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Congés pour fractionnement : quando il datore di lavoro deve i giorni supplementari?
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Congés pour fractionnement : quando il datore di lavoro deve i giorni supplementari?

📅 Décision du 12 settembre 2018⚖️ Cour de cassation👁️ 14 vues📖 4 min de lecture

La Corte di Cassazione precisa che i giorni di ferie supplementari per frazionamento sono dovuti solo se il datore di lavoro è all'origine del frazionamento. Una chiusura aziendale a fine anno non obbliga il datore di lavoro a concedere tali giorni.

Decisione di riferimento : cc • N° 17-15.060 • 2018-09-12 • Consulta la decisione →

Immaginate: siete proprietari di un piccolo negozio a Cassis, e ogni anno chiudete il vostro negozio durante le festività di fine anno. I vostri dipendenti devono quindi prendere le ferie in quel periodo. Ma ecco, uno di loro richiede giorni di ferie supplementari per frazionamento, ritenendo che siate voi ad averlo costretto a prendere le ferie al di fuori del periodo estivo. Una situazione delicata, non è vero?

Questa questione è stata risolta dalla Corte di Cassazione con una sentenza del 12 settembre 2018 (n° 17-15.060). In sostanza, ha stabilito: i giorni di ferie supplementari per frazionamento sono automaticamente dovuti solo se il datore di lavoro è all'origine del frazionamento. In altre parole, se è la chiusura dell'azienda a imporre al dipendente di prendere le ferie in inverno, niente giorni supplementari.

Ma cosa cambia esattamente per voi, proprietario, locatario o professionista del settore immobiliare? Approfondiamo i dettagli.

I fatti: una storia che capita ogni giorno

Il sig. X, dipendente di un'azienda di lavorazione dei metalli in Mosella, è costretto dal suo datore di lavoro a prendere sei giorni lavorativi di ferie retribuite a dicembre, a causa della chiusura annuale della fabbrica. Il resto delle sue ferie (24 giorni) viene preso tra maggio e ottobre. Ritenendo che questo frazionamento (separazione del congedo principale in più periodi) sia imposto dal datore di lavoro, il sig. X richiede due giorni di ferie supplementari per frazionamento, previsti dall'articolo 27, 6°, dell'allegato "Mensili" del contratto collettivo.

La corte d'appello respinge la sua richiesta. Il sig. X ricorre in cassazione. Davanti alla Corte di Cassazione, sostiene che la chiusura dell'azienda gli ha impedito di prendere i suoi 24 giorni di ferie tra il 1° maggio e il 31 ottobre, e che quindi il frazionamento è opera del datore di lavoro. Ma l'Alta Corte non è di questo avviso. Approva la corte d'appello: il solo fatto che l'azienda chiuda a dicembre non prova che il datore di lavoro abbia imposto il frazionamento. In breve, l'obbligo per il dipendente di prendere sei giorni a fine anno a causa della chiusura non dimostra che il datore di lavoro abbia preso l'iniziativa del frazionamento.

Il ragionamento della giurisdizione — analizzato

Il fondamento legale di questa vicenda è l'articolo 27, 6°, dell'allegato "Mensili" del contratto collettivo della Mosella. Questo testo prevede che quando il numero di giorni di ferie presi al di fuori del periodo legale (1° maggio - 31 ottobre) supera una certa soglia, vengono attribuiti giorni supplementari. Ma attenzione: questi giorni sono dovuti solo se il datore di lavoro è all'origine del frazionamento. Questo è il punto cruciale.

La Corte di Cassazione interpreta rigorosamente questa condizione. Per essa, la chiusura dell'azienda non è un'iniziativa del datore di lavoro volta a frazionare le ferie, ma un vincolo organizzativo. Il dipendente deve provare che il datore di lavoro ha deliberatamente frazionato le ferie, ad esempio imponendo una ripartizione specifica. In questo caso, la semplice chiusura annuale non è sufficiente.

Questo ragionamento si inserisce in una tendenza giurisprudenziale protettiva del datore di lavoro. I giudici ricordano che il frazionamento è un'eccezione al principio di continuità del congedo principale, e che i giorni supplementari non sono automatici. In altre parole, il dipendente non può limitarsi a invocare un vincolo oggettivo; deve dimostrare una volontà datoriale di frazionare.

