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Chiamata in causa tardiva: quando i venditori di un immobile non possono più chiamare in causa notaio e agente immobiliare
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Chiamata in causa tardiva: quando i venditori di un immobile non possono più chiamare in causa notaio e agente immobiliare

📅 Décision du 05 gennaio 1978⚖️ Cour de cassation👁️ 9 vues📖 5 min de lecture

I venditori di un immobile non possono chiamare in causa un notaio o un agente immobiliare per la prima volta in appello, salvo evoluzione della lite. La Corte di cassazione ricorda che questi professionisti devono essere chiamati in causa sin dal primo grado, altrimenti la loro presenza in appello è inammissibile.

Decisione di riferimento: cc • N° 76-14.329 • 1978-01-05 • Consulta la decisione →

Immaginate: vendete una casa a Sète, ma la transazione va male. L'acquirente vi cita in giudizio per difetto di consegna conforme. Voi ritenete che il vostro notaio e il vostro agente immobiliare abbiano la loro parte di responsabilità. Ma li chiamate in causa solo in appello, dopo la sentenza. Troppo tardi, dice la Corte di cassazione. Questa decisione del 1978 è ancora attuale e riguarda ogni proprietario venditore. Cosa dice esattamente? E come evitarla?

I fatti: una storia come ne capitano ogni giorno

Il Sig. e la Sig.ra X, proprietari a Sète, vendono un immobile al Sig. Y. L'atto di vendita prevede che la regolarizzazione debba avvenire davanti al notaio Leygue entro trenta giorni dal rilascio di un certificato di urbanistica (documento che attesta che il terreno è edificabile e che le norme urbanistiche sono rispettate). Tuttavia, questo certificato non viene richiesto e la vendita non si realizza. L'acquirente cita i venditori in giudizio per ottenere l'esecuzione forzata o il risarcimento danni. I venditori, per la loro difesa, ritengono che il notaio e l'agente immobiliare abbiano commesso un errore omettendo di richiedere il certificato di urbanistica. Ma li chiamano in causa (cioè li integrano nel procedimento) solo in appello, davanti alla Corte d'appello. I primi giudici avevano già emesso la loro decisione. I venditori sperano che la corte d'appello possa ascoltare questi professionisti e, forse, rigettare la colpa su di loro. Ma la corte d'appello dichiara la loro chiamata in causa inammissibile, e la Corte di cassazione conferma.

Il ragionamento della giurisdizione — analizzato

La Corte di cassazione si basa su un principio fondamentale del diritto processuale civile: la chiamata in causa (azione con cui si attira una persona in un processo già avviato) è possibile in appello solo se la lite è evoluta dopo la sentenza, cioè se sono emersi elementi nuovi che giustificano la chiamata tardiva. Nel caso di specie, i venditori avevano la possibilità di chiamare in causa il notaio e l'agente immobiliare sin dal primo grado, ma non lo hanno fatto. La lite è rimasta nello stesso stato e non è intervenuto alcun elemento nuovo. In altre parole, non si può, dopo aver perso in primo grado, tentare di riversare la colpa su altri in appello. Questo è ciò che si chiama divieto di chiamata in causa provocata tardiva. Attenzione però: non è una regola assoluta. Se, ad esempio, un fatto nuovo sopravviene dopo la sentenza (come la scoperta di una frode), la chiamata in causa sarebbe ammissibile. Ma qui non c'è nulla del genere. I giudici hanno quindi logicamente dichiarato inammissibile la domanda dei venditori.

Cosa cambia per voi — concretamente

Per i venditori: se ritenete che il vostro notaio o agente immobiliare abbia commesso un errore, dovete chiamarli in causa sin dal primo grado, e non aspettare l'appello. Esempio: vendete un appartamento a Lunel e l'acquirente vi fa causa perché il regolamento di condominio non è stato consegnato. Se pensate che il vostro notaio abbia omesso di allegarlo, dovete citarlo in intervento forzato sin dal tribunale di grande istanza (TGI). Altrimenti, in appello, sarete inammissibili. Per gli acquirenti: questa decisione vi protegge indirettamente, perché evita che il processo si protragga con l'arrivo tardivo di nuovi attori. Per i professionisti (notai, agenti immobiliari): sappiate che se non siete chiamati in causa in primo grado, potete dormire sonni tranquilli in appello, salvo evoluzione della lite. Nella mia pratica, ho incontrato casi in cui venditori, dopo aver perso in primo grado, tentavano di chiamare in causa il notaio in appello. Risultato: respinti, e hanno dovuto pagare da soli il risarcimento danni. Il costo? Diverse migliaia di euro, senza possibilità di rivalsa contro il professionista.

