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Ingerenza del conduttore: il termine per agire del locatore è di 5 anni dalla conoscenza del fatto
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Ingerenza del conduttore: il termine per agire del locatore è di 5 anni dalla conoscenza del fatto

📅 Décision du 08 febbraio 2023⚖️ Cour de cassation👁️ 14 vues📖 5 min de lecture

La Corte di cassazione precisa che il locatore che scopre un'ingerenza commessa dal proprio conduttore dispone di un termine di 5 anni per agire in responsabilità, termine che decorre dalla data della conoscenza dell'ingerenza, e non da quella della sua cessazione. Una decisione che chiarisce il regime di prescrizione delle azioni di responsabilità contrattuale e che ha conseguenze dirette per proprietari e conduttori.

Decisione di riferimento : cc • N° 21-20.535 • 2023-02-08 • Consulta la decisione →

La Corte di cassazione, con una sentenza dell'8 febbraio 2023 (n° 21-20.535), ha risolto la questione del termine iniziale del periodo di prescrizione dell'azione di responsabilità contrattuale del locatore in caso di ingerenza del conduttore. Ha stabilito che tale termine di cinque anni decorre dalla conoscenza dei fatti, e non dalla loro cessazione. Ritorno su questa decisione.

Questa decisione risponde a una questione cruciale per ogni proprietario locatore: quella del termine iniziale del periodo di prescrizione dell'azione di responsabilità contrattuale. Fino ad ora, alcuni tribunali ritenevano che, essendo il danno continuativo (l'ingerenza dura finché persiste l'occupazione irregolare), il termine potesse iniziare a decorrere solo alla fine dell'ingerenza. La Corte di cassazione dice no: è la conoscenza del fatto dannoso che fa decorrere il termine, indipendentemente dal fatto che l'ingerenza continui. Un chiarimento benvenuto, ma che impone ai locatori una maggiore vigilanza.

In parole povere, se scoprite un'ingerenza oggi, avete cinque anni per agire. Trascorso questo termine, la vostra azione sarà prescritta, anche se l'ingerenza continua. In altre parole, il tempo gioca contro di voi, e non serve a nulla attendere la fine del turbamento per intentare un'azione. Esaminiamo i fatti del caso, poi il ragionamento della Corte, prima di vedere concretamente cosa cambia per voi.

I fatti: una storia come ne capitano ogni giorno

La società Provençale d'investissements (il locatore) concede in locazione commerciale un locale al Sig. e alla Sig.ra X (il conduttore). Il locatore scopre che il conduttore ha realizzato lavori di ingerenza su una parte del bene non compresa nella locazione. Lo cita in giudizio per ottenere il risarcimento del danno. Il conduttore eccepisce la prescrizione: secondo lui, l'azione del locatore era prescritta perché erano trascorsi più di cinque anni dalla scoperta dell'ingerenza.

Il locatore ribatte che, essendo l'ingerenza un danno continuativo, la prescrizione può decorrere solo dalla cessazione di essa. Invoca la precedente giurisprudenza della stessa Corte di cassazione, che, per le azioni di responsabilità extracontrattuale (senza contratto) fondate su un'ingerenza, riteneva che il termine iniziale fosse la data di cessazione dell'ingerenza (Cass. 3e civ., 8 dic. 2010, n° 09-16.010). Ma qui, l'azione è contrattuale, perché si fonda sul contratto di locazione. La questione era quindi se si applicasse lo stesso regime.

Il tribunale di grande istanza, e poi la corte d'appello di Aix-en-Provence, hanno dato ragione al conduttore: l'azione era prescritta. Il locatore ricorre in cassazione. La Corte di cassazione rigetta il ricorso e conferma la sentenza d'appello: l'azione di responsabilità contrattuale del locatore è soggetta alla prescrizione quinquennale di diritto comune (articolo 2224 del Codice civile), e il termine iniziale è la data della conoscenza dell'ingerenza, non quella della sua cessazione. Una posizione chiara e netta.

Il ragionamento della giurisdizione — analizzato

La Corte di cassazione si basa sull'articolo 2224 del Codice civile, che dispone che « le azioni personali o mobiliari si prescrivono in cinque anni dal giorno in cui il titolare di un diritto ha conosciuto o avrebbe dovuto conoscere i fatti che gli permettono di esercitarlo ». Questo testo è la prescrizione di diritto comune per le azioni di responsabilità civile, siano esse contrattuali o extracontrattuali. La Corte precisa che, per un'azione di responsabilità contrattuale, il termine iniziale è la data della conoscenza del danno, e non la data della sua cessazione, anche se il danno è continuativo.

Perché questa differenza rispetto alla precedente giurisprudenza sull'ingerenza in materia extracontrattuale? La Corte opera una distinzione sottile ma fondamentale: quando l'azione è fondata sul contratto (ad esempio, la locazione), il pregiudizio deriva dall'inadempimento di un'obbligazione contrattuale. Il locatore conosce l'ingerenza fin dalla sua scoperta, ed è in quel momento che può agire per far cessare il turbamento e ottenere il risarcimento. Il carattere continuativo del danno non ha incidenza sul termine iniziale della prescrizione, perché la legge del 2008 (che ha riformato la prescrizione) ha unificato il regime facendo della conoscenza dei fatti il criterio unico. Invece, per un'azione extracontrattuale (senza contratto), la giurisprudenza precedente resta applicabile, ma è ormai marginale.

