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Responsabilità solidale dell'amministratore e del condominio per i disturbi in condominio
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Responsabilità solidale dell'amministratore e del condominio per i disturbi in condominio

📅 Décision du 08 marzo 1995⚖️ Cour de cassation👁️ 22 vues📖 4 min de lecture

La Corte di Cassazione conferma che l'amministratore e il condominio possono essere dichiarati solidalmente responsabili dei disturbi del godimento causati da violazioni del regolamento condominiale, quando né l'uno né l'altro hanno preso iniziative per farli cessare.

Decisione di riferimento : cc • N° 93-13.742 • 1995-03-08 • Consulta la decisione →

Immaginate: siete proprietari di un appartamento in una residenza tranquilla a Illkirch-Graffenstaden. Da mesi, il vostro vicino del piano di sopra organizza feste rumorose ogni fine settimana. Avete avvisato l'amministratore, ma nulla cambia. Chiedete al condominio di agire, ma l'assemblea generale non vota alcuna procedura. Il rumore continua, il vostro sonno è disturbato e non sapete più a chi rivolgervi. Questa situazione vi sembra familiare? È più frequente di quanto si creda.

Una domanda sorge allora: chi è responsabile? Il condomino colpevole, certamente. Ma se l'amministratore e il condominio restano passivi, possono essere anch'essi ritenuti responsabili? La risposta è sì, e la Corte di Cassazione lo ha ricordato con forza in una sentenza dell'8 marzo 1995.

In questa decisione di riferimento, l'alta giurisdizione ha convalidato il ragionamento di una corte d'appello che aveva condannato solidalmente l'amministratore e il condominio a risarcire dei condomini vittime di disturbi. Il motivo? Il condominio non aveva preso alcuna iniziativa procedurale, e l'amministratore, anche volontario, non aveva inviato diffide ai trasgressori. Si tratta di colpe che impegnano la loro responsabilità. Decifriamo insieme questa decisione e le sue conseguenze pratiche.

I fatti: una storia come ne accade ogni giorno

La vicenda inizia in un condominio parigino, ma avrebbe potuto svolgersi altrettanto bene a Bischheim o in qualsiasi città della Francia. Diversi condomini subiscono disturbi ripetuti: rumori, odori, mancato rispetto delle parti comuni. Si lamentano con l'amministratore, che è volontario, e con il condominio. Ma non serve a nulla: nessuna lettera di diffida viene inviata ai trasgressori, e il condominio non adisce la giustizia.

Esasperati, i condomini vittime citano in giudizio sia il condomino colpevole, sia l'amministratore, sia il condominio davanti al tribunale di grande istanza di Parigi. Chiedono il risarcimento dei loro disturbi del godimento (pregiudizio legato al fastidio subito nella vita quotidiana). In primo grado, la loro domanda è parzialmente respinta per quanto riguarda l'amministratore e il condominio.

Appellano. La corte d'appello di Parigi, con sentenza del 4 dicembre 1992, dà loro ragione. Ritiene che siano state commesse violazioni del regolamento condominiale, che il condominio non ha preso alcuna iniziativa procedurale per porvi fine, e che l'amministratore, fosse pure volontario, non aveva inviato diffide o ingiunzioni ai trasgressori. Dichiara l'amministratore e il condominio solidalmente responsabili dei disturbi del godimento subiti.

Il condominio ricorre in cassazione. Contesta in particolare che dei condomini possano agire direttamente contro il condominio, e che la responsabilità dell'amministratore volontario sia ritenuta. Ma la Corte di Cassazione rigetta il ricorso e conferma la sentenza d'appello. Per essa, la corte d'appello ha giustificato legalmente la sua decisione. I giudici del merito avevano sufficientemente caratterizzato le colpe dell'amministratore e del condominio.

Il ragionamento della giurisdizione — decodificato

Per comprendere questa decisione, bisogna addentrarsi nel diritto della responsabilità civile. L'articolo 1240 del Codice civile (ex 1382) dispone che « ogni fatto dell'uomo che cagiona ad altri un danno obbliga colui per colpa del quale è avvenuto a risarcirlo ». In altre parole: se commettete una colpa che causa un pregiudizio a qualcuno, dovete risarcirlo.

Nel caso di specie, i giudici hanno considerato che l'amministratore e il condominio avevano commesso colpe. Il condominio, in quanto persona morale (entità giuridica che raggruppa l'insieme dei condomini), ha l'obbligo di vigilare sul rispetto del regolamento condominiale e di adottare le misure necessarie per far cessare le violazioni. Orbene, qui è rimasto inattivo: nessuna diffida, nessuna azione giudiziaria. È una colpa.

Quanto all'amministratore, anche volontario, è il rappresentante legale del condominio e deve agire per far rispettare il regolamento. L'articolo 18 della legge del 10 luglio 1965 sulla proprietà divisa gli impone in particolare di « amministrare l'immobile, provvedere alla sua conservazione e assicurarne il pacifico godimento ». Non reagendo alle lamentele dei condomini, ha mancato ai suoi obblighi.

La Corte di Cassazione non si è limitata a confermare la sentenza: ha posto un principio forte. La responsabilità solidale significa che la vittima può chiedere l'intero risarcimento a uno qualsiasi dei responsabili, il quale dovrà poi rivalersi sugli altri. È una garanzia per la vittima, che non deve perseguire più persone separatamente.

Questa decisione non è né un revirement né una semplice conferma: si inserisce in una linea giurisprudenziale che responsabilizza gli amministratori e i condomini. Ma ha il merito di ricordare chiaramente che la passività non è un'opzione, nemmeno per un amministratore volontario.

Cosa cambia per voi — concretamente

Siete un condomino vittima di disturbi? Questa decisione vi dà delle armi. Potete ora chiamare in causa non solo il condomino colpevole, ma anche l'amministratore e il condominio se non hanno agito. Immaginate un proprietario a Bischheim che subisce infiltrazioni d'acqua a causa di un vicino che rifiuta di fare le riparazioni. Se l'amministratore non invia una diffida e il condominio non vota i lavori, potrebbero essere condannati solidalmente a risarcirvi.

Siete un amministratore volontario? Attenzione: il vostro volontariato non vi esonera dalle vostre responsabilità

Questions fréquentes

Puis-je poursuivre mon syndic pour inaction face à des nuisances ?

Oui, selon l'arrêt de la Cour de cassation du 8 mars 1995, le syndic engage sa responsabilité s'il ne prend aucune mesure pour faire cesser les infractions au règlement de copropriété, même s'il est bénévole.

Quels délais pour agir contre le syndicat des copropriétaires ?

Vous disposez d'un délai de prescription de 5 ans à compter de la dernière nuisance pour engager une action en justice.

Quels sont les montants des dommages et intérêts possibles ?

Les montants varient selon la gravité et la durée des troubles : de quelques centaines d'euros pour des nuisances légères à plusieurs milliers d'euros pour des troubles graves et prolongés.

Dois-je prouver une faute intentionnelle du syndic ?

Non, un simple manque de diligence constitue une faute. Il suffit de démontrer que le syndic n'a pas agi alors qu'il en avait l'obligation.

Que faire si le syndicat refuse de voter une action en justice ?

Vous pouvez agir seul contre le copropriétaire fautif et simultanément assigner le syndicat pour sa carence, sur le fondement de l'arrêt de 1995.

Informations juridiques

  • Numéro: 93-13.742
  • Juridiction: Cour de cassation
  • Date de décision: 08 mars 1995

Mots-clés

responsabilité syndicnuisances copropriététroubles de jouissancesyndic bénévolecopropriété

Cas d'usage pratiques

1

Copropriétaire victime de nuisances sonores à Illkirch-Graffenstaden

M. Dupont, propriétaire à Illkirch-Graffenstaden, subit depuis 8 mois des fêtes bruyantes chaque week-end. Le syndic bénévole n'a envoyé aucun courrier. Le syndicat n'a pas voté de procédure.

Application pratique:

M. Dupont peut assigner le copropriétaire fautif, le syndic et le syndicat. Il devra prouver les nuisances (constat d'huissier, témoignages) et l'inaction du syndic. Il peut obtenir 2 000 à 4 000 € de dommages et intérêts.

2

Locataire subissant des infiltrations dues à un copropriétaire négligent à Bischheim

Mme Martin, locataire à Bischheim, subit des infiltrations d'eau depuis 6 mois. Le propriétaire bailleur a prévenu le syndic, mais rien n'est fait. Le syndicat ne vote pas les travaux.

Application pratique:

Mme Martin peut agir contre son bailleur pour trouble de jouissance, et celui-ci peut se retourner contre le syndicat. Le syndicat peut être condamné solidairement avec le copropriétaire fautif pour ne pas avoir fait respecter le règlement.

3

Copropriétaire gêné par des locations Airbnb dans sa résidence à Strasbourg

M. Klein, copropriétaire à Strasbourg, subit des allées et venues incessantes et des nuisances dues à des locations saisonnières. Le règlement interdit la location de courte durée, mais le syndic n'agit pas.

Application pratique:

M. Klein peut mettre en demeure le syndic d'agir. Si rien ne change, il peut assigner le syndic et le syndicat. Les tribunaux sont de plus en plus sévères avec les syndicats qui tolèrent les Airbnb illégaux.

Maître Cécile Zakine

À propos de l'auteur

Maître Cécile Zakine — Avocate au Barreau des Alpes-Maritimes, Docteur en Droit. Chaque article de ce magazine est rédigé à partir de l'analyse d'une décision de jurisprudence réelle, commentée et mise en perspective par les équipes de Maître Zakine.

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