Decisione di riferimento: cc • N° 18-13.604 • 2020-01-29 • Consulta la decisione →
Lavorate a Saint-Amand-Montrond in un'azienda che organizza il lavoro per cicli, con giorni di modulazione che si aggiungono ai giorni di RTT (riduzione del tempo di lavoro). Un giorno, prendete delle ferie e, al momento di saldarle, il vostro datore di lavoro vi annuncia che l'ultimo giorno delle vostre ferie — che cade in un giorno di modulazione — non è conteggiato come giorno di ferie retribuite. Risultato: perdete un giorno di riposo. Vi chiedete: è legale?
La risposta è no, secondo una sentenza della Corte di Cassazione del 29 gennaio 2020. I giudici hanno chiarito una distinzione sottile ma cruciale tra due nozioni: i giorni di modulazione (che servono a ripartire le ore di lavoro su un ciclo) e i giorni di RTT (che sono il corrispettivo di un lavoro oltre le 35 ore). Quando una ferie retribuita termina con un giorno di modulazione, quest'ultimo deve essere conteggiato come giorno di ferie. Questa decisione, passata relativamente inosservata, ha conseguenze concrete per migliaia di dipendenti.
In questo articolo, vi racconterò la storia di questo caso, analizzerò il ragionamento dei magistrati, e poi vi darò consigli pratici per verificare i vostri propri cedolini paga. Perché, credetemi, ho visto troppi casi in cui i dipendenti venivano spogliati senza saperlo.
I fatti: una storia come ne capitano ogni giorno
La causa oppone un dipendente, il Sig. X., al suo datore di lavoro, l'associazione Hôpital Saint-Camille. Il Sig. X. lavora in una struttura sanitaria dove il tempo di lavoro è organizzato per cicli, con giorni detti « di modulazione » — giorni in cui il dipendente non lavora, ma che non sono giorni di RTT. In pratica, l'azienda ripartisce le ore di lavoro su un periodo (ad esempio su un ciclo di 4 settimane) e alcuni giorni sono « modulati » per equilibrare il tempo di lavoro. Questi giorni di modulazione sono diversi dai giorni di RTT, che sono concessi in compensazione di un lavoro effettivo oltre la durata legale di 35 ore settimanali.
Il Sig. X. prende ferie retribuite. Quando le sue ferie terminano, l'ultimo giorno delle sue ferie cade in un giorno di modulazione (un giorno in cui normalmente non avrebbe lavorato). Il datore di lavoro rifiuta di conteggiare questo giorno come giorno di ferie retribuite, sostenendo che il giorno di modulazione non è un giorno lavorativo (lavorato) e quindi non può essere « consumato » come ferie. Per il datore di lavoro, le ferie retribuite devono essere conteggiate in giorni lavorativi (tutti i giorni della settimana tranne la domenica e i giorni festivi), e un giorno non lavorato (come un giorno di modulazione) non può essere imputato sulle ferie.
Il Sig. X. contesta. Si rivolge al consiglio di prud'hommes, poi alla corte d'appello, e infine alla Corte di Cassazione. Il suo argomento: il giorno di modulazione è un giorno lavorativo (perché non è né domenica né festivo), quindi deve essere conteggiato nel computo delle ferie. Il datore di lavoro ribatte che il giorno di modulazione è « non lavorato » per natura e non può essere utilizzato come giorno di ferie. La causa si sviluppa: la corte d'appello dà ragione al datore di lavoro, ma la Corte di Cassazione cassa la sentenza e rinvia la causa ad un'altra corte d'appello.
Il ragionamento della giurisdizione — analizzato
La Corte di Cassazione si basa sugli articoli L. 3141-1 e seguenti del Codice del lavoro (che definiscono le ferie retribuite) e sulla nozione di « giorni lavorativi ». Secondo la legge, il computo delle ferie in giorni lavorativi include tutti i giorni della settimana tranne la domenica e i giorni festivi. Ma la questione è: un giorno di modulazione è un giorno lavorativo? La risposta è sì, perché non cade di domenica né in un giorno festivo. La Corte va oltre: distingue la natura dei giorni di modulazione e dei giorni di RTT. I giorni di RTT sono il corrispettivo di un lavoro effettuato oltre le 35 ore; sono assimilati a tempo di lavoro non effettuato ma retribuito. I giorni di modulazione, invece, sono giorni « vuoti » in un ciclo: non retribuiscono un'eccedenza di ore, ma organizzano semplicemente la ripartizione del lavoro. Non hanno quindi la stessa natura.
I giudici ritengono che, nell'ambito di un computo in giorni lavorativi, quando l'ultimo giorno di ferie coincide con un giorno di modulazione, questo giorno deve essere conteggiato come giorno di ferie retribuite. Perché? Perché il dipendente ha diritto a un numero determinato di giorni di ferie, e questi giorni devono essere effettivamente goduti. Se il datore di lavoro esclude i giorni di modulazione dal computo, il dipendente perde un giorno di riposo. Ora, la legge vuole che le ferie siano effettive. La Corte di Cassazione convalida così un'interpretazione favorevole al dipendente, ricordando che i giorni di modulazione non sono giorni di RTT e non possono essere assimilati a giorni non lavorativi.
Questa sentenza è una conferma della giurisprudenza anteriore (Cass. soc., 13 aprile 2016, n° 14-28.293) che aveva già distinto i giorni di RTT dagli altri giorni non lavorati. Non si tratta quindi di un revirement, ma di un chiarimento utile. La Corte precisa che la soluzione sarebbe diversa se il computo fosse fatto in giorni lavorativi effettivi (giorni effettivamente lavorati): in tal caso, un giorno di modulazione non sarebbe conteggiato, perché non è un giorno abituale di lavoro. Ma in giorni lavorativi, il giorno di modulazione è un giorno come un altro.
Cosa cambia per voi — concretamente
Se siete dipendenti di un'azienda che utilizza cicli di lavoro con giorni di modulazione, questa decisione vi riguarda direttamente. Concretamente, se prendete ferie retribuite e il periodo include un giorno di modulazione (o se il vostro ultimo giorno di ferie cade in un giorno di

