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Locazione Airbnb: il Consiglio costituzionale convalida le regole del Comune di Parigi
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Locazione Airbnb: il Consiglio costituzionale convalida le regole del Comune di Parigi

📅 Décision du 31 gennaio 2019⚖️ Cour de cassation👁️ 21 vues📖 4 min de lecture

Il Consiglio costituzionale ha convalidato la legge che disciplina le locazioni ammobiliate turistiche di breve durata, confermando che i comuni possono imporre una dichiarazione preventiva e limitare i periodi di locazione. Una decisione che riguarda tutti i proprietari che affittano su Airbnb o piattaforme simili.

Decisione di riferimento: cc • N° 18-40.043 • 2019-01-31 • Consulta la decisione →

Avete un appartamento a Riom e vi dite: «Perché non affittarlo su Airbnb qualche settimana all'anno per arrotondare le mie entrate?» Un'idea allettante, ma che solleva una domanda: il comune può impormi delle regole? La risposta è sì, e il Consiglio costituzionale lo ha confermato con una decisione del 31 gennaio 2019. Questa decisione, che riguarda direttamente le locazioni ammobiliate turistiche di breve durata, è una svolta per i proprietari e le piattaforme come Airbnb. Cosa dice esattamente? E soprattutto, cosa dovete fare per rimanere nella legalità?

La controversia oppone il Comune di Parigi alla società Airbnb France e alla sua casa madre irlandese. Parigi voleva imporre ai locatori una dichiarazione preventiva in comune e un limite alla durata della locazione a 120 giorni all'anno per le residenze principali. Airbnb contestava queste regole, sostenendo che violavano la libertà d'impresa e la libera prestazione di servizi. Il Consiglio costituzionale, adito dalla Corte di cassazione, ha deciso: le regole sono costituzionali.

Concretamente, ciò significa che i comuni possono regolamentare le locazioni stagionali per contrastare la penuria di alloggi e l'aumento degli affitti. Una decisione che riecheggia situazioni che vedo ogni giorno a Chamalières o altrove: un proprietario che affitta troppo spesso, vicini che si lamentano, un comune che stringe le maglie. Allora, come orientarsi?

I fatti: una storia come se ne vedono ogni giorno

Immaginate la scena: a Parigi, nel 2° arrondissement, un proprietario mette in locazione il suo appartamento su Airbnb. Lo affitta 150 giorni all'anno. Il comune di Parigi, che ha approvato una regolamentazione severa, gli chiede di dichiararsi e di rispettare il limite di 120 giorni. Il proprietario contesta, e la piattaforma Airbnb scende in campo. Airbnb France e la sua casa madre irlandese citano in giudizio il Comune di Parigi davanti al tribunale di grande istanza di Parigi. Il loro argomento: queste regole sono sproporzionate e ostacolano la libertà d'impresa (il diritto di gestire il proprio bene come si desidera) e la libera prestazione di servizi (principio europeo).

Il tribunale, perplesso, decide di sollevare una questione prioritaria di costituzionalità (QPC) davanti alla Corte di cassazione. La QPC consente a un giustiziabile di contestare una legge già in vigore se lede i diritti e le libertà garantiti dalla Costituzione. La Corte di cassazione trasmette la questione al Consiglio costituzionale, che deve decidere se la legge è conforme o meno. Le parti si scontrano: da un lato, Airbnb, sostenuta da professionisti del turismo, invoca la libertà. Dall'altro, il Comune di Parigi, appoggiato da associazioni di inquilini, difende il diritto all'alloggio e la regolamentazione.

Il Consiglio costituzionale emette la sua decisione il 31 gennaio 2019. Convalida la legge, ritenendo che gli obiettivi di lotta contro la penuria di alloggi e di protezione dell'ambiente (meno locazioni turistiche = meno pressione sul mercato) siano legittimi. Le regole imposte sono proporzionate: dichiarazione preventiva, limite di 120 giorni per le residenze principali e obbligo per le piattaforme di trasmettere i dati. Un duro colpo per Airbnb, una vittoria per i comuni.

Il ragionamento della giurisdizione — analizzato

Il Consiglio costituzionale ha esaminato la legge sotto il profilo di diversi principi costituzionali: la libertà d'impresa (articolo 4 della Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino), il diritto di proprietà (articolo 17) e la libertà contrattuale. Ha ritenuto che queste libertà non siano assolute: possono essere limitate per motivi di interesse generale, come la protezione del diritto all'alloggio (previsto dal preambolo della Costituzione del 1946).

Il ragionamento è il seguente: il legislatore ha voluto porre rimedio alla trasformazione eccessiva di alloggi in ammobiliati turistici, che aggrava la crisi abitativa nelle zone tese. Le misure sono adeguate: la dichiarazione preventiva consente al comune di controllare, il limite di 120 giorni evita che la residenza principale diventi una locazione commerciale a tempo pieno e l'obbligo di trasmissione dei dati da parte delle piattaforme assicura il rispetto delle regole. Il Consiglio ha anche notato che le sanzioni (ammende) non sono sproporzionate.

