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Locazione commerciale rinnovata: quale canone di riferimento per la revisione?
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Locazione commerciale rinnovata: quale canone di riferimento per la revisione?

📅 Décision du 15 dicembre 2016⚖️ Cour de cassation👁️ 13 vues📖 5 min de lecture

La Corte di Cassazione precisa che per valutare la variazione di un quarto che apre l'azione di revisione del canone dopo il rinnovo di una locazione commerciale, il canone di riferimento è quello della locazione rinnovata, non quello della locazione scaduta. Una decisione che chiarisce i diritti del locatore e del conduttore.

Decisione di riferimento: cc • N° 15-23.069 • 2016-12-15 • Consulta la decisione →

Immaginate la scena: ad Aubagne, un commerciante affitta un locale da vent'anni. Il suo contratto giunge a scadenza, lo rinnova con lo stesso canone. Sei mesi dopo, constata che i canoni del quartiere sono aumentati vertiginosamente e che il suo è diventato molto inferiore al valore locativo. Vuole chiedere una revisione. Ma quale canone prendere come riferimento? Quello che pagava prima del rinnovo, o quello stabilito al rinnovo? La questione è cruciale, perché se è il vecchio canone, l'aumento necessario per aprire l'azione di revisione può essere più facile da raggiungere. La Corte di Cassazione ha deciso con una sentenza del 15 dicembre 2016: è il canone della locazione rinnovata che funge da riferimento. Una decisione che cambia le carte in tavola per migliaia di contratti.

Questa decisione risponde a un interrogativo che ogni proprietario o conduttore di locale commerciale si pone un giorno: quando posso chiedere la revisione del mio canone dopo un rinnovo? L'articolo L. 145-39 del codice del commercio consente tale revisione se il canone è variato di oltre un quarto rispetto al valore locativo. Ma la giurisprudenza aveva lasciato un dubbio sul punto di partenza. Ora è chiaro: il canone di riferimento è quello del nuovo contratto, anche se identico al precedente.

In questo articolo, analizzeremo questa decisione, vedremo cosa cambia per voi e vi daremo consigli pratici per evitare le insidie. Che siate locatori o conduttori a Salon-de-Provence, Aubagne o altrove, queste regole vi riguardano.

I fatti: una storia come capita ogni giorno

Il Sig. X, proprietario di un locale commerciale ad Aubagne, aveva concesso in locazione il suo locale alla società Latin Franchise. Il contratto, della durata di 9 anni, giungeva a scadenza. Conformemente alla legge, è stato concluso un nuovo contratto mediante rinnovo. Il canone del nuovo contratto è stato fissato allo stesso importo di quello del contratto scaduto, che aveva subito diversi aumenti successivi (indicizzazione, lavori, ecc.).

Qualche mese dopo, la società Latin Franchise ritiene che il canone attuale sia inferiore di oltre un quarto al valore locativo reale dei locali. Propone un'azione di revisione ai sensi dell'articolo L. 145-39 del codice del commercio, che consente al conduttore di chiedere la revisione del canone quando, per effetto delle variazioni economiche, il canone in vigore è divenuto manifestamente inferiore o superiore al valore locativo.

Il tribunale di grande istanza di Marsiglia, e poi la corte d'appello di Aix-en-Provence, sono aditi. Il proprietario contesta la ricevibilità dell'azione: secondo lui, il canone di riferimento per valutare la variazione di un quarto deve essere il canone del contratto scaduto, poiché il nuovo contratto si è limitato a riconfermare lo stesso canone. Tuttavia, la corte d'appello dà ragione al conduttore: considera come canone di riferimento il canone della locazione rinnovata, cioè il nuovo canone, anche se uguale al precedente. Il proprietario ricorre in cassazione.

La Corte di Cassazione rigetta il ricorso e conferma la sentenza d'appello. Afferma che «dopo il rinnovo di una locazione commerciale, il canone che consente di valutare l'esistenza di una variazione di un quarto che apre l'azione di revisione dell'articolo L. 145-39 del codice del commercio è il canone come determinato al momento del rinnovo che ha dato vita a una nuova locazione». Non importa che il canone sia identico al precedente: è il nuovo canone che conta.

Il ragionamento della giurisdizione — analizzato

La questione giuridica era la seguente: quale canone bisogna prendere in considerazione per determinare se la variazione di un quarto è stata raggiunta? L'articolo L. 145-39 del codice del commercio dispone che «i canoni delle locazioni rinnovate possono essere revisionati su richiesta di una o dell'altra parte, a condizione che il canone iniziale o il canone revisionato sia variato di oltre un quarto rispetto al valore locativo». Il testo parla di «canone iniziale» e di «canone revisionato». Ma in caso di rinnovo, si tratta del canone della locazione rinnovata (il «nuovo canone», anche se uguale al precedente) o di quello della locazione scaduta?

