Locazione commerciale: il termine di 2 anni per agire per la determinazione del canone è imperativo
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Locazione commerciale: il termine di 2 anni per agire per la determinazione del canone è imperativo

📅 Décision du 01 luglio 1998⚖️ Cour de cassation👁️ 7 vues📖 5 min de lecture

La Corte di cassazione ricorda che il locatore deve agire per la determinazione del canone entro 2 anni dal rinnovo del contratto, altrimenti la sua azione è inammissibile. Una decisione che protegge il conduttore e impone una maggiore vigilanza ai proprietari.

Decisione di riferimento: cc • N° 96-20.204 • 1998-07-01 • Consulta la decisione →

Immaginate: siete proprietari di un locale commerciale a Caen, rue de la Gare. Dal 1991, lo affittate a un commerciante. Nel 1997, decidete di rinnovare il contratto, ma ritenete che il canone sia sottovalutato. Inviate una disdetta (atto con cui il locatore notifica al conduttore l'intenzione di porre fine al contratto, o di rinnovarlo a nuove condizioni) con offerta di rinnovo, come previsto dall'articolo L. 145-9 del Codice del commercio. Ma aspettate più di due anni prima di adire il tribunale per far determinare il nuovo canone. Troppo tardi, vi dice la giustizia. La vostra azione è inammissibile. È esattamente ciò che ha stabilito la Corte di cassazione in questa sentenza del 1° luglio 1998.

Perché un termine così breve? Perché il legislatore ha voluto garantire la sicurezza dei rapporti contrattuali. Il conduttore deve sapere a cosa attenersi rapidamente. Altrimenti, potrebbe essere costretto a pagare un canone retroattivo imprevisto, mettendo a rischio la sua attività.

Cosa è successo in questa vicenda? Dei proprietari hanno dato disdetta ai loro conduttori con offerta di rinnovo il 25 agosto 1989, per un contratto in scadenza il 1° marzo 1991. I conduttori hanno accettato il rinnovo, ma i proprietari hanno inviato il loro memoriale per la determinazione del canone solo il 3 agosto 1994, cioè più di due anni dopo l'entrata in vigore del nuovo contratto. La corte d'appello di Caen ha dichiarato l'azione inammissibile, e la Corte di cassazione ha confermato. Una lezione di diritto per tutti i locatori.

I fatti: una storia come tante

La storia inizia a Caen, dove i coniugi X... sono proprietari di un locale commerciale che affittano ai coniugi Y... con un contratto del 1° marzo 1991, della durata di 9 anni. Il 25 agosto 1989, i proprietari danno disdetta ai conduttori con offerta di rinnovo. Il contratto viene quindi rinnovato tacitamente alle stesse condizioni, ma i proprietari ritengono che il canone sia troppo basso.

Decidono quindi di chiedere una revisione del canone. Per farlo, devono notificare ai conduttori un memoriale (documento scritto che espone le loro pretese e l'importo del canone desiderato) per la determinazione del canone. Questo memoriale, lo inviano il 3 agosto 1994. Problema: il contratto rinnovato ha effetto dal 1° marzo 1991. Sono trascorsi più di tre anni tra l'entrata in vigore e la notifica del memoriale.

I conduttori contestano: sostengono che l'azione per la determinazione del canone è inammissibile perché il termine di due anni è scaduto. I proprietari ribattono affermando che tale termine non si applica quando vi è stata disdetta con offerta di rinnovo. La corte d'appello di Caen dà loro torto. Per i giudici, il termine di due anni decorre dalla data di effetto del contratto rinnovato ed è imperativo. I proprietari ricorrono in cassazione.

Il ragionamento della giurisdizione — analizzato

La Corte di cassazione (la più alta giurisdizione giudiziaria francese) conferma la sentenza della corte d'appello di Caen. Si basa sull'articolo 33 del decreto del 30 settembre 1953 (oggi codificato all'articolo L. 145-56 del Codice del commercio), che dispone che il locatore può chiedere la determinazione del canone « entro i due anni successivi alla data di rinnovo del contratto ».

I giudici spiegano che questo termine è un termine di decadenza (termine oltre il quale non si può più agire in giudizio). Non può essere interrotto o prorogato. Non importa che il locatore abbia dato disdetta con offerta di rinnovo: il termine decorre comunque dal rinnovo effettivo del contratto. Nel caso di specie, il contratto è stato rinnovato il 1° marzo 1991 e il memoriale è stato notificato il 3 agosto 1994, cioè più di due anni dopo. L'azione è quindi inammissibile.

I proprietari tentavano di aggirare la regola sostenendo che la disdetta con offerta di rinnovo apriva un nuovo termine. La Corte di cassazione respinge questo argomento: la disdetta è solo un presupposto, ma il punto di partenza del termine rimane la data di rinnovo. È un'interpretazione rigorosa, ma conforme all'obiettivo di certezza del diritto: il conduttore deve essere informato rapidamente sul canone che dovrà pagare.

