Decisione di riferimento: cc • N° 89-12.606 • 1992-05-25 • Consulta la decisione →
Siete proprietari a Hyères e avete appena ricevuto la relazione peritale nella vostra controversia di confine. Insoddisfatti, contattate direttamente il perito per chiedergli un supplemento di informazioni. Errore fatale. Questo semplice passo può annientare tutto il vostro fascicolo.
Perché? Perché la legge è tassativa: solo il giudice può invitare il perito a precisare le sue constatazioni. Qualsiasi documento proveniente da una richiesta unilaterale è inammissibile. È quanto ha ricordato la Corte di Cassazione in una sentenza del 25 maggio 1992, una decisione che fa ancora oggi autorità.
In questo articolo, vi spiego come questa regola si applichi concretamente, attraverso una vicenda che ha contrapposto un acquirente a un concessionario automobilistico a Strasburgo. Vedrete che gli stessi principi regolano le perizie immobiliari, a Tolone come altrove.
I fatti: una storia come ne capitano ogni giorno
Nel 1981, il Sig. e la Sig.ra X acquistano un'auto nuova dalla società Garage Hess, divenuta poi la Centrale Automobile di Strasburgo (CAS). Ben presto compaiono dei difetti. I coniugi citano in giudizio il venditore. Il tribunale d'istanza di Strasburgo ordina una perizia giudiziale (esame tecnico affidato a uno specialista nominato dal giudice).
Il perito deposita la sua relazione. Ma la società CAS, insoddisfatta delle conclusioni, contatta direttamente il perito e ottiene da lui un'attestazione complementare (documento scritto in cui il perito esprime il suo parere al di fuori del quadro giudiziario). Forte di questo documento, la CAS ottiene dal tribunale un'ordinanza di ingiunzione di pagamento (decisione rapida che ordina il pagamento di una somma) contro i coniugi X. Questi ultimi si oppongono e la vicenda arriva fino alla corte d'appello di Colmar.
La corte d'appello si basa, almeno in parte, su questa attestazione irregolare per condannare i coniugi X. Questi ultimi ricorrono in cassazione. La Corte di Cassazione cassa la sentenza, ritenendo che la corte d'appello abbia violato l'articolo 245 del nuovo Codice di procedura civile (vecchio Codice, il cui principio è ripreso nell'articolo 245 attuale).
Il ragionamento della giurisdizione — analizzato
La Corte di Cassazione si basa sull'articolo 245, comma 1, del nuovo Codice di procedura civile (divenuto l'articolo 245 del Codice di procedura civile). Questo testo dispone che « il giudice può invitare il perito, le parti e i terzi a fornirgli spiegazioni o informazioni ». Ne consegue che solo il giudice, e non una parte, può chiedere al perito di completare, precisare o spiegare le sue constatazioni.
Nel caso di specie, la corte d'appello di Colmar aveva utilizzato un'attestazione che il perito aveva rilasciato su richiesta della società CAS, al di fuori di qualsiasi richiesta del giudice. Orbene, questa attestazione non era stata sottoposta al contraddittorio (scambio tra le parti) nell'ambito del procedimento. La Corte di Cassazione ritiene che anche se la corte d'appello si è basata solo parzialmente su questo documento, la decisione è viziata da irregolarità. Ricorda che il principio del contraddittorio (diritto di ciascuna parte di discutere gli elementi di prova) è fondamentale.
Questa decisione è una semplice conferma della regola, ma è importante perché sanziona severamente qualsiasi deriva. Mostra che i giudici non possono basarsi su elementi ottenuti in violazione delle regole procedurali, anche se tali elementi sembrano pertinenti.
Cosa cambia per voi — concretamente
Per i proprietari locatori (persone che affittano un immobile): se siete in controversia con il vostro inquilino e viene ordinata una perizia, non contattate mai il perito direttamente. Qualsiasi richiesta deve passare attraverso il giudice. Un'attestazione ottenuta al di fuori di questo quadro sarà esclusa dal dibattito, il che può indebolire il vostro fascicolo.
Per gli inquilini: se il vostro locatore ha fatto redigere una relazione peritale privata (perizia stragiudiziale, fuori dal tribunale), potete contestarne la validità. Ma attenzione, una perizia privata non è soggetta alle stesse regole. La decisione riguarda solo le perizie giudiziali.
Per gli acquirenti (persone che acquistano un bene): immaginate di acquistare un appartamento a Tolone e che emergano vizi occulti (difetti non apparenti). Viene ordinata una perizia giudiziale. Se il venditore ottiene dal perito un supplemento di nascosto, questo documento potrà essere contestato. Guadagnerete tempo e denaro.
Esempio concreto: a Hyères, un proprietario ha dovuto pagare 3.000 € di perizia per una controversia di confine. Il perito ha fornito un'attestazione complementare su richiesta del vicino. Il giudice ha escluso questa attestazione e il proprietario ha dovuto ricominciare la procedura, perdendo 6 mesi e 1.500 € aggiuntivi.
Quattro consigli per evitare questo tipo di controversia
- Non contattate mai il perito direttamente. Ogni comunicazione deve passare attraverso il giudice. Se avete una domanda, rivolgetevi al tribunale.
- Verificate la relazione peritale appena ricevuta. Avete un termine di 15 giorni per chiedere chiarimenti al giudice, non al perito.
- Conservate tutte le prove delle vostre iniziative. Tenete traccia scritta di ogni scambio con il tribunale e il perito.
- Rivolgetevi a un avvocato specializzato. Un professionista conosce le regole procedurali ed eviterà le trappole.
Approfondimento: giurisprudenza connessa ed evoluzioni
La regola stabilita nel 1992 è stata confermata successivamente. Ad esempio, in una sentenza dell'11 giugno 2014 (n. 13-18.066), la Corte di Cassazione ha ricordato che il giudice non può basarsi su una perizia