Decisione di riferimento : cc • N° 95-22.276 • 1997-07-16 • Consulta la decisione →
Sei proprietario di un appartamento a Mulhouse e il tuo inquilino ti chiama, in preda al panico: il porto di Bordeaux è in sciopero, un carico di mobili destinato al suo alloggio è bloccato. Oppure sei imprenditore a Guebwiller e le tue merci importate via mare non arriveranno in tempo. Lo sciopero in un servizio pubblico ti riguarda direttamente, anche a centinaia di chilometri di distanza.
Ma sai quali regole disciplinano questo diritto di sciopero? Il personale del Porto autonomo di Bordeaux, un ente pubblico, è soggetto al regime speciale dei servizi pubblici o al diritto comune? La questione può sembrare tecnica, ma le sue conseguenze sono molto concrete: termine di preavviso, servizio minimo, responsabilità del datore di lavoro... Una decisione della Corte di Cassazione del 1997 (n° 95-22.276) risponde chiaramente.
Nel caso di specie, l'alta giurisdizione ha stabilito che le disposizioni della legge del 31 luglio 1963 (codificate negli articoli L. 521-2 e seguenti del Codice del lavoro, che impongono un preavviso di cinque giorni e una notifica individuale) si applicano al personale delle imprese incaricate della gestione di un servizio pubblico, sia esso amministrativo (SPA) o industriale e commerciale (SPIC). Il Porto autonomo di Bordeaux, ente pubblico statale, rientra in questa categoria. Ecco la storia dietro questa decisione.
I fatti: una storia come tante
All'inizio degli anni '90, il Porto autonomo di Bordeaux (PAB) è un ente pubblico industriale e commerciale (EPIC, cioè gestisce un'attività mercantile ma con finalità di interesse generale). Il suo personale, in parte sindacalizzato alla CGT, esercita regolarmente il diritto di sciopero. Ma alla fine del 1993, il movimento si intensifica: a partire da dicembre, vengono organizzate interruzioni del lavoro senza preavviso.
Il Porto autonomo, datore di lavoro, adisce allora il giudice dei procedimenti d'urgenza (il giudice che decide in via d'urgenza) del tribunale di grande istanza di Bordeaux per far constatare l'illegalità di questi scioperi. Chiede che gli scioperanti siano condannati a riprendere il lavoro sotto astreinte (una penalità finanziaria per ogni giorno di ritardo). In primo grado, il giudice dà ragione al Porto: ordina la cessazione del movimento, ritenendo che si applichi il diritto comune dello sciopero (legge del 1963).
Ma il sindacato CGT presenta appello. La corte d'appello di Bordeaux, con sentenza del 29 giugno 1995, riforma (annulla) tale ordinanza. Ritiene che il personale del Porto autonomo di Bordeaux non sia soggetto alla legge del 1963, poiché il PAB è un servizio pubblico industriale e commerciale, e la legge riguarderebbe solo i servizi pubblici amministrativi. Il Porto ricorre in cassazione. La Corte di Cassazione, con la sua sentenza del 16 luglio 1997, cassa (annulla) la sentenza d'appello e ripristina la soluzione del giudice dei procedimenti d'urgenza. Afferma che la legge del 1963 si applica a tutti i servizi pubblici, compresi quelli industriali e commerciali.
Il ragionamento della giurisdizione — analizzato
Per comprendere, bisogna risalire alla legge del 31 luglio 1963 relativa ad alcune modalità dello sciopero nei settori pubblici. Questo testo, oggi codificato negli articoli L. 521-2 e seguenti del Codice del lavoro, impone in particolare: un preavviso di cinque giorni interi (termine minimo prima dell'inizio dello sciopero) proveniente da un'organizzazione sindacale rappresentativa, e una notifica individuale della partecipazione allo sciopero da parte di ogni agente.
La questione era: questa legge si applica al personale di un EPIC come il Porto autonomo di Bordeaux? La Corte di Cassazione risponde sì. Il suo ragionamento si articola in due tempi. Innanzitutto, ricorda che la legge riguarda «il personale delle imprese, organismi e enti incaricati della gestione di un servizio pubblico», senza distinguere in base alla natura amministrativa o industriale e commerciale del servizio. Successivamente, constata che il Porto autonomo di Bordeaux è un ente pubblico statale incaricato di una missione di servizio pubblico (gestione del porto). Quindi, il suo personale rientra nella legge del 1963.
In tal modo, la Corte di Cassazione opera un importante chiarimento. Fino ad allora, alcuni tribunali (come la corte d'appello di Bordeaux) ritenevano che gli SPIC sfuggissero a questo regime speciale. Ora, è il contrario: conta solo la natura di servizio pubblico, non il suo carattere amministrativo o commerciale. Si tratta di una conferma di una giurisprudenza anteriore (ad esempio, sentenza del 20 novembre 1990, n° 89-41.286) che aveva già applicato la legge a un EPIC (EDF).
Gli argomenti del sindacato CGT? Sosteneva che il personale del Porto rientrava nel diritto comune dello sciopero, più liberale (nessun preavviso obbligatorio, nessuna notifica individuale). Ma la Corte ha respinto questo argomento: la legge del 1963 è di ordine pubblico (si impone a tutti) e non ammette eccezioni se non per i servizi pubblici a carattere non industriale o commerciale, cosa che non si verifica in questo caso, ma la legge stessa non fa questa distinzione.
Cosa cambia per te — concretamente
Se sei proprietario di un magazzino a Mulhouse, o gestore di una società di trasporti a Guebwiller, questa decisione ha un impatto diretto sui tuoi rapporti con i servizi pubblici portuali, ma anche con altri enti pubblici (aeroporti, reti ferroviarie, ecc.).
Per gli utenti: quando si verifica uno sciopero in un servizio pubblico, il datore di lavoro (l'ente) deve rispettare le regole di preavviso e notifica. In caso contrario, puoi contestare la legalità dello sciopero e chiedere danni e interessi (risarcimento finanziario) per il pregiudizio subito (ad esempio, merci bloccate).

