Decisione di riferimento: cc • N° 72-13.505 • 1973-12-18 • Consulta la decisione →
Immaginate un proprietario a Tarnos, che ha acquistato un terreno edificabile ma si scontra con un rifiuto di permesso di costruire per rischio di alluvioni. Cita in giudizio il venditore per vizio occulto. Il venditore, dal canto suo, contesta il merito: il terreno non è edificabile, non ha mentito. Il processo dura mesi. E all'improvviso, in appello, il venditore solleva una questione pregiudiziale: il giudice ordinario non è forse incompetente, poiché la controversia spetta al giudice amministrativo? Troppo tardi, ribatte il proprietario: avreste dovuto dirlo dall'inizio. Ma cosa dice la legge?
La domanda che ogni cittadino si pone: in quale momento si deve contestare la competenza del tribunale, pena la perdita di tale diritto? La risposta è in linea di principio rigorosa: prima di ogni altra difesa. Ma esiste un'eccezione quando l'incompetenza deriva dalla separazione dei poteri, cioè quando il giudice ordinario non ha il diritto di conoscere di una controversia che riguarda l'amministrazione. Questa decisione della Corte di cassazione del 1973 lo ricorda con forza.
Nel caso di specie, la società convenuta non aveva sollevato l'incompetenza in primo grado. Lo ha fatto per la prima volta davanti alla Corte di cassazione. Troppo tardi, dicono i giudici: l'articolo 168 vecchio del Codice di procedura civile (divenuto articolo 74 del nuovo Codice) impone di sollevare le eccezioni di incompetenza prima di ogni altra difesa. Anche se la regola è di ordine pubblico, anche se riguarda la separazione dei poteri. Il ricorso è respinto. Una lezione di procedura.
I fatti: una storia come capita ogni giorno
Il Sig. Dupont, proprietario a Capbreton, sognava di costruire una casa su un terreno che aveva acquistato. Ma il permesso di costruire gli è stato rifiutato a causa di rischi di alluvione. Si rivolta contro il venditore, ritenendo che il terreno non fosse edificabile al momento della vendita, il che costituirebbe un vizio occulto (difetto che rende il bene inadatto all'uso). Il venditore, una società immobiliare, si difende sostenendo che il terreno era edificabile, ma che le difficoltà sono derivate dall'acquisizione di particelle contigue e dalle lentezze amministrative.
Il tribunale di grande istanza di Mont-de-Marsan è adito. La società non contesta la competenza del tribunale. Si difende nel merito: assenza di colpa, forza maggiore (evento imprevedibile e irresistibile). Perde in primo grado. Propone appello. Davanti alla corte d'appello, non solleva ancora l'incompetenza del giudice ordinario. Solo davanti alla Corte di cassazione invoca per la prima volta che la controversia sarebbe di competenza del giudice amministrativo, poiché il permesso di costruire è un atto amministrativo.
La Corte di cassazione le oppone una decadenza: l'eccezione di incompetenza doveva essere sollevata prima di ogni difesa nel merito, in primo grado o quantomeno in appello. Sollevandola per la prima volta davanti alla Corte di cassazione, la società è decaduta (ha perso il diritto di farlo). La causa è definitivamente giudicata nel merito dalla corte d'appello. Un esito crudele per la società, che avrebbe potuto vincere se avesse sollevato l'incompetenza prima.
Il ragionamento della giurisdizione — analizzato
Il ragionamento della Corte di cassazione è ineccepibile. Si basa sull'articolo 168 vecchio del Codice di procedura civile, che disponeva che «le parti non possono sollevare le eccezioni di incompetenza se non prima di ogni altra eccezione e difesa». Tale articolo è stato sostituito dall'articolo 74 del nuovo Codice di procedura civile, che riprende lo stesso principio: «Le eccezioni devono, a pena di inammissibilità, essere sollevate simultaneamente e prima di ogni difesa nel merito o eccezione di rito.»
La Corte precisa che questa regola si applica anche quando le regole di competenza sono di ordine pubblico, cioè imperative, come quelle che derivano dalla separazione dei poteri. In altre parole, anche se il giudice ordinario non ha assolutamente il diritto di conoscere di una causa che spetta al giudice amministrativo, la parte che non solleva tale eccezione in tempo utile non può più avvalersene.
La Corte respinge quindi l'argomento della società, che sosteneva che l'incompetenza era di ordine pubblico e poteva essere sollevata in qualsiasi momento. I giudici ricordano che la decadenza (perdita del diritto di agire) si applica anche in questo caso. Così facendo, la Corte conferma una giurisprudenza costante: la procedura ha le sue esigenze e il rispetto dei termini è fondamentale. La società avrebbe dovuto sollevare l'eccezione di incompetenza in primo grado, o in mancanza in appello, ma certamente non per la prima volta davanti alla Corte di cassazione, che giudica solo il diritto e non i fatti.
Questa decisione è un'illustrazione perfetta del principio dell'estoppel (divieto di contraddirsi a danno altrui) nel diritto francese: non si può attendere l'ultimo grado per cambiare completamente strategia. Le parti devono essere leali e diligenti.
Cosa cambia per voi — concretamente
Se siete proprietari o locatari coinvolti in una controversia immobiliare, questa decisione vi ricorda una regola d'oro: se pensate che il tribunale adito non sia competente, ditelo immediatamente. Non iniziate a discutere il merito della causa prima di aver sollevato l'incompetenza. Esempio: siete proprietari a Capbreton e fate causa al vostro vicino per un muro in comunione (costruzione sul confine di proprietà). Se prima sostenete che il muro è mal costruito, e poi in appello che il tribunale ordinario non è competente, sarà troppo tardi.
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