Decisione di riferimento: cc • N° 01-11.189 • 2002-12-18 • Consulta la decisione →
Immaginate: siete conduttori di un locale commerciale a Lisieux, rue de la Chaussée, da quindici anni. Il vostro locatore vi dà disdetta per vendere, aprendovi il diritto a un'indennità di esclusione (compenso che il proprietario deve versarvi se siete esclusi dal vostro locale commerciale). Avviate una procedura, ma sbagliate persona da citare in giudizio. Il tribunale vi respinge. Pensate di poter avviare una nuova perizia? Attenzione: il termine di prescrizione (termine oltre il quale non si può più agire in giudizio) decorre. È esattamente ciò che ricorda la Corte di Cassazione nella sua sentenza del 18 dicembre 2002.
Ma cosa cambia esattamente per voi, proprietario o conduttore? Questa decisione, resa in una controversia tra una società conduttrice e la proprietaria di un immobile a Caen, fissa una regola inesorabile: l'azione per il pagamento dell'indennità di esclusione si prescrive in due anni a decorrere dalla decisione irrevocabile che respinge una domanda mal diretta. In parole povere, se attaccate la persona sbagliata, perdete il diritto all'indennità se non vi riprendete entro due anni.
Come reagire? Prima di lanciarvi in una procedura, assicuratevi di citare in giudizio la parte giusta. Un consiglio: fate verificare da un avvocato l'identità esatta del proprietario (locatore) e, soprattutto, rispettate il termine di due anni per qualsiasi nuova azione dopo un rigetto definitivo.
I fatti: una storia come capita ogni giorno
Una società conduttrice di un locale commerciale, a Caen (Calvados), riceve una disdetta (notifica di fine locazione) dalla sua locatrice, Sig.ra Y. Il locatore le propone un'indennità di esclusione, ma l'importo non soddisfa la conduttrice. Questa cita allora la Sig.ra Y in giudizio per ottenere una perizia e la fissazione dell'indennità. Fin qui, nulla di anomalo.
Salvo che la conduttrice commette un errore fatale: invece di citare la vera proprietaria (Sig.ra X, che aveva venduto l'immobile nel frattempo), mantiene la sua azione contro la Sig.ra Y, che non è più proprietaria. Il tribunale, poi la corte d'appello, respingono la conduttrice il 29 maggio 1996, con una sentenza irrevocabile (decisione definitiva contro cui non è possibile alcun ricorso).
Due anni e mezzo dopo, nel novembre 1998, la conduttrice si risveglia: cita questa volta la giusta proprietaria (Sig.ra X) e chiede una nuova perizia per quantificare l'indennità di esclusione. Ma la corte d'appello di Caen, poi la Corte di Cassazione, le oppongono la prescrizione (decadenza): dalla sentenza del 1996, sono trascorsi più di due anni senza alcuna azione in giudizio contro la persona giusta. L'azione è quindi prescritta, conformemente all'articolo L. 145-60 del Codice del commercio (che fissa un termine di due anni per le azioni relative alle locazioni commerciali).
Questa vicenda illustra una trappola classica: il conduttore, concentrato sull'importo dell'indennità, trascura di verificare chi sia il vero proprietario. Risultato: perde ogni diritto all'indennizzo, anche se il principio dell'esclusione era acquisito.
Il ragionamento della giurisdizione — analizzato
La Corte di Cassazione, in una sentenza molto breve, approva la corte d'appello di Caen. Il ragionamento è il seguente:
- Termine applicabile: l'articolo L. 145-60 del Codice del commercio dispone che tutte le azioni derivanti da una locazione commerciale si prescrivono in due anni. L'azione per il pagamento dell'indennità di esclusione ne fa parte.
- Punto di partenza: il termine decorre dalla decisione irrevocabile che respinge la domanda mal diretta. Qui, la sentenza del 29 maggio 1996 è irrevocabile poiché nessun ricorso è stato proposto entro il termine legale.
- Interruzione della prescrizione: la prima azione (contro la Sig.ra Y) non ha interrotto la prescrizione nei confronti della Sig.ra X, poiché non era diretta contro di lei. Ora, per interrompere (fermare) il termine, è necessario che l'azione sia intentata contro la persona giusta.
- Nuova perizia: la richiesta di nuova perizia, formulata nel 1998, non è una semplice misura istruttoria, ma una nuova azione in giudizio. Non può quindi far rivivere un diritto prescritto.
Ciò che pochi sanno: l'articolo L. 145-60 distingue la prescrizione dell'azione di fissazione dell'indennità (che segue la sorte dell'azione principale) e l'azione di pagamento (che è soggetta a un termine proprio). Qui, la conduttrice aveva già ottenuto una perizia prima del 1996, ma non l'aveva messa in opera. La corte ne trae la conseguenza che l'azione di pagamento era prescritta.
In parole povere, una volta che avete perso definitivamente contro la persona sbagliata, avete due anni per agire contro quella giusta. Trascorso questo termine, siete decaduti (impossibile agire).
Cosa cambia per voi — concretamente
Per il conduttore commerciale: è un avvertimento severo. Se ricevete una disdetta (risoluzione) o se siete esclusi, dovete imperativamente:
- Verificare l'identità esatta del vostro locatore (proprietario attuale). Non fidatevi del nome che figura nel vostro contratto di locazione se non è stato aggiornato.
- Agire rapidamente: dalla decisione giudiziaria che respinge la vostra domanda (anche per un vizio di forma), avete due anni per ricominciare contro la persona giusta.
- Non aspettare una perizia: se una perizia è stata ordinata ma non eseguita, il termine decorre comunque.
Esempio concreto: a Ouistreham, un conduttore di un negozio sulla spiaggia riceve una disdetta dal gerente della SCI, ma il vero proprietario è la SCI stessa. Se cita il gerente a titolo personale, sarà respinto. Se aspetta tre

