Locazione commerciale: la QPC del 14 giugno 2018 protegge davvero i conduttori?
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Locazione commerciale: la QPC del 14 giugno 2018 protegge davvero i conduttori?

📅 Décision du 14 giugno 2018⚖️ Cour de cassation👁️ 7 vues📖 5 min de lecture

La decisione del Consiglio costituzionale del 14 giugno 2018 convalida la legge Pinel che annulla le clausole abusive nei contratti di locazione commerciale rinnovati dopo il 5 novembre 2014. Analisi per proprietari e locatari a Écully, Tassin-la-Demi-Lune e altrove.

Decisione di riferimento: cc • N° 18-40.013 • 2018-06-14 • Consulta la decisione →

Sei proprietario di un locale commerciale a Écully, rue de la République, e hai appena ricevuto una lettera dal tuo conduttore che chiede la nullità di alcune clausole del tuo contratto. Oppure sei commerciante a Tassin-la-Demi-Lune e il tuo locatore ti ha appena inviato una disdetta: ti chiedi se le nuove norme ti proteggano. Cosa dice il diritto? Bisogna rivedere tutto?

Il 14 giugno 2018, il Consiglio costituzionale ha emesso una decisione cruciale (n. 18-40.013) che convalida la legge del 18 giugno 2014, detta legge Pinel, e in particolare l'articolo L. 145-15 del Codice del commercio che istituisce una nullità di ordine pubblico per proteggere i conduttori di locali commerciali. In concreto, alcune clausole abusive (limitazione della durata, canone eccessivo, divieto di cessione del contratto...) possono essere annullate, anche se il contratto è stato stipulato prima della legge.

Ma attenzione: la legge distingue a seconda che il contratto sia in corso o meno al 5 novembre 2014. Questa data limite è oggetto di dibattito. Spiegazioni.

I fatti: una storia come tante

La società Crystal Model Agency's (un'agenzia di modelle) aveva stipulato un contratto di locazione commerciale con la sig.ra Z., locatrice, per un locale situato a Parigi. Il contratto era stato rinnovato il 20 gennaio 2010, quindi prima della legge Pinel del 18 giugno 2014. Nel 2014, dopo l'entrata in vigore della legge, la società conduttrice ha adito il tribunale chiedendo la nullità di alcune clausole del contratto, ritenendole contrarie alle nuove norme protettive.

Il locatore, invece, sosteneva che la legge non potesse applicarsi a un contratto rinnovato prima della sua pubblicazione: sarebbe stata una lesione retroattiva della libertà contrattuale e della proprietà. La causa è stata portata davanti alla Corte di cassazione, che ha sollevato una questione prioritaria di costituzionalità (QPC) dinanzi al Consiglio costituzionale.

Il problema era il seguente: l'articolo L. 145-15 del Codice del commercio, nella sua versione risultante dalla legge Pinel, prevede che sono nulle e di nessun effetto le clausole che «vietano al conduttore di cedere il contratto all'acquirente della sua azienda commerciale» o che «limitano la durata del contratto a meno di nove anni». Ma questa nullità è applicabile ai contratti in corso al momento della pubblicazione della legge? Il Consiglio costituzionale doveva decidere.

La posta in gioco era immensa: migliaia di contratti di locazione commerciale in Francia, anche nella regione lionese, potevano essere rimessi in discussione. I proprietari a Écully o Tassin-la-Demi-Lune trattenevano il fiato.

Il ragionamento della giurisdizione — analizzato

Il Consiglio costituzionale ha esaminato due principali censure: la lesione della libertà contrattuale (articolo 4 della Dichiarazione dei diritti dell'uomo) e la lesione del diritto di proprietà (articolo 17). I giudici hanno ricordato che la libertà contrattuale non è assoluta: il legislatore può apportarvi limitazioni giustificate dall'interesse generale, in particolare per proteggere la parte debole in un contratto — qui, il conduttore commerciale.

Successivamente, hanno verificato se la legge fosse retroattiva. Il testo dell'articolo L. 145-15 precisa che la nullità si applica «a pena di nullità» ai contratti in corso, ma solo per le clausole contenute nei contratti «rinnovati o conclusi dopo il 5 novembre 2014». Ora, il contratto della società Crystal Model Agency's era stato rinnovato il 20 gennaio 2010, ben prima di tale data. La legge non si applicava quindi retroattivamente a questo contratto, ma solo ai contratti futuri o rinnovati dopo il 5 novembre 2014.

Il Consiglio ha quindi giudicato che la legge era conforme alla Costituzione: non rimette in discussione i contratti già stipulati, ma stabilisce una nuova regola per il futuro. In altre parole, il legislatore ha creato un «ordine pubblico di protezione» per i conduttori, ma senza retroattività eccessiva.

Questa decisione è una conferma della giurisprudenza precedente: i giudici di merito (tribunali di commercio, corti d'appello) applicavano già questa distinzione, ma il Consiglio costituzionale l'ha elevata a rango costituzionale. Non è né un revirement né un'evoluzione: è una convalida in piena regola.

