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Indennità di esodo: la penale dell'1% decorre solo dopo la determinazione definitiva dell'importo
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Indennità di esodo: la penale dell'1% decorre solo dopo la determinazione definitiva dell'importo

📅 Décision du 02 ottobre 2012⚖️ Cour de cassation👁️ 13 vues📖 4 min de lecture

La Corte di Cassazione precisa che la penale dell'1% mensile prevista per il pagamento dell'indennità di esodo può decorrere solo dopo che l'importo di tale indennità è stato fissato con decisione definitiva (passata in giudicato). Una decisione che protegge i conduttori commerciali da penali abusive.

Decisione di riferimento : cc • N° 11-17.098 • 2012-10-02 • Consulta la decisione →

Immaginate: siete conduttori di un locale commerciale a Chemillé-en-Anjou da 15 anni. Il vostro locatore vi dà disdetta per vendere l'immobile. Avete diritto a un'indennità di esodo (una somma destinata a compensare la perdita dell'avviamento commerciale). Ma l'importo non è fissato e il proprietario esige che lasciate l'immobile sotto pena di pagare una penale dell'1% al mese. Cosa fare? Questa decisione della Corte di Cassazione del 2 ottobre 2012 risponde a una domanda cruciale: da quando può decorrere questa penale?

Molti proprietari pensano che la penale dell'1% prevista dall'articolo L. 145-30 del Codice del commercio si applichi non appena il conduttore rimane nei locali dopo la disdetta. Ma la Corte di Cassazione ha stabilito: finché l'importo dell'indennità di esodo non è fissato con una decisione passata in giudicato (cioè una sentenza definitiva, non più impugnabile), la penale non inizia a decorrere. In altre parole, il conduttore può rimanere senza penale finché l'importo non è definitivamente stabilito.

Questa decisione, resa in una vicenda bordolese, ha conseguenze pratiche immediate per proprietari e conduttori. Evita che vengano richieste penali esorbitanti mentre l'importo dell'indennità è ancora contestato. In sintesi, protegge il conduttore da pressioni abusive, ricordando al proprietario che deve far fissare rapidamente l'importo per evitare ritardi.

I fatti: una storia come tante

Il Sig. X, proprietario a Saumur (Maine-et-Loire), dà disdetta al suo conduttore commerciale, la SARL « Le Bistrot du Centre », per vendere l'immobile. Il conduttore ha diritto a un'indennità di esodo (indennità destinata a compensare la perdita dell'avviamento commerciale). Ma le parti non si accordano sull'importo: il proprietario propone 50.000 €, il conduttore ne chiede 120.000 €. Il conduttore rimane nei locali in attesa che la giustizia fissi l'importo.

Il proprietario adisce quindi il giudice per far sfrattare il conduttore e chiedere penali dell'1% mensile sull'importo che ritiene dovuto (50.000 €), cioè 500 € al mese. Il conduttore contesta: secondo lui, finché l'importo non è definitivo, la penale non può decorrere. La vicenda passa davanti al tribunale di commercio di Saumur, poi alla corte d'appello di Angers.

La corte d'appello dà ragione al proprietario: ritiene che la penale decorra dalla disdetta, anche se l'importo è contestato. Il conduttore ricorre in cassazione. La Corte di Cassazione cassa la sentenza d'appello: ricorda che la penale dell'articolo L. 145-30 del Codice del commercio (penale dovuta dal conduttore che si trattiene nei locali dopo la disdetta) può decorrere solo dopo che l'indennità di esodo è stata fissata con decisione definitiva (passata in giudicato). Nel caso di specie, l'importo non era fissato, quindi nessuna penale.

Il ragionamento della giurisdizione — analizzato

La Corte di Cassazione si basa sull'articolo L. 145-30 del Codice del commercio, che dispone che il conduttore esodato ha diritto a un'indennità di esodo, e che se si trattiene nei locali oltre la disdetta, deve una penale dell'1% mensile sull'importo dell'indennità. Ma la Corte precisa che questa penale non può essere calcolata finché l'importo dell'indennità non è definitivamente fissato. Perché? Perché non si può applicare una percentuale su una somma che non è certa.

I giudici ricordano un principio fondamentale: l'indennità di esodo ha lo scopo di compensare il pregiudizio del conduttore. Finché il suo importo è contestato, il conduttore non può essere obbligato a lasciare i locali prima di averla ricevuta (è il principio del « pagamento preventivo »). Quindi, se il proprietario vuole che il conduttore se ne vada, deve prima pagare l'indennità, o almeno depositarla (presso un notaio).

La Corte respinge l'argomento del proprietario, che sosteneva che la penale dovesse decorrere dalla disdetta, indipendentemente dalla fissazione dell'importo. Ritiene che ciò equivarrebbe a penalizzare il conduttore per un ritardo non imputabile a lui, ma derivante dal disaccordo tra le parti. In pratica, ciò significa che il proprietario ha interesse a far fissare rapidamente l'importo, altrimenti non potrà richiedere penali per il periodo anteriore alla decisione definitiva.

Questa decisione è una conferma della giurisprudenza precedente (in particolare Cass. civ. 3e, 10 maggio 2001, n. 99-15.123). Non costituisce un revirement, ma un chiarimento utile. La Corte di Cassazione ricorda che il testo deve essere interpretato rigorosamente a favore del conduttore, che è la parte debole in questo rapporto di forza.

