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Indennità di esclusione: valore del diritto al canone non nullo anche senza differenziale di canone
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Indennità di esclusione: valore del diritto al canone non nullo anche senza differenziale di canone

📅 Décision du 13 ottobre 2021⚖️ Cour de cassation👁️ 12 vues📖 5 min de lecture

La Corte di Cassazione ricorda che l'indennità di esclusione non può essere fissata a zero per il solo motivo che il conduttore paga lo stesso canone nei nuovi locali. Il valore del diritto al canone deve essere valutato globalmente, tenendo conto della situazione di mercato e dei vantaggi commerciali persi.

Decisione di riferimento : cc • N° 20-19.340 • 2021-10-13 • Consulta la decisione →

Immaginate la scena: a Cournon-d'Auvergne, nella zona commerciale del Cœur de Cournon, un commerciante gestisce da quindici anni un negozio di abbigliamento. Il suo contratto di locazione commerciale giunge a scadenza e il proprietario decide di non rinnovarlo. Il commerciante viene escluso. Si rilocalizza in un locale equivalente, a Riom, a pochi chilometri di distanza. Ma il giudice, per fissare l'indennità di esclusione (la somma dovuta dal proprietario per compensare la perdita dell'avviamento commerciale), constata che il nuovo canone è identico al precedente. Ne deduce che il valore del diritto al canone (il diritto di rimanere nei locali) è nullo, e quindi che l'indennità di esclusione si limita alle spese di trasloco e di reinstallazione. Il commerciante è furioso: ha perso la sua clientela, la sua posizione strategica e tutto ciò che aveva costruito in quindici anni. La domanda che si pone ogni proprietario locatore: si può davvero ridurre l'indennità di esclusione a zero se il conduttore trova un canone equivalente altrove? La risposta della Corte di Cassazione è chiara: no. Con una sentenza del 13 ottobre 2021 (n° 20-19.340), cassa la decisione dei giudici di merito che avevano annullato il valore del diritto al canone su questo solo criterio.

I fatti: una storia come ne capitano ogni giorno

Un locatore, proprietario di un locale commerciale a Cournon-d'Auvergne, dà disdetta senza offerta di rinnovo al suo conduttore, un commerciante. Il conduttore deve lasciare i locali. Trova un nuovo locale a Riom, a circa 10 km, in una zona di attività comparabile. Il canone annuo del nuovo locale è di 24.000 €, esattamente lo stesso che pagava prima. Il commerciante richiede un'indennità di esclusione di 80.000 €, inclusivo del valore del diritto al canone (stimato in 60.000 €) e di indennità accessorie (spese di trasloco, di reinstallazione, disturbo commerciale). Il locatore contesta: poiché il canone è identico, il diritto al canone non ha alcun valore, sostiene. La corte d'appello gli dà ragione: fissa l'indennità di esclusione a soli 20.000 €, rifiutando qualsiasi indennità per la perdita del diritto al canone. Il conduttore ricorre in cassazione. Sostiene che il valore del diritto al canone non dipende solo dal differenziale di canone, ma anche dal valore dell'avviamento commerciale, dalla posizione, dalla clientela. La Corte di Cassazione esamina il caso. Ricorda che l'indennità di esclusione deve risarcire integralmente il pregiudizio causato dal mancato rinnovo (articolo L. 145-14 del Codice del commercio). Questo pregiudizio comprende in particolare il valore del diritto al canone, che è un elemento immateriale dell'avviamento commerciale. Ora, questo valore non si riduce a un differenziale di canone. Si valuta in funzione di numerosi parametri: situazione del locale, flusso di clientela, concorrenza, potenziale di sviluppo. Nel caso di specie, il commerciante aveva una clientela fedele a Cournon-d'Auvergne, che ha perso trasferendosi a Riom. Anche se il canone è identico, il valore del diritto al canone non è nullo. La Corte cassa la sentenza d'appello e rinvia il caso dinanzi a un'altra corte.

