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Fideiussione e procedura concorsuale: chi dichiara il credito dopo il pagamento?
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Fideiussione e procedura concorsuale: chi dichiara il credito dopo il pagamento?

📅 Décision du 01 dicembre 2009⚖️ Cour de cassation👁️ 15 vues📖 5 min de lecture

La Corte di Cassazione precisa che il fideiussore che ha pagato il creditore prima dell'apertura di una procedura concorsuale del debitore principale è l'unico abilitato a dichiarare il proprio credito, salvo diversa convenzione. Una decisione chiave per i fideiussori e i creditori.

Decisione di riferimento: cc • N. 08-12.806 • 2009-12-01 • Consulta la decisione →

Immaginate: siete proprietari a Cholet, avete concesso un credito a un locatario per dei lavori, con una fideiussione solidale. Il locatario fallisce, il fideiussore paga il debito, poi il locatario viene sottoposto a procedura di redressement judiciaire. Chi deve dichiarare il credito al passivo? Voi o il fideiussore?

Questa questione, che può sembrare tecnica, ha conseguenze finanziarie considerevoli. Se la persona sbagliata dichiara, il credito può essere respinto e perdete ogni ricorso. La Corte di Cassazione, con una sentenza del 1° dicembre 2009, ha stabilito chiaramente: è il fideiussore che ha pagato ad avere la sola legittimazione a dichiarare, salvo che il creditore sia stato autorizzato da una convenzione a farlo al suo posto.

Analizziamo insieme questa decisione e le sue implicazioni pratiche per i proprietari, i fideiussori e i professionisti del settore immobiliare.

I fatti: una storia come tante

Nel 1993, la società MAAF Assurances aveva concesso un prestito a un mutuatario, garantito da una fideiussione. Il mutuatario ha smesso di rimborsare e il fideiussore ha pagato una parte del debito alla MAAF il 19 luglio 1993: 35.398,59 euro. Il saldo residuo è stato oggetto di una cessione del credito a un terzo.

Qualche anno dopo, il mutuatario è stato sottoposto a liquidazione giudiziale. Il fideiussore, che aveva già pagato, ha ritenuto di essere l'unico a poter dichiarare il proprio credito al passivo. Ma il creditore originario (la MAAF) ha anch'esso dichiarato un credito, sostenendo che una parte del debito sussisteva.

Il tribunale di commercio di Angers ha dovuto decidere: chi è legittimato a dichiarare? Il fideiussore riteneva che il suo pagamento lo avesse surrogato nei diritti del creditore, conferendogli così la qualità esclusiva per dichiarare. Dal canto suo, il creditore sosteneva di poter dichiarare per la parte non pagata, e persino per l'intero se il fideiussore non avesse dichiarato.

La causa è arrivata fino alla Corte di Cassazione, che ha posto fine alla controversia con una regola chiara.

Il ragionamento della giurisdizione — analizzato

La Corte di Cassazione si basa sul meccanismo della surrogazione legale (articolo 1251 del Codice civile, allora in vigore). In breve: quando il fideiussore paga il creditore, viene investito dei diritti e delle azioni di quest'ultimo, fino a concorrenza del pagamento effettuato. Questo è ciò che si chiama surrogazione: il fideiussore "indossa gli stivali" del creditore.

Di conseguenza, se il fideiussore ha pagato prima dell'apertura della procedura concorsuale del debitore principale, è lui ad avere la qualità di creditore, e quindi solo lui può dichiarare il proprio credito al passivo. Il creditore originario, essendo stato soddisfatto, non ha più interesse ad agire.

La Corte precisa un'eccezione: se una convenzione (un contratto) tra il creditore e il fideiussore prevede che il creditore possa dichiarare in luogo e per conto del fideiussore, allora questa convenzione prevale. Ma in assenza di tale clausola, solo il fideiussore può dichiarare.

Questa decisione conferma una giurisprudenza costante: il fideiussore che paga prima della procedura concorsuale è surrogato nei diritti del creditore e ha la sola legittimazione a dichiarare. Essa respinge l'argomento del creditore secondo cui potrebbe dichiarare per la parte non pagata: la surrogazione è totale per la somma pagata, e per il saldo il creditore rimane titolare del suo credito, ma deve dichiararlo lui stesso.

In pratica, ciò significa che se il fideiussore paga parzialmente, ci sono due creditori distinti: il fideiussore per la parte pagata, il creditore originario per il saldo. Ciascuno deve dichiarare il proprio credito.

Cosa cambia per voi — concretamente

Per il fideiussore: se avete pagato un debito prima che il debitore principale fosse sottoposto a procedura concorsuale, dovete dichiarare il vostro credito voi stessi. Non contate sul creditore per farlo. In caso contrario, il vostro credito sarà precluso (irricevibile). Ad esempio, a Trélazé, un commerciante che aveva garantito il prestito del figlio ha pagato 10.000 € prima della liquidazione giudiziale di quest'ultimo. Se non avesse dichiarato il suo credito entro due mesi dalla pubblicazione della sentenza, avrebbe perso ogni diritto al rimborso.