La Corte respinge anche l'argomento del locatore secondo cui l'ingerenza costituirebbe una « voie de fait » (una grave violazione del diritto di proprietà). Ricorda che la « voie de fait » presuppone un'azione dell'amministrazione, non di un semplice privato. Qui, l'ingerenza è un fatto del conduttore e rientra nel diritto comune della prescrizione.

Quello che pochi sanno è che questa decisione si inserisce in un movimento più ampio della Corte di cassazione volto a rafforzare la certezza del diritto fissando termini iniziali chiari per le prescrizioni. Nella mia pratica, ho incontrato casi in cui i locatori attendevano la fine della locazione per agire, pensando che il termine iniziasse solo con la liberazione dei locali. Questa decisione pone fine a questa attesa: bisogna agire non appena si viene a conoscenza dell'ingerenza.

Cosa cambia per voi — concretamente

Per il proprietario locatore : dovete essere vigili. Non appena constatate un'ingerenza (ad esempio, il vostro conduttore ha costruito un tramezzo, installato un'insegna sul vostro muro, o utilizzato una parte del cortile senza autorizzazione), avete 5 anni per agire in giudizio. Non indugiate. Se aspettate più di 5 anni dopo la scoperta, v

Questions fréquentes

Quel est le délai pour agir contre un locataire qui a empiété sur mon bien ?

Vous avez 5 ans à compter de la date à laquelle vous avez eu connaissance de l'empiétement. Passé ce délai, votre action en dommages-intérêts est prescrite.

Que faire si j'ai découvert l'empiétement il y a plus de 5 ans ?

Votre action en dommages-intérêts est prescrite. Vous pouvez encore demander la résiliation du bail si l'empiétement constitue un manquement grave, mais le juge peut considérer que vous avez tacitement accepté la situation.

Puis-je agir même si l'empiétement continue ?

Oui, vous pouvez agir à tout moment pendant les 5 ans suivant la découverte, même si l'empiétement persiste. Le délai ne recommence pas à chaque jour d'empiétement.

Quel est le coût d'une action en justice pour empiétement ?

Comptez entre 1 500 € et 5 000 € d'honoraires d'avocat pour une procédure au fond, plus les frais d'expertise éventuels (1 000 € à 3 000 €).

Et si je suis locataire et que mon bailleur m'accuse à tort d'empiétement ?

Vous pouvez contester l'empiétement et demander des dommages-intérêts pour procédure abusive. Consultez un avocat expert en droit immobilier.

Informations juridiques

  • Numéro: 21-20.535
  • Juridiction: Cour de cassation
  • Date de décision: 08 février 2023

Mots-clés

empiétementprescriptionbail commercialresponsabilité contractuelleCour de cassation

Cas d'usage pratiques

1

Propriétaire bailleur à Royan découvrant une extension non autorisée

M. Dupont, propriétaire d'un local commercial à Royan, constate en juin 2020 que son locataire a construit une mezzanine sans autorisation, empiétant sur les parties communes. Il lui envoie un courrier en juillet 2020. Il n'agit pas en justice. En 2026, il veut réclamer des dommages-intérêts. Sa demande est prescrite car plus de 5 ans se sont écoulés depuis sa connaissance en 2020.

Application pratique:

M. Dupont aurait dû agir avant juillet 2025. Il peut encore demander la résiliation du bail pour faute, mais pour les dommages, c'est trop tard. Conseil : dès la découverte, faites un constat d'huissier et saisissez le tribunal dans les 5 ans.

2

Locataire à Saintes accusé d'empiétement sur une cour commune

Mme Martin, locataire d'un appartement à Saintes, utilise une partie de la cour intérieure pour stocker du matériel. Le propriétaire découvre cet usage en 2019 mais ne dit rien. En 2025, il lui réclame des dommages-intérêts. L'action est prescrite.

Application pratique:

Mme Martin peut opposer la prescription. Elle doit toutefois cesser l'empiétement pour éviter une résiliation du bail. Conseil : si vous êtes locataire, vérifiez que vos aménagements sont autorisés par le bail.

3

Acquéreur d'un immeuble à La Rochelle avec empiétement ancien

M. Legrand achète un immeuble à La Rochelle en 2024. Il découvre que le locataire du rez-de-chaussée a empiété sur le hall d'entrée depuis 2010. Le vendeur-bailleur était au courant depuis 2010 et n'a jamais agi. M. Legrand ne peut pas réclamer de dommages-intérêts au locataire car l'action du vendeur est prescrite.

Application pratique:

Avant d'acheter, faites visiter les lieux et interrogez le vendeur sur tout litige. Exigez que le vendeur agisse avant la vente si l'empiétement est récent. Si l'action est prescrite, vous pouvez tenter de négocier une réduction du prix.

Maître Cécile Zakine

À propos de l'auteur

Maître Cécile Zakine — Avocate au Barreau des Alpes-Maritimes, Docteur en Droit. Chaque article de ce magazine est rédigé à partir de l'analyse d'une décision de jurisprudence réelle, commentée et mise en perspective par les équipes de Maître Zakine.

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