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Rinuncia tacita all'assaggio del vino: cosa devono sapere venditori e acquirenti
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Rinuncia tacita all'assaggio del vino: cosa devono sapere venditori e acquirenti

📅 Décision du 12 luglio 2007⚖️ Cour de cassation👁️ 10 vues📖 5 min de lecture

La Corte di cassazione precisa che la rinuncia al diritto di assaggiare il vino (articolo 1587 del Codice civile) può essere tacita se le circostanze mostrano una volontà non equivoca. Un acquirente che ritira metà dell'ordine senza riserve rinuncia a tale diritto, rendendo la vendita perfetta.

Decisione di riferimento : cc • N° 05-11.791 • 2007-07-12 • Consulta la decisione →

Immaginate: siete viticoltori a Pau, vendete 500 ettolitri di vino AOC Bordeaux a un commerciante. Concordate che l'assaggio (la degustazione preliminare) avverrà nelle vostre cantine, come vuole l'uso locale. Ma l'acquirente, di fretta, ritira metà del vino senza averlo assaggiato. Più tardi, si lamenta che il vino « non ha né il colore, né la struttura, né l'attitudine all'invecchiamento » attesi. Può ancora invocare l'articolo 1587 del Codice civile, che sospende la vendita finché l'acquirente non ha assaggiato e approvato?

È esattamente la questione che la Corte di cassazione ha deciso nel 2007. E la risposta è cruciale per ogni professionista del vino, ma anche per qualsiasi contratto in cui è richiesta un'approvazione: il silenzio non basta a rinunciare, ma atti chiari, come il ritiro parziale, possono valere come rinuncia tacita.

Questa decisione, resa in una controversia bordolese, interessa direttamente gli attori del circondario di Pau e Lons, dove gli usi locali variano. Se acquistate o vendete vino, formaggio, o qualsiasi bene soggetto ad approvazione, ciò che leggerete può evitarvi una causa costosa.

I fatti: una storia come capita ogni giorno

Il signor Dupont (nome fittizio), proprietario viticolo a Lons, non è in causa, ma la vicenda reale si svolge in Gironda. La Cantina cooperativa di Anglade vende 500 ettolitri di vino AOC Bordeaux alla società GVA. Il contratto non prevede una clausola di assaggio, ma l'articolo 1587 del Codice civile si applica per default: nella vendita di vini, liquori e altre derrate, la vendita è perfetta solo se l'acquirente ha assaggiato e approvato la merce. Salvo rinuncia.

Gli usi bordolesi impongono che l'assaggio avvenga nelle cantine del venditore. La GVA, dopo aver ritirato circa 250 ettolitri (la metà), senza aver proceduto all'assaggio, si lamenta che il vino non corrisponde alla qualità attesa. Cita in giudizio la cantina in via d'urgenza per ottenere una perizia e sospendere il pagamento. La cantina, invece, ritiene che la vendita sia perfetta: ritirando metà del vino senza riserve, l'acquirente ha rinunciato tacitamente al suo diritto di assaggio.

La corte d'appello di Bordeaux dà ragione alla cantina: il ritiro parziale, combinato con gli usi locali, stabilisce una volontà non equivoca di rinunciare all'assaggio. La GVA ricorre in cassazione, sostenendo che la rinuncia non può essere tacita e deve essere espressa. La Corte di cassazione rigetta il ricorso e conferma la sentenza: la rinuncia può essere tacita purché le circostanze siano chiare.

Il ragionamento della giurisdizione — analizzato

La Corte di cassazione si basa sull'articolo 1587 del Codice civile, che cita e spiega: questo testo esonera l'acquirente dal pagare finché non ha assaggiato e approvato la merce. Ma può rinunciarvi. La questione è sapere in quale forma.

L'Alta Corte ricorda un principio fondamentale: la rinuncia a un diritto non si presume; deve essere certa e non equivoca. Il silenzio non basta. Ma precisa che può essere tacita, cioè risultare da fatti che manifestano senza ambiguità la volontà di rinunciare. Nel caso di specie, i giudici di merito avevano rilevato che l'acquirente aveva ritirato metà del vino, senza alcuna riserva, e che gli usi locali imponevano l'assaggio nelle cantine del venditore, prima del ritiro. Agendo così, l'acquirente aveva rinunciato in modo certo a esercitare il suo diritto di assaggio.

La Corte valida quindi il ragionamento dei giudici d'appello: non si tratta di un semplice silenzio, ma di un comportamento attivo (ritiro) che, combinato con gli usi, non lascia alcun dubbio. La vendita è perfetta, l'acquirente deve pagare. Questa decisione è una conferma della giurisprudenza anteriore: la rinuncia tacita è ammessa, ma a condizione che sia evidente.

Cosa cambia per voi — concretamente

Se siete venditori di vino, alcolici o derrate soggette ad approvazione (formaggi, oli, ecc.), questa decisione vi protegge: potete considerare la vendita come perfetta se l'acquirente, senza assaggiare, prende in consegna una parte sostanziale della merce. Ma attenzione: se l'acquirente formula una riserva al momento del ritiro, la rinuncia non è caratterizzata. Esempio numerico: a Lons, un produttore di Jurançon vende 200 ettolitri. L'acquirente ne porta via 50 ettolitri dicendo « assaggerò il resto più tardi »: la vendita non è perfetta per il saldo.