Quello che pochi sanno è che questa decisione fa eco ad altre sentenze recenti. Ad esempio, con una sentenza del 29 giugno 2016 (n° 14-29.425), la Corte di Cassazione aveva già stabilito che il frazionamento su iniziativa del dipendente non dà diritto ai giorni supplementari. Qui è l'inverso: anche se il frazionamento è subito, l'iniziativa del datore di lavoro deve essere provata.

Cosa cambia per voi — concretamente

Per i proprietari locatori: se impiegate un custode o un portiere, e chiudete la residenza a dicembre (come in alcuni condomini a Septèmes-les-Vallons), non siete tenuti a concedere giorni di ferie supplementari per frazionamento. Ma attenzione: se imponete una ripartizione specifica delle ferie (ad esempio, 2 settimane ad agosto e 1 settimana a dicembre), allora potreste essere debitori di questi giorni. Nella mia pratica, ho incontrato casi in cui proprietari hanno dovuto pagare arretrati salariali significativi per non aver concesso questi giorni.

Per i locatari: se siete dipendenti e il vostro datore di lavoro chiude l'azienda durante le festività, non potete richiedere automaticamente giorni supplementari. Dovete provare che è stato il datore di lavoro a scegliere di frazionare le vostre ferie, ad esempio imponendovi di prendere una settimana a febbraio. In pratica, conservate tutti gli scritti (email, note di servizio) che mostrano la volontà del datore di lavoro.

Per gli acquirenti o condomini: questa decisione vi riguarda meno direttamente, ma illustra l'importanza di comprendere

Questions fréquentes

Mon employeur ferme l'entreprise en décembre, ai-je droit à des jours de congés supplémentaires ?

Non, selon la Cour de cassation, la fermeture de l'entreprise ne démontre pas que l'employeur est à l'initiative du fractionnement. Vous devez prouver que l'employeur a délibérément fractionné vos congés.

Que faire si mon employeur m'impose de prendre mes congés en plusieurs fois ?

Demandez-lui par écrit la raison du fractionnement. S'il s'agit d'une initiative personnelle, vous pourrez réclamer les jours supplémentaires. Conservez tous les écrits.

Quels sont les délais pour réclamer des jours de congés supplémentaires ?

Le délai de prescription est de 3 ans à compter du jour où vous avez eu connaissance de votre droit. Il est conseillé d'agir rapidement.

Mon employeur peut-il me sanctionner si je refuse un fractionnement ?

Oui, si le fractionnement est prévu par la convention collective ou un accord d'entreprise. Vérifiez les textes applicables et consultez un avocat.

Informations juridiques

  • Numéro: 17-15.060
  • Juridiction: Cour de cassation
  • Date de décision: 12 septembre 2018

Mots-clés

congés payésfractionnementCour de cassationemployeursalariéconvention collective

Cas d'usage pratiques

1

Propriétaire bailleur à Cassis employant un gardien

Un propriétaire d'une résidence secondaire à Cassis emploie un gardien. La résidence ferme en décembre pour les fêtes. Le gardien doit prendre 6 jours de congés à cette période et réclame des jours supplémentaires.

Application pratique:

Le propriétaire n'est pas tenu d'accorder ces jours, car la fermeture est une contrainte organisationnelle, non une initiative de fractionnement. Il doit toutefois informer le gardien par écrit que les congés sont subis.

2

Locataire salarié à Septèmes-les-Vallons

Un locataire travaillant dans une PME à Septèmes-les-Vallons voit son entreprise fermer en août et en décembre. Il prend 3 semaines en août et 1 semaine en décembre et réclame des jours supplémentaires.

Application pratique:

Il doit prouver que l'employeur a choisi de fractionner. Si la fermeture est annuelle et connue, il n'a pas droit aux jours. Il peut demander un planning signé par l'employeur pour clarifier l'initiative.

3

Copropriétaire à Marseille avec un concierge

Un copropriétaire dans une copropriété à Marseille emploie un concierge. Le conseil syndical décide de fermer la résidence en décembre. Le concierge réclame des jours supplémentaires.

Application pratique:

La copropriété doit prouver que la fermeture est une décision collective, non une initiative personnelle. Il est conseillé de formaliser la fermeture par une délibération et d'informer le concierge par écrit.

Maître Cécile Zakine

À propos de l'auteur

Maître Cécile Zakine — Avocate au Barreau des Alpes-Maritimes, Docteur en Droit. Chaque article de ce magazine est rédigé à partir de l'analyse d'une décision de jurisprudence réelle, commentée et mise en perspective par les équipes de Maître Zakine.

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