Per il creditore originario: se il fideiussore ha pagato tutto o in parte, non potete più dichiarare la parte pagata. Dovete dichiarare solo il saldo residuo. Attenzione: se il fideiussore non ha pagato integralmente, conservate il diritto di dichiarare per l'eccedenza.

Per il debitore principale: questa regola non cambia nulla per voi, ma dovete sapere che i vostri creditori (incluso il fideiussore) hanno diritti distinti. Se un fideiussore dichiara un credito che contestate, potete contestarlo come qualsiasi altro credito.

Per i professionisti (banche, assicurazioni): prevedete nei vostri contratti di fideiussione una clausola che autorizzi il creditore a dichiarare il credito in luogo e per conto del fideiussore. Ciò evita doppie dichiarazioni o omissioni.

Quattro consigli per evitare questo tipo di controversia

  • Verificate il contratto di fideiussione: se siete fideiussori, sappiate se il contratto vi obbliga a dichiarare voi stessi o autorizza il creditore a farlo. Se non è previsto nulla, assumetevi il vostro ruolo: dichiarate.
  • Dichiarate senza indugio: non appena venite a conoscenza dell'apertura di una procedura concorsuale, dichiarate il vostro credito entro i termini legali (di solito due mesi dalla pubblicazione della sentenza). Un giorno di ritardo e scatta la preclusione.
  • Conservate tutte le prove di pagamento: per giustificare la vostra surrogazione, tenete le ricevute, gli estratti conto bancari e qualsiasi documento che attesti il pagamento.
  • In caso di dubbio, consultate un avvocato: le procedure concorsuali sono complesse. Un professionista può aiutarvi a rispettare le scadenze e a redigere la dichiarazione di credito.

Questions fréquentes

Qui doit déclarer la créance si la caution a payé avant l'ouverture de la procédure collective ?

La caution seule, car elle est subrogée dans les droits du créancier. Le créancier originaire n'a plus qualité pour déclarer la partie payée.

Que faire si la caution n'a payé qu'une partie de la dette ?

La caution déclare la partie qu'elle a payée, le créancier déclare le solde restant. Chacun doit agir séparément.

Quels sont les délais pour déclarer une créance en procédure collective ?

Généralement deux mois à compter de la publication du jugement d'ouverture au Bodacc. Passé ce délai, la créance est forclose.

Puis-je contester la déclaration de créance de la caution ?

Oui, vous pouvez la contester dans le cadre de la vérification des créances, en saisissant le juge-commissaire.

Que risque-t-on si on ne déclare pas sa créance ?

La créance est forclose, c'est-à-dire qu'elle ne pourra plus être admise au passif et vous ne serez pas remboursé dans la procédure collective.

Informations juridiques

  • Numéro: 08-12.806
  • Juridiction: Cour de cassation
  • Date de décision: 01 décembre 2009

Mots-clés

cautionsubrogationdéclaration de créanceprocédure collectiveCour de cassation

Cas d'usage pratiques

1

Propriétaire bailleur à Cholet : caution paie le loyer impayé

Un propriétaire à Cholet a un locataire qui ne paie plus son loyer. Une caution solidaire paie les 6 mois d'impayés (3 000 €). Le locataire est ensuite placé en liquidation judiciaire. Qui déclare la créance ?

Application pratique:

La caution doit déclarer sa créance de 3 000 €. Le propriétaire ne peut plus déclarer cette somme. Il doit déclarer uniquement les loyers postérieurs au paiement de la caution, s'il en existe.

2

Banquier à Trélazé : prêt cautionné par un parent

Un banquier à Trélazé a accordé un prêt de 50 000 € à un client, cautionné par sa mère. La mère paie 20 000 € avant que le client ne soit en redressement judiciaire. Le banquier veut déclarer la totalité.

Application pratique:

Le banquier ne peut déclarer que 30 000 € (solde restant). La mère doit déclarer 20 000 €. Si le banquier déclare 50 000 €, sa déclaration sera partiellement irrecevable.

3

Copropriétaire à Angers : appel de fonds cautionné

Un copropriétaire à Angers ne paie pas ses charges. Le syndicat des copropriétaires obtient une caution d'un tiers. La caution paie 2 000 € avant que le copropriétaire soit en sauvegarde. Le syndicat veut déclarer la créance.

Application pratique:

Le syndicat ne peut déclarer que les charges restant dues après le paiement de la caution. La caution doit déclarer les 2 000 €. À défaut de déclaration de la caution, cette somme serait perdue.

Maître Cécile Zakine

À propos de l'auteur

Maître Cécile Zakine — Avocate au Barreau des Alpes-Maritimes, Docteur en Droit. Chaque article de ce magazine est rédigé à partir de l'analyse d'une décision de jurisprudence réelle, commentée et mise en perspective par les équipes de Maître Zakine.

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