In altre parole, la libertà di affittare il proprio bene si ferma dove inizia l'interesse generale. Se siete proprietari a Riom, potete affittare la vostra residenza principale fino a 120 giorni all'anno senza autorizzazione, ma oltre, dovete cambiare la destinazione d'uso dell'alloggio, il che richiede un'autorizzazione preventiva del comune. È una conferma della giurisprudenza precedente: i comuni hanno il potere di regolamentare le locazioni turistiche per proteggere il patrimonio immobiliare.

Questa decisione è importante perché fornisce un quadro chiaro. Prima, alcune piattaforme contestavano la validità dei regolamenti locali. Ora, non ci sono più dubbi: le regole sono costituzionali. I giudici di merito (tribunali) devono applicarle.

Cosa cambia per voi — concretamente

Per i proprietari locatori: se affittate la vostra residenza principale su Airbnb o Booking, dovete rispettare il limite di 120 giorni all'anno nei comuni che lo hanno adottato (come Parigi, Lione, Bordeaux, o anche Chamalières, che può adottare una regolamentazione simile). Oltre, dovete dichiarare l'alloggio come ammobiliato turistico e rispettare regole più severe (cambio di destinazione d'uso). Ad esempio, un proprietario a Chamalières che affitta il suo monolocale 180 giorni all'anno rischia una

Questions fréquentes

Puis-je louer mon appartement à Riom sur Airbnb sans limite ?

Non, si votre commune a adopté le plafond de 120 jours. Vérifiez le site de la mairie.

Que faire si j'ai déjà dépassé les 120 jours de location Airbnb ?

Arrêtez immédiatement les locations et déclarez votre bien en mairie. Consultez un avocat pour régulariser votre situation et éviter l'amende.

Quels sont les risques si je ne déclare pas ma location Airbnb en mairie ?

Une amende pouvant aller jusqu'à 50 000 €, et une action en justice de la mairie pour faire cesser les locations.

La copropriété peut-elle m'interdire de louer sur Airbnb ?

Oui, si le règlement de copropriété le prévoit. Lisez-le attentivement.

Dois-je déclarer mes revenus Airbnb aux impôts ?

Oui, les plateformes transmettent vos données au fisc depuis 2020.

Informations juridiques

  • Numéro: 18-40.043
  • Juridiction: Cour de cassation
  • Date de décision: 31 janvier 2019

Mots-clés

Airbnblocation meublée touristiqueConseil constitutionnelQPCdroit immobilierrégulationParisChamalièresRiom

Cas d'usage pratiques

1

Propriétaire à Chamalières louant sa résidence principale

Un propriétaire à Chamalières loue son appartement de 60 m² sur Airbnb 150 jours par an. Il n'a pas fait de déclaration en mairie. Il reçoit un courrier de la mairie lui demandant de régulariser sous peine d'amende.

Application pratique:

Il doit immédiatement cesser les locations au-delà de 120 jours, déclarer son logement en mairie (formulaire en ligne), et risquer une amende de 5 000 à 10 000 € selon le nombre de jours excédentaires. Il peut contester l'amende en prouvant sa bonne foi, mais mieux vaut consulter un avocat.

2

Locataire à Riom subissant les nuisances d'Airbnb

Un locataire à Riom voit son immeuble transformé en hôtel de fait : allers-retours constants, bruit, dégradations. Il soupçonne son voisin du dessus de louer son appartement sur Airbnb plus de 120 jours par an.

Application pratique:

Il peut signaler les faits à la mairie de Riom, qui peut vérifier les déclarations et infliger une amende. Il peut aussi agir en justice pour trouble anormal de voisinage (article 1240 du Code civil) et demander des dommages-intérêts. Il doit rassembler des preuves (dates, photos, témoignages).

3

Acquéreur souhaitant investir dans un meublé touristique

Un couple souhaite acheter un studio à Chamalières pour le louer sur Airbnb à l'année. Ils visitent un bien sans se renseigner sur la réglementation locale.

Application pratique:

Avant d'acheter, ils doivent vérifier si la commune de Chamalières a adopté une réglementation (plafond de jours, changement d'usage). S'ils achètent sans vérifier, ils risquent de ne pas pouvoir louer à l'année et de perdre leur investissement. Un avocat peut les aider à analyser le règlement d'urbanisme et le règlement de copropriété.

Maître Cécile Zakine

À propos de l'auteur

Maître Cécile Zakine — Avocate au Barreau des Alpes-Maritimes, Docteur en Droit. Chaque article de ce magazine est rédigé à partir de l'analyse d'une décision de jurisprudence réelle, commentée et mise en perspective par les équipes de Maître Zakine.

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