Cosa cambia per voi — concretamente

Per i proprietari locatori: se avete appena rinnovato un contratto di locazione commerciale e ritenete che il canone sia sottovalutato, avete due anni per agire. Trascorso questo termine, perdete definitivamente la possibilità di chiedere un aumento. Esempio concreto: a Ifs, un proprietario affitta un locale a una panetteria dal 2020. Il contratto viene rinnovato nel 2023. Se vuole rivedere il canone, deve inviare il suo memoriale entro il 1° marzo 2025. Se aspetta il 2026, è troppo tardi.

Per i conduttori: questa decisione è una protezione. Se il vostro locatore vi richiede un canone più alto dopo più di due anni, potete opporre l'inammissibilità della sua richiesta. Avete diritto di mantenere il canone attuale fino alla prossima scadenza.

Per gli acquirenti di un locale commerciale: verificate se il precedente proprietario ha avviato un'azione per la determinazione del canone. Se il termine di due anni è scaduto, il nuovo proprietario non potrà richiedere un canone più alto.

Se vi trovate in questa situazione, dovete agire rapidamente. La notifica del memoriale deve essere fatta tramite atto di ufficiale giudiziario (atto di commissario di giustizia) o tramite lettera raccomandata con avviso di ricevimento, e deve menzionare l'importo del canone desiderato nonché gli elementi che giustificano tale richiesta.

Quattro consigli per evitare questo tipo di controversia

  • Annotate la data di rinnovo del contratto nella vostra agenda. Appena il contratto è rinnovato, fissate un promemoria a 18 mesi per preparare

Questions fréquentes

Quel est le délai pour demander la fixation du loyer d'un bail commercial renouvelé ?

Le bailleur dispose de deux ans à compter de la date d'effet du renouvellement du bail pour notifier un mémoire en fixation du loyer. Passé ce délai, l'action est irrecevable.

Puis-je réviser le loyer après 2 ans si j'ai donné un congé avec offre de renouvellement ?

Non. Le délai court à partir du renouvellement effectif, pas de la notification du congé. Peu importe que vous ayez donné un congé, si le bail est renouvelé, le délai de deux ans s'applique.

Que faire si je suis locataire et que mon bailleur agit après le délai de 2 ans ?

Vous devez soulever l'irrecevabilité de sa demande devant le tribunal. Le juge constatera que l'action est forclose et rejettera la demande d'augmentation de loyer.

Ce délai s'applique-t-il aux baux d'habitation ?

Non, ce délai est spécifique aux baux commerciaux régis par le statut des baux commerciaux (Code de commerce, articles L. 145-1 et suivants). Pour les baux d'habitation, les règles sont différentes.

Comment notifier valablement un mémoire en fixation du loyer ?

Le mémoire doit être notifié par acte d'huissier (commissaire de justice) ou par lettre recommandée avec accusé de réception. Il doit mentionner le montant du loyer souhaité et les éléments justifiant la demande.

Informations juridiques

  • Numéro: 96-20.204
  • Juridiction: Cour de cassation
  • Date de décision: 01 juillet 1998

Mots-clés

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Cas d'usage pratiques

1

Propriétaire bailleur à Caen souhaitant augmenter le loyer

M. Dupont, propriétaire d'un local commercial à Caen, a renouvelé le bail le 1er janvier 2022. En mars 2024, il se rend compte que le loyer est inférieur au marché. Il souhaite demander une augmentation.

Application pratique:

M. Dupont doit agir avant le 1er janvier 2024. S'il attend mars 2024, son action sera irrecevable. Il doit immédiatement consulter un avocat pour rédiger et notifier un mémoire en fixation du loyer avant la date butoir.

2

Locataire à Ifs recevant une demande tardive de son bailleur

Mme Martin, locataire d'un local commercial à Ifs, a vu son bail renouvelé le 1er juin 2021. En septembre 2023, son bailleur lui notifie un mémoire en fixation du loyer, réclamant une augmentation de 30 %.

Application pratique:

Mme Martin peut opposer l'irrecevabilité de la demande car le délai de 2 ans est dépassé (depuis le 1er juin 2023). Elle doit contester par courrier recommandé et, si nécessaire, saisir le tribunal pour faire constater la forclusion.

3

Acquéreur d'un local commercial à Caen

M. Leroy achète un local commercial à Caen en 2024. Le bail a été renouvelé en 2022. L'ancien propriétaire n'a pas demandé de révision du loyer dans les 2 ans.

Application pratique:

M. Leroy ne pourra pas demander une augmentation du loyer pour la période en cours. Il devra attendre le prochain renouvellement du bail pour agir. Il doit vérifier la date de renouvellement et anticiper l'échéance.

Maître Cécile Zakine

À propos de l'auteur

Maître Cécile Zakine — Avocate au Barreau des Alpes-Maritimes, Docteur en Droit. Chaque article de ce magazine est rédigé à partir de l'analyse d'une décision de jurisprudence réelle, commentée et mise en perspective par les équipes de Maître Zakine.

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