Ferie retribuite e giorni festivi: quando il conteggio in giorni lavorativi cambia tutto
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Ferie retribuite e giorni festivi: quando il conteggio in giorni lavorativi cambia tutto

📅 Décision du 21 marzo 1997⚖️ Cour de cassation👁️ 4 vues📖 5 min de lecture

La Corte di Cassazione precisa che quando un dipendente è in ferie calcolate in giorni lavorativi, un giorno festivo che cade in un giorno non lavorativo in azienda non deve essere compensato. Questa decisione del 1997 rimane attuale per datori di lavoro e dipendenti.

Decisione di riferimento : cc • N° 92-44.778 • 1997-03-21 • Consulta la decisione →

Immaginate: siete proprietari di un piccolo immobile a Limoges e impiegate un custode. Lui prende le ferie dal 22 dicembre al 5 gennaio, periodo che include Natale e Capodanno. Al suo ritorno, chiede un giorno di ferie supplementare perché Natale cadeva di domenica, giorno solitamente non lavorativo nella vostra azienda. Voi gli opponete che il suo conteggio è in giorni lavorativi e che quel giorno festivo non dà diritto a compensazione. Chi ha ragione?

È esattamente la questione che ha dovuto risolvere la Corte di Cassazione in questa causa del 1997, che opponeva un dipendente della Caisse Régionale d'Assurance Maladie du Sud-Est al suo datore di lavoro. Il dipendente aveva preso ferie dal 22 dicembre 1982 al 5 gennaio 1983 e riteneva che il giorno festivo del 1° gennaio (cadente di sabato, giorno non lavorativo in azienda) dovesse essergli "restituito" sotto forma di un giorno di ferie supplementare.

La risposta dei giudici è stata chiara: quando le ferie sono calcolate in giorni lavorativi (cioè i giorni effettivamente lavorati in azienda), un giorno festivo che cade in un giorno non lavorativo non ha alcuna incidenza sul conteggio. Nessuna proroga, nessun giorno supplementare. Una decisione che, a quasi trent'anni di distanza, continua a regolare i rapporti tra datori di lavoro e dipendenti.

I fatti: una storia che capita ogni giorno

Il sig. X, dipendente della Caisse Régionale d'Assurance Maladie du Sud-Est a Brive-la-Gaillarde, aveva più di un anno di anzianità. Come ogni anno, ha presentato una richiesta di ferie annuali per il periodo dal 22 dicembre 1982 al 5 gennaio 1983. Niente di eccezionale: molti dipendenti scelgono questo periodo per godersi le feste.

Peccato che il 1° gennaio 1983 cadesse di sabato. In quella cassa, il sabato era un giorno non lavorativo (si lavorava solo dal lunedì al venerdì). Il sig. X riteneva che questo giorno festivo, sebbene non lavorativo di solito, dovesse essere compensato con un giorno di ferie supplementare, conformemente a un protocollo d'accordo del 26 aprile 1973 che prevedeva un congedo straordinario per le festività legali cadenti in un giorno lavorativo solitamente non lavorato.

Il datore di lavoro rifiutò. Secondo lui, poiché le ferie del sig. X erano conteggiate in giorni lavorativi (e non in giorni lavorabili), il fatto che il 1° gennaio fosse un sabato non lavorativo non dava diritto a nulla. Il dipendente adì allora il consiglio di prud'hommes, poi la corte d'appello, che gli diedero ragione. Ma il datore di lavoro ricorse in cassazione. E la Corte di Cassazione cassò la sentenza d'appello, rinviando la causa ad un'altra corte.

Il ragionamento della giurisdizione — analizzato

La Corte di Cassazione si è basata su due testi: l'articolo L. 223-2 del Codice del lavoro (oggi L. 3141-3) che definisce la nozione di giorno lavorabile, e il protocollo d'accordo del 26 aprile 1973 proprio della Sicurezza sociale.