La Corte di Cassazione ha optato per un'interpretazione letterale e logica. Il rinnovo crea una nuova locazione, giuridicamente distinta dalla precedente. Il canone fissato in tale occasione è il canone iniziale di questa nuova locazione. È quindi questo che funge da riferimento per valutare la variazione di un quarto. Non importa che il suo importo sia identico a quello della vecchia locazione. In realtà, questa soluzione era già stata abbozzata in sentenze precedenti, ma qui è affermata con forza.

I giudici hanno respinto l'argomento del proprietario che sosteneva che il canone del contratto scaduto, oggetto di aumenti successivi, fosse il «nuovo canone». La Corte ricorda che l'unico canone da prendere in considerazione è quello della locazione rinnovata, perché costituisce il punto di partenza del nuovo contratto. Non ci si può riferire a un canone non più in vigore.

Questa decisione è una conferma della giurisprudenza costante della Corte di Cassazione. Non è un revirement, ma chiarisce un punto che poteva generare confusione, in particolare quando le parti riconfermano puramente e semplicemente il canone precedente. D'ora in poi, locatori e conduttori sanno che il canone di riferimento per la revisione è quello della locazione rinnovata, anche se identico a quello scaduto.

Questions fréquentes

Quel est le loyer de référence pour une action en révision après renouvellement d'un bail commercial ?

Le loyer de référence est celui fixé lors du renouvellement, c'est-à-dire le loyer du nouveau bail, même s'il est identique à l'ancien. C'est ce qu'a rappelé la Cour de cassation dans son arrêt du 15 décembre 2016.

Puis-je demander la révision de mon loyer si le bail a été renouvelé il y a plus de 5 ans ?

Non, l'action en révision doit être intentée dans les 5 ans suivant la date du renouvellement. Passé ce délai, vous ne pouvez plus agir sur ce fondement.

Quel est le seuil pour déclencher une action en révision ?

Il faut que le loyer en vigueur (celui du bail renouvelé) ait varié de plus d'un quart (25 %) par rapport à la valeur locative réelle des locaux.

Que faire si mon bailleur refuse de renégocier le loyer malgré une hausse du marché ?

Vous pouvez engager une action en révision devant le tribunal judiciaire. Il est conseillé de consulter un avocat spécialisé pour vérifier si les conditions sont remplies.

Cette décision s'applique-t-elle aux baux commerciaux en copropriété ?

Oui, les règles sont les mêmes. Le loyer de référence est celui du dernier renouvellement du bail commercial consenti par le syndicat des copropriétaires.

Informations juridiques

  • Numéro: 15-23.069
  • Juridiction: Cour de cassation
  • Date de décision: 15 décembre 2016

Mots-clés

bail commercialrévision de loyerCour de cassationloyer de référenceAix-en-Provence

Cas d'usage pratiques

1

Propriétaire bailleur à Aubagne : loyer de renouvellement trop bas

M. Martin, propriétaire d'un local commercial à Aubagne, a renouvelé le bail à 1 200 €/mois. Six mois plus tard, la valeur locative est estimée à 1 800 €. Le locataire demande une révision à la hausse.

Application pratique:

M. Martin aurait dû fixer un loyer plus proche de la valeur locative lors du renouvellement. Désormais, il doit accepter la révision ou prouver que l'estimation est erronée. Il peut négocier un nouveau loyer avec l'aide d'un avocat.

2

Locataire à Salon-de-Provence : loyer de renouvellement trop élevé

La société Salon Bijoux a accepté un loyer de 2 500 € lors du renouvellement, alors que la valeur locative n'est que de 1 800 €. Elle veut obtenir une baisse.

Application pratique:

L'écart est de (2 500 - 1 800) / 2 500 = 28 %, soit plus de 25 %. L'action en révision est possible. Salon Bijoux doit agir rapidement, car le délai de 5 ans court à compter du renouvellement.

3

Acquéreur d'un local commercial : attention au loyer de renouvellement

Mme Dupont achète un local commercial à Aix-en-Provence. Le bail a été renouvelé il y a 2 ans à 1 000 €/mois, alors que la valeur locative est de 1 400 €.

Application pratique:

Le locataire peut demander une révision à la hausse. Mme Dupont doit intégrer ce risque dans son prix d'achat et peut demander une garantie au vendeur. Elle doit aussi vérifier si une action a déjà été intentée.

Maître Cécile Zakine

À propos de l'auteur

Maître Cécile Zakine — Avocate au Barreau des Alpes-Maritimes, Docteur en Droit. Chaque article de ce magazine est rédigé à partir de l'analyse d'une décision de jurisprudence réelle, commentée et mise en perspective par les équipes de Maître Zakine.

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