Decisione di riferimento : cc • N° 01-15.926 • 2005-01-25 • Consulta la decisione →
Immaginate: vendete il vostro appartamento a Saint-Jean-de-Luz. L'acquirente, una società, vi promette che la sua banca gli concederà un prestito. Per rassicurarvi, il dirigente di questa società firma un "impegno di porte-fort": promette che la società presterà fideiussione per il prestito. Solo che la società non presta mai fideiussione, e il dirigente si trincera dietro una nullità della fideiussione. Potete rivalervi su di lui? Sì, risponde la Corte di Cassazione: il suo impegno personale di porte-fort è autonomo, indipendente dalla sorte della fideiussione. Una lezione per tutti coloro che ricevono o danno tali promesse.
I fatti: una storia come ne capitano ogni giorno
Tutto inizia nel gruppo …..., in amministrazione controllata. La società Interdefi rileva, nell'ambito di un piano di cessione, una SCI denominata ASSE Durance. Le quote di questa SCI sono detenute da una SARL e da alcuni consorti. Durante la cessione di queste quote a MM. tre, sorge un problema: i prestiti concessi alla SCI devono essere rimborsati. Per garantire l'operazione, i cedenti esigono che la SCI Y... presti fideiussione per i prestiti. Ma la SCI Y... esita. Allora, un protagonista – chiamiamolo Sig. X – si impegna personalmente: si fa garante (porte-fort) di ottenere l'impegno della SCI Y... di procedere ai rimborsi. In parole povere, promette che la SCI Y... firmerà una fideiussione. La cessione avviene, ma la SCI Y... non presta mai fideiussione. I creditori si rivalgono contro il Sig. X, che invoca la nullità della fideiussione per vizio di forma. La corte d'appello lo condanna tuttavia. Perché? Perché il suo impegno di porte-fort è distinto, autonomo. Il Sig. X ricorre in cassazione, ma la Corte rigetta il suo ricorso: poco importa che la fideiussione sia valida o meno, il garante (porte-fort) ha promesso personalmente di ottenere tale impegno, e non lo ha fatto. Deve quindi risarcire il danno.
Il ragionamento della giurisdizione — analizzato
La Corte di Cassazione si basa sull'articolo 1203 del Codice civile (ex articolo 1119): "Non si può, in generale, obbligarsi, né stipulare in nome proprio, che per sé stessi." Ma crea un'eccezione: il porte-fort è un impegno personale autonomo, distinto dalla fideiussione che promette di ottenere. In concreto, quando dite "mi faccio garante che il mio vicino firmerà una fideiussione", non vi impegnate come fideiussore voi stessi: promettete di fare in modo che il vicino si impegni. Se il vicino non si impegna, siete responsabili con il vostro patrimonio personale, indipendentemente dalla validità della fideiussione finale. La Corte precisa che questo impegno non è soggetto alle formalità della fideiussione (menzione manoscritta, proporzionalità, ecc.). È una conferma della giurisprudenza precedente, ma con una netta affermazione dell'autonomia. I giudici di merito avevano ritenuto che il Sig. X avesse commesso una colpa non facendo tutto il possibile per ottenere l'impegno della SCI Y..., e che tale colpa avesse causato un danno ai creditori. La Corte di Cassazione convalida questo ragionamento. Attenzione: se il garante (porte-fort) avesse ottenuto l'impegno, ma questo fosse nullo per vizio di forma, il garante sarebbe liberato? La decisione non risponde direttamente, ma suggerisce di sì, perché avrebbe allora eseguito la sua promessa.
Cosa cambia per voi — concretamente
Per un proprietario locatore a Bayonne: se vendete un immobile e l'acquirente vi promette che una banca finanzierà, ma la banca si ritira, potete agire contro l'acquirente sul suo impegno di porte-fort, anche se il prestito non è formalizzato. Esempio numerico: vendita a 300.000 €, apporto personale di 30.000 €, prestito promesso di 270.000 €. Se il prestito non va a buon fine, il venditore può richiedere 270.000 € di danni e interessi a colui che si è fatto garante.
Per un acquirente: se siete voi a farvi garanti (porte-fort), sappiate che il vostro impegno è pesante. Dovete fare tutto il possibile affinché il terzo si impegni. Se fallite, rispondete con i vostri beni personali.
Per un condomino: in un'assemblea, un membro promette che un condomino assente firmerà una fideiussione per dei lavori. Se il condomino non firma, il promittente è responsabile.
In ogni caso, conservate la prova delle vostre diligenze per ottenere l'impegno del terzo. Termine di prescrizione: l'azione per responsabilità contrattuale è di 5 anni (articolo 2224 del Codice civile) a decorrere dalla data in cui il creditore ha avuto conoscenza dell'inadempimento.
Quattro consigli per evitare questo tipo di contenzioso
- Esigete un impegno scritto e preciso: se beneficiate di un porte-fort, fatelo redigere con atto separato, con la menzione espressa che il promittente si obbliga personalmente a ottenere l'impegno del terzo. Evitate le promesse verbali.
- Fissate un termine: stipulate una data ultima per la realizzazione dell'impegno del terzo. Scaduto il termine, il garante (porte-fort) è di diritto inadempiente.
- Prevedete una clausola penale: per facilitare il risarcimento, concordate in anticipo un importo forfettario di danni e interessi in caso di inadempimento.
- Verificate la solvibilità del garante (porte-fort): l'impegno ha valore solo se il promittente ha i mezzi per pagare. Richiedete garanzie accessorie (fideiussione reale, pegno).
Approfondimento: giurisprudenza connessa ed evoluzioni
Questa decisione si inserisce in una linea costante: Cass. com., 19 marzo 1991, n° 89-17.592, che aveva già stabilito che il porte-fort è un impegno personale distinto. Più recentemente, Cass. 1re civ., 13 dicembre 201

