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Fusione-assorbimento dell'amministratore: l'assemblea generale deve votare il nuovo amministratore
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Fusione-assorbimento dell'amministratore: l'assemblea generale deve votare il nuovo amministratore

📅 Décision du 29 febbraio 2012⚖️ Cour de cassation👁️ 27 vues📖 5 min de lecture

La Corte di cassazione ricorda che la fusione-assorbimento della società titolare del mandato di amministratore non trasferisce automaticamente il contratto alla società assorbente: è indispensabile un voto in assemblea generale dei condòmini. Decisione del 29 febbraio 2012 (n° 10-27.259).

Decisione di riferimento : cc • N° 10-27.259 • 2012-02-29 • Consulta la decisione →

Immaginate: siete proprietari di un appartamento a Lunel, in un condominio tranquillo. Un giorno ricevete una convocazione per un'assemblea generale (AG) firmata da una società di cui non avete mai sentito parlare. Leggendo l'ordine del giorno, scoprite che l'amministratore si è fuso con un'altra società, e che quest'ultima pretende ora di rappresentarvi senza che i condòmini abbiano votato. Vi chiedete: è legale? Può esservi imposto un nuovo amministratore senza il vostro consenso?

Questa situazione, più frequente di quanto si creda, è stata decisa dalla Corte di cassazione con una sentenza del 29 febbraio 2012. I giudici hanno ricordato un principio fondamentale: l'amministratore è liberamente scelto dall'assemblea generale dei condòmini, e nessuna sostituzione può avvenire senza un voto espresso. Pertanto, una fusione-assorbimento non comporta automaticamente il trasferimento del mandato di amministratore alla società assorbente.

Ma cosa cambia esattamente per voi, proprietario o condomino a Sète o altrove? Approfondiamo questa decisione e le sue implicazioni concrete.

I fatti: una storia come tante

La causa oppone la società Cabinet Aquitaine Gestion Immobilière (che opera sotto l'insegna "Cabinet Couture") a un condominio di un edificio situato a Bordeaux. Inizialmente, l'amministratore in carica era il Cabinet Couture. Ma quest'ultimo si è fuso con un'altra società, la società Aquitaine Gestion Immobilière. Dopo la fusione, quest'ultima ha continuato a gestire il condominio presentandosi come il nuovo amministratore, convocando le assemblee generali e fatturando i propri onorari.

Un condomino, il Sig. X, contesta la validità di queste assemblee generali. Egli ritiene che la società assorbente non sia mai stata designata come amministratore da un voto dell'assemblea generale, e che di conseguenza tutte le decisioni prese durante tali AG siano nulle. Il condominio, sostenuto dalla società assorbente, sostiene al contrario che la fusione-assorbimento comporti la trasmissione universale del patrimonio, compreso il contratto di amministratore.

La causa arriva davanti alla corte d'appello di Bordeaux, poi davanti alla Corte di cassazione. La questione posta è semplice: una fusione-assorbimento può trasferire automaticamente il mandato di amministratore alla società assorbente, senza voto dei condòmini?

Il ragionamento della giurisdizione — analizzato

La Corte di cassazione risponde negativamente. Si basa sulla legge n° 65-557 del 10 luglio 1965, che regola lo status della proprietà condominiale degli edifici. L'articolo 18 di questa legge dispone che l'amministratore è designato dall'assemblea generale dei condòmini. Questo potere di designazione è esclusivo: nessun terzo può sostituirsi ad esso.

Pertanto, il legislatore ha voluto che i condòmini scelgano liberamente il proprio amministratore, perché quest'ultimo gestisce le parti comuni e impegna il condominio. Una fusione-assorbimento non può aggirare questa regola. Anche se il diritto societario prevede una trasmissione universale del patrimonio in caso di fusione, questa trasmissione non si applica ai contratti intuitu personae (conclusi in considerazione della persona del contraente), come il mandato di amministratore.

I magistrati precisano che la società assorbente è una persona giuridica distinta dal vecchio amministratore. Di conseguenza, non può avvalersi del mandato iniziale. Per diventare il nuovo amministratore, deve essere espressamente designata con un voto in assemblea generale. La corte d'appello aveva dato ragione alla società assorbente, ma la Corte di cassazione censura questo ragionamento: le convocazioni alle AG firmate dalla società assorbente sono invalide, e tutte le decisioni prese durante tali AG possono essere annullate.

Pertanto, è che questa soluzione si inserisce in una giurisprudenza costante: la Corte di cassazione protegge gelosamente il potere dei condòmini di scegliere il proprio amministratore. Attenzione però: se il contratto di amministratore prevede una clausola di sostituzione in caso di fusione, questa clausola sarebbe valida? La Corte non lo dice esplicitamente, ma la risposta è probabilmente no, poiché contrasterebbe con l'ordine pubblico della legge del 1965.