Quattro consigli per evitare questo tipo di lite

  • Consiglio n. 1: identificate i potenziali responsabili fin dall'inizio. Non appena siete citati, elencate tutte le persone che potrebbero avere una responsabilità (notaio, agente immobiliare, esperto, ecc.) e chiamatele in causa nelle vostre prime conclusioni. Non tardate.
  • Consiglio n. 2: conservate tutti i documenti. Email, compromesso di vendita, certificato di urbanistica, tutto. In caso di lite, queste prove vi permetteranno di dimostrare un eventuale errore di un professionista e di giustificare la sua chiamata in causa fin dall'inizio.
  • Consiglio n. 3: consultate un avvocato prima di qualsiasi procedimento. Un avvocato specializzato in diritto immobiliare vi dirà immediatamente chi deve essere chiamato in causa e in quale momento. Una consulenza di 30 minuti può evitarvi anni di procedura.
  • Consiglio n. 4: non contate sull'appello per rimediare a una dimenticanza. L'appello non è una seconda possibilità per chiamare nuovi attori. Se avete dimenticato il notaio in primo grado, di solito non potrete farlo in appello. Siate rigorosi fin dall'inizio.

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Approfondimento: giurisprudenza connessa ed evoluzioni

Questions fréquentes

Puis-je appeler mon notaire en cause en appel si je découvre sa faute après le jugement ?

Oui, si la faute a été découverte après le jugement, c'est un élément nouveau qui justifie l'appel en cause. Mais la découverte doit être postérieure au jugement.

Que faire si je suis vendeur et que l'acquéreur m'assigne ?

Consultez immédiatement un avocat. Il vous dira si vous devez appeler en cause le notaire ou l'agent immobilier dès la première instance.

Quels sont les délais pour appeler en cause ?

En première instance, vous pouvez appeler en cause jusqu'à la clôture des débats. En appel, vous devez le faire dès que vous avez connaissance de l'élément nouveau.

Cette décision s'applique-t-elle aussi aux locataires ?

Indirectement, oui. Si un locataire attaque son bailleur, et que le bailleur veut appeler en cause le syndic ou le propriétaire, il doit le faire en première instance.

Puis-je me défendre seul sans avocat ?

En principe, oui, mais c'est risqué. Un avocat connaît les règles de procédure et évitera les erreurs comme un appel en cause tardif.

Informations juridiques

  • Numéro: 76-14.329
  • Juridiction: Cour de cassation
  • Date de décision: 05 janvier 1978

Mots-clés

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Cas d'usage pratiques

1

Vendeur à Sète : oubli du notaire en première instance

M. Martin vend sa maison à Sète. L'acquéreur l'assigne pour vice caché. M. Martin pense que son notaire a mal rédigé l'acte. Il ne l'appelle en cause qu'en appel. La cour d'appel déclare l'appel en cause irrecevable. M. Martin doit payer seul 20 000 € de dommages-intérêts.

Application pratique:

Dès la première assignation, M. Martin devait appeler son notaire en cause. S'il l'avait fait, le notaire aurait pu être condamné à partager ou supporter la dette. Il est trop tard en appel.

2

Acquéreur à Lunel : procédure bloquée par l'absence de l'agent

Mme Dupont achète un appartement à Lunel. L'agent immobilier omet de mentionner une servitude. Elle assigne le vendeur seul. En appel, le vendeur veut appeler l'agent. Refus. Mme Dupont obtient gain de cause contre le vendeur seul.

Application pratique:

L'acquéreur doit veiller à ce que tous les professionnels impliqués soient parties dès le début. Sinon, il risque de ne pouvoir récupérer des dommages-intérêts que contre le vendeur, qui peut être insolvable.

3

Notaire à Montpellier : évite d'être attrait en appel

Un notaire de Montpellier est mis en cause par un vendeur en appel, alors qu'il ne l'était pas en première instance. La cour d'appel le met hors de cause. Il économise des frais de défense.

Application pratique:

Les professionnels de l'immobilier doivent savoir que s'ils ne sont pas appelés en première instance, ils ne peuvent généralement pas l'être en appel, sauf évolution du litige.

Maître Cécile Zakine

À propos de l'auteur

Maître Cécile Zakine — Avocate au Barreau des Alpes-Maritimes, Docteur en Droit. Chaque article de ce magazine est rédigé à partir de l'analyse d'une décision de jurisprudence réelle, commentée et mise en perspective par les équipes de Maître Zakine.

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Avertissement: Les analyses présentées sur ce site sont fournies à titre informatif uniquement et ne constituent pas des conseils juridiques personnalisés. Pour une consultation adaptée à votre situation, contactez un avocat.

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