Decisione di riferimento : cc • N° 63-12.709 • 1967-05-26 • Consulta la decisione →
Immaginate: siete proprietari di una casa a Villeneuve-lès-Avignon e il vostro vicino costruisce un muro di confine senza il vostro consenso. Lo citate in giudizio, ma il vostro avvocato, troppo sicuro di sé, inizia difendendo la vostra posizione nel merito: spiega che il muro invade il vostro terreno, che il permesso di costruire è illegale... Poi, durante l'udienza, si rende conto che il tribunale di grande istanza di Nîmes potrebbe non essere competente — la questione sarebbe piuttosto di competenza del tribunale d'istanza. Troppo tardi: la Corte di Cassazione lo ha appena ricordato in una decisione del 1967 ancora attuale, l'eccezione di incompetenza deve essere sollevata prima di ogni altra difesa. Una formalità che può annientare le vostre possibilità.
Ma cosa cambia esattamente? In diritto, un'eccezione di incompetenza (il fatto di contestare la competenza del tribunale adito) deve essere presentata in primo luogo, prima di discutere il merito della controversia (il contenuto del disaccordo). Se prima si discute nel merito, si è considerati aver accettato la competenza del tribunale. L'articolo 168 del Codice di procedura civile (vecchio) è chiaro: «Le parti non possono sollevare le eccezioni di incompetenza se non prima di ogni altra eccezione e difesa.» E la Corte di Cassazione precisa che ciò vale anche se la regola di competenza è di ordine pubblico (cioè imperativa, come quella che deriva dalla separazione dei poteri tra giurisdizioni giudiziaria e amministrativa).
Nella mia pratica, ho incontrato fascicoli in cui i giustiziabili, per non aver sollevato l'incompetenza in tempo, si sono ritrovati davanti a una giurisdizione inadeguata, con mesi di ritardo e spese aggiuntive. Questa decisione è una pietra angolare della procedura civile: impone una disciplina rigorosa. Analizziamola insieme.
I fatti: una storia come tante
In questa vicenda, due vicini sono in conflitto riguardo a un muro di confine. Uno di loro, proprietario a Villeneuve-lès-Avignon, ha subito disagi a causa del cattivo stato dell'immobile vicino e chiede la metà delle spese di costruzione del muro. Il comune interviene nella controversia, poiché il muro si trova su suolo pubblico o interessa l'urbanistica. Le parti si oppongono nel merito: il proprietario chiede il rimborso, il vicino contesta. Ma rapidamente sorge una questione di competenza: il tribunale giudiziario è competente o si tratta di una controversia di competenza del giudice amministrativo?
Le parti discutono nel merito per diverse udienze, senza sollevare l'incompetenza. Solo in appello, e poi davanti alla Corte di Cassazione, una di esse contesta la competenza. Troppo tardi, risponde l'Alta Corte: l'eccezione di incompetenza non è stata sollevata prima di ogni difesa nel merito. La Corte ricorda che l'ordine pubblico (in particolare il principio di separazione dei poteri) non esime dal rispetto di questa regola procedurale. Così, il ricorso è respinto.
Questo caso illustra perfettamente un'insidia frequente: gli avvocati, pressati di difendere il proprio cliente, dimenticano la priorità procedurale. Il risultato? Una decadenza (perdita del diritto di sollevare l'eccezione) e una decisione nel merito resa da una giurisdizione forse incompetente, ma la cui competenza è ormai acquisita.
Il ragionamento della giurisdizione — analizzato
La decisione della Corte di Cassazione si basa sull'articolo 168 del Codice di procedura civile (vecchio), che dispone che le eccezioni di incompetenza devono essere sollevate prima di ogni altra eccezione e difesa. La Corte precisa che questa regola si applica anche quando le regole di competenza sono di ordine pubblico, ad esempio quelle che derivano dal principio di separazione dei poteri (che attribuisce alcune controversie al giudice amministrativo piuttosto che al giudice giudiziario).
In altre parole, il giustiziabile non può «tenere in serbo» l'argomento di incompetenza per tirarlo fuori in appello o in cassazione. Deve presentarlo già alla prima udienza, prima di discutere il merito. Se inizia a discutere nel merito, si considera che abbia accettato la competenza del tribunale. Questo meccanismo, chiamato «proroga di competenza» (estensione di competenza per accordo implicito), impedisce di rimettere in discussione la competenza nel corso del procedimento.
La Corte respinge quindi il motivo sollevato per la prima volta davanti a sé. Conferma così una giurisprudenza costante: l'ordine pubblico processuale prevale sull'ordine pubblico sostanziale. In altre parole, anche se una regola di competenza è imperativa, il mancato rispetto della cronologia processuale comporta la decadenza. Attenzione però: questa regola non si applica se l'incompetenza è di ordine pubblico «assoluto» (ad esempio, se la controversia è di competenza della stessa Corte di Cassazione), ma si tratta di un'eccezione rara.
Questo ragionamento è una conferma di una giurisprudenza anteriore (in particolare Cass. civ. 1ère, 12 maggio 1965): la procedura ha le sue esigenze e le parti devono rispettarle scrupolosamente.
Cosa cambia per voi — concretamente
Per un proprietario locatore a Nîmes o un condomino a Villeneuve-lès-Avignon, questa decisione ha conseguenze pratiche immediate

