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Condizioni sospensive assicurazione danni- opera: quando la banca non deve verificare
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Condizioni sospensive assicurazione danni- opera: quando la banca non deve verificare

📅 Décision du 16 dicembre 2009⚖️ Cour de cassation👁️ 7 vues📖 5 min de lecture

La Corte di Cassazione ha stabilito che il banchiere non ha l'obbligo di verificare la realizzazione delle condizioni sospensive di ottenimento dell'assicurazione danni-opera e della garanzia di consegna al momento dell'emissione della sua offerta di prestito, anche se il contratto di costruzione di casa individuale le prevede.

Decisione di riferimento : cc • N° 08-70.143 • 2009-12-16 • Consulta la decisione →

Avete appena firmato un contratto di costruzione di casa individuale (CCMI) per la vostra futura residenza a Capbreton. Il costruttore vi ha promesso una consegna entro 18 mesi, ma a condizione che otteniate il vostro prestito immobiliare e che sottoscriviate un'assicurazione danni-opera (DO) e una garanzia di consegna. Il banchiere vi accorda il prestito, ma senza verificare che queste assicurazioni siano effettivamente in atto. Più tardi, il costruttore fallisce, i lavori si fermano e vi ritrovate con una casa incompiuta e rate da pagare. Chi è responsabile? Il banchiere avrebbe dovuto verificare che le condizioni sospensive fossero soddisfatte prima di erogare i fondi? È questa la questione che la Corte di Cassazione ha risolto con una decisione del 16 dicembre 2009.

Questa decisione, resa dalla Corte di Cassazione (la più alta giurisdizione giudiziaria francese), riguarda un contratto di costruzione di casa individuale concluso sotto condizioni sospensive (cioè condizioni che devono realizzarsi affinché il contratto diventi definitivo) di ottenimento dell'assicurazione danni-opera e della garanzia di consegna. Il committente (il proprietario) aveva citato in giudizio la banca per responsabilità per non essersi assicurata che queste condizioni fossero soddisfatte prima di emettere l'offerta di prestito. La corte ha dato ragione alla banca: essa non deve verificare la realizzazione di tali condizioni.

Ma cosa cambia esattamente per voi, proprietario o futuro costruttore? E come evitare di trovarsi in una situazione simile, senza assicurazione e senza rimedi? È ciò che vedremo in dettaglio, con esempi concreti tratti dalla mia pratica nel Sud-Ovest, in particolare a Dax e Capbreton.

I fatti: una storia come ne accadono ogni giorno

Il Sig. X, proprietario di un terreno a Capbreton, firma nel 2004 un contratto di costruzione di casa individuale con un costruttore. Il contratto prevede due condizioni sospensive: l'ottenimento di un'assicurazione danni-opera (che garantisce la riparazione dei danni che compromettono la solidità dell'opera per 10 anni) e l'ottenimento di una garanzia di consegna (che garantisce che la casa sarà consegnata al prezzo e nei termini convenuti). Queste condizioni sono enunciate nel contratto, ma senza essere identificate come tali nell'offerta di prestito.

Il banchiere, la Caisse d'Épargne Midi-Pyrénées, emette un'offerta di prestito nel luglio 2004, senza verificare se queste assicurazioni siano state sottoscritte. Il costruttore inizia i lavori, ma rapidamente sorgono difficoltà: il cantiere subisce ritardi, compaiono difetti di costruzione. Nel 2006, il costruttore viene posto in liquidazione giudiziale (cioè fallisce). La casa non è terminata e il Sig. X si ritrova con un prestito da rimborsare e una casa incompiuta.

Il Sig. X cita quindi in giudizio la banca per responsabilità, rimproverandole di non aver verificato che le condizioni sospensive fossero soddisfatte prima di emettere l'offerta di prestito. Egli ritiene che la banca abbia commesso una colpa (una negligenza) non assicurandosi che l'assicurazione danni-opera e la garanzia di consegna fossero in atto, il che avrebbe permesso di evitare il sinistro. La banca, dal canto suo, sostiene di non dover verificare tali condizioni, poiché esse riguardano il contratto di costruzione, non il contratto di prestito.

La causa viene portata davanti al tribunale di grande istanza (TGI) di Dax, poi davanti alla corte d'appello di Pau, e infine davanti alla Corte di Cassazione. In primo grado, il tribunale dà ragione al Sig. X, ritenendo che la banca avrebbe dovuto verificare. Ma la corte d'appello riforma (annulla) questa sentenza, e la Corte di Cassazione conferma la decisione della corte d'appello nel 2009.

Il ragionamento della giurisdizione — analizzato

La Corte di Cassazione ha fondato la sua decisione sull'articolo 1382 del Codice civile (vecchio), divenuto l'articolo 1240 dalla riforma del 2016, che enuncia che « ogni fatto dell'uomo che cagiona ad altri un danno obbliga colui per colpa del quale è avvenuto a risarcirlo ». Per impegnare la responsabilità della banca, occorre dimostrare che essa ha commesso una colpa, che ne è derivato un danno e che esiste un nesso di causalità tra i due.