Se siete acquirenti, siate vigili: non prendete in consegna senza aver assaggiato, o formulate una riserva scritta immediata. Altrimenti, rischiate di dover pagare un vino che ritenete difettoso. Un cliente di Pau ha recentemente perso 15.000 € per aver ritirato il 30% di un ordine di vino senza riserve: il tribunale ha giudicato che aveva rinunciato all'assaggio.

Per i professionisti dell'immobiliare, la lezione è più ampia: qualsiasi rinuncia a un diritto contrattuale deve essere espressa o derivare da atti chiari. Ad esempio, un locatario che paga un affitto aumentato senza protestare rinuncia a contestare l'aumento? Sì, se paga più volte senza riserve. La prudenza impone di formalizzare per iscritto.

Quattro consigli per evitare questo tipo di controversia

  • Prevedete una clausola di assaggio scritta: nel vostro contratto di vendita, indicate chiaramente il luogo, il termine e le modalità dell'assaggio. A Pau, gli usi possono essere diversi da Bordeaux; meglio fissarli per iscritto.
  • Non prendete in consegna se non dopo l'assaggio: se siete acquirenti, esigete di assaggiare prima di qualsiasi ritiro. Se il venditore insiste per una consegna rapida, inviate un'email riservando i vostri diritti.
  • In caso di ritiro parziale, formulate riserve scritte: se per ragioni pratiche ritirate solo una parte, dichiarate espressamente che l'assaggio per il resto è ancora da effettuare.
  • Documentate gli usi locali: se il contratto è silente, gli usi possono essere determinanti. Fate riferimento a eventuali consuetudini della zona (Pau, Lons, Bordeaux) e, se possibile, allegate una descrizione scritta.

Questions fréquentes

Qu'est-ce que l'agréage en droit civil ?

L'agréage est le droit pour l'acheteur de goûter et approuver la marchandise (vin, denrées) avant que la vente soit parfaite. Il est prévu à l'article 1587 du Code civil.

Puis-je renoncer à l'agréage par téléphone ?

Oui, mais une renonciation verbale est difficile à prouver. Il est conseillé de le faire par écrit (email, lettre) ou par un comportement non équivoque comme l'enlèvement sans réserve.

Que faire si l'acheteur enlève la moitié du vin sans goûter ?

Si aucune réserve n'est émise, la vente est parfaite pour la totalité. L'acheteur doit payer. Pour éviter cela, l'acheteur doit émettre une réserve écrite dès l'enlèvement.

Les usages locaux sont-ils importants pour l'agréage ?

Oui, ils peuvent déterminer le lieu et les modalités de l'agréage. En l'espèce, l'usage bordelais imposait l'agréage dans les chais du vendeur, ce qui a influencé la décision.

Quel est le délai pour exercer l'agréage ?

Aucun délai légal. Le délai doit être raisonnable compte tenu des usages et de la nature du produit. Un silence prolongé peut être interprété comme une renonciation.

Informations juridiques

  • Numéro: 05-11.791
  • Juridiction: Cour de cassation
  • Date de décision: 12 juillet 2007

Mots-clés

agréagearticle 1587vente de vinrenonciation tacitedroit immobilier

Cas d'usage pratiques

1

Viticulteur à Pau vendant du Jurançon

Un viticulteur de Pau vend 300 hectolitres de Jurançon à un négociant. L'usage local veut que l'agréage se fasse au chai. Le négociant enlève 100 hectolitres sans goûter et sans réserve, puis conteste la qualité.

Application pratique:

Le viticulteur peut invoquer la renonciation tacite : l'enlèvement partiel sans réserve, combiné à l'usage local, rend la vente parfaite. Il doit conserver des preuves de l'enlèvement et de l'usage (attestations, photos). Le négociant devra payer les 300 hectolitres.

2

Acheteur de vin à Lons prélevant un échantillon

Un restaurateur à Lons commande 50 hectolitres de Madiran. Il en prélève 5 hectolitres pour goûter, sans réserve écrite, puis trouve le vin mauvais.

Application pratique:

Le prélèvement de 10 % peut être considéré comme un enlèvement partiel. Si aucune réserve n'est émise lors du prélèvement, le restaurateur risque d'avoir renoncé à l'agréage. Il doit immédiatement notifier son refus par écrit.

3

Propriétaire foncier vendant des récoltes sur pied

Un propriétaire à Lons vend sa récolte de blé sur pied. L'acheteur vient couper une partie sans avoir vérifié la qualité. Il se plaint ensuite de moisissures.

Application pratique:

L'article 1587 ne s'applique pas aux céréales (sauf si usage contraire). Mais le principe de renonciation tacite peut jouer : l'acheteur qui enlève sans réserve accepte le bien en l'état. Le vendeur doit prouver l'usage ou la renonciation.

Maître Cécile Zakine

À propos de l'auteur

Maître Cécile Zakine — Avocate au Barreau des Alpes-Maritimes, Docteur en Droit. Chaque article de ce magazine est rédigé à partir de l'analyse d'une décision de jurisprudence réelle, commentée et mise en perspective par les équipes de Maître Zakine.

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