Il ragionamento della giurisdizione — analizzato

Il fondamento legale di questa decisione è l'articolo L. 145-14 del Codice del commercio, che dispone che il conduttore escluso ha diritto a un'indennità di esclusione pari al pregiudizio causato dal mancato rinnovo. In parole povere, il proprietario che rifiuta di rinnovare il contratto deve compensare integralmente la perdita subita dal commerciante. La giurisprudenza ha sempre precisato che questa indennità comprende il valore del diritto al canone, cioè il valore del diritto di rimanere nei locali, che è un elemento dell'avviamento commerciale. In altre parole, il diritto al canone ha un valore patrimoniale proprio, indipendente dal livello del canone. Nella sentenza del 13 ottobre 2021, la Corte di Cassazione ricorda che questo valore non può essere fissato a zero per il solo motivo che non vi è differenziale di canone tra il vecchio e il nuovo locale. Censura il ragionamento semplicistico della corte d'appello. I giudici di merito avevano considerato che, poiché il commerciante paga lo stesso canone, non ha subito alcuna perdita di valore locativo, quindi il diritto al canone è nullo. Ma la Corte suprema oppone loro che il valore del diritto al canone si apprezza in concreto, tenendo conto di tutti gli elementi che influenzano il valore dell'avviamento commerciale: la posizione, la clientela, la notorietà, le prospettive di evoluzione. Non è una semplice comparazione di canoni. Attenzione però: ciò non significa che l'indennità sia sempre elevata. Ma non può essere meccanicamente ridotta a zero. Quello che pochi sanno è che questa decisione si inserisce in una tendenza protettiva del conduttore commerciale. La Corte di Cassazione ha già stabilito, ad esempio, che il diritto al canone esiste anche in assenza di disdetta, quando vi è un'esclusione di fatto (Cass. 3e civ., 17 marzo 2016, n° 14-29.031). Qui, conferma che la valutazione del pregiudizio non deve essere schematica. Nella mia pratica, ho incontrato casi in cui i locatori pensavano di poter esonerarsi da qualsiasi indennità offrendo un canone equivalente altrove. Questa sentenza ricorda loro che non è così semplice.

Cosa cambia per voi — concretamente

Questa decisione ha implicazioni dirette per tre profili: i proprietari locatori, i conduttori commercianti e gli acquirenti di avviamenti commerciali. Per il proprietario locatore: se intendete non rinnovare un contratto di locazione commerciale, dovete anticipare un'indennità di esclusione che può essere significativa, anche se il conduttore trova un canone equivalente altrove. Non contate su un differenziale di canone nullo per ridurre l'indennità a zero. Dovrete

Questions fréquentes

L'indemnité d'éviction peut-elle être nulle si le locataire retrouve un local au même loyer ?

Non, selon la Cour de cassation (arrêt du 13 octobre 2021), la valeur du droit au bail doit être évaluée globalement, pas seulement sur le différentiel de loyer. Même avec un loyer identique, le locataire peut avoir perdu un emplacement avantageux, une clientèle, etc.

Comment est calculée la valeur du droit au bail dans le cadre d'une éviction ?

La valeur du droit au bail est estimée par un expert en fonction de multiples critères : emplacement, chiffre d'affaires, flux de clientèle, loyers du marché, durée du bail restant. Elle représente généralement entre 50 % et 100 % du loyer annuel.

Quels sont les délais pour contester une indemnité d'éviction ?

Le locataire doit saisir le juge des loyers commerciaux dans les deux ans suivant la signification du congé. Passé ce délai, il perd tout droit à indemnité.

Puis-je inclure une clause dans le bail pour réduire l'indemnité d'éviction ?

Non, toute clause qui aurait pour effet de réduire ou supprimer le droit à indemnité d'éviction est réputée non écrite (article L. 145-15 du Code de commerce).

Que faire si le propriétaire refuse de payer l'indemnité d'éviction ?

Le locataire peut saisir le tribunal judiciaire (juge des loyers commerciaux) pour faire fixer l'indemnité. Il est recommandé de consulter un avocat spécialisé pour constituer un dossier solide.

Informations juridiques

  • Numéro: 20-19.340
  • Juridiction: Cour de cassation
  • Date de décision: 13 octobre 2021

Mots-clés

indemnité d'évictiondroit au bailbail commercialCour de cassationvaleur du droit au bail

Cas d'usage pratiques

1

Propriétaire bailleur à Cournon-d'Auvergne

Un propriétaire donne congé à son locataire commerçant sans renouvellement. Le locataire s'installe à Riom avec un loyer identique. Le propriétaire pense que l'indemnité d'éviction sera faible.

Application pratique:

Le propriétaire ne peut pas se contenter du même loyer pour minorer l'indemnité. Il doit indemniser la perte de clientèle et de droit au bail. Il doit faire évaluer le fonds par un expert et négocier une transaction amiable pour éviter un procès coûteux.

2

Locataire commerçant à Riom

Un commerçant évincé de son local à Cournon-d'Auvergne s'installe à Riom avec un loyer équivalent. Le propriétaire lui propose une indemnité réduite.

Application pratique:

Le commerçant peut refuser et exiger une indemnité incluant la valeur du droit au bail. Il doit faire estimer son préjudice par un expert (perte de chiffre d'affaires, frais de réinstallation, valeur du droit au bail) et saisir le juge si nécessaire.

3

Acquéreur d'un fonds de commerce

Un entrepreneur achète un fonds de commerce à Cournon-d'Auvergne. Il veut s'assurer que le droit au bail est bien valorisé.

Application pratique:

L'acquéreur doit vérifier que l'évaluation du fonds inclut correctement le droit au bail. En cas d'éviction future, il pourra réclamer une indemnité. Il doit consulter un expert-comptable et un avocat avant la vente.

Maître Cécile Zakine

À propos de l'auteur

Maître Cécile Zakine — Avocate au Barreau des Alpes-Maritimes, Docteur en Droit. Chaque article de ce magazine est rédigé à partir de l'analyse d'une décision de jurisprudence réelle, commentée et mise en perspective par les équipes de Maître Zakine.

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