Decisione di riferimento : cc • N° 10-17.118 • 2011-07-06 • Consulta la decisione →
Immaginate: siete proprietari di un locale commerciale a Pithiviers e lo affittate a una società che non paga più i canoni. Avviate una procedura giudiziaria, ma il tribunale si dichiara incompetente. Fate appello, e lì il vostro avvocato solleva un'eccezione di incompetenza senza precisare quale corte d'appello dovrebbe decidere. Risultato: la vostra eccezione è respinta e perdete tempo e denaro preziosi. Questa disavventura è quella vissuta da un giustiziabile nella causa decisa dalla Corte di cassazione il 6 luglio 2011 (n. 10-17.118).
La domanda che si pone ogni litigante: come evitare che una semplice formalità faccia naufragare la mia difesa? La risposta sta in un articolo: l'articolo 75 del codice di procedura civile. Ma la sua applicazione non è così semplice.
Questa sentenza chiarisce una regola essenziale: l'obbligo di indicare la giurisdizione d'appello competente vale solo per l'eccezione di incompetenza sollevata in primo grado. In appello, questa formalità non è richiesta. Una sfumatura che può cambiare tutto.
I fatti: una storia come tante
Il sig. X, proprietario di un fondo commerciale a Orléans, aveva concesso alla società Cool Jet un credito-bail commerciale su un immobile. Il contratto prevedeva una promessa di cessione del diritto di locazione. Purtroppo, la società cessa i pagamenti. Il sig. X cita in giudizio la società per ottenere la cessione forzata della locazione.
Davanti al tribunale di grande istanza, la società Cool Jet solleva un'eccezione di incompetenza, sostenendo che la controversia è di competenza del tribunale di commercio. Ma omette di indicare quale corte d'appello sarebbe competente in caso di ricorso. Il tribunale respinge l'eccezione e si dichiara competente. La società interpone appello.
Davanti alla corte d'appello, la società ripete la sua eccezione di incompetenza, sempre senza menzionare la giurisdizione d'appello. La corte d'appello la dichiara inammissibile, motivando che l'articolo 75 impone di precisare la giurisdizione d'appello competente, anche in appello. La società ricorre in cassazione.
Colpo di scena: la Corte di cassazione cassa la sentenza d'appello. Ricorda che l'articolo 75 si applica solo all'eccezione sollevata in primo grado. In appello, nessuna sanzione è prevista per questa mancanza di menzione. La causa è rinviata a un'altra corte d'appello.
Il ragionamento della giurisdizione — analizzato
L'articolo 75 del codice di procedura civile dispone: «Se si sostiene che la giurisdizione adita è incompetente, la parte che solleva tale eccezione deve, a pena di inammissibilità, far conoscere la giurisdizione che ritiene competente.» Il testo aggiunge che tale menzione deve includere, ove del caso, la giurisdizione d'appello.
La Corte di cassazione interpreta rigorosamente questo testo: la sanzione di inammissibilità colpisce solo l'eccezione sollevata in primo grado. In sede di appello, se una parte solleva nuovamente l'incompetenza, non è tenuta a ripetere la menzione della giurisdizione d'appello. Perché? Perché lo scopo dell'articolo 75 è di illuminare il primo giudice sul tribunale competente e di evitare rinvii inutili. In appello, il dibattito è già inquadrato.
I giudici di merito avevano tuttavia ritenuto che la formalità dovesse essere rispettata in ogni fase. Ma la Corte di cassazione censura questa lettura troppo rigida. Sottolinea che la regola dell'articolo 75 è una regola di procedura di primo grado, non una regola generale d'appello.
Questa decisione è una conferma della giurisprudenza anteriore (Civ. 2e, 10 giugno 2004, n. 02-19.091). Evita ai litiganti di cadere in trappola per una formalità che non ha ragione d'essere in appello.
Cosa cambia per voi — concretamente
Per i proprietari locatori: se siete citati in giudizio e ritenete che il tribunale non sia competente, dovete imperativamente, nel vostro primo scritto, indicare il tribunale che ritenete competente e la corte d'appello che sarebbe competente in caso di ricorso. Dimenticate questa menzione, e la vostra eccezione sarà inammissibile. Esempio: a Orléans, se pensate che la controversia sia di competenza del tribunale di commercio, dovete precisare «la corte d'appello di Orléans».
Per i conduttori commerciali: se siete in appello e volete contestare la competenza, non dovete ripetere la menzione della giurisdizione d'appello. Ma attenzione: dovete averlo fatto in primo grado. Altrimenti, il difetto è irreparabile.
Per i professionisti dell'immobiliare (agenti, notai): questa decisione vi riguarda se siete parte in una controversia su una vendita o una locazione. Assicuratevi che i vostri consigli rispettino questa regola.
In pratica, una dimenticanza può costare cara: mesi di procedura annullata, spese legali aggiuntive. Un esempio concreto: a Pithiviers, una controversia di 15.000 € di canoni non pagati può generare 3.000 € di spese se l'eccezione è mal formulata, contro 1.500 € se è regolare.
Quattro consigli per evitare questo tipo di contenzioso
- Verificate la competenza fin dall'inizio: Prima di citare o di concludere, identificate la giurisdizione competente (tribunale giudiziario, tribunale di commercio, ecc.) tramite il sito del ministero della Giustizia o un avvocato.
- Redigete l'eccezione di incompetenza con precisione: Menzionate espressamente la giurisdizione che ritenete competente e, in primo grado, la corte d'appello. Esempio: «Chiedo che il tribunale giudiziario di Orléans si dichiari incompetente a favore del tribunale di commercio di Orléans, e in appello, la corte d'appello di Orléans.»
- Rispettate il termine: L'eccezione deve essere sollevata a

