Decisione di riferimento: cc • N. 01-42.678 • 2003-06-24 • Consulta la decisione →
Immaginate la scena: siete proprietari a Grasse, affittate un appartamento a un inquilino che, per motivi di salute, non può più occupare l'immobile. Vi dà disdetta, ma voi ritenete che debba rispettare un preavviso di tre mesi. Lui rifiuta, sostenendo che la sua inidoneità fisica lo esonera da questo termine. Chi ha ragione? Questa domanda, che può sembrare aneddotica, è stata al centro di una controversia portata fino alla Corte di cassazione. Ma qual è la situazione esatta?
Il diritto del lavoro protegge i dipendenti licenziati, anche in caso di inidoneità. L'indennità compensativa di preavviso (somma dovuta in luogo del preavviso non effettuato) è dovuta automaticamente? La decisione commentata qui stabilisce: sì, salvo colpa grave o grave negligenza. Questo principio, stabilito per un pilota di linea, si applica a tutti i contratti di lavoro.
Allora, cosa tenere a mente per i vostri contratti di locazione o di lavoro? Approfondiamo la vicenda.
I fatti: una storia come tante
Il sig. X, pilota della compagnia Corsair International, raggiunge il limite di età di sessant'anni stabilito dall'articolo L. 421-9 del Codice dell'aviazione civile. Oltre questa età, non può più esercitare le funzioni di pilota. Il datore di lavoro gli propone un ricollocamento a terra. Il sig. X rifiuta. Viene quindi licenziato per motivo economico, con un preavviso di tre mesi previsto dal regolamento interno del personale navigante (RIPN).
Il sig. X adisce il giudice, chiedendo in particolare un'indennità compensativa di preavviso (somma versata in sostituzione del preavviso non effettuato). La corte d'appello gli dà parzialmente ragione: ritiene che l'indennità compensativa di preavviso di tre mesi sia dovuta, poiché il RIPN prevede un preavviso di tre mesi anche in caso di inidoneità fisica. Il datore di lavoro ricorre in cassazione.
Davanti alla Corte di cassazione, il datore di lavoro sostiene che il preavviso non debba essere retribuito se il dipendente è nell'impossibilità di effettuarlo a causa della sua inidoneità. Ma la Corte di cassazione respinge questo argomento: conferma che l'indennità compensativa di preavviso è dovuta, salvo colpa grave o grave negligenza del dipendente. L'inidoneità fisica non è una colpa.
Il ragionamento della giurisdizione — analizzato
La Corte di cassazione si basa sull'articolo L. 122-8 del Codice del lavoro (divenuto L. 1234-1), che dispone che il dipendente licenziato ha diritto a un preavviso, salvo in caso di colpa grave o grave negligenza. L'indennità compensativa di preavviso (somma versata in luogo del preavviso non eseguito) è dovuta quando il preavviso non è effettuato, qualunque ne sia la ragione.
In parole povere, il diritto all'indennità compensativa di preavviso è autonomo: non dipende dalla capacità del dipendente di lavorare durante il preavviso. In altre parole, anche se il dipendente è inidoneo, il datore di lavoro deve pagare l'indennità, salvo che il licenziamento sia fondato su una colpa grave o grave negligenza del dipendente.
Attenzione però: questa decisione riguarda solo l'indennità compensativa di preavviso, e non l'indennità di licenziamento (calcolata sull'anzianità). Qui, il pilota aveva diritto a un'indennità di licenziamento per motivo economico di massimo 12 mesi. Ma la Corte precisa che l'indennità compensativa di preavviso non si confonde con questa indennità.
Quello che pochi sanno è che questa soluzione è costante in giurisprudenza. È stata ribadita in numerose sentenze, in particolare per i dipendenti inidonei a seguito di un infortunio sul lavoro. I giudici ritengono che il datore di lavoro non possa sottrarsi all'obbligo di pagare il preavviso con la scusa che il dipendente non può lavorare.
Nella mia pratica, ho incontrato casi in cui i datori di lavoro tentavano di rifiutare l'indennità compensativa di preavviso invocando l'inidoneità. Questa decisione ricorda loro che è impossibile.
Cosa cambia per voi — concretamente
Per i proprietari locatori: se siete datori di lavoro, dovete versare l'indennità compensativa di preavviso a qualsiasi dipendente licenziato, salvo colpa grave o grave negligenza, anche se è inidoneo. Ad esempio, se assumete un custode a Cannes e diventa inidoneo, non potete rifiutargli questa indennità.
Per gli inquilini: se siete dipendenti e venite licenziati per inidoneità, avete diritto a questa indennità. Verificate il vostro contratto: il preavviso previsto (spesso da 1 a 3 mesi) deve essere pagato, anche se non potete lavorare.
Per gli acquirenti e i condomini: questa decisione può riguardarvi se siete datori di lavoro di un portiere o di personale di stabile. In caso di licenziamento, dovete rispettare le stesse regole.
Esempio numerico: un dipendente a Grasse guadagna 2.500 € lordi al mese. Il suo contratto prevede un preavviso di 3 mesi. Licenziato per inidoneità, il datore di lavoro deve versargli 7.500 € di indennità compensativa di preavviso (3 x 2.500 €). Se il datore di lavoro rifiuta, il dipendente può adire il consiglio di prud'hommes.
Se vi trovate in questa situazione, dovete agire rapidamente: il termine di prescrizione è di 2 anni (articolo L. 1471-1 del Codice del lavoro).
Quattro consigli per evitare questo tipo di controversia
- Verificate il vostro contratto di lavoro o regolamento interno per conoscere la durata del preavviso applicabile.
- In caso di licenziamento per inidoneità, non rinunciate all'indennità compensativa di preavviso senza aver consultato un avvocato specializzato in diritto del lavoro.
- Conservate tutti i documenti (certificati medici, lettere di licenziamento, buste paga) per provare il vostro diritto.
- In caso di rifiuto del datore di lavoro, agite entro 2 anni dalla notifica del licenziamento per far valere i vostri diritti davanti al giudice.