Cosa cambia per te — concretamente

Per i proprietari locatori: se hai stipulato un contratto di locazione commerciale prima del 5 novembre 2014 e non è stato rinnovato da allora, puoi dormire sonni tranquilli: le clausole rimangono valide. Invece, se rinnovi il contratto o ne concludi uno nuovo dopo tale data, devi assolutamente verificare che le tue clausole rispettino l'articolo L. 145-15. Ad esempio, non puoi più vietare al conduttore di cedere il contratto all'acquirente della sua azienda, né limitare la durata a meno di 9 anni.

Per i conduttori: se il tuo contratto è stato rinnovato dopo il 5 novembre 2014, puoi chiedere l'annullamento delle clausole abusive. Immaginiamo che tu sia conduttore a Tassin-la-Demi-Lune, rue du Général Leclerc, con un contratto rinnovato nel 2015 che vieta qualsiasi cessione del contratto. Questa clausola è nulla. Puoi adire il tribunale giudiziario per farla annullare e, se il locatore ti ha causato un pregiudizio, chiedere danni e interessi.

Per gli acquirenti di aziende commerciali: prima di acquistare un'azienda, verifica la data dell'ultimo rinnovo del contratto. Se il contratto è stato rinnovato dopo il 5 novembre 2014, sei protetto dalla legge: il locatore non può opporsi alla cessione del contratto.

Un esempio numerico: un contratto di locazione commerciale a Lione, rinnovato nel 2016, con una clausola di non cessione. Il conduttore desidera vendere la sua azienda per 150.000 €. Il locatore rifiuta la cessione. Il conduttore può ass

Questions fréquentes

La loi Pinel s'applique-t-elle à mon bail signé en 2010 ?

Non, si votre bail n'a pas été renouvelé après le 5 novembre 2014. La loi ne s'applique qu'aux baux conclus ou renouvelés après cette date. Votre bail de 2010 reste régi par les règles antérieures.

Que faire si mon bailleur refuse la cession de mon bail ?

Si votre bail a été renouvelé après le 5 novembre 2014, la clause d'interdiction de cession est nulle. Vous pouvez envoyer une lettre recommandée à votre bailleur pour l'informer de la nullité, et en cas de refus, saisir le tribunal judiciaire pour faire annuler la clause et obtenir des dommages et intérêts.

Quels sont les délais pour agir en nullité d'une clause abusive ?

L'action en nullité se prescrit par 5 ans à compter de la conclusion ou du renouvellement du bail. Par exemple, pour un bail renouvelé en 2018, vous avez jusqu'en 2023 pour agir. Passé ce délai, vous perdez le droit d'invoquer la nullité.

Un propriétaire peut-il limiter la durée d'un bail commercial à 5 ans ?

Depuis la loi Pinel, toute clause limitant la durée d'un bail commercial à moins de 9 ans est nulle. Si votre bail prévoit une durée de 5 ans, vous pouvez demander la nullité de cette clause et exiger un bail de 9 ans minimum.

Quels sont les frais pour une procédure en nullité de clause ?

Les frais d'avocat varient de 2 000 à 5 000 € selon la complexité. Les frais de justice (huissier, timbre fiscal) sont d'environ 500 €. Mais si vous gagnez, le bailleur peut être condamné à vous rembourser une partie de ces frais.

Informations juridiques

  • Numéro: 18-40.013
  • Juridiction: Cour de cassation
  • Date de décision: 14 juin 2018

Mots-clés

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Cas d'usage pratiques

1

Locataire à Tassin-la-Demi-Lune avec bail renouvelé en 2016

Sophie est locataire d'un local commercial à Tassin-la-Demi-Lune. Son bail a été renouvelé en 2016 et contient une clause interdisant toute cession du bail. Elle souhaite vendre son fonds de commerce, mais le bailleur refuse la cession.

Application pratique:

Sophie peut invoquer la nullité de la clause en vertu de l'article L. 145-15 du Code de commerce. Elle doit envoyer une LRAR à son bailleur pour l'informer de la nullité, puis saisir le tribunal judiciaire si le bailleur persiste. Elle peut aussi demander des dommages et intérêts pour le préjudice subi (perte de la vente).

2

Propriétaire à Écully avec bail ancien non renouvelé

Jean est propriétaire d'un local à Écully, rue du 8 Mai 1945. Le bail a été signé en 2008 et n'a jamais été renouvelé. Il s'interroge sur la validité de la clause de non-cession qu'il a incluse.

Application pratique:

La loi Pinel ne s'applique pas aux bails non renouvelés avant le 5 novembre 2014. La clause de non-cession reste valable. Jean peut donc continuer à l'appliquer. Mais attention : s'il renouvelle le bail après cette date, il devra supprimer cette clause.

3

Acquéreur de fonds de commerce à Lyon

Paul envisage d'acheter un fonds de commerce à Lyon. Le bail a été renouvelé en 2017. Le vendeur lui indique que le bailleur s'oppose à la cession du bail.

Application pratique:

Paul doit exiger que le vendeur régularise la situation avant l'achat. Le vendeur peut assigner le bailleur en nullité de la clause. Si le jugement est favorable, la cession pourra avoir lieu. Paul peut aussi négocier une baisse du prix en raison du risque juridique.

Maître Cécile Zakine

À propos de l'auteur

Maître Cécile Zakine — Avocate au Barreau des Alpes-Maritimes, Docteur en Droit. Chaque article de ce magazine est rédigé à partir de l'analyse d'une décision de jurisprudence réelle, commentée et mise en perspective par les équipes de Maître Zakine.

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