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Ritenzione amministrativa: il termine di 48 ore scade a mezzanotte, non all'ora del fermo
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Ritenzione amministrativa: il termine di 48 ore scade a mezzanotte, non all'ora del fermo

📅 Décision du 22 gennaio 2020⚖️ Cour de cassation👁️ 6 vues📖 4 min de lecture

La Corte di cassazione precisa che il termine di ritenzione amministrativa di 48 ore scade l'ultimo giorno alle 24:00, e non 48 ore dopo l'ora del fermo. Questa decisione ha conseguenze sulla validità delle misure di allontanamento dal territorio.

Decisione di riferimento: cc • N° 19-84.160 • 2020-01-22 • Consulta la decisione →

Immaginate per un attimo: siete proprietari di un immobile a Le Lude e affittate un appartamento a un inquilino che, senza documenti, è destinatario di un obbligo di lasciare il territorio francese. Un giorno, le forze dell'ordine lo fermano alle 14:15 e lo pongono in ritenzione amministrativa. Vi chiedete: per quanto tempo può essere trattenuto? Fino a che ora esattamente? La risposta non è così semplice.

Questa questione, tuttavia cruciale per i diritti delle persone trattenute e la validità delle misure di allontanamento, è stata risolta dalla Corte di cassazione il 22 gennaio 2020. Con la sua sentenza n. 19-84.160, la più alta giurisdizione giudiziaria ha ricordato una regola essenziale: il termine di ritenzione di 48 ore, espresso in giorni, scade l'ultimo giorno a mezzanotte, e non 48 ore dopo l'ora del fermo.

Ma cosa cambia concretamente? E perché questa decisione interessa proprietari e inquilini? Approfondiamo i dettagli.

I fatti: una storia come tante

Il sig. K, cittadino straniero, viene posto in ritenzione amministrativa il 13 luglio 2018 alle 14:15, nell'ambito di una procedura di allontanamento dal territorio. La sua ritenzione viene prorogata dal giudice delle libertà e della detenzione (JLD) per 28 giorni, poi per altri 15 giorni. In totale, rimane trattenuto fino al 27 agosto 2018.

Quel giorno, alle 15:15, le autorità lo portano al gate d'imbarco dell'aeroporto per farlo salire su un aereo diretto nel suo paese d'origine. Ma il sig. K rifiuta di imbarcarsi e si sottrae all'obbligo di lasciare il territorio. Tradotto in giudizio, viene perseguito per sottrazione a una misura di allontanamento dal territorio, un reato penale.

Davanti alla corte d'appello di Lione, i suoi avvocati sostengono che la misura di ritenzione era terminata un'ora prima del tentativo d'imbarco, cioè alle 14:15. Secondo loro, il termine iniziale di 48 ore, poi le proroghe, dovevano calcolarsi ora per ora: 48 ore dopo il fermo, cioè il 15 luglio alle 14:15, poi 28 giorni a partire da quella data, ecc. Pertanto, il 27 agosto alle 14:15 la ritenzione scadeva. L'imbarco forzato è avvenuto alle 15:15, cioè dopo la scadenza del termine. Di conseguenza, la coercizione non era più legale e il sig. K non poteva essere perseguito per essersi sottratto.

La corte d'appello di Lione ha seguito questo ragionamento e ha assolto il sig. K. La procura generale ha proposto ricorso in cassazione. La questione era quindi se il termine di ritenzione, espresso in giorni, scada all'ora dell'atto iniziale o a mezzanotte dell'ultimo giorno.

Il ragionamento della giurisdizione — analizzato

La Corte di cassazione ha cassato la sentenza della corte d'appello. Ha stabilito che, secondo gli articoli L551-1 e L552-7 del CESEDA (Codice dell'ingresso e del soggiorno degli stranieri e del diritto d'asilo), il termine di ritenzione di 48 ore, come le proroghe, deve essere calcolato in giorni, non in ore. Quando un termine è espresso in giorni, scade l'ultimo giorno alle 24:00, cioè a mezzanotte.

In parole povere, il punto di partenza del termine è il giorno del fermo, indipendentemente dall'ora. Così, se il sig. K è stato fermato il 13 luglio alle 14:15, il primo termine di 48 ore decorre dal 13 luglio al 14 luglio a mezzanotte (cioè 24 ore il 13 e 24 ore il 14). Il termine di 28 giorni decorre dal 15 luglio all'11 agosto a mezzanotte, e così via. L'ultimo giorno di ritenzione, il 27 agosto 2018, la ritenzione scadeva quindi a mezzanotte, non alle 14:15.

Attenzione però: questa regola si applica solo ai termini espressi in giorni. Se la legge prevede un termine in ore, come le 48 ore iniziali, il calcolo si fa ora per ora. Ma qui, la legge stessa qualifica questo termine come «quarantotto ore» e le proroghe sono espresse in giorni. La Corte di cassazione ha ritenuto che la qualificazione di «giorni» prevalga sul numero di ore, poiché il legislatore ha scelto di contare per giorni.

Quello che pochi sanno è che questa decisione è conforme a una giurisprudenza costante della Corte di cassazione in materia di termini: in procedura penale, i termini espressi in giorni scadono a mezzanotte, salvo eccezioni previste dalla legge. Qui, la camera penale applica lo stesso principio alla ritenzione amministrativa.

