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Diritto di prelazione del conduttore di locazione commerciale: inapplicabile in caso di vendita giudiziaria o cessione globale
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Diritto di prelazione del conduttore di locazione commerciale: inapplicabile in caso di vendita giudiziaria o cessione globale

📅 Décision du 17 maggio 2018⚖️ Cour de cassation👁️ 14 vues📖 5 min de lecture

La Corte di cassazione precisa che il diritto di prelazione del locatario commerciale non si applica né in caso di vendita forzata (giudiziaria) né quando un intero immobile viene ceduto, anche se il locale locato ne fa parte. Una decisione che rassicura gli acquirenti e mette in guardia i locatari.

Decisione di riferimento: cc • N° 17-16.113 • 2018-05-17 • Consulta la decisione →

Immaginate: siete proprietari di un locale commerciale a Lesneven, affittato da quindici anni a un fiorista. Decidete di vendere l'intero immobile – un edificio di 300 m² con un parcheggio adiacente – a un promotore. Il vostro locatario, che sperava di acquistare il suo solo locale, apprende la vendita e brandisce il suo diritto di prelazione (la priorità d'acquisto accordata dalla legge al locatario). Può bloccare la vendita? La risposta della Corte di cassazione è chiara: no.

Questa domanda, centinaia di proprietari e locatari se la pongono ogni anno, da Morlaix a Marsiglia. La Corte di cassazione, con una sentenza del 17 maggio 2018 (n° 17-16.113), ha stabilito: le disposizioni dell'articolo L. 145-46-1 del codice del commercio – che istituiscono un diritto di prelazione a favore del conduttore di locazione commerciale – non si applicano né in caso di vendita giudiziaria (vendita forzata decisa da un tribunale) né in caso di cessione globale di un immobile di cui il locale preso in locazione costituisce solo una parte. In altre parole, se vendete l'intero immobile, il locatario di un solo locale non può avvalersi del suo diritto di prelazione per costringervi a vendergli il suo locale separatamente.

Questa decisione, resa dalla terza sezione civile, garantisce le transazioni immobiliari globali ed evita che vendite di interi immobili vengano bloccate da un locatario. Ma impone una maggiore vigilanza ai locatari, che devono anticipare e negoziare clausole di priorità contrattuale se desiderano acquistare il loro locale.

I fatti: una storia come tante

La vicenda inizia a Lesneven, nel Finistère. La SCI Les Genêts, proprietaria di un complesso immobiliare composto da diversi locali commerciali e da un terreno adiacente adibito a parcheggio, aveva concesso in locazione commerciale uno di questi locali alla SARL Jordane, che vi esercitava un'attività commerciale. Il contratto di locazione, stipulato nel 2005, non conteneva alcuna clausola particolare sul diritto di prelazione.

Nel 2014, la SCI decide di vendere l'intero immobile – locali e parcheggio – a un terzo, la società Financière de l'Ouest. Informata del progetto, la SARL Jordane ritiene che la legge le conferisca un diritto di prelazione sul locale che occupa. Cita in giudizio la SCI e l'acquirente dinanzi al tribunale di grande istanza di Brest per far riconoscere tale diritto e ottenere l'annullamento della vendita.

La SARL Jordane si basa sull'articolo L. 145-46-1 del codice del commercio, che dispone che il locatario commerciale beneficia di un diritto di prelazione in caso di vendita del locale locato. Sostiene che la vendita dell'intero immobile include il suo locale, e che quindi deve poter diventare acquirente prioritario di quest'ultimo.

La SCI e l'acquirente resistono: sostengono che il diritto di prelazione non si applica in caso di cessione globale di un immobile, poiché la legge si riferisce alla vendita del solo locale locato, non di un insieme più vasto. Il tribunale di Brest dà loro ragione nel 2015, ma la SARL Jordane propone appello. La corte d'appello di Rennes conferma la sentenza nel 2016. La locataria ricorre quindi in cassazione.

La Corte di cassazione, con la sua sentenza del 17 maggio 2018, rigetta il ricorso. Conferma che l'articolo L. 145-46-1 non si applica né alle vendite giudiziarie, né alle cessioni globali di immobili. La motivazione è netta: il diritto di prelazione del conduttore è un'eccezione al diritto di proprietà (il diritto di vendere liberamente il proprio bene), e deve quindi essere interpretato restrittivamente. Ora, la vendita di un intero immobile non è la vendita del solo locale locato: il conduttore non ha diritto sulle altre parti dell'immobile. Inoltre, in caso di vendita giudiziaria, la procedura è già disciplinata dal giudice, e l'equilibrio degli interessi è garantito dalle aste.

Il ragionamento della giurisdizione — analizzato

Per comprendere questa decisione, occorre innanzitutto conoscere il fondamento legale: l'articolo L. 145-46-1 del codice del commercio. Questo testo, nella versione applicabile, prevede che il proprietario di un locale commerciale che intende venderlo deve, prima di qualsiasi vendita, offrire il locale al suo locatario in via prioritaria. Questo è ciò che si chiama un diritto di prelazione legale. Ma tale diritto ha dei limiti, che la Corte di cassazione qui ricorda con forza.

