Decisione di riferimento: cc • N° 20-13.269 • 2021-06-03 • Consulta la decisione →
Immaginate di essere proprietario in una residenza di pregio a Sophia-Antipolis, quel polo tecnologico dove gli edifici moderni ospitano centinaia di condòmini. Il vostro consiglio di condominio organizza l'assemblea generale annuale per rinnovare il contratto dell'amministratore. Ma ecco: scoprite che è stato presentato un solo progetto di contratto, senza che sia stata organizzata alcuna messa in concorrenza. Vi chiedete: questa procedura è valida? Potete contestare la nomina dell'amministratore?
Questa situazione la incontro regolarmente nel mio studio, sia a Grasse dove esercito principalmente, sia nei condomìni di Valbonne dove le questioni immobiliari sono spesso importanti. I proprietari si sentono talvolta lesi quando constatano che le regole di trasparenza non sono state rispettate. Ma cosa dice realmente la legge su questo punto?
La Corte di Cassazione ha fornito una risposta chiara il 3 giugno 2021 con una decisione che fa giurisprudenza. Questa giurisdizione suprema (la più alta istanza giudiziaria francese) ha risolto una questione che preoccupa molti condòmini: l'assenza di messa in concorrenza di più progetti di contratto di amministratore comporta automaticamente la nullità (l'annullamento) della nomina dell'amministratore? La risposta potrebbe sorprendervi.
I fatti: una storia come tante
La storia inizia in un condominio che chiameremo "Arcadia Principal", situato in una città francese. Il Sig. Rossi, proprietario di un appartamento in questo edificio, partecipa all'assemblea generale annuale. All'ordine del giorno figura il rinnovo del contratto dell'amministratore (il professionista o la società che gestisce il condominio). Ma il Sig. Rossi constata con sorpresa che il consiglio di condominio (l'organo eletto dai condòmini per rappresentarli) ha presentato un solo progetto di contratto.
Nella sua pratica abituale, il Sig. Rossi sapeva che la legge del 10 luglio 1965, che regola i condomìni, impone al consiglio di condominio di mettere in concorrenza più progetti di contratto di amministratore prima di sottoporre una proposta all'assemblea generale. Questo obbligo di messa in concorrenza (il confronto di più offerte) mira a garantire la trasparenza e a ottenere le migliori condizioni per il condominio. Tuttavia, qui non era stato fatto alcun confronto.
Insoddisfatto di questa situazione, il Sig. Rossi decide di contestare la validità della nomina dell'amministratore. Si rivolge al tribunale giudiziario, sostenendo che l'assenza di messa in concorrenza rendeva la procedura irregolare e doveva comportare la nullità della decisione dell'assemblea generale. Il tribunale gli dà inizialmente ragione, annullando la nomina dell'amministratore. Ma l'amministratore presenta appello contro questa decisione.
La corte d'appello, esaminando il caso in secondo grado, assume una posizione diversa. Ritiene che, sebbene l'obbligo di messa in concorrenza non sia stato rispettato, questa irregolarità non giustifichi automaticamente l'annullamento della nomina dell'amministratore. Il Sig. Rossi, perseverante, propone allora ricorso in cassazione (un ricorso davanti alla più alta giurisdizione per contestare l'interpretazione della legge). È così che il caso arriva davanti alla Corte di Cassazione.
Questo percorso giudiziario, dal primo grado fino alla giurisdizione suprema, è tipico delle controversie condominiali. Nella mia pratica a Grasse e nel circondario, ho visto molti fascicoli seguire questa stessa strada, con condòmini attenti a far valere i propri diritti di fronte a quelle che percepiscono come irregolarità procedurali.
Il ragionamento della giurisdizione — analizzato
La Corte di Cassazione, con la sua sentenza del 3 giugno 2021, ha confermato la posizione della corte d'appello. Il suo ragionamento si basa su una distinzione fondamentale nel diritto: la differenza tra una regola di sostanza e una regola di forma. Ma cosa significa concretamente?
I magistrati (i giudici) hanno ricordato che l'articolo 18 della legge del 10 luglio 1965 impone effettivamente al consiglio di condominio di mettere in concorrenza più progetti di contratto di amministratore. Questa disposizione legale è chiara: "Il consiglio di condominio mette in concorrenza più progetti di contratto di amministratore". Tuttavia, e questo è il punto cruciale, la legge non prevede alcuna sanzione specifica in caso di inosservanza di tale obbligo.
In altre parole, il legislatore (colui che fa la legge) ha creato un obbligo ma non ha indicato cosa dovesse accadere se tale obbligo non fosse stato rispettato. La Corte di Cassazione ne deduce che questo obbligo rientra nelle regole di forma (le modalità della procedura) piuttosto che nelle regole di sostanza (le condizioni essenziali di validità di un atto).
Per comprendere questa distinzione, prendiamo un esempio semplice: se acquistate un appartamento a Valbonne, alcune regole sono essenziali (come la capacità di vendere del proprietario): queste sono regole di sostanza. Altre regole riguardano il modo di procedere (come alcuni termini): queste sono regole di forma. La nullità (l'annullamento) si applica generalmente solo alle violazioni delle regole di sostanza, salvo che la legge preveda diversamente.