Ora, la Corte ha ritenuto che la banca non abbia commesso alcuna colpa. Perché? Perché le condizioni sospensive relative all'assicurazione danni-opera e alla garanzia di consegna sono condizioni proprie del contratto di costruzione, e non del contratto di prestito. Il banchiere, quando emette la sua offerta di prestito, non è tenuto a verificare la realizzazione di condizioni che non riguardano il suo contratto. Inoltre, la Corte ha sottolineato che l'offerta di prestito non menzionava queste condizioni come condizioni sospensive del prestito stesso. Pertanto, la banca non ha commesso alcuna colpa e non può essere ritenuta responsabile.

Questions fréquentes

Qu'est-ce qu'une condition suspensive dans un contrat de construction de maison individuelle ?

Une condition suspensive est une clause qui subordonne la naissance du contrat à la réalisation d'un événement futur et incertain. Par exemple, l'obtention d'un prêt ou d'une assurance dommages-ouvrage. Si la condition ne se réalise pas, le contrat est nul.

Puis-je engager la responsabilité de la banque si elle ne vérifie pas que l'assurance dommages-ouvrage est souscrite ?

Non, selon la décision de la Cour de cassation du 16 décembre 2009, la banque n'a pas à vérifier les conditions suspensives du contrat de construction, sauf si elles sont reprises dans l'offre de prêt.

Quels sont les délais pour souscrire une assurance dommages-ouvrage après la signature du CCMI ?

L'assurance dommages-ouvrage doit être souscrite avant le début des travaux, idéalement avant la signature de l'offre de prêt. Aucun délai légal précis, mais il est crucial de le faire dès que possible pour éviter tout risque.

Que faire si le constructeur dépose le bilan et que je n'ai pas d'assurance dommages-ouvrage ?

Vous risquez de devoir financer vous-même les réparations et la fin des travaux. Vous pouvez tenter une action contre le constructeur s'il reste des actifs, mais les chances de récupérer des fonds sont faibles. D'où l'importance de l'assurance DO.

Comment faire inclure les conditions suspensives dans l'offre de prêt ?

Lors de la négociation du prêt, demandez à votre banquier d'ajouter une clause stipulant que l'offre est conditionnée à la souscription de l'assurance DO et de la garantie de livraison. Faites-le par écrit.

Informations juridiques

  • Numéro: 08-70.143
  • Juridiction: Cour de cassation
  • Date de décision: 16 décembre 2009

Mots-clés

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Cas d'usage pratiques

1

Propriétaire à Capbreton : absence d'assurance DO avant déblocage du prêt

M. et Mme Dupont signent un CCMI pour leur villa à Capbreton. Le contrat prévoit une condition suspensive d'obtention de l'assurance DO. Ils obtiennent un prêt de la Banque Populaire, mais oublient de souscrire l'assurance. Le constructeur fait faillite, laissant les travaux inachevés.

Application pratique:

Les Dupont ne peuvent pas se retourner contre la banque, car la condition n'était pas dans l'offre de prêt. Ils doivent finir les travaux sur leurs fonds propres. La leçon : toujours vérifier que l'assurance DO est souscrite avant d'accepter l'offre de prêt, et demander à la banque d'inclure cette condition dans l'offre.

2

Promoteur immobilier à Dax : contrat de prêt intégrant les conditions

Un promoteur à Dax inclut dans l'offre de prêt une clause précisant que les fonds ne seront débloqués que sur présentation de l'attestation d'assurance DO et de la garantie de livraison. La banque vérifie ces documents avant chaque déblocage.

Application pratique:

Cette clause protège le promoteur : si le constructeur ne fournit pas les attestations, la banque bloque les fonds et le promoteur peut résilier le contrat sans pénalité. C'est une bonne pratique à généraliser.

3

Acquéreur à Mont-de-Marsan : litige sur la garantie de livraison

M. Martin achète une maison en VEFA (vente en l'état futur d'achèvement) à Mont-de-Marsan. Le contrat prévoit une garantie de livraison, mais le vendeur ne la fournit pas. La banque débloque le prêt sans vérifier.

Application pratique:

M. Martin peut assigner la banque ? Non, selon l'arrêt de 2009. Il doit se retourner contre le vendeur. Pour éviter cela, il aurait dû exiger la garantie de livraison avant la signature du prêt.

Maître Cécile Zakine

À propos de l'auteur

Maître Cécile Zakine — Avocate au Barreau des Alpes-Maritimes, Docteur en Droit. Chaque article de ce magazine est rédigé à partir de l'analyse d'une décision de jurisprudence réelle, commentée et mise en perspective par les équipes de Maître Zakine.

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