que le notaire l'a rédigé au nom d'une personne physique, vous pouvez engager sa responsabilité.

Quels délais pour agir contre un notaire pour manquement au devoir de conseil ?

L'action en responsabilité se prescrit par 5 ans à compter de la découverte du dommage (article 2224 du Code civil). Il faut agir rapidement dès que vous constatez le problème.

Que faire si j'ai signé un bail sans savoir que le preneur agissait pour une société ?

Vous pouvez demander l'annulation du bail pour erreur sur la personne, mais c'est difficile à prouver. Consultez un avocat pour vérifier si vous avez des recours contre le preneur ou le rédacteur d'acte.

Le devoir de conseil est-il le même pour un huissier de justice et un notaire ?

Oui, la Cour de cassation l'a étendu aux huissiers dans cet arrêt. Tous les rédacteurs d'actes sont soumis à la même obligation de conseil, adaptée aux circonstances.

Informations juridiques

  • Numéro: 09-12.294
  • Juridiction: Cour de cassation
  • Date de décision: 25 mars 2010

Mots-clés

devoir de conseilnotairebail commercialresponsabilitéhuissier de justiceLe MansMamers

Cas d'usage pratiques

1

Propriétaire bailleur : bail signé avec une personne physique, mais le locataire est une société

Vous êtes propriétaire d'un local commercial à Le Mans. Vous signez un bail avec M. Dupont, artisan. Six mois après, vous découvrez que M. Dupont a créé une SARL et que le bail est en réalité exploité par la société. Vous voulez résilier le bail.

Application pratique:

Si vous n'avez pas informé le notaire que le bail devait être conclu avec la société, vous ne pourrez pas attaquer le notaire. En revanche, vous pouvez agir contre le locataire pour inexécution contractuelle. Rassemblez les preuves de vos échanges avec le notaire pour savoir s'il a été informé.

2

Locataire : j'ai signé un bail pour une société en formation, mais le notaire a mal rédigé l'acte

Vous êtes gérant d'une EURL en formation à Mamers. Vous signez un bail commercial en votre nom personnel, mais vous aviez dit au notaire que c'était pour la société. Le notaire n'a pas inséré de clause de reprise.

Application pratique:

Si vous pouvez prouver que vous avez informé le notaire (email, courrier), sa responsabilité peut être engagée. Vous pouvez demander des dommages-intérêts pour le préjudice subi (ex : perte de la possibilité de déduire les loyers). Consultez un avocat rapidement.

3

Notaire : comment éviter une action en responsabilité

Vous êtes notaire à Le Mans. Vous rédigez un bail commercial pour un client qui se présente comme preneur. Vous ne vérifiez pas s'il agit pour une société. Plus tard, le bailleur vous attaque.

Application pratique:

Pour éviter cela, posez systématiquement la question par écrit : 'Agissez-vous en votre nom personnel ou pour le compte d'une personne morale ?'. Faites signer une déclaration sur l'honneur. Gardez une trace de cette question dans votre dossier. Cela vous protégera en cas de litige.

Maître Cécile Zakine

À propos de l'auteur

Maître Cécile Zakine — Avocate au Barreau des Alpes-Maritimes, Docteur en Droit. Chaque article de ce magazine est rédigé à partir de l'analyse d'une décision de jurisprudence réelle, commentée et mise en perspective par les équipes de Maître Zakine.

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