I giudici del Quai de l'Horloge (la Corte di cassazione) ragionano in due fasi. Dapprima, esaminano la lettera della legge: l'articolo L. 145-46-1 parla di « vendita del locale locato ». Ora, nella nostra vicenda, ciò che viene venduto è l'intero immobile, di cui il locale locato è solo una parte. La vendita non è quindi una vendita del solo locale locato. Successivamente, si concentrano sullo spirito della legge: il diritto di prelazione è un'eccezione al principio di libera disposizione dei beni (articolo 544 del codice civile: il proprietario può vendere a chi vuole). Ogni eccezione deve essere interpretata restrittivamente. Estendere il diritto di prelazione alla vendita di un intero immobile equivarrebbe a dare al locatario un diritto di veto sull'intera vendita, cosa che il legislatore non ha voluto.

La Corte esclude altresì l'applicazione in caso di vendita giudiziaria. La vendita giudiziaria è una vendita forzata, ordinata da un tribunale (ad esempio, in caso di pignoramento immobiliare). Essa obbedisce a regole specifiche (aste, pubblicità) che garantiscono la trasparenza e l'uguaglianza dei candidati. Imporre un diritto di prelazione in questo contesto sarebbe incompatibile con la procedura di aggiudicazione (la vendita all'asta).

Questa sentenza conferma una giurisprudenza precedente, in particolare una sentenza dell'8 febbraio 2017 (n° 15-28.213) che aveva già stabilito che il diritto di prelazione non si applica in caso di vendita dell'immobile comprendente più locali. Non vi è quindi un revirement giurisprudenziale.

Questions fréquentes

Puis-je, en tant que locataire, empêcher la vente de l'immeuble entier ?

Non, sauf si votre bail contient une clause de priorité contractuelle. Sans clause, le propriétaire peut vendre librement à un tiers.

Que faire si mon propriétaire vend l'immeuble et que je veux acheter mon local ?

Négociez avec lui directement, ou participez à la vente en faisant une offre globale. Vous pouvez aussi proposer d'acheter l'immeuble entier.

Mon propriétaire doit-il me notifier la vente s'il vend tout l'immeuble ?

Non, car le droit de préemption légal ne s'applique pas. Mais il doit vous notifier s'il vend votre seul local.

Un acquéreur peut-il être inquiété après la vente par un locataire ?

Si le propriétaire a respecté la loi, non. Mais si le bail contient une clause de préemption contractuelle et que celle-ci n'a pas été respectée, le locataire peut demander la nullité de la vente. Vérifiez toujours les baux avant d'acheter.

Quels sont les délais pour exercer un droit de préemption contractuel ?

Ils sont fixés par la clause. En l'absence de clause, aucun délai légal. En pratique, un délai d'un à deux mois est courant.

Informations juridiques

  • Numéro: 17-16.113
  • Juridiction: Cour de cassation
  • Date de décision: 17 mai 2018

Mots-clés

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Cas d'usage pratiques

1

Propriétaire d'un immeuble à Lesneven vendant l'ensemble

M. Le Roux, propriétaire d'un immeuble de 400 m² à Lesneven avec trois locaux commerciaux, reçoit une offre d'achat de 600 000 € d'un investisseur. Il craint que ses locataires n'exercent un droit de préemption.

Application pratique:

Grâce à l'arrêt du 17 mai 2018, M. Le Roux peut vendre l'immeuble entier sans devoir notifier chaque locataire. Il doit toutefois vérifier que ses baux ne contiennent pas de clause de préemption contractuelle. Si c'est le cas, il devra respecter cette clause. Il est conseillé de faire rédiger un acte de vente incluant une mention précisant l'absence de droit de préemption légal.

2

Locataire à Morlaix souhaitant acquérir son local

Mme Kervella, gérante d'une boulangerie à Morlaix, apprend que son propriétaire vend l'immeuble entier. Elle souhaite acheter son seul local de 80 m².

Application pratique:

Mme Kervella ne peut pas invoquer le droit de préemption légal. Elle doit négocier avec le propriétaire pour acheter son local séparément, ou participer à l'achat global avec d'autres locataires. Pour l'avenir, elle devrait faire ajouter une clause de priorité dans son bail lors du prochain renouvellement.

3

Acquéreur d'un immeuble avec locataire à Lesneven

Un investisseur parisien souhaite acheter un immeuble à Lesneven, dont le rez-de-chaussée est loué à un restaurant. Il craint que le locataire ne bloque la vente.

Application pratique:

L'acquéreur peut être rassuré : le locataire n'a pas de droit de préemption sur la vente globale. Il doit néanmoins vérifier le bail pour d'éventuelles clauses de priorité contractuelle. Il peut demander au vendeur une attestation sur l'honneur de l'absence de telles clauses, et prévoir une condition suspensive dans le compromis si une clause existe.

Maître Cécile Zakine

À propos de l'auteur

Maître Cécile Zakine — Avocate au Barreau des Alpes-Maritimes, Docteur en Droit. Chaque article de ce magazine est rédigé à partir de l'analyse d'une décision de jurisprudence réelle, commentée et mise en perspective par les équipes de Maître Zakine.

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