Decisione di riferimento : cc • N° 00-50.018 • 2001-04-26 • Consulta la decisione →
Immaginate: siete proprietari di un appartamento a Palavas-les-Flots e lo affittate a un inquilino di nazionalità straniera. Un giorno, venite a sapere che è destinatario di un provvedimento di allontanamento (obbligo di lasciare il territorio francese). Ma lui rifiuta di consegnare il suo passaporto alla polizia. Cosa succede? Questa semplice astensione può essere considerata un atto di ostruzione? È esattamente la questione posta alla Corte di cassazione nella causa del 26 aprile 2001.
La risposta è sì. L'alta giurisdizione ha ritenuto che il fatto di non consegnare volontariamente il proprio passaporto, quando il documento è necessario per l'esecuzione della misura, costituisce un'ostruzione volontaria. Questa decisione, resa più di vent'anni fa, non ha perso la sua attualità. Ricorda che l'ostruzione può essere passiva: non è necessario minacciare o colpire un agente per ostacolare la misura.
Per un proprietario locatore a Lunel o altrove, questa decisione ha implicazioni indirette: se il vostro inquilino è trattenuto per ostruzione, ciò può prolungare la sua trattenuta e influenzare il pagamento dei canoni di locazione. Ma più in generale, illustra come il diritto qualifichi comportamenti apparentemente innocui. Analisi.
I fatti: una storia come se ne verificano ogni giorno
Il Sig. X, cittadino cinese, è stato fermato a Parigi mentre si trovava in situazione irregolare (senza titolo di soggiorno valido). Collocato in un centro di trattenuta amministrativa (luogo dove sono rinchiusi gli stranieri in attesa di allontanamento), doveva essere rimpatriato nel suo paese d'origine. Ma un ostacolo considerevole si frapponeva: il Sig. X rifiutava di consegnare il suo passaporto alle autorità.
Il prefetto di polizia di Parigi chiese allora una proroga della trattenuta di cinque giorni, ritenendo che questo rifiuto costituisse un'ostruzione volontaria alla misura di allontanamento. Infatti, senza passaporto, è impossibile ottenere un lasciapassare consolare (documento necessario per imbarcarsi su un aereo). I termini legali di trattenuta essendo limitati, il giudice doveva decidere: il rifiuto di consegnare un semplice documento giustificava una proroga?
Il primo presidente della corte d'appello di Parigi, con ordinanza del 21 marzo 2000, aveva respinto la richiesta del prefetto. Riteneva che lo straniero non avesse un obbligo positivo di collaborare, e che il suo solo silenzio non bastasse a configurare un'ostruzione. Ma la Corte di cassazione, adita dal prefetto, ha cassato questa ordinanza. Per essa, il rifiuto di consegnare il passaporto, documento indispensabile per l'esecuzione della misura, costituisce certamente un'ostruzione volontaria. La causa è stata rinviata ad altra sezione della corte d'appello.
Il ragionamento della giurisdizione — analizzato
La Corte di cassazione si è basata sull'articolo L. 552-1 del Codice dell'ingresso e del soggiorno degli stranieri e del diritto d'asilo (CESEDA), allora in vigore, che consente di prorogare la trattenuta quando lo straniero fa ostruzione all'esecuzione della misura di allontanamento. Ma cosa significa esattamente «ostruzione»?
I giudici di merito (la corte d'appello) avevano una concezione restrittiva: per loro, l'ostruzione presupponeva un atto positivo di resistenza, come violenze o minacce. Il semplice fatto di non consegnare un documento, anche volontariamente, non era sufficiente. La Corte di cassazione ha respinto questa interpretazione. Ha considerato che il rifiuto di consegnare il proprio passaporto, quando lo straniero ne è il detentore e sa che è necessario per la sua partenza, costituisce un'astensione volontaria che ostacola la misura. In altre parole: l'ostruzione può essere passiva.
Questa decisione si inserisce in una logica di cooperazione minima: lo straniero non è tenuto a facilitare attivamente il suo allontanamento, ma non può nemmeno, con un'inerzia deliberata, bloccare il procedimento. La Corte ha inoltre ricordato che i termini di trattenuta sono rigorosi, e che la loro proroga è possibile solo in casi limitati, tra cui l'ostruzione. Qualificando il rifiuto di consegna del passaporto come ostruzione, ha aperto la strada a una proroga della trattenuta, con conseguenze dirette sulla libertà dello straniero.
Cosa cambia per voi — concretamente
Questa decisione riguarda innanzitutto gli stranieri in situazione irregolare e le autorità amministrative. Ma indirettamente, può toccare i proprietari locatori, in particolare quelli di Lunel o di Palavas-les-Flots, che affittano a cittadini stranieri.
Prendiamo un esempio concreto: siete proprietari di un monolocale a Lunel, affittato a un inquilino di nazionalità algerina. Quest'ultimo viene fermato in situazione irregolare e collocato in trattenuta. Se rifiuta di consegnare il suo passaporto, la sua trattenuta può essere prorogata di cinque giorni supplementari (o più in caso di nuova ostruzione). Nel frattempo, chi paga l'affitto? In linea di principio, l'inquilino rimane tenuto a pagare, ma se non ha redditi o se non potete contattarlo, rischiate un mancato pagamento. Inoltre, se l'inquilino viene infine allontanato, il contratto di locazione termina, ma potreste dover avviare una procedura per recuperare l'immobile.
Per le autorità (prefetture, polizia), questa decisione è uno strumento prezioso: consente di giustificare una proroga della trattenuta e quindi di guadagnare tempo per ottenere i documenti di viaggio necessari. Senza questa giurisprudenza, uno straniero potrebbe bloccare la sua partenza semplicemente rifiutandosi di consegnare il passaporto, e essere rimesso in libertà dopo pochi giorni.
Se siete interessati da un provvedimento di allontanamento, ricordate che il semplice fatto di non