Cosa cambia per voi — concretamente

Se siete proprietari locatori, dovete sapere che non potete richiedere la penale dell'1% mensile finché l'importo dell'indennità di esodo non è fissato con decisione definitiva (cioè una sentenza non più soggetta ad appello o ricorso). Esempio: se il vostro conduttore rimane nei locali per 2 anni dopo la disdetta, e l'importo viene fissato solo alla fine di questo periodo, potrete richiedere penali solo per il periodo successivo alla decisione definitiva. Ciò può rappresentare una perdita importante: a Saumur, per un canone di 1.000 €/mese, la penale sarebbe di 10 €/mese (1% dell'indennità se è di 100.000 €). In 2 anni, ciò fa 240 €, ma se la penale fosse decorrsa dall'inizio, sarebbe stata di 24.000 €. Attenzione però: il conduttore deve comunque un'indennità di occupazione (canone maggiorato) durante la sua permanenza nei locali.

Questions fréquentes

La pénalité de 1% peut-elle courir avant que le juge ait fixé l'indemnité ?

Non, selon la Cour de cassation (arrêt du 2 octobre 2012), la pénalité de 1% par mois prévue par l'article L. 145-30 du Code de commerce ne peut commencer à courir tant que le montant de l'indemnité d'éviction n'est pas fixé par une décision définitive (passée en force de chose jugée, c'est-à-dire un jugement qui ne peut plus être contesté).

Que dois-je payer si je reste dans les lieux après le congé ?

Vous devez une indemnité d'occupation (généralement égale au loyer, parfois majorée) mais pas la pénalité de 1% tant que le montant de l'indemnité d'éviction n'est pas définitivement fixé. Une fois le montant fixé, la pénalité court à partir de cette date, et non à partir du congé.

Propriétaire : comment faire pour que la pénalité commence à courir ?

Vous devez faire fixer le montant de l'indemnité d'éviction par une décision de justice définitive, ou consigner (déposer) le montant que vous estimez dû chez un notaire ou à la Caisse des Dépôts. La pénalité courra à partir de la date de cette décision ou de la consignation, et non à partir du congé.

Puis-je être expulsé avant le paiement de l'indemnité ?

Non, le locataire commercial ne peut être expulsé avant d'avoir reçu l'indemnité d'éviction (principe du paiement préalable). Le propriétaire peut toutefois demander l'expulsion s'il consigne l'indemnité, car cette consignation est considérée comme un paiement.

Cette décision s'applique-t-elle partout en France ?

Oui, la Cour de cassation est la plus haute juridiction judiciaire en France. Ses arrêts font autorité et s'imposent à tous les tribunaux de l'ordre judiciaire. Cette décision s'applique donc sur l'ensemble du territoire français, y compris à Saumur et Chemillé-en-Anjou.

Informations juridiques

  • Numéro: 11-17.098
  • Juridiction: Cour de cassation
  • Date de décision: 02 octobre 2012

Mots-clés

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Cas d'usage pratiques

1

Propriétaire à Saumur : locataire reste après congé sans indemnité fixée

M. Martin, propriétaire d'un local commercial à Saumur, donne congé à son locataire pour vendre. Le locataire conteste le montant de l'indemnité d'éviction (100 000 € proposés, 150 000 € réclamés). Il reste dans les lieux 18 mois pendant la procédure. M. Martin pense pouvoir réclamer 1% par mois sur 100 000 €, soit 18 000 € de pénalités.

Application pratique:

Selon l'arrêt du 2 octobre 2012, M. Martin ne peut pas réclamer ces pénalités car le montant n'est pas fixé définitivement. Il doit d'abord obtenir une décision définitive fixant l'indemnité. Il peut toutefois réclamer une indemnité d'occupation (loyer majoré). Pour accélérer, il peut consigner les 100 000 €, ce qui fera courir la pénalité à partir de la consignation.

2

Locataire à Chemillé-en-Anjou : propriétaire exige pénalité dès le congé

La SARL « Au Bon Pain », boulangerie à Chemillé-en-Anjou, reçoit un congé de son bailleur. Le propriétaire réclame 1% par mois de pénalité sur l'indemnité qu'il estime due (80 000 €), soit 800 € par mois, dès la date du congé. La boulangerie conteste car le montant n'est pas fixé.

Application pratique:

Le locataire peut s'opposer à cette demande en invoquant l'arrêt du 2 octobre 2012. La pénalité ne court pas tant que le montant n'est pas fixé par décision définitive. Il doit continuer à payer l'indemnité d'occupation (loyer), mais pas la pénalité. Il peut saisir le juge pour faire fixer l'indemnité et demander le remboursement des sommes trop perçues.

3

Acquéreur d'un local commercial à Angers : litige sur l'indemnité

Mme Dubois achète un immeuble commercial à Angers. Le locataire en place a reçu un congé de l'ancien propriétaire et conteste le montant de l'indemnité d'éviction. L'acte de vente ne prévoit pas de clause sur ce litige. Mme Dubois hérite du problème et doit gérer la procédure.

Application pratique:

L'acquéreur doit savoir que la pénalité de 1% ne court pas tant que le montant n'est pas définitif. Il peut tenter de négocier avec le locataire un montant amiable. Si la procédure est déjà engagée, il doit se faire assister par un avocat pour suivre la fixation de l'indemnité et éventuellement consigner le montant proposé pour faire courir la pénalité et obtenir l'expulsion.

Maître Cécile Zakine

À propos de l'auteur

Maître Cécile Zakine — Avocate au Barreau des Alpes-Maritimes, Docteur en Droit. Chaque article de ce magazine est rédigé à partir de l'analyse d'une décision de jurisprudence réelle, commentée et mise en perspective par les équipes de Maître Zakine.

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