Bail commerciale per artisti: quando un atelier d'artista diventa un locale commerciale protetto
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Bail commerciale per artisti: quando un atelier d'artista diventa un locale commerciale protetto

📅 Décision du 21 febbraio 2007⚖️ Cour de cassation👁️ 5 vues📖 5 min de lecture

Una sentenza della Corte di Cassazione del 21 febbraio 2007 riconosce che un artista plastico ammesso alla Maison des artistes e che esercita la sua attività creativa nei locali locati può beneficiare dello status delle locazioni commerciali, anche se il suo contratto di locazione non lo prevede. Spiegazioni per proprietari e locatari.

Decisione di riferimento: cc • N° 06-12.491 • 2007-02-21 • Consulta la decisione →

Immaginate: siete proprietari di un locale ad Aix-en-Provence, che date in locazione a un artista pittore. Lui vi installa il suo atelier, espone le sue tele, vende qualche opera. Pensate di aver firmato una semplice locazione abitativa o una locazione professionale, senza protezione particolare. E poi un giorno, volete recuperare i locali per farci abitare vostro figlio. Date disdetta, ma il vostro locatario vi chiede un'indennità di avviamento di diverse decine di migliaia di euro, sostenendo che la sua locazione è in realtà una locazione commerciale! Questo è esattamente ciò che è accaduto ai proprietari nella causa giudicata dalla Corte di Cassazione il 21 febbraio 2007.

Questa decisione – emessa nella circoscrizione della corte d'appello di Aix-en-Provence – risponde a una domanda cruciale: un artista riconosciuto dalla Maison des artistes può beneficiare dello status protettivo delle locazioni commerciali, anche se il contratto di locazione non ne fa menzione? La risposta è sì, a determinate condizioni. Per i proprietari, è una spada di Damocle; per gli artisti, una sicurezza inaspettata.

Allora, come sapere se il vostro locatario artista è protetto? E come, in qualità di proprietario, evitare una brutta sorpresa? Analizziamo insieme questa sentenza fondamentale.

I fatti: una storia come ne capitano ogni giorno

I coniugi X., proprietari di un locale ad uso commerciale nel centro di Aix-en-Provence, lo avevano dato in locazione ai coniugi Y. Il contratto di locazione menzionava una destinazione «commerciale», ma in realtà, i locali erano utilizzati come atelier d'artista. La signora Y., artista pittrice e scultrice, era iscritta alla Maison des artistes (cassa di previdenza sociale dedicata agli artisti autori) e dichiarava i suoi redditi come tali.

Qualche anno dopo, i proprietari desiderano recuperare i locali per installarvi il loro figlio. Inviano quindi una disdetta con rifiuto di rinnovo, senza indennità di avviamento – pensando che la locazione non fosse soggetta allo status delle locazioni commerciali (che protegge il locatario e obbliga il proprietario a indennizzare il suo sfratto). Ma i coniugi Y. contestano: secondo loro, l'attività artistica della signora rientra nel campo di applicazione dello status, poiché l'articolo L. 145-2 I 6° del Codice del commercio estende tale status ai locali in cui sono esercitate attività di creazione artistica, a condizione che il conduttore sia un artista riconosciuto.

Il tribunale del commercio di Aix-en-Provence dà ragione ai proprietari, ma la corte d'appello di Aix-en-Provence, con sentenza del 22 novembre 2005, riforma questa decisione e riconosce il beneficio dello status all'artista. I proprietari ricorrono in cassazione: sostengono che la corte d'appello non ha verificato se l'attività principale esercitata nei locali fosse effettivamente un'attività commerciale, e non semplicemente artistica. Ma la Corte di Cassazione respinge il loro ricorso e conferma la sentenza di Aix.

Il ragionamento della giurisdizione — analizzato

La Corte di Cassazione si basa sull'articolo L. 145-2 I 6° del Codice del commercio. Questo testo, nella sua versione allora in vigore, estende lo status delle locazioni commerciali «ai locali accessori necessari all'esercizio di un'attività professionale, quando il conduttore è un artista riconosciuto dalla Maison des artistes». In altre parole, anche se il locale non è un commercio in senso tradizionale (negozio, ristorante), è protetto dallo status se l'artista vi esercita la sua attività creativa.

I giudici di merito (la corte d'appello) avevano constatato che la signora Y. era effettivamente iscritta alla Maison des artistes, che era riconosciuta come autrice di opere grafiche e plastiche (secondo la definizione fiscale dell'articolo 98 A dell'allegato III del Codice generale delle imposte), e che realizzava effettivamente nei locali locati lavori di creazione. Per la Corte di Cassazione, questi elementi sono sufficienti: non è necessario dimostrare inoltre un'attività commerciale distinta. L'attività di creazione artistica, purché riconosciuta dalla Maison des artistes, è assimilata a un'attività commerciale ai fini dell'applicazione dello status.

