Decisione di riferimento: cc • N. 16-23.590 • 2017-09-14 • Consulta la decisione →
Immaginate: siete inquilini di un locale commerciale a Saint-Paul-lès-Dax dal 1989. Gestite un hotel con un parcheggio attiguo. Il contratto iniziale era di un anno, rinnovato ogni anno tramite appendice. Nel 2014, realizzate che avreste dovuto beneficiare dello status protettivo dei contratti di locazione commerciale (legge del 30 giugno 1926). Chiedete quindi la riqualificazione del vostro contratto in locazione commerciale. Ma il proprietario vi oppone la prescrizione biennale (termine di due anni per agire). La questione che si pone: questo termine decorre dalla firma del primo contratto nel 1989, o dall'ultima appendice? La Corte di Cassazione, con una sentenza del 14 settembre 2017, ha risposto: decorre dalla conclusione del contratto iniziale, indipendentemente dai rinnovi. Una decisione dalle pesanti conseguenze per gli inquilini.
I fatti: una storia che capita ogni giorno
Il Sig. X, proprietario di un hotel a Saint-Paul-lès-Dax, aveva dato in locazione alla società Hôtel du Lac un terreno contiguo adibito a parcheggio. Il contratto, firmato il 1° gennaio 1989, aveva durata di un anno, rinnovabile per tacita riconduzione o tramite appendice. Per 25 anni, la società locataria ha gestito il parcheggio senza porsi domande. Nel 2014, ha chiesto la riqualificazione del contratto in locazione commerciale, al fine di beneficiare dello status protettivo (diritto al rinnovo, massimale del canone, ecc.). Il proprietario ha rifiutato, sostenendo che l'azione era prescritta da oltre due anni. La società ha quindi citato in giudizio il Sig. X dinanzi al tribunale di grande istanza di Mont-de-Marsan. In primo grado, i giudici hanno dato ragione al locatario, ritenendo che il termine di prescrizione decorresse da ciascuna appendice di rinnovo. Il proprietario ha proposto appello. La corte d'appello di Pau ha confermato la sentenza, ma il proprietario ha proposto ricorso per cassazione. La Corte di Cassazione ha cassato la sentenza d'appello, giudicando che il punto di partenza della prescrizione biennale (articolo L. 145-60 del Codice del commercio) è la data di conclusione del contratto iniziale, nonostante le appendici successive. La decisione è definitiva.
Il ragionamento della giurisdizione — analizzato
Il cuore della controversia verteva sull'interpretazione dell'articolo L. 145-60 del Codice del commercio, che dispone: « Le azioni derivanti dal contratto di locazione commerciale si prescrivono in due anni a decorrere dal fatto che ha dato origine all'azione. » La difficoltà era determinare quale « fatto » faccia scattare il termine per una domanda di riqualificazione: la firma del contratto iniziale o l'ultimo rinnovo? La Corte di Cassazione ha adottato una lettura rigorosa: il fatto generatore dell'azione di riqualificazione è la conclusione del contratto di locazione, poiché è in quel momento che il locatario avrebbe dovuto verificare se lo status dei contratti di locazione commerciale si applicasse. Le appendici di rinnovo sono solo la continuazione dello stesso contratto, non creano una nuova locazione. In chiaro: se firmate un contratto di un anno nel 1989, avete due anni (fino al 1991) per chiederne la riqualificazione. Dopo, è troppo tardi, anche se firmate appendici ogni anno. La Corte ricorda che la prescrizione biennale è una prescrizione breve (in opposizione alla prescrizione quinquennale di diritto comune) destinata a garantire la sicurezza giuridica dei rapporti commerciali. I giudici di merito (corte d'appello) avevano commesso un errore facendo decorrere il termine da ciascuna appendice, il che svuotava la prescrizione del suo significato. In altre parole, non si può riavviare il contatore all'infinito firmando appendici. Questa soluzione è conforme alla giurisprudenza costante della Corte di Cassazione a partire da una sentenza del 24 settembre 2008. Attenzione tuttavia: questo ragionamento vale per la riqualificazione di una convenzione in locazione commerciale, ma non necessariamente per altre azioni (ad esempio, un'azione per il pagamento dei canoni).
Cosa cambia per voi — concretamente
Per gli inquilini: dovete agire rapidamente. Se gestite un locale commerciale senza contratto scritto o con un contratto di durata inferiore a 9 anni, avete due anni dalla firma per chiedere la riqualificazione in locazione commerciale. Trascorso questo termine, perdete definitivamente il beneficio dello status protettivo (diritto al rinnovo, indennità di espropriazione, massimale dei canoni). Esempio concreto: a Tarnos, un piccolo commerciante affitta un locale dal 2015 con un contratto precario di un anno rinnovato ogni anno. Se non ha agito entro il 2017, non potrà più chiedere la riqualificazione. Rischia di ricevere una disdetta senza indennità. Per i proprietari locatori: questa decisione è una protezione. Potete opporre la prescrizione biennale a un inquilino tardivo. Ma attenzione: se voi stessi avete consentito appendici facendo credere all'inquilino che beneficiasse dello status, potreste essere ritenuti responsabili (abuso di diritto). Nella mia pratica, ho incontrato fascicoli in cui i proprietari avevano firmato contratti precari per anni, pensando di essere al sicuro. La Corte di Cassazione dà loro ragione, ma a condizione di non aver indotto in errore l'inquilino. Per gli acquirenti di un fondo di commercio: verificate la data del contratto di locazione e, se necessario, fate valere i vostri diritti entro due anni dalla firma. In caso di dubbio, consultate un avvocato specializzato in diritto immobiliare.