Cosa cambia per voi — concretamente

Per i condòmini, questa decisione è una protezione: non potete ritrovarvi con un amministratore imposto senza voto. Se il vostro attuale amministratore si fonde con un'altra società, dovete esigere che la nuova società sia sottoposta al voto dell'assemblea generale. Nell'attesa, il vecchio amministratore (o la società assorbente?) deve continuare a gestire il condominio, ma la situazione è poco chiara: in pratica, è necessario convocare un'AG d'urgenza per regolarizzare.

Facciamo un esempio concreto: a Sète, un condominio di 30 unità ha come amministratore la società "Gestion Sète". Questa società si fonde con "Immobilière du Sud". Senza voto, Immobilière du Sud convoca un'AG e fa votare lavori di restauro per 80.000 €. Un condomino contesta. La decisione della Corte di cassazione gli dà ragione: l'AG è nulla, i lavori annullati. Per evitare ciò, i condòmini devono votare la designazione del nuovo amministratore prima di qualsiasi convocazione.

Per gli amministratori professionali, questa decisione impone una vigilanza: in caso di fusione-assorbimento, non bisogna comportarsi come il nuovo amministratore senza essere stati regolarmente designati da un'AG. In difetto, gli atti compiuti (convocazione, firma di contratti, incasso di oneri) possono essere annullati, esponendo l'amministratore ad azioni di responsabilità (articolo 1240 del Codice civile, ex 1382).

Se siete in

Questions fréquentes

Puis-je refuser de payer les charges au nouveau syndic issu d'une fusion ?

Oui, si le nouveau syndic n'a pas été désigné par l'AG. Vous pouvez contester les appels de fonds par écrit. Mais attention aux délais : agissez rapidement.

Que faire si mon syndic a fusionné sans me prévenir ?

Demandez la communication du procès-verbal de l'AG qui a désigné le nouveau syndic. S'il n'y en a pas, saisissez le conseil syndical ou un avocat pour convoquer une AG d'urgence.

Quels sont les délais pour contester une AG convoquée par un syndic non désigné ?

Le délai est de deux mois à compter de la notification du procès-verbal d'AG (article 42 de la loi de 1965). Passé ce délai, l'action est irrecevable.

Le syndic absorbant peut-il facturer ses prestations ?

Non, car il n'a pas de mandat. En pratique, il peut réclamer des honoraires, mais vous pouvez les contester. Si vous avez payé, demandez un remboursement.

Un vote en AG peut-il régulariser a posteriori ?

Oui, l'AG peut ratifier les actes accomplis par le syndic absorbant, à condition que la ratification soit votée à la majorité requise.

Informations juridiques

  • Numéro: 10-27.259
  • Juridiction: Cour de cassation
  • Date de décision: 29 février 2012

Mots-clés

syndiccopropriétéfusion-absorptionassemblée généraleloi 1965

Cas d'usage pratiques

1

Copropriétaire à Lunel : syndic fusionné sans vote

Vous êtes copropriétaire dans une résidence de 20 lots à Lunel. Votre syndic, "Gestion Lunel", a fusionné avec "Immobilière Méditerranée". Cette dernière convoque une AG pour voter des travaux de 50 000 € sans avoir été désignée par les copropriétaires.

Application pratique:

Vous pouvez contester la validité de l'AG et des décisions prises. Convoquez une nouvelle AG pour désigner le syndic. En attendant, ne payez pas les appels de fonds du nouveau syndic. Consultez un avocat pour engager une action en nullité dans les deux mois.

2

Bailleur à Sète : charges indues après fusion

Vous louez un appartement à Sète. Le syndic de l'immeuble a fusionné et la nouvelle société vous réclame des charges de copropriété majorées. Vous n'avez pas voté pour ce syndic.

Application pratique:

Vous pouvez refuser de payer les charges au nouveau syndic tant qu'il n'a pas été régulièrement désigné. Adressez un courrier recommandé au syndic et au conseil syndical pour contester. Si vous avez déjà payé, demandez le remboursement. Le locataire n'est pas directement concerné, mais le propriétaire doit agir.

3

Syndic professionnel : fusion et risques de nullité

Vous êtes un cabinet de syndic à Montpellier. Vous absorbez une autre société et commencez à gérer ses copropriétés sans attendre un vote en AG.

Application pratique:

Vous risquez l'annulation de toutes les décisions prises lors des AG que vous convoquez. Pour éviter cela, faites voter chaque copropriété lors d'une AG extraordinaire dès que possible. En attendant, n'engagez pas de dépenses importantes sans accord préalable de l'AG.

Maître Cécile Zakine

À propos de l'auteur

Maître Cécile Zakine — Avocate au Barreau des Alpes-Maritimes, Docteur en Droit. Chaque article de ce magazine est rédigé à partir de l'analyse d'une décision de jurisprudence réelle, commentée et mise en perspective par les équipes de Maître Zakine.

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