Il ragionamento è sottile. Innanzitutto, la Corte ricorda che quando il conteggio delle ferie avviene in giorni lavorabili (dal lunedì al sabato, esclusi domenica e giorni festivi), un giorno festivo che cade in un giorno lavorabile deve essere prolungato di un giorno. È logico: il dipendente non deve perdere un giorno di ferie perché un giorno festivo cade durante le sue vacanze.

Ma nella nostra causa, il conteggio era in giorni lavorativi, cioè i giorni effettivamente lavorati in azienda (generalmente dal lunedì al venerdì). In questo caso, un giorno festivo che cade in un giorno non lavorativo (come il sabato) non è un giorno di ferie perso poiché il dipendente non avrebbe comunque lavorato quel giorno. Quindi nessuna compensazione.

La Corte precisa inoltre che il protocollo d'accordo prevedeva che il congedo straordinario per festività legale dovesse essere preso il giorno lavorativo più vicino. Ora, il sig. X era in ferie in quei giorni, quindi non poteva beneficiarne. La decisione è logica: non si possono cumulare due vantaggi per lo stesso fatto.

Cosa cambia per voi — concretamente

Per i datori di lavoro (proprietari locatori che impiegano un custode, amministratori di condominio con personale, ecc.): se conteggiate le ferie dei vostri dipendenti in giorni lavorativi, non dovete concedere un giorno supplementare quando un giorno festivo cade in un giorno non lavorativo nella vostra azienda. Ad esempio, se la vostra azienda è chiusa il sabato e il 1° gennaio cade di sabato, il dipendente in ferie quella settimana non può chiedere un giorno in più. Risparmio potenziale: un giorno di stipendio per dipendente interessato, che per un piccolo condominio a Limoges che impiega un custode rappresenta circa 150 € all'anno.

Per i dipendenti: attenzione a verificare come il vostro datore di lavoro conteggia le vostre ferie. Se è in giorni lavorativi, non guadagnerete nulla se un giorno festivo cade in un giorno non lavorativo. Al contrario, se il conteggio è in giorni lavorabili (oggi più raro), avete diritto a una proroga quando il giorno festivo coincide con un giorno lavorabile, anche se quel giorno è solitamente non lavorativo in azienda.

Per i professionisti immobiliari (amministratori di beni, amministratori di condominio): quando stipulate i contratti di lavoro dei custodi o portinai, specificate sempre il metodo di conteggio delle ferie nel contratto. Una dimenticanza può portare a controversie, come in questa causa che è durata diversi anni.

Quattro consigli per evitare questo tipo di contenzioso

  • Specificate il metodo di conteggio nel contratto di lavoro: menzionate esplicitamente se le ferie sono calcolate in giorni lavorabili (dal lunedì al sabato) o in giorni lavorativi (giorni effettivamente lavorati). A Brive-la-Gaillarde come altrove, un contratto ben redatto evita

Questions fréquentes

Puis-je récupérer un jour férié tombant un samedi si mes congés sont en jours ouvrés ?

Non, selon la Cour de cassation, si vos congés sont décomptés en jours ouvrés (jours effectivement travaillés), un jour férié qui tombe un jour non ouvré (comme le samedi) n'ouvre droit à aucun jour supplémentaire. Vous ne perdez pas de jour de congé puisque vous n'auriez pas travaillé ce jour-là.

Que faire si mon employeur refuse de me donner un jour de congé pour un jour férié tombé pendant mes vacances ?

Vérifiez d'abord le mode de décompte de vos congés dans votre contrat de travail ou la convention collective. Si le décompte est en jours ouvrables (du lundi au samedi), vous avez droit à une prolongation. Si en jours ouvrés, l'employeur a raison. En cas de doute, consultez un avocat en droit du travail.

Quels sont les délais pour contester un refus de compensation d'un jour férié ?

Le délai de prescription est de 3 ans à compter du jour où vous avez eu connaissance du refus (article L. 3245-1 du Code du travail). Pour un refus survenu en 2024, vous avez jusqu'en 2027 pour agir. Mais il est conseillé de réagir rapidement pour éviter des difficultés de preuve.

Mon employeur peut-il changer le mode de décompte des congés sans mon accord ?

Non, le mode de décompte (jours ouvrables ou ouvrés) est une clause du contrat de travail. Toute modification nécessite votre accord écrit, formalisé par un avenant. Un changement unilatéral est illégal et peut être contesté devant le conseil de prud'hommes.

Cette règle s'applique-t-elle aux jours fériés chômés comme le 1er mai ?

Oui, le même principe s'applique. Le 1er mai est un jour férié légal chômé et payé. S'il tombe un jour non ouvré (dimanche ou samedi selon l'entreprise), il n'y a pas de compensation. Toutefois, certaines conventions collectives peuvent prévoir des dispositions plus favorables.

Informations juridiques

  • Numéro: 92-44.778
  • Juridiction: Cour de cassation
  • Date de décision: 21 mars 1997

Mots-clés

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Cas d'usage pratiques

1

Propriétaire bailleur employant un gardien à Limoges

M. Dupont, propriétaire d'un immeuble de 6 logements à Limoges, emploie un gardien à temps partiel. Les congés sont décomptés en jours ouvrés. Le gardien pose ses congés du 24 décembre au 2 janvier 2024. Noël tombe un mercredi (jour ouvré) et le 1er janvier un samedi (jour non ouvré). Le gardien réclame un jour supplémentaire pour le 1er janvier.

Application pratique:

M. Dupont peut refuser en se basant sur cette jurisprudence. Il doit expliquer au gardien que le samedi étant non ouvré, aucun jour de congé n'a été perdu. Pour éviter tout litige, il est conseillé de rappeler la règle par écrit et, si le gardien insiste, de proposer une consultation avec un avocat spécialisé.

2

Salarié d'une agence immobilière à Brive-la-Gaillarde

Mme Martin, agent immobilier à Brive-la-Gaillarde, a ses congés décomptés en jours ouvrables (du lundi au samedi). Elle pose des congés du 20 décembre au 5 janvier. Le 25 décembre tombe un mercredi (jour ouvrable) mais son agence est fermée ce jour-là (chômé). Elle estime avoir droit à un jour de congé supplémentaire.

Application pratique:

Dans ce cas, comme le décompte est en jours ouvrables, le jour férié coïncidant avec un jour ouvrable (même chômé dans l'entreprise) ouvre droit à prolongation d'un jour. Mme Martin peut réclamer un jour supplémentaire. L'employeur doit accorder ce jour, sous peine de condamnation aux prud'hommes.

3

Syndic de copropriété à Limoges gérant le personnel d'immeuble

Le syndic de la copropriété « Les Jardins de l'Aurence » à Limoges emploie deux gardiens. Le contrat prévoit un décompte en jours ouvrés. Un gardien demande à prendre ses congés en août, période incluant le 15 août (Assomption). Le 15 août tombe un jeudi (jour ouvré). Le gardien réclame un jour de plus parce que le 15 août est un jour férié.

Application pratique:

Le syndic doit refuser : le 15 août étant un jour ouvré, il est inclus dans les congés, sans prolongation. Il peut informer le gardien que seul un jour férié tombant un jour non ouvré (dimanche) pourrait, selon certaines conventions, donner lieu à compensation, mais pas dans ce cas. Il est recommandé de clarifier la règle dans le contrat de travail dès l'embauche.

Maître Cécile Zakine

À propos de l'auteur

Maître Cécile Zakine — Avocate au Barreau des Alpes-Maritimes, Docteur en Droit. Chaque article de ce magazine est rédigé à partir de l'analyse d'une décision de jurisprudence réelle, commentée et mise en perspective par les équipes de Maître Zakine.

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