Nella mia pratica, ho incontrato casi in cui gli avvocati tentavano di far valere un calcolo ora per ora per ottenere la nullità di una procedura. Questa decisione pone fine a tale strategia, almeno per i termini di ritenzione.

Cosa cambia per voi — concretamente

Per i proprietari locatori: se affittate a uno straniero in situazione irregolare, sappiate che i termini di ritenzione sono ora chiari. In caso di procedura di allontanamento, la persona trattenuta può esserlo fino a mezzanotte dell'ultimo giorno. Ciò può influenzare la data in cui recuperate l'alloggio, se l'inquilino era solo e dovete affrontare uno sfratto dopo la ritenzione. A Le Mans, ad esempio, un proprietario il cui inquilino è stato fermato il 1° marzo alle 10:00 potrebbe vederlo tornare il 3 marzo a mezzanotte al più tardi, se la ritenzione non viene prorogata. Preparatevi a questa evenienza.

Per gli inquilini: se siete stranieri e siete sottoposti a ritenzione, dovete sapere che il vostro avvocato non potrà contestare la durata della ritenzione solo in base al calcolo ora per ora, salvo che la legge preveda un termine in ore.

Questions fréquentes

Le délai de 48 heures de rétention expire-t-il à l'heure de l'interpellation ou à minuit ?

Selon la Cour de cassation, le délai de 48 heures, exprimé en jours, expire le dernier jour à minuit. Ainsi, si vous êtes interpellé le 1er janvier à 14h, votre rétention initiale prend fin le 2 janvier à minuit, et non le 3 janvier à 14h.

Puis-je contester ma rétention en invoquant cette règle ?

Non, car cette règle est défavorable à l'étranger retenu. En revanche, vous pouvez contester la régularité de la procédure sur d'autres fondements (absence de notification des droits, conditions indignes de rétention, etc.).

Que faire si mon locataire est en rétention et que le bail arrive à expiration ?

Vous ne pouvez pas résilier le bail pour ce seul motif. Attendez la fin de la rétention pour entamer une procédure d'expulsion si nécessaire. Consultez un avocat pour connaître les délais.

Cette décision s'applique-t-elle aux prolongations de 28 jours ?

Oui, le même principe s'applique : les délais de 28 jours et 15 jours expirent le dernier jour à minuit.

Un propriétaire peut-il être tenu responsable si son locataire est en situation irrégulière ?

Non, le propriétaire n'est pas responsable de la situation administrative de son locataire. Mais il doit veiller à ne pas héberger un étranger en situation irrégulière sciemment, sous peine de poursuites pénales.

Informations juridiques

  • Numéro: 19-84.160
  • Juridiction: Cour de cassation
  • Date de décision: 22 janvier 2020

Mots-clés

rétention administrativedélai 48 heuresCour de cassationexpulsion étrangerprocédure d'éloignement

Cas d'usage pratiques

1

Propriétaire bailleur au Lude : locataire interpellé à 14h15

Un propriétaire au Lude apprend que son locataire, en situation irrégulière, a été interpellé le 13 juillet à 14h15. Il s'inquiète de savoir quand son locataire pourrait revenir et si la rétention expire le 15 juillet à 14h15 ou à minuit.

Application pratique:

Grâce à cette décision, le propriétaire sait que la rétention initiale expire le 15 juillet à minuit. Il peut ainsi prévoir une absence du locataire jusqu'au soir du 15 juillet. Si la rétention est prolongée, il doit suivre les nouvelles dates de fin, toujours à minuit. Il est conseillé au propriétaire de contacter le centre de rétention pour connaître les dates exactes et de préparer le logement pour un éventuel retour.

2

Locataire retenu au Mans : calcul du délai pour un recours

Un locataire au Mans, placé en rétention le 20 mars à 10h, souhaite contester la durée de sa rétention. Son avocat envisage de plaider que le délai de 48 heures expire le 22 mars à 10h, date à laquelle la prolongation n'avait pas encore été ordonnée.

Application pratique:

La Cour de cassation ayant tranché, l'avocat ne pourra pas utiliser cet argument. Le délai expire le 21 mars à minuit. La prolongation demandée avant cette date est valable. Le locataire devra donc se concentrer sur d'autres moyens : conditions de rétention, absence d'information sur ses droits, ou vice de procédure. Il est crucial de consulter un avocat spécialisé rapidement pour identifier les voies de recours.

3

Professionnel de l'immobilier au Mans : sécurisation des procédures d'éloignement

Un agent immobilier au Mans, mandaté par un propriétaire pour gérer une location, est confronté à une situation où le locataire étranger fait l'objet d'une OQTF. Il doit coordonner la remise des clés après l'expulsion.

Application pratique:

La décision de la Cour de cassation sécurise les procédures : l'administration peut organiser l'embarquement jusqu'à minuit le dernier jour de rétention. Le professionnel peut donc planifier la remise des clés au lendemain de la date d'expiration de la rétention, en toute connaissance de cause. Il doit toutefois vérifier les prolongations éventuelles et rester en contact avec les autorités.

Maître Cécile Zakine

À propos de l'auteur

Maître Cécile Zakine — Avocate au Barreau des Alpes-Maritimes, Docteur en Droit. Chaque article de ce magazine est rédigé à partir de l'analyse d'une décision de jurisprudence réelle, commentée et mise en perspective par les équipes de Maître Zakine.

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