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Lavoro temporaneo: chi contesta il tasso di invalidità dopo un infortunio?
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Lavoro temporaneo: chi contesta il tasso di invalidità dopo un infortunio?

📅 Décision du 15 marzo 2018⚖️ Cour de cassation👁️ 11 vues📖 5 min de lecture

L'impresa utilizzatrice non può contestare dinanzi al contenzioso dell'invalidità il tasso di invalidità permanente fissato per un lavoratore interinale vittima di un infortunio sul lavoro. Solo l'impresa di lavoro temporaneo (datore di lavoro giuridico) ha tale legittimazione.

Decisione di riferimento : cc • N° 16-19.043 • 2018-03-15 • Consulta la decisione →

Immaginate: siete il gerente di un'impresa di logistica a Quetigny. Ricorrete a un interinale per rinforzare la vostra squadra durante un picco di attività. Purtroppo, questo interinale si infortuna nel vostro sito. La CPAM (Cassa primaria di assicurazione malattia) gli fissa un tasso di invalidità permanente del 15%. Il vostro contributo infortunio sul lavoro aumenta. Ritenete che questo tasso sia troppo elevato, ingiustificato. Potete contestarlo? La risposta della Corte di cassazione è chiara: no. Solo l'impresa di lavoro temporaneo, che è il datore di lavoro giuridico, può farlo. Questa decisione del 15 marzo 2018 (n° 16-19.043) ricorda una regola fondamentale del diritto del lavoro interinale: il vincolo di subordinazione (il potere di dare ordini, di controllarne l'esecuzione e di sanzionare) è con l'impresa di lavoro temporaneo, non con l'impresa utilizzatrice (la vostra società).

I fatti: una storia come ne accade ogni giorno

Il Sig. X, dipendente di un'impresa di lavoro temporaneo (ETT), è messo a disposizione di una società utilizzatrice per una missione. Il 1° marzo 2002, è vittima di un infortunio sul lavoro nel sito dell'utilizzatrice. La CPAM di Lille-Douai gli riconosce un tasso di invalidità permanente. L'impresa utilizzatrice, ritenendo il tasso eccessivo, contesta la decisione dinanzi al tribunale del contenzioso dell'invalidità (TCI). La questione è semplice: ha legittimazione ad agire? La corte d'appello di Douai, con sentenza del 28 aprile 2016, aveva ritenuto di sì, motivando che l'utilizzatrice aveva un interesse diretto a contestare, poiché il tasso influenza i suoi contributi. Ma la Corte di cassazione cassa questa sentenza. Ricorda che solo il datore di lavoro giuridico — l'ETT — è parte del procedimento di fissazione del tasso. L'utilizzatrice, sebbene sopporti una parte del costo tramite il sistema contributivo (articolo L. 241-5-1 del Codice della sicurezza sociale), non è il datore di lavoro e quindi non può contestare dinanzi al giudice dell'invalidità. Può tuttavia agire contro l'ETT per responsabilità contrattuale (se l'ETT ha commesso una colpa) o contestare l'imputazione del costo dinanzi al contenzioso generale della sicurezza sociale.

Il ragionamento della giurisdizione — analizzato

La Corte di cassazione si basa sull'articolo L. 1251-1 del Codice del lavoro: «Il solo datore di lavoro di un dipendente legato da un contratto di missione a un'impresa di lavoro temporaneo e messo a disposizione di un'impresa utilizzatrice è l'impresa di lavoro temporaneo.» In altre parole, il vincolo di subordinazione (il potere di dare ordini, di controllarne l'esecuzione e di sanzionare) è con l'ETT, non con l'utilizzatrice. Ora, la contestazione del tasso di invalidità rientra nel contenzioso dell'invalidità, che è un procedimento specifico in cui solo le parti della decisione iniziale (la CPAM e il datore di lavoro) possono intervenire. L'utilizzatrice non è il datore di lavoro, quindi non ha legittimazione ad agire. Si tratta di una conferma della giurisprudenza anteriore (Cass. 2e civ., 10 aprile 2008, n° 07-13.058). Ma attenzione: l'utilizzatrice non è senza rimedi. Può contestare l'imputazione del costo dell'infortunio dinanzi al tribunale giudiziario (contenzioso generale della sicurezza sociale) se ritiene che l'infortunio non sia legato alla missione. Oppure, se l'ETT ha commesso una colpa (ad esempio, non formando il dipendente), può agire contro di essa per responsabilità contrattuale. In chiaro, la decisione non chiude tutte le porte, ma ne chiude una ben precisa: quella della contestazione diretta del tasso di invalidità.

Cosa cambia per voi — concretamente

Se siete un'impresa utilizzatrice (che abbiate la sede a Beaune, Quetigny o altrove), questa decisione vi vieta di contestare il tasso di invalidità fissato dalla CPAM per un interinale infortunato. Dovete passare per altre vie: contestare l'imputazione del costo (articolo L. 241-5-1) dinanzi al polo sociale del tribunale giudiziario entro due mesi dalla notifica del rendiconto del conto datore di lavoro, o agire per responsabilità contro l'ETT. Se siete l'ETT, restate l'unico interlocutore della CPAM per contestare il tasso. Se siete il dipendente interinale, questa decisione non vi riguarda direttamente, ma sappiate che solo il vostro datore di lavoro (l'ETT) può contestare il tasso, non l'impresa dove lavorate. Esempio numerico: una PMI di 50 dipendenti a Quetigny vede il suo contributo infortunio sul lavoro aumentare di 2.000 € all'anno a seguito di un tasso di invalidità del 10% per un interinale. Non può contestare questo tasso. Ma può chiedere alla CPAM di riesaminare l'imputazione se prova che l'infortunio non è legato alla missione. Nella mia pratica, ho incontrato casi in cui l'utilizzatrice, per non aver contestato nei termini, ha dovuto sopportare un contributo maggiorato per diversi anni. Attenzione però: non perché non possiate contestare il tasso dovete accettare tutto. Esistono rimedi, ma sono diversi.

Quattro consigli per evitare questo tipo di contenzioso

  • Consiglio 1: Redigete un contratto di messa a disposizione preciso con l'ETT, includendo una clausola di garanzia delle conseguenze finanziarie in caso di infortunio sul lavoro. Ciò vi permetterà di rivalervi contro l'ETT se il tasso di invalidità è mal fissato.
  • Consiglio 2: Appena ricevuto il rendiconto del conto datore di lavoro annuale, verificate le imputazioni. Avete due mesi per contestare l'imputazione del costo dinanzi al polo sociale del tribunale giudiziario.
  • Consiglio 3: Formate i vostri team alla sicurezza per ridurre il rischio di infortuni. Meno infortuni = meno

Questions fréquentes

Puis-je contester le taux d'incapacité d'un intérimaire accidenté chez moi ?

Non, seul l'employeur (l'entreprise de travail temporaire) peut le faire. Vous pouvez toutefois contester l'imputation du coût de l'accident devant le pôle social du tribunal judiciaire.

Quel délai pour contester l'imputation du coût ?

Vous avez deux mois à compter de la notification du relevé de compte employeur annuel pour contester l'imputation devant le tribunal judiciaire.

Que faire si l'ETT refuse de contester le taux ?

Vous pouvez assigner l'entreprise de travail temporaire en responsabilité contractuelle pour mauvaise exécution du contrat de mise à disposition, si elle a commis une faute.

Cette décision s'applique-t-elle aussi aux accidents de trajet ?

Oui, le même principe s'applique : seul l'employeur juridique (l'ETT) peut contester le taux d'incapacité, même pour un accident de trajet.

Puis-je me retourner contre la CPAM ?

Non, la CPAM n'est pas responsable du taux ; votre seul recours est de contester l'imputation ou d'agir contre l'ETT.

Informations juridiques

  • Numéro: 16-19.043
  • Juridiction: Cour de cassation
  • Date de décision: 15 mars 2018

Mots-clés

travail temporaireaccident du travailtaux d'incapacitéentreprise utilisatricecontentieux de l'incapacité

Cas d'usage pratiques

1

PME à Quetigny : augmentation de cotisation après accident d'intérimaire

Une PME de 50 salariés à Quetigny voit sa cotisation accident du travail augmenter de 2 000 € par an suite à un taux d'incapacité de 10 % pour un intérimaire. Elle ne peut pas contester le taux directement.

Application pratique:

L'entreprise doit contester l'imputation du coût devant le tribunal judiciaire dans les deux mois suivant le relevé de compte. Elle peut aussi vérifier si l'ETT a commis une faute (ex : défaut de formation) et l'assigner en responsabilité.

2

Entreprise utilisatrice à Beaune : accident non lié à la mission

Un intérimaire se blesse en dehors de ses fonctions, mais la CPAM impute le coût à la mission. L'utilisatrice conteste l'imputation.

Application pratique:

Elle doit démontrer que l'accident n'est pas survenu à l'occasion de la mission. Elle peut contester l'imputation dans les deux mois. Si elle réussit, la cotisation sera réajustée.

3

ETT à Dijon : contestation du taux par l'utilisatrice rejetée

Une ETT basée à Dijon voit son client utilisateur contester le taux d'incapacité d'un intérimaire. La cour rejette la demande.

Application pratique:

L'ETT doit informer son client que seul l'ETT a qualité pour contester. L'utilisateur peut se retourner contre l'ETT si celle-ci refuse de contester alors que le taux est manifestement erroné.

Maître Cécile Zakine

À propos de l'auteur

Maître Cécile Zakine — Avocate au Barreau des Alpes-Maritimes, Docteur en Droit. Chaque article de ce magazine est rédigé à partir de l'analyse d'une décision de jurisprudence réelle, commentée et mise en perspective par les équipes de Maître Zakine.

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