Decisione di riferimento: cc • N° 17-25.697 • 2018-12-12 • Consulta la decisione →
Immaginate: siete proprietari di un appartamento a Saintes, e avete firmato un compromesso di vendita nel giugno 2008. L'acquirente si ritira, perdete una somma importante. Fate causa nel giugno 2013, pensando di essere nei tempi. Ma il tribunale vi dice: «Mi dispiace, è prescritto.» Eppure avete contato i giorni come per un termine procedurale, cioè includendo il punto di partenza. Errore fatale. Il termine di prescrizione, invece, si calcola diversamente.
Questa situazione, quanti proprietari e creditori l'hanno vissuta? La domanda è semplice: quando un termine di cinque anni inizia il 19 giugno 2008, scade il 19 giugno 2013 a mezzanotte, oppure il 18 giugno 2013 a mezzanotte? La posta in gioco è alta: un solo giorno può far perdere o vincere una causa, e talvolta migliaia di euro.
La Corte di Cassazione, con una sentenza del 12 dicembre 2018 (n° 17-25.697), ha deciso chiaramente: le regole di computo dei termini procedurali (articoli 641 e 642 del Codice di procedura civile) non si applicano alla prescrizione. Per la prescrizione, l'articolo 2229 del Codice civile impone che il termine scada l'ultimo giorno del termine compiuto. Concretamente, se il termine decorre dal 19 giugno 2008, scade il 18 giugno 2013 alle 24:00, e non il 19 giugno. Una sfumatura che è costata cara alla società BS Invest.
I fatti: una storia come tante
Nel giugno 2008, la società BS Invest, un promotore immobiliare, firma un compromesso di vendita con un privato, il Sig. X, per un bene situato a Puilboreau. Il compromesso prevede una clausola penale in caso di inadempimento dell'acquirente. Ma l'affare va male: l'acquirente non dà seguito, e la vendita non si conclude. La società BS Invest ritiene che la clausola penale debba scattare, e chiede il pagamento di una somma forfettaria.
Il venditore, invece, contesta. Sostiene che la clausola penale non è dovuta, perché è stato l'agente immobiliare a negoziare il compromesso, e che la rottura deriverebbe da un difetto di consulenza. Ma soprattutto, eccepisce la prescrizione: l'azione per il pagamento della clausola penale avrebbe dovuto essere intentata entro cinque anni dal punto di partenza, cioè il 19 giugno 2008. Ora, la società BS Invest ha citato in giudizio il venditore il 19 giugno 2013. È entro il termine?
Il tribunale di primo grado, a La Rochelle, ha dato ragione alla società BS Invest, ritenendo che il termine scadesse il 19 giugno a mezzanotte, poiché il punto di partenza era il 19 giugno 2008 e il termine si computava da data a data. Ma la corte d'appello di Poitiers ha riformato questa sentenza, applicando le regole della prescrizione: il termine scadeva il 18 giugno a mezzanotte. La società BS Invest ha quindi proposto ricorso per cassazione, sostenendo che gli articoli 641 e 642 del Codice di procedura civile dovessero applicarsi. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la sentenza d'appello.
Il ragionamento della giurisdizione — analizzato
Il cuore del dibattito riguarda la distinzione tra i termini procedurali (per agire in giudizio, appellare, ecc.) e i termini di prescrizione (per esercitare un diritto, come richiedere una somma di denaro). I primi sono disciplinati dagli articoli 641 e 642 del Codice di procedura civile, che prevedono che il termine scada il giorno dello stesso numero del punto di partenza. Ad esempio, un termine di 5 anni che inizia il 19 giugno 2008 scade il 19 giugno 2013, includendo il punto di partenza.
Ma la prescrizione, invece, obbedisce all'articolo 2229 del Codice civile: «la prescrizione si compie quando l'ultimo giorno del termine è compiuto.» Ciò significa che il termine si calcola in giorni, e scade alla fine dell'ultimo giorno. Se il punto di partenza è il 19 giugno 2008, il primo giorno del termine è il 19 giugno, e l'ultimo giorno è il 18 giugno 2013 (perché 5 anni = 1826 giorni, includendo il 19 giugno 2008). Quindi il termine scade il 18 giugno alle 24:00.
La Corte di Cassazione è stata molto chiara: le regole procedurali non si applicano alla prescrizione. Ha inoltre ricordato che l'articolo 26, II della legge del 17 giugno 2008, che ha ridotto il termine di prescrizione da 30 a 5 anni, fissa il punto di partenza al 19 giugno 2008 per le prescrizioni in corso. Pertanto, il termine quinquennale della società BS Invest è iniziato il 19 giugno 2008 e si è concluso il 18 giugno 2013. La citazione del 19 giugno 2013 era quindi tardiva.
Questa decisione è una conferma della giurisprudenza precedente. Non crea un nuovo diritto, ma ricorda una regola spesso misconosciuta. I giudici hanno respinto l'argomento della società BS Invest secondo cui il compromesso prevedeva un'esecuzione scaglionata, che avrebbe potuto spostare il punto di partenza. No, il punto di partenza era la data di firma del compromesso, poiché la clausola penale era esigibile fin dall'inadempimento.
Cosa cambia per voi — concretamente
Per i proprietari locatori: se dovete richiedere canoni di locazione non pagati, sappiate che la prescrizione quinquennale decorre da ogni scadenza non pagata. Ad esempio, se un inquilino non paga l'affitto di gennaio 2019, avete tempo fino a fine gennaio 2024 per agire. Ma attenzione: la prescrizione scade l'ultimo giorno del mese, a mezzanotte, e non il primo giorno del mese successivo. Una citazione depositata il 1° febbraio 2024 sarebbe troppo tardiva per l'affitto di gennaio 2019.
Per gli acquirenti: se avete firmato un compromesso di vendita a Puilboreau nel 2018 e il venditore si ritira, avete 5 anni per chiedere danni e interessi. Ma calcolate bene: se il compromesso è stato firmato il 15 marzo 2018, la prescrizione scade il 14 marzo 2023 a mezzanotte, non il 15 marzo. Un esempio numerico: per una clausola penale di 10.000 €, perdere un giorno può costarvi