Attenzione: questa decisione non è un revirement, ma una conferma di una giurisprudenza anteriore. Già nel 1996, la Corte di Cassazione aveva ammesso che un artista pittore potesse beneficiare dello status (Civ. 3e, 12 giugno 1996). La sentenza del 2007 precisa semplicemente le condizioni: occorre che l'artista sia ammesso a contribuire alla Maison des artistes (e non solo che si iscriva) e che l'attività di creazione sia effettiva nei locali.

I proprietari sostenevano che l'attività artistica non è un'attività commerciale, ma la Corte risponde: il legislatore ha voluto proteggere gli artisti offrendo loro la stabilità di una locazione commerciale, anche se non esercitano un commercio in senso stretto. Si tratta di un'estensione legale, e non di un'assimilazione automatica.

Cosa cambia per voi — concretamente

Se siete proprietario locatore: attenzione! Se locate un locale a un artista (pittore, scultore, fotografo, ecc.) e questi è iscritto alla Maison des artistes, rischiate di trovarvi vincolati da una locazione commerciale, anche se il contratto è una locazione abitativa o una locazione professionale. In caso di disdetta senza indennità di avviamento, potreste dover pagare una somma molto importante, spesso pari al valore del diritto alla locazione (diversi anni di canone). Esempio concreto: un locale affittato a 800 € al mese a un artista ad Allauch, dopo 5 anni di occupazione, potrebbe valere da 30.000 a 50.000 € di indennità di avviamento.

Se siete locatario artista: avete tutto l'interesse a far riconoscere il vostro status. Se il vostro proprietà

Questions fréquentes

Qu'est-ce que le statut des baux commerciaux pour un artiste ?

C'est une protection légale qui permet à un artiste inscrit à la Maison des artistes de bénéficier d'un bail renouvelable et d'une indemnité d'éviction en cas de non-renouvellement, même si son bail initial n'était pas un bail commercial.

Puis-je donner congé à mon locataire artiste sans payer d'indemnité ?

Non, si votre locataire est admis à la Maison des artistes et exerce réellement son activité de création dans les lieux, vous devez lui verser une indemnité d'éviction, sauf à prouver une faute grave de sa part.

Quels délais pour contester un congé en tant qu'artiste ?

Vous devez contester le congé dans un délai de 15 jours à compter de sa notification, sinon vous risquez de perdre vos droits au statut commercial.

Comment prouver que je suis un artiste au sens de la loi ?

Il faut fournir une attestation d'affiliation à la Maison des artistes (ou à l'Agessa pour les écrivains) et des preuves de création dans les lieux : factures, photos, contrats de vente d'œuvres.

Un artiste amateur peut-il bénéficier du statut ?

Non, seuls les artistes professionnels reconnus par la Maison des artistes ou l'Agessa, et qui tirent leurs revenus de leur art, peuvent bénéficier de l'extension du statut.

Informations juridiques

  • Numéro: 06-12.491
  • Juridiction: Cour de cassation
  • Date de décision: 21 février 2007

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Cas d'usage pratiques

1

Propriétaire d'un atelier loué à un peintre à Allauch

M. Dupont, propriétaire à Allauch, a loué un ancien garage à un peintre pour 600 € par mois. Le contrat est un bail d'habitation. Après 4 ans, il veut récupérer le local pour y loger sa fille. Il donne congé sans indemnité. Le peintre, inscrit à la Maison des artistes, réclame 40 000 € d'indemnité d'éviction.

Application pratique:

M. Dupont aurait dû vérifier le statut du locataire avant de signer. Désormais, il doit soit négocier une transaction (par exemple 20 000 €), soit accepter le renouvellement du bail. Il peut aussi contester l'affiliation si le locataire n'a pas vendu d'œuvres depuis 2 ans.

2

Artiste locataire d'un atelier à Aix-en-Provence

Mme Martin, sculptrice, loue un atelier à Aix-en-Provence depuis 10 ans. Son propriétaire lui donne congé pour vendre le bien. Elle n'a jamais eu de bail écrit. Elle craint de devoir partir sans indemnité.

Application pratique:

Elle peut se prévaloir du statut des baux commerciaux si elle prouve son affiliation à la Maison des artistes et son activité dans les lieux. Elle doit saisir le tribunal judiciaire d'Aix-en-Provence en référé pour obtenir le maintien dans les lieux et une indemnité d'éviction.

3

Acquéreur d'un local occupé par un artiste à Marseille

M. Leroy achète un local commercial à Marseille, occupé par un photographe. Le bail stipule une destination de « bureau ». Après l'achat, le photographe lui réclame le renouvellement du bail en tant que bail commercial.

Application pratique:

M. Leroy doit vérifier si le photographe est affilié à la Maison des artistes. Si oui, il est tenu de respecter le statut. Il peut tenter de négocier un départ moyennant une indemnité, ou demander au locataire de prouver son activité effective dans les lieux.

Maître Cécile Zakine

À propos de l'auteur

Maître Cécile Zakine — Avocate au Barreau des Alpes-Maritimes, Docteur en Droit. Chaque article de ce magazine est rédigé à partir de l'analyse d'une décision de jurisprudence réelle, commentée et mise en perspective par les équipes de Maître